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inviato il 28 Maggio 2019 ore 13:58
non credo: 1. se il gatto non lo adotto io ci saranno meno gatti adottati. 2. non si butta via niente, se gli scarti finiscono inscatolati, al ridursi della richiesta delle scatolette gli scarti troverebbero altri impieghi. fondalmente il numero delle macellazioni dipende dalla richiesta umana di prodotti della macellazione. “ "se tutta l'umanità abbandonasse il consumo di prodotti animali e non avessimo scarti, a quel punto cosa daremmo da mangiare ai gatti?" „ non sei molto addentrato nell'alimentazione per gatti? lo sai che si vendono topi surgelati per es.? io faccio la barf, comprando direttamente i prodotti della macellazione, oltre alle scatolette. trovo più logico comprare animali macellati per il mio gatto che per me stesso. Non punto in questo periodo a diventare vegan, semplicemente a ridurre l'uso d'animali macellati. Ho ridotto di circa il 50% senza risentirne sul palato. La considero una mia piccola vittoria personale. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 18:51
Torno indietro di qualche pagina e prendo spunto da questa affermazione “ Cosa ti fa pensare di avere il diritto di decidere la scala di importanza di un animale? Chi sei tu per decidere che in natura una zanzara vale meno di un delfino? „ A mio avviso non è tanto il "chi sei tu per decidere" la chiave del problema, quanto i parametri che portano a quella decisione; è veramente possibile definire dei parametri "oggettivi" che permettano di decidere che la vita di un organismo "vale" meno di quella di un altro? Ciascun organismo vivente, nella nicchia ecologica che è riuscito a conquistarsi, è perfettamente adattato all'ambiente, quindi dal punto di vista delle dinamiche delle comunità che colonizzano un qualunque ecosistema, la sua vita non vale né di più né di meno di quella di qualunque altro organismo. Tutte le valutazioni che noi umani facciamo (e siamo l'unica specie con questa fissa della classificazione) si basano solo su considerazioni di tipo utilitaristico, comprese quelle (tipicamente antropocentriche) che servono a tacitare il nostro sentimentalismo nei confronti di quegli organismi che, nel nostro immaginario, più "ci somigliano" per alcuni caratteri fisici o comportamentali; ma al di là di questo aspetto secondario non esistono parametri che oggettivamente possano dare origine ad una scala di valore della vita, se non l'appartenenza o meno alla NOSTRA specie (uccidere un uomo o uccidere un altro essere vivente: questa è l'unica vera differenza "etica"). Indubbiamente però ciascuno di noi si costruisce delle classificazioni, utilitaristiche appunto, finalizzate ad accettare e/o giustificare il proprio comportamento anche nei confronti di altre specie; a volte queste classificazioni vengono più o meno condivise su scala sociale all'interno di un gruppo culturale, ma su quali basi potremmo dire quale classifica sia effettivamente più "etica" tra quella accettata dalla media degli europei e quella dei cinesi? L'unica cosa che rimane veramente etica è la decisione di trattare con la dovuta dignità la vita di ciascun essere vivente fino al momento in cui avremo eventualmente la necessità di mangiarlo per sopravvivere noi stessi. Se poi si parla di tornare a rispettare la dieta naturale di onnivoro a prevalenza vegetariana dell' Homo sapiens , riducendo l'eccessivo consumo di carne, ma anche di carboidrati (giusto perché non è solo la carne da demonizzare) allora si entra in un altro discorso, assolutamente condivisibile, ma che non ha nulla a che vedere con i diritti delle altre specie. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 19:14
Si, ma quello che io volevo dire con quella frase era altro. Perche' ci immedesimiamo nel maiale… e non nel ratto?. In fondo i ratti son intelligentissimi, comunicano tra loro, hanno una organizzazione sociale e trasmettono ai discendenti la conoscenza. Come facciano, non lo so.. probabilmente la sera, nella tana, i vecchi raccontano ai giovani le storie di paura ingigantendo i pericoli ed il coraggio degli eroi protagonisti. Voglio dire.. a me sembra arbitrario il decidere quale creatura sta sopra nella scala… O meglio… io so che tutti noi preferiamo mangiare un prosciutto piuttosto che una zuppa di ratto. Nel mio caso, mi rendo conto pero' che e' una preferenza personale "deviata" dal mio background. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 19:17
sicuramente ciascuno si fa una sua scala personale, l'ho messo in evidenza. Ma dire che non c'è nulla do oggettivo non mi sembra corretto. vogliamo confrontare un'ameba con un polpo? oppure uno stafilococco con un pinguino? vogliamo raccontarci il solito paio di balle da anafettivi robot? dai, allora facciamo decidere ad All9000. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 19:27
mah Ooo se parli con qualsiasi allevatore di vacche da carne nel Nord ti dira' che le sue vacche mangiano mais che viene coltivato nei suoi campi… Un qualsiasi vignaiolo ti raccontera' della sua vigna… Entrambi minimizzeranno l'effetto dei nicotinoidi e dei pesticidi usati nei loro campi. Io che per sport ho ben TRE arnie ti direi che ho visto l'arrivo di questi pesticidi e l'effetto sulle mie famiglie. Tanto da spostare gli alveari. Ora.. non vorrei cavalcare facili entusiasmi… ma gli insetti impollinatori son ritenuti essere molto in alto nella scala di importanza per la salute del pianeta. Non e' questione di essere robot.. e' questione (secondo me) di obiettivita'. Oggettivamente un alveare vale piu di una lepre o di un capriolo . nella scala personale invece lo sguardo tenero di un leprotto vale molto piu dei 50mila pungiglioni armati di un alveare. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 19:30
ma adesso si passa al valore su scala utilitaristica? allora mettiamo avanti i nostri batteri intestinali che ci forniscono il gruppo B. lo sguardo del leprotto? per quello forse ormai serve solo che incontri una bimba di 4 anni. e probabilmente serve solo osservare, stando in silenzio. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 19:56
“ ma adesso si passa al valore su scala utilitaristica? „ ma scusa di che valore vuoi che parliamo?.. e' ovvio che il mio cane , il mio cavallo, la mia mucca da compagnia non le mangio… ma da 15 pagine stiamo appunto parlando di VALORE...distinguendo tra valore "attribuito su scala personale" e valore oggettivo. Poi puo essere pure che tonto come sono , abbia deragliato per 15 pagine... |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 20:36
scala personale: libera, ovvio, per definizione, e credo che siamo tutti daccordo. una scala oggettiva invece dovebbe rigurdare quanto una certa specie è utile per l'uomo?  Questa + che oggettiva mi sembra utilitaristica. una scala oggettiva credo che dovrebbe guardare al valore intrinseco di una specie, la sua evoluzione, i suoi traguardi come esseri viventi, la sua capacità di rispondere ai problemi che gli si possono porre davanti, l'ingegno, l'elasticità nel risolvere problemi di soppravvivenza in modo articolato e sopraffino. che valore sarebbe che fanno il miele che agli umani piace tanto? il fatto che il miele piace a me non è un valore oggettivo della specie. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 21:16
“ una scala oggettiva credo che dovrebbe guardare al valore intrinseco di una specie „ E tu chi saresti per stabilire il valore intrinseco? Tu, come me, come noi, sia ben chiaro. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 21:22
io nessuno. ma escludo a priori che il valore intrinseco di una specie sia che mi fanno il miele che mi piace tanto . questo si, sento di poterlo dire. escludo quindi come valore intrinseco qualsiasi tornaconto personale come umano. non lo escludo invece nella scala personale che ciascuno si può dare. è personale appunto e ciascuno ci mette dentro ciò che vuole. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 22:26
“ vogliamo confrontare un'ameba con un polpo? oppure uno stafilococco con un pinguino? „ Ma da quale punto di vista: quello della loro posizione nel rispettivo ecosistema o quello antropocentrico che assegna un valore in base al maggiore o minore antropomorfismo, concedendo magari un alto punteggio alla pecora che se smettessimo di allevare per carne, latte e lana, e la reimmettessimo libera nell'ambiente, probabilmente non sarebbe nemmeno più capace di sopravvivere? Parli di capacità di rispondere ai problemi che si pongono davanti alle singole specie? Bene, allora dovremmo avere la massima considerazione per batteri e insetti, dato che sono da sempre quelli che mostrano le migliori risposte e in tempi più brevi. Continua ad esserci la tendenza a valutare qualunque essere vivente sulla base della sua maggiore o minore vicinanza alle doti dell'uomo, dimenticando che non condividiamo la medesima nicchia ecologica e che probabilmente nella loro occorrono altre doti |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 22:40
La scala dei valori per noi umani parte solitamente dagli esseri più simili a noi estendendosi al resto dei mammiferi e man mano scendendo verso i volatili ecc. Ci sono più ragioni in tutto questo ma la fondamentale è: la capacità/possibilità di comunicare Con un cane, un gatto, un cavallo si riesce a stabilire una comunicazione con una discreta facilità. Con un ragno o uno pseudopodio qualche difficoltà oggettiva c'è. Ovviamente ci sono le eccezioni che confermano la regola: amiamo il nostro gatto ma sognamo di disintegrare il nostro vicino di casa (che ha maggiori facoltà comunicative del nostro gatto, facoltà che magari usa per insultarci)... alcuni apprezzano e tengono in casa rettili, con i quali personalmente ho delle oggettive difficoltà a trovare un punto di comunicazione, posso studiare e conoscere il comportamento ma per il resto ... ““ una scala oggettiva credo che dovrebbe guardare al valore intrinseco di una specie ? „ anche il leone e la gazzella sono mammiferi e hanno una discreta capacità di comunicare ma hanno delle obbiettive difficoltà di comunicare tra loro ragionevolmente... L'uomo, in quanto dotato di intelligenza superiore e di capacità di comprensione maggiore rispetto agli altri esseri viventi, dovrebbe consapevolmente avere un grande rispetto degli altri esseri viventi, anche se bene o male appartiene alla catena alimentare (o ciclo biologico) e per vivere deve applicare la regola del "Mors tua vita mea" verso tutte le altre forme di vita. Per concludere il mio intervento ritengo che la parola fondamentale e il conseguente comportamento "etico" da parte dell'uomo sia: RISPETTO! |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 22:51
P.S.: Anche le altre forme di vita applicano la regola del "Mors tua vita mea" nei confronti della nostra specie. Per altre forme di vita non mi riferisco solo agli esseri "superiori" ma anche a monere, virus & C. |
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inviato il 28 Maggio 2019 ore 23:22
“ ma escludo a priori che il valore intrinseco di una specie sia che mi fanno il miele che mi piace tanto „ Questo infatti sarebbe un valore utilitaristico (?) dal nostro punto di vista, non intrinseco. Possiamo classificare(ci) in base a tanti dati oggettivi, però non abbiamo criteri assoluti, o intrinseci, per poter affermare che una specie si possa mangiare ed un'altra no. |
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