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Chi fotografa senza post produzione?


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avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 11:48    

Non metto in dubbio che possa essere così, ma chi ha VERAMENTE bisogno di scattare a 40 fps se non proprio quegli stessi professionisti dello Sport che poi sono anche quelli che il RAW non lo usano affatto? Eeeek!!!

Comunque io, quelle rare volte che uso una reflex digitale, fotografo a fotogramma singolo quindi non avverto il problema.

Il discorso è che se quella macchina fa 40fps, allora probabilmente usa un algoritmo che genera il jpeg in 1/40 di secondo.
Se tu scatti ad 1fps io sono convinto che usi lo stesso algoritmo e generi quindi il jpeg sempre in 1/40 di secondo.

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 12:01    

+1 Ugo B

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 12:12    

Accontentarsi di quello che produce la fotocamera per me non è un approccio completo alla fotografia
********************************************

Evidentemente non hai mai adoperato una diapositiva MrGreen

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 12:14    

Il discorso è che se quella macchina fa 40fps, allora probabilmente usa un algoritmo che genera il jpeg in 1/40 di secondo.
Se tu scatti ad 1fps io sono convinto che usi lo stesso algoritmo e generi quindi il jpeg sempre in 1/40 di secondo.
********************************************

E che significa in soldoni?

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 12:24    

Evidentemente non hai mai adoperato una diapositiva
nn si portavano a "sviluppare"?

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 12:49    

E che significa in soldoni?

L'avevo già spiegato ma vabbè, repetita iuvant.
Elaborando il raw sul pc, anche solo tenendo le stesse impostazioni del jpeg in macchina, dovresti ottenere un file qualitativamente migliore in quanto vengono utilizzati algoritmi più sofisticati e ci sono a disposizione più potenza e più tempo.
Poi se uno non è capace di postprodurre e ottiene risultati peggiori rispetto al jpeg originale, la colpa è solo e solamente sua.

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 13:42    

La frase del mio amico Paolo:
"Non metto in dubbio che possa essere così, ma chi ha VERAMENTE bisogno di scattare a 40 fps se non proprio quegli stessi professionisti dello Sport che poi sono anche quelli che il RAW non lo usano affatto? Eeeek!!!"
per quanto mi riguarda è da "standing ovation"!
Ma si sa che Polo, io, ed alcuni altri amici qui nel forum siamo "figli della stessa cultura fotografica" e, di conseguenza, le nostre "opinioni" (sottolineo: "opinioni", e NON "imposizione" di regole -a chi non le condivide/gradisce!-) sono spesso mooolto coerenti.

Dopodichè leggo parecchie cose pure condivisibili, MA non posso che rifarmi al "mio" caso personale: scatto in JPEG; faccio un mini-intervento (di RIFINITURA) in Porcoshop e, quando raggiungo il risultato che mi soddisfa (2-3 minuti al massimo!), "la chiudo lì"! "Soddisfatto"! La mia è del resto una passione, mica "un lavoro"!
GL

P.S.: non che la cosa abbia un significato particolarmente rilevante, ma quando decido di far stampare un poster (50 X 70), CONSCIO della mia inadeguatezza nel post-produrre le schifezze che "fabbrico" (generalmente ritratti), chiedo SEMPRE al professionista che interpello per la stampa se ritenga il caso di effettuare, "sua sponte", un ulteriore intervento. Fino ad ora, con tre diversi specialisti, NON mi è MAI capitato di sentirmi dire che: "si ... qualcosa si potrebbe ancora fare"!
Ma si sa: sono un "ragazzo di campagna" (gusti SEMPLICI), FORTUNATO, per di più!

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 13:45    

@Rcris. "Colpa mia" cantava l'impareggiabile Mina!
Comunque hai ragione: "il peggior nemico del buono è il meglio" ripeteva spesso l'amico Giuliano (ricordi?), mentre il Prof. G.P. Bolognesi, dalle pagine di "Progresso Fotografico"/"Tutti Fotografi", insegnava che la qualità è un ASINTOTO! Sante parole! Ciao. GL

avatarjunior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 13:49    

Purtroppo l'equivoco nasce dal considerare la post produzione come "ritocco" e "correzione errori" mentre rappresenta uno sviluppo, un'interpretazione personale dello scatto.

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 13:52    

Nelle prime fasi della sua carriera (fino alla fine del 1935), Henri Cartier-Bresson sviluppava i propri rullini e stampava le proprie fotografie.Tuttavia, in seguito ha quasi del tutto smesso di occuparsi del lavoro in camera oscura, poiché disprezzava gli aspetti prettamente chimici e tecnici della fotografia.Per approfondire, ecco alcuni dettagli fondamentali sul suo approccio:
Delega in camera oscura:
Per la maggior parte della sua vita (incluso tutto il periodo dell'agenzia Magnum Photos), ha affidato lo sviluppo e la stampa dei suoi negativi a stampatori di fiducia, come l'amico Pierre Gassmann a Parigi.
Controllo sul risultato:
Pur non lavorando personalmente con le bacinelle, era estremamente esigente. Conosceva a fondo il processo e pretendevi che i suoi stampatori seguissero indicazioni precise.
Nessun ritocco o ritaglio:
Per mantenere intatta la spontaneità dello "scatto perfetto", Cartier-Bresson imponeva che le sue immagini venissero stampate a pieno formato, senza alcuna manipolazione o ritaglio in camera oscura (pretendendo che si vedesse il bordo nero del negativo).
Per Cartier-Bresson l'unica cosa che contava era "vedere", considerare la fotocamera come un blocco per appunti e immortalare l'istante, non il processo tecnico di sviluppo. Puoi scoprire di più sul suo lavoro leggendo le analisi dei suoi capolavori raccolte dal The Art Stories.

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 13:59    

@Rcris. "Colpa mia" cantava l'impareggiabile Mina!
Comunque hai ragione: "il peggior nemico del buono è il meglio" ripeteva spesso l'amico Giuliano (ricordi?), mentre il Prof. G.P. Bolognesi, dalle pagine di "Progresso Fotografico"/"Tutti Fotografi", insegnava che la qualità è un ASINTOTO! Sante parole! Ciao. GL

Ma va benissimo scattare in jpeg ed intervenire su quelli, l'importante è non fare passare il concetto "il jpeg in macchina, siccome è fatto da chi lavora a stretto contatto con chi ha sviluppato il sensore, è comunque meglio di quello che mediamente si può fare partendo dal raw".

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 14:11    

@Juan. Allora si insegnava "così"! "La prefigurazione dello scatto" si chiamava! Chi poi, come il sottoscritto, passando dallo stato di studente a quello di lavoratore, non trovava più il tempo per la camera oscura, ritrovava, nella diapositiva, lo schema-Cartier Bresson, da te illustrato. Ho, da allora, imparato a fare le fotografie "on camera", e NON al PC, in PP!
Comunque sono CONVINTO (anche se è solo una "mia" IPOTESI) che anche i fotografi-importanti "attuali", NON stiano loro stessi al PC per post produrre i loro lavori. Mi sento "ragionevolmente" certo che abbiano collaboratori, ampiamente "skillati" in materia che, noti i gusti del "padrun de la melunera" (come dicono a Milano!), operano di conseguenza! Te li vedi (fu) Salgado, (fu) Giovanni Gastel, (fu) Peter Lindbegh, (fu) Oliviero Toscani ... a cavarsi glio occhi davanti ad un PC?
Ciao. GL
P.S.: A Parigi, da Pierre Gassmann, mi risulta che ci andassero ANCHE mooolti grandi fotografi Italiani ... Era "il No. 1 assoluto"!

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 14:17    

Delegare la fase di post non significa che non serva . Ed in ogni caso bisogna avere le competenze per poter dare indicazioni e valutare se il risultato che viene offerto é quello cercato.

Non aver voglia/tempo e non ritenerla utile sono due cose completamente differenti

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 14:19    

E torniamo al punto d'inizio.
La conoscenza.
La democratizzazione della post. non risponde al nucleo della questione.
Nel dubbio, non toccare.

avatarsenior
inviato il 16 Maggio 2026 ore 14:21    

Appunto! GL

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