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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 22:09
Quindi se uno è famoso può usare fotosciop senza essere tacciato di taroccamento. Continuiamo a non capirci, mi spiace. Io chiudo sennò finiscono le pagine. |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 22:15
@Watson, non barare, la correlazione con la realta' non e' diretta, e infatti le lenti introducono una distorsione. La correlazione non e' biunivoca perche' i colori, che possono variare, sono reali come le linee. Un oggetto rosso assorbe tutte le lunghezze d'onda della luce, tranne quella del rosso, che viene quindi riflessa, e quella lunghezza d'onda ovviamente esiste ed e' reale. |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 1:07
“ Quei numeri hanno diretta e biunivoca relazione con il reale che li ha generati. Non sono numeri a caso. „ Ma che caz.zo stai dicendo? I sensori, così come le pellicole, non hanno una risposta lineare, anzi: i sensori non sono affatto lineari; non c'è una corrispondenza biunivoca né in profondità né in risoluzione. “ Possono cambiare i colori „ NO! Perché i colori nelle immagini digitali non esistono! “ Una linea dritta, raw jpeg tiff dng, sempre una linea dritta rimane. „ NO!! Perché è un bitmap, non un vettoriale! Ma almeno prima di sparare caz.zate hai studiato un po' di immagini digitali? Quindi va bene clonare le nuvole con Lightroom perché non fa PìPì?? E ancora questa storia della Luce!!11! Ma hai mai sentito parlare di Man Ray? Cosa pensi che usasse? “ Hai idea delle interazioni che accadono nel nostro cervello per permetterci di trasformare i fotoni raccolti in un'immagine? E' tutta massiccia Postproduzione „ Il mio prof di immagini digitali e microscopia avanzata diceva: avete presente alle elementari quando vi insegnano che il cervello deve capovolgere le immagini? Tutto sbagliato! Il cervello mica vede le immagini, lui sa interpretare le informazioni codificate dai nervi ottici  |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 7:18
D.Octavius Hill, H.P.Robinson, ReJlander, Man Ray, Rodtchenko, El Lissitzki, John Heartfield tutti fotografi che hanno fatto fotomontaggi. Chiamiamolo collage, se non piace fotografia. La sostanza non cambia. Fanno parte della storia della fotografia su qualsiasi manuale. |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 8:17
@Mauro266: spesso nella discussione ti capita di rispondere ai commenti altrui con frasi tipo "ma chi sei tu, sei un quisque de populo, guarda che tizio ha esposto qui e là, è stato premiato al concorso X, ha pubblicato il libro Y, è sul manuale Z". Questo genere di risposte a mio parere ha una validità relativa, soprattutto se parliamo di personaggi contemporanei. Intendo dire in primo luogo che esistono esposizioni ed esposizioni, esistono mostre e mostre, esistono comitati scientifici e comitati pseudoscientifici, esistono concorsi e concorsi, esistono case editrici e case editrici, esistono gallerie e gallerie ecc. ecc. In secondo luogo bisogna considerare che quello dell'arte e quello della fotografia sono mercati e funzionano con le logiche dei mercati. Ed oggi l'intreccio tra case editrici, proprietari di media, enti museali, gallerie private con i loro galleristi, organizzatori di mostre seriali, critici d'arte, investitori istituzionali, collezionisti privati è un intreccio sotto alcuni punti di vista perverso ragion per cui certe cose si vedono e certe cose restano nascoste e non è detto che tutto quello che si vede lo si vede perché vale veramente, soprattutto se parliamo di contemporaneità, ma anche se parliamo di trapassati da 100 anni: un mercato è un mercato e funziona con logiche di marketing che non necessariamente coincidono con i reali valori, e chi li stabilisce poi quei valori? sempre più accade che i valori li stabilisca chi ha un interesse diretto a stabilirli, sempre più si creano dei mainstream dentro i quali sembra che sia tutto buono e al di fuori dei quali sembra che nulla esista. Dunque io credo che si debba sempre stare un po' attenti quando si afferma "parola del Signore" restare sempre con le antenne un po' alzate ed esercitare sempre spirito critico. In terzo luogo esistono sempre e comunque i gusti personali. Non è che un autore me lo debbo far piacere per forza se è citato sul tale manuale di Charlotte Cotton o di Claudio Marra, ammesso che l'autore del manuale stia comunque fuori da tutte le logiche sopra menzionate e non subisca condizionamenti anche a livello subconscio, (e giudicare la contemporaneità è sempre esercizio difficile e rischioso, lo sanno benissimo la Cotton e il Marra), non contando poi il fatto che non tutta l'opera di un autore è sempre allo stesso livello. |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 8:58
Capisco tutto e prima di scrivere faccio le mie considerazioni e valutazioni sulle fonti, ma a chi pretende di stabilire cosa e o non è fotografia per tutti rispondo che non spetta a lui farlo, c'è un mondo reale della fotografia dove cosa è fotografia è già definito e viene aggiornato costantemente col progredire di tecnica e linguaggi. Non stiamo parlando di ciò che piace o meno, ma stiamo sostenendo che Franco Fontana non è un fotografo... Poi è facile spostare la discussione sul piano di un relativismo da operetta, su questo piano non scendo, per fortuna ho messo dei riferimenti che non si prestano a questo tipo di speculazione |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 9:18
Mannaggia, siete ricaduti nel materialismo da "fotografia=disegnare con la luce"? |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 9:33
non ho capito come il discorso sia finito a scannarsi sulla definizione di foto, ma credo che potremmo tornare a parlare di PP. Assodato che passare da raster a immagine visibile richiede qualche forma di elaborazione delle informazioni raccolte dal sensore, le domande successive potrebbero essere: 1) quali sono indispensabili? 2) li consideriamo tutti PP oppure diamo ai precedenti un nome diverso? 3) quando quelli oltre 1) sono da considerarsi leciti? E' ovvio che, parlando in 4 gatti su un forum, non pretendo di rivoluzionare i concetti della fotografia digitale o addirittura creare nuove definizioni che un domani siano accettate dal mondo intero...ma mi piacerebbe continuare il confronto, almeno la parte costruttiva di esso. Le mie risposte, ma partendo solo dalla prima e seconda: 1) demosaicizzazione, forse selezione dello spazio di colore 2) la chiamerei sempre PRODUZIONE dell'immagine (RAW). Da li in poi, dovrebbe essere tutta PP. Ci sono situazioni che scappano da questa proposta? |
user90373
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 9:50
Sono d'accordo con @ Angor . Tolta la scheda dalla macchina il resto è P.P., anche se necessaria come nel caso del file RAW. Ora che esistono fotocamere con editor incorporato il limite si sposta un pò più a monte. Che poi tutto rientri nel calderone della fotografia, così come una qualsiasi disciplina motoria rientra nella più generica definizione di "sport", fa parte del giochino di sentirci tutti sportivi così come fotografi. IMHO. |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 10:01
D'accordo con Angor: pero' nel caso di jpg in camera ? |
user90373
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 10:06
@ Jacopo Pasqualotto “ D'accordo con Angor: pero' nel caso di jpg in camera ? „ Secondo me fino a quando non si visualizza una qualche immagine da valutare è pre. |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 10:16
Ettore, alla fine gli sportivi migliori sono quelli che vincono le Olimpiadi...in fotografia è lo stesso |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 10:27
"pero' nel caso di jpg in camera?"...per capirci in maniera semplicissima e sintetica possiamo definirla una p.p base creata dalla fotocamera. |
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inviato il 24 Dicembre 2018 ore 10:31
D'accordo con Vincenzo. |
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