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inviato il 19 Settembre 2018 ore 10:28
dicevo perchè avevo detto in senso dispregiativo “ Perdonami ma questo parlare per sentito dire sta diventando ormai un virus „ ! Solo una battuta scema |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 10:51
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 10:54
La Trahison des images. Differenza tra oggetto e sua rappresentazione. Immanenza e trascendenza. Bene signori, siamo prossimi al delirio qui. Anzi, per quelli che la fotografia è solo un insieme di puntini colorati l'equivoco esistenziale è già realtà. |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 12:48
Io ho l febbre, voi che scusa avete? Comunque vi lascio un articolo scritto piuttosto bene, non recentissimo, che analizza la situazione della Street in Italia, con leggi e regole. Interessante questo paragrafo : "Con la scusa della privacy, non è difficile mettere a tacere il diritto di cronaca. Non è necessario pensare sempre a teorie complottistiche, ma nemmeno abbassare la testa supinamente. Secondo, i fotografi del passato, anche italiani, con le loro foto di strada ci hanno raccontato la nostra storia. Molti bellissimi scatti ritraggono persone perfettamente riconoscibili, anche bambini, nelle più disparate attività e non sono accompagnate da liberatoria. Oggi, tra potenziali divieti e le paure che ne conseguono, molti fotografi semplicemente evitano di fare queste foto. Il rischio è che questo secolo non venga documentato in Italia. Sta già succedendo. Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra Vietato!, che tratta proprio questi temi, dice (fonte originale): Il recente millennio avrà, almeno in Italia e in pochi altri strutturati Paesi, scarsa documentazione sulla società oggi contemporanea e sui suoi comportamenti. Là dove la fotografia è registrazione e memoria, ci saranno dei vuoti di memoria. Il nostro presente rischia di non diventare immagine per il futuro. Le più raffinate abilità nel raccontare l'evoluzione della società italiana, i comportamenti, le mode, resteranno forse inespresse. Ci troveremo ad avere ricchissima memoria dell'Asia, dell'Europa dell'est, dell'Africa, anche dell'America, ma nulla sul nostro Paese." |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 12:50
Ah per la cronaca quello che si è incazzati è uno che fatto il grande fratello, lascio a voi tutte le considerazioni del caso |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 13:03
la memoria sarà confermata. se una volta era lo scatto alla Vivian Maier, oggi con le questioni, privacy, minori, leggi varie, saranno i selfie a lasciare la memoria. non vi piace? pazienza, è il nostro ritratto più genuino, è quello che meglio ci rappresenta. |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 13:34
“ Ci troveremo ad avere ricchissima memoria dell'Asia, dell'Europa dell'est, dell'Africa, anche dell'America, ma nulla sul nostro Paese. „ Per forza, nel nostro Paese abbiamo smesso di produrre contenuti originali ben prima che nascesse la fotografia. “ Ah per la cronaca quello che si è incazzati è uno che fatto il grande fratello, lascio a voi tutte le considerazioni del caso „ Ecco perché non lo conosco, non guardo BerlusconiTV dal 1984 Ste cose sono messe in scena per 4 soldi. Dovresti essere il re degli stupidi per aggredire un fotografo davanti ad un altro fotografo che riprende tutto. Il fotografo che fugge, poi, dovrebbe essere ancora più stupido per scappare impaurito da quel fesso con la barba. Pagliacciate. |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 13:58
Già per essere andato al Grande Fratello è un'×. |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 16:00
In un negozio c'era scritto che era vietato fotografare le proprie creazioni artigianali. Rispetto il tutto ovviamente. Il proprietario mi spiega che una volta sono entrati dei cinesi, hanno fatto foto e poi copiato il tutto inondando il mercato di mercanzia simile. Gli ho fatto presente che volendo, potevano acquistare una statuina e copiarla in 3D a casa senza tante storie. C'è rimasto male |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 17:15
beh, sui saloni all'estero dove si propone vino Italiano, gli standisti cacciano letteralmente via tutti quelli che cercano di fotografare le etichette. Spesso infatti la gente assaggia i vini, sceglie quelli che gli piacciono, fotografa l'etichetta e li ordina on line. L'importatore paga lo stand, paga lo spazio, paga i sommellier perche spieghino i vini.. importa i vini, offre le degustazioni… e ti arriva il furbo che assaggia tutto, discute per mezz'ore su quale sia meglio. Fotografa e ordina on line.. Poi si offendono quando li cacciano via a calci... |
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 18:28
A me è capitato a Cison di Valmarino ad una fiera di artigianato, l'espositrice mi ha chiesto di non fotografare il suo banchetto e io ho evitato di farlo visto che non era per me la fotografia della vita, in villa a Valsanzibio ho dovuto fare una dichiarazione che le foto cha avrei fatto erano per uso personale. A Rodi ho fotografato degli sposi in un meraviglioso contesto e il fotografo ufficiale che stava fotografando pure lui mi ha chiesto di non pubblicare le mie sul web. Ecco basta essere cortesi non polemizzare e non farsi tante domande su perchè e percome qualcuno non vuole essere fotografato, la volta che mi sembrerà di stare facendo la foto della mia vita me ne f.....ò e la farò lo stesso (o anche no) |
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inviato il 20 Settembre 2018 ore 2:58
“ Quoto il Saggio Nonno Baker ! Ma chiedo ancora una volta : é cosi difficile chiedere il permesso di fare una fotografia ? „ Sono ancora a pagina 8... ma vista la ricorrente domanda che ho riportato in quote, dò subito la risposta che mi è sorta spontanea: E' così difficile da accettare il principio per il quale "perchè mai si debba essere tenuti a chiedere il permesso a chicchessia", quando si sta espletando un qualcosa che la legge stabilisce che questo rientri nel normale libero esercizio della propria libertà di espressione individuale? Almeno finchè non siamo in Nord Corea... Perchè mai si dovrebbe richiedere un permesso, e quindi esporsi anche ad un possibile diniego, dando così un potere decisionale a qualcuno che quel potere a norma di legge non ha e nè debba avere, il tutto a discapito eventuale di una mia libertà tutelata da precise normative? Su una qualsiasi cosa che legalmente sia prevista e ammessa... Rifiuto l'idea di dover essere tenuto a richiedere consensi di sorta a nessuno, o che questi ne sia arbitro. (Almeno in contesti normali, e non in situazioni o luoghi a rischio, cribbio). |
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inviato il 20 Settembre 2018 ore 3:42
Fata (ormai ti continuo a chiamare così come in precedente occasione ), ti capisco benissimo in quanto mi sono imbattuto almeno in 4 episodi del genere, da un anno in qua, come non me ne erano mai capitati prima. Anzi, uno assai più "grave" ed imbarazzante. (Comunque preciso in modalità che nulla hanno a che vedere con ritratti personalizzati, ma in ampie riprese e dovute distanze) Ovvero un energumeno palestrato, in canottiera e rasato a zero, che c'entrava nella fattispecie come la trippa a colazione, che in una situazione in luogo pubblico, pensò bene di intervenire come avvocato difensore della classica causa persa, bloccando il mio cammino piazzandosi davanti a mezzo metro da me, minacciando di spaccarmi la macchina. Il condizionamento nell'immediato resta, facendoti passare voglia e motivazioni fotografiche almeno per quella giornata, a meno che caratterialmente non si sia dotati del giusto distacco e menefreghismo, che entrambi evidentemente non abbiamo. Che dire... Purtroppo su 7 miliardi di persone in giro per il globo, ci si può inevitabilmente imbattere in rappresentanti dalle infinite variabili umane. Addirittura nel mentre documentavo (per lavoro e non diletto) una nota esposizione fieristica della mia zona, una esagitata della Croce Rossa in divisa, presente ad uno stand dell'Avis, balzò fuori dal gazebo inveendo a voce alta mentre si catapultava in pochi istanti davanti a me (pure lei) sbraitando che non potevo fotografare e richiamando l'attenzione di molti presenti, con un'aggressività che dovrebbe essere almeno sconosciuta in quel contesto ad una esponente di tali rappresentanze, che addirittura perseguono scopi altruistici ed umanitari. Specchio dei tempi, paradossi della vita. Disse qualcuno "Non ti curar di loro, ma guarda e passa". Da tenere presente in futuro. P.S. In luoghi privati aperti al pubblico, comunque si è tenuti a richiedere il permesso di fotografare sempre alla proprietà o ai gestori/organizzatori, per evitare problemi di sorta. Temo che questo rientri anche nel tuo caso, Fata. Qualora costoro ti avesse accordato il permesso, dubito che qualsiasi espositore si potesse "legalmente" opporre. Per averne certezza, bisognerebbe però approfondire... anche se questo nulla toglie ai modi inadatti (eufemismo per non usare scurrilità) con cui sei stata approcciata dalla tipa. I centri commerciali sono luoghi privati, rivolto a chi li ha citati. Fotografare piazzando il cavalletto in suolo pubblico, per legge necessita di permesso, anche se all'oggi suona come una barzelletta. Se non ricordo male, è una normativa risalente ai tempi in cui la normalità... era l'uso dei banchi ottici, ed in questo allora si poteva vedere un suo perchè. Magari trattasi di regio decreto, ridicolo all'oggi, ma a quello le autorità si attengono. |
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inviato il 20 Settembre 2018 ore 8:00
“ Temo che questo rientri anche nel tuo caso, Fata. Qualora costoro ti avesse accordato il permesso, dubito che qualsiasi espositore si potesse "legalmente" opporre. „ E' il contrario.. Si DEVONO opporre. Normalmente quando firmi l'adesione ad un salone o manifestazione contestualmente firmi anche la liberatoria che concede all'organizzazione il permesso di pubblicare foto ed immagini. Bene, l'organizzazione VENDE ad un fotografo i diritti delle immagini che questo produrra' IN ESCLUSIVA. Cioe' detto fotografo e' l'unico a poter fotografare sul luogo della manifestazione. Quindi, per poter fotografare su una fiera TU fotografo dovresti essere in possesso di autorizzazione da parte del fotografo concessionario del diritto. Per pubblicare la foto es: di un cavallo che salta in un concorso di cavalli, hai bisogno nell'ordine di: Autorizzazione del fotografo concessionario. Autorizzazione del proprietario del maneggio Liberatoria del Cavaliere Liberatoria del proprietario del cavallo Questo naturalmente nel caso non si vedano loghi e marchi pubblicitari. Altrimenti la cosa si complica. In questo caso, che si sia fotografi o meno, conviene comprare la fotografia direttamente dal fotografo concessionario dei diritti. Infatti, proprietario del cavallo, fantino, proprietario del maneggio rilasciano liberatoria direttamente con l'iscrizione al concorso. |
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