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avatarsenior
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 22:27    

I_Felix, ma tu lo conosci il significato del termine "rappresentare"?
Penso che nemmeno un bambino di due anni potrebbe credere che una foto sia la realtà, anche solo per la sua bidimensionalità, ma probabilmente è già in grado di capire che la può "rappresentare"; è sempre stato questo lo scopo della fotografia di documentazione: non quello di "essere" la realtà, ma di rappresentarla al meglio possibile, compatibilmente con i mezzi a disposizione e con la cultura del fotografo.
Nemmeno quello che il soccorritore di un infartuato racconta al telefono al 112 (ex 118) è la realtà, però da quel racconto dipende la vita di una persona: sono solo impulsi elettrici via cavo telefonico o è una descrizione di come effettivamente si presenta la situazione?

user109536
avatar
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 22:36    

????????????????

avatarsenior
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 22:41    

Mauro266, non mi riferivo a tutta l'arte, fotografica o meno, ma all'idea, sempre più diffusa e messa in pratica, che tutto sia concesso senza una progettualità precisa, ma solo per "abbellire" un'immagine: abbellire e decorare non sono molto lontani.

avatarsenior
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 22:51    

Ok Daniele ma è meglio essere precisi visto che qui c'è chi parla di limitare per legge la libertà d'espressione...poi ripeto molto è semplice comunicazione che magari a noi non arriva perché a noi (per fortunaMrGreen) non è diretta ma non è detto che sia sbagliata, anzi è sicuramente giusta se centra il suo target.

avatarsenior
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 22:52    

Il problema della verità del messaggio è legato all'intenzionalità di chi lo trasmette; trovo abbastanza ipo.crita legarlo alle caratteristiche del mezzo di comunicazione: un po' come dire che siccome un coltello da cucina può uccidere, se lo uso per ammazzare mia suocera è colpa del coltello, non mia.
Semplicemente mi pare che dietro ad una presunta libertà di usare la fotografia si nasconda spesso il desiderio di non assumersi la responsabilità del messaggio che questa trasmette

avatarsenior
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 23:25    

Concordo Daniele ma stiamo parlando della fotografia come documento, in comunicazione la presa in carico del messaggio è automatica ovviamente in modo subordinato al contesto

user117231
avatar
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 6:51    

Per me fotografare è esprimere la mia creatività.
Rappresentare la realtà ?!!!
Non ci penso proprio..
dato che è pesantemente condizionata
dall'influsso umano totalmente negativo.

user109536
avatar
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 7:04    

Felix pessimismo all'ennesima potenza !

avatarsenior
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 8:46    

I_Felix, messa in questa maniera la cosa mi trova abbastanza d'accordo, soprattutto per quanto riguarda il condizionamento da attività umane; credo che gran parte delle tendenze "fantasy", delle pp alla Marc Adamus, o comunque delle accentuazioni esasperate in generi come la paesaggistica, nascondano in realtà inquietudini di questa portata, una sorta di versione fotografica della nostalgia per una perduta (o mai esistita) "età dell'oro". Penso soltanto che manchi ancora una reale consapevolezza di questo, quanto meno a livello di massa, cosicché certe elaborazioni finiscono per rimanere solamente "mode" da seguire esteticamente anziché assumere un maggior spessore culturale e simbolico.

user109536
avatar
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 8:49    

Psicanalisi spicciola !

avatarsenior
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 9:09    

Quando ero impegnato nella mia tesi di Laurea in architettura, nell'ormai "diversamente vicino" 1980 MrGreen, in quel di Burano, mi resi conto di come sia difficile, per la gente comune ma non solo, avere piena consapevolezza dei propri reali bisogni, o comunque riuscire ad esprimerli, e di come certi "segni esteriori" (in questo caso di valenza architettonica) che vengono spesso interpretati come mode, nascondano in realtà bisogni reali e ben più strutturati, ma inespressi.
Credo che spesso, oggi che siamo tutti diventati "produttori di immagini", la stessa cosa si faccia sentire anche nella fotografia di massa, ma sono anche sempre più convinto del fatto che l'attuale impostazione del concetto di "comunicazione", fortemente condizionato da visioni di marketing, finisca sempre per spingere verso l'aspetto modaiolo, sicuramente più commerciabile, nel suo costante intento di creare bisogni fittizi anziché cercare di decodificare quelli reali; Internet, poi, si rivela essere il contenitore ideale per tendenze di questo tipo, molto più di quanto non lo sia, o lo sia stata la televisione, perché permette di attingere direttamente alla fonte della cultura di massa.

avatarsenior
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 9:18    

Madrano, se non ti interessa capire la gente non ci sono problemi, ma se vuoi cercare di capi.rla (ragazzi che gnucchi i software che bloccano le parolacce!?! MrGreen), certi ragionamenti devi iniziare a farli e non lasciarli fare solo a qualche agenzia pseudo-qualificata; per dirla tutta, io lavoro in un museo e ti assicuro che nei musei in cui sta entrando prepotentemente il marketing, la divulgazione della cultura ne sta uscendo altrettanto velocemente, purtroppo.

avatarsenior
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 9:36    

Daniele in gran parte concordo, ma stiamo sempre parlando di una nicchia della fotografia non della fotografia.
Io credo che oggi la gente cerchi la bellezza per distrarsi, naturale o artificiale poco importa e commercialmente è scontato assecondare questo bisogno, come dicevo prima se un'immagine centra il target è riuscita, tutto questo non ha nulla a che fare con l'arte ma nemmeno a stretti termini con photoshop che resta solo uno degli strumenti.
Che ci siano delle distorsioni anche in ambiti più seri è vero, ma alla fine tra chi emerge trovi quasi sempre persone estremamente preparate e creative, nei giorni scorsi ho visto di sfuggita qui l'ennesima discussione sul "perchè fotografate" le risposte lette sono proprio quelle che chi arriva in quegli ambiti non darebbe...la grande differenza è li ;-)

user109536
avatar
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 9:43    

Grazie del pir (la) e buona giornata.

avatarsenior
inviato il 11 Ottobre 2018 ore 10:05    

Mi trovo assai d'accordo con gli ultimi interventi di Mauro e Daniele.
Direi che sono cose di cui si è largamente dibattuto.
E purtroppo non viviamo tempi in cui è semplice sollecitare una maggiore consapevolezza dei processi che stanno dietro fare clic o rimescolare i pixel nel PC. Vale anche per tante cose più importanti.

Tornando al titolo del topic, mi pare che un punto fermo si possa trovare in quanto scritto da Daniele:
...io concepisco molti approcci alla produzione di immagini fotografiche, purché contestualizzati e forniti di chiavi di lettura.


Il problema non è tanto cosa sia "giusto" o "sbagliato" fare delle nostre foto. Ma cosa sia corretto fare in relazione al contesto in cui si presenta l'immagine. Potremmo dire che è una questione di "onestà intellettuale".

Se io partecipo ad un forum di "arte digitale" posso tranquillamente trasformare il mio paesaggio dietro casa in un'immagine fantasy. Non inganno nessuno.
Ma se partecipo ad un concorso di fotogiornalismo, è giusto che mi chiedano il RAW per verificare i contenuti della mia foto.

In conclusione ognuno può fare ciò che meglio crede alle proprie fotografie, purché sia onesto verso chi le legge.

Poi ognuno si prenderà le proprie responsabilità sull'importanza del mantenere al centro il legame tra la fotografia e la realtà rappresentata davanti all'obiettivo, oppure preferirà darsi alla "pittura" attraverso minestroni di pixel.

Non credo occorra ricordare che il rapporto forte tra immagine fotografica e realtà sia il vero specifico della fotografia. Il suo "core business".
Tutto il resto è pittura.







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