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Tre domande 3.


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avatarsupporter
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 9:09    

soprattutto sul colore che prima avrei dovuto affidare ad un laboratorio ma, non potendomi permettere la parolina magica - sviluppo e stampa "professionali" - con risultati costantemente deludenti


E su questo hai ragione ed è l'unico motivo per cui sto meditando l'opportunità di comprare un corpo digitale, ma al massimo faccio 10 rulli/anno come negativo colore (e probabilmente neanche ci arrivo), vale la pena? Non solo il corpo macchina e poi c'è tutta la gestione, calibratura monitor ecc ....sto valutando ed un ampio motivo di riflessione è scaturito proprio dal precedente post di Ettore

tuttavia continuo ad odiare gli automatismi in quanto tali: l'unico che lascio impostato è la priorità dei diaframmi


idem sulla R5

....focus stacking .....back button focus ..... blending .....


Non ho idea di cosa parli .....a me sembra tanto elettronica la mia R5 ed una specie di astronave complicatissima la R8 in arrivo, molto più semplice gestire la IIIf senza esposimetro MrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 9:27    

Back button focus in effetti è un'opzione elettronica che consente di togliere dal pulsante di scatto la funzione di controllo della focalizzazione, spostandola su un pulsantino posteriore da comandare col pollice; quando ci si prende la mano può facilitare in parecchie situazioni.
Focus stacking e blending di esposizioni sono tecniche multiscatto; la prima per recuperare profondità di campo che altrimenti non avresti nemmeno chiudendo al massimo il diaframma, tipicamente per macro, la seconda è quella da abbinare al bracketing in fase di scatto (automatico o manuale), dove esegui più riprese della stessa scena, con diversa esposizione, da montare in post per recuperare alte luci e ombre da situazioni altrimenti critiche; c'era chi riusciva ad applicare queste tecniche anche in CO (la seconda è nata addirittura intorno alla metà dell'800), ma con molto manico e una pazienza da certosino

avatarsupporter
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 9:56    

Beh in effetti sono io che sono giurassico è più si va avanti e più il divario che divide me dai nuovi apparecchi infernali è abissale e colmarla sarebbe sempre più impegnativo .....

Beh le esposizioni multiple le ricordo bene, sia in CO che in fase di ripresa (credo che oggi si direbbe in board) calcolando la giusta esposizione o in una stanza al buio con più lampi flash .....una pratica che a me personalmente non mi ha mai appassionato, ma un gusto personale! Oggi vedo cose fantastiche fatte con i programmi di PP

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 10:03    

Oggi vedo cose fantastiche fatte con i programmi di PP

Però purtroppo si vedono anche tante nefandezze; anche se cambiano i metodi e diventano materialmente più facili, la capacità di padroneggiarli in modo corretto bisogna sempre farsela con l'impegno, l'esperienza e l'occhio.
E poi c'è un ulteriore pericolo che nasce da come vengono presentati gli strumenti "moderni", quelli che apparentemente risolvono tutti i problemi in automatico: si tende a dimenticare che, invece, per ottenere buoni risultati non si deve mai smettere di imparare, qualunque sia lo strumento che usi

avatarsupporter
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 10:10    

Daniele concordo pienamente.

A solo titolo di esempio un paio di sere fa al circolo vediamo belle foto proiettate, come sempre, arrivati ad una bellissima foto una persona seduto su una panchina tutta a destra disturbava la vista, è stato detto ed il commento dell'aut è stato “si è vero non me ne ero accorto ora la faccio sparire con il timbro clone”

Ora io faccio delle considerazioni personali, primo non sai vedere la tua foto in fase di ripresa? Ed in fase di sviluppo? E poi ancora lo fai sparire Eeeek!!!Eeeek!!!Eeeek!!! ma ....ricordo Bresson che diceva se una cosa disturba e non puoi toglierla dall'imquadratura fai in modo che entri nella composizione ora la puoi comporre e ricomporre in fase di sviluppo (CO o CC non importa), scegli un ritaglio diverso, ma farlo sparire non mi piace

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 10:46    

In effetti si tratta di un esempio ... imbarazzante! Non tanto per il timbro clone in sé, né per la mancanza di spirito d'osservazione dimostrata dall'autore, quanto per il fatto che il timbro clone venga inteso come la naturale soluzione a tale mancanza: in questo modo non c'è crescita.
Talora si presentano situazioni che possono giustificare l'utilizzo di quello strumento; ad esempio, in una macro non "costruita", ma realizzata direttamente in natura, può capitare che risulti impossibile eliminare fisicamente quel fastidioso filo d'erba troppo vicino al soggetto e che, al contempo, un diverso pdr non renda a dovere; è una scelta che implica indubbiamente una posizione "filosofica" che può essere condivisa o meno, ma che dimostra se non altro una consapevolezza da parte dell'autore.
Non avere sufficiente spirito d'osservazione nemmeno sul prodotto finito è invece una lacuna che il fotografo deve colmare diversamente.

avatarsupporter
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 11:13    

Concordo pienamente ed è quello che vado dicendo da parecchie pagine, non è lo strumento in se da condannare, ma il fatto che ci ha semplicemente fatto abituare ad un modo di pensare diverso, un approccio diverso ovvero la fotografia si compone o almeno si finisce di comporre dopo in CC recuperando una superficialità in ripresa. Ecco questo non mi piace, è sempre fotografia o grafica?

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 11:15    

Credo non sia né l'una né l'altra, perché anche la grafica, per essere buona, richiede di essere pensata e previsualizzata

avatarsupporter
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 11:16    

Grazie del tuo parere

avatarjunior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 11:53    

Io condanno puro lo strumento, oltre all'uso che se ne fa. Perché oltre ad essere DISEDUCATIVO é pure DISTRUTTIVO.
Distruttivo dell'AUTENCITÁ e della NATURALEZZA della fotografia: 2 virtù primarie, fondamentali. Senza le quali la fotografia diventa "altro" (keywords associabili: finzione, manipolazione, fake, immagine grafica)

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 12:08    

Puma, qui entri in una questione di filosofia operativa (che tra l'altro era applicabile anche alle lavorazioni possibili nell'era della pellicola); se ci impappiniamo in questioni filosofiche non ne usciamo più, perché allora dovremmo tirare in ballo i concetti di AUTENCITÁ e di NATURALEZZA anche per le procedure che stanno "a monte" dello scatto, come ad esempio spacciare per "wild" la [negozio 24] un cervo scattata all'interno di un recinto, o i personaggi messi in posa nelle foto di reportage, i filtri colorati per "scaldare" un tramonto altrimenti scialbo ecc.

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 12:51    

"Mi rendo conto che la fotocamera devono farmela pagare di più e che perciò l'hanno sicuramente riempita di millemila altre funzioni anche se a me non servono"

Dovrebbero fare come con le automobili, in cui aggiungi gli optional che ti interessano!

user28347
avatar
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 12:56    

bella idea diebu,sarebbe bello una fotocamera semplice ff digitale che scatta solo in manuale e autofocus ,magari la fan pagare di più ;-)

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 13:03    

Il fatto è che tali optional spesso sono solo software disabilitati e come avveniva in passato (ricordo su alcune digitali di fascia bassa venivano abilitate funzioni ufficialmente presenti solo sui modelli superiori) c'è chi trova il modo di abilitarli gratis.

avatarjunior
inviato il 28 Ottobre 2017 ore 13:54    

Che storiaTriste

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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