|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 11:30
Boh, secondo me gli aspiranti fotografi non dovrebbero svendersi.. Ma gli amatori puri sono un discorso un po' borderline. Se un amico parente mi chiede di fare le foto al battesimo/festa di compleanno... Sa che non potrò garantirgli la qualità minima. E se il mio impegno è minimo mi sembra logico non far pagare nulla. Tanto per capirsi: se date un passaggio a un collega gli fate pagare la corsa per salvaguardare il lavoro dei tassisti? Se la vecchietta (o ancora meglio la vicina gnocca) della porta a fianco vi chiede di sostituirle la lampadina bruciata nel lampadario in alto... la fate pagare per salvaguardare il lavoro degli elettricisti? Diverso il discorso se vi chiedesse di rifargli l'impianto elettrico gratis... Ma questo probabilmente non ve lo chiederebbe e si rivolgerebbe direttamente a un professionista. Purtroppo volenti o nolenti, a torto o ragione, certe tipologie di "servizi" fotografici sono diventati equiparabili al "lo sanno fare più o meno tutti". Proprio come il cambio della lampadina. Questo non significa per forza che la gente abbia gli occhi foderati di prosciutto. Semplicemente c'è chi non ritiene sensato il rapporto costo beneficio. Se l'imbianchino mi chiede 2000 euro per un muro... allora me lo rifaccio io anche se male o certo qualche amico che mi dia una mano... Il risultato non sarà lo stesso ma a quel prezzo quel lavoro diventa fuori dal mercato... Insomma a prescindere dalle ore spese e dalla fatica... se quel lavoro lo può fare chiunque (o comunque viene percepito così) il prezzo giocoforza cala. Anche se magari il professionista lo farà meglio... Ci sono molti manovali che si fanno il mazzo ma hanno una paga ridicola... e i centralisti, e gli autisti dell'Ikea, e i dipendenti di Lidl, e i raccoglitori in agricoltura, ecc... |
user90373
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 11:31
Perchè tutti vogliono foto gratis? Il quesito non riguarda i fotografi, ma gli acquirenti. Perchè lo fanno? Perchè ritengono che la fotografia debba esser gratuita? Dove risiede la causa di questo modo di pensare? C'è forse poca cultura fotografica? C'è troppa offerta? Il problema non è salvare il culo al singolo professionista ma ridare alla fotografia un pò di "valore" in quanto frutto dell'umano impegno. |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 11:40
E bravo Ettore! Giusto. Ci sono i furbetti che ci provano, e trovano (quasi) sempre i polli che lo fanno. E non sto parlando della lampadina, ma di giornate intere di lavoro, o mesi e anni di praticantato... |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:00
qualcuno ha parlato di agricoltura... i fagiolini di prima scelta a 27 cent al kg.. l'uva a 20 cent al kg... le arance a 8 cent/kg dicono nulla?... eppure coltivare richiede impegno, mezzi, capacita', fatica ed investimenti che un fotografo se li sogna. Un traduttore di libri.. prende anche meno di un contadino. Eppure esegue un lavoro lungo faticoso e stancante.
 non vorrei rompere le palle a Marx... ma mi pare non ci sia più ciccia per gatti... Ps un laureato che faccia pratica viene pagato meno di un laureato gia' completamente formato.. come un senior viene pagato piu' di un neoassunto.. e non e' questione di sfruttare nessuno. |
user90373
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:25
Bah, poi vai a comperarli i fagiolini, e anche i libri non è che te li tirino dietro. Qualcosa non funziona perchè qualcuno non vuole che funzioni, ma non saprei come chiamarlo stò fatto. |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:27
Quello che più mi dà da pensare è il fatto che coloro che più sfruttano la loro posizione per assumere collaboratori a titolo gratuito e approfittare delle loro prestazioni, sono proprio quelli che avrebbero i mezzi per pagarli. E' un vero peccato, perchè così facendo si tagliano le gambe alle nuove leve e si dà il cattivo esempio. |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:30
www.facebook.com/skynews/videos/1659591590722098/ questo e' un video raccapricciante... volendo estendere il discorso.. anche noi dovremmo pagare cell e fotocamere dieci volte di più. Tutta la filiera sarebbe ben pagata e solo i pro avrebbero le fotocamere che servono a fare i pro.... |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:35
Sì Salt, quanto dici è vero. Molti oggetti vengono venduti sottoprezzo grazie al lavoro sottopagato nei paesi poveri. Infatti 50 anni fa, quando gli oggetti venivano prodotti in Europa, costavano 10 volte tanto, rapportato agli stipendi. Però erano costruiti per durare (ed effettivamente duravano parecchio) e chi li possedeva ne apprezzava a pieno le qualità. Nel mio piccolo cerco perlomeno di usare ogni cosa finché posso, nel rispetto delle risorse e di coloro che ci hanno lavorato. |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:38
Perazzetta te lo dico io come si chiama... si chiama schiavismo 3.0 Una volta gli schiavi erano popoli socialmente deboli che venivano catturati ed importati a caro prezzo... 1.0 poi si e' scoperto che conveniva lasciarli la dove erano e importare solo le merci.. 2.0 ora si e' capito che chiunque puo' essere ridotto in schiavitu' .. a forza o con dolcezza a seconda di quel che serve... 3.0 |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:44
Prima si davano loro le bastonate, ora si danno loro le briciole... per farli contenti. (siamo un po' complici di questa situazione, anche se non è sempre facile trovare alternative efficaci nella vita di tutti i giorni) |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:48
sai skylab la mia prima chitarra.. una cassetta da frutta con le corde della eko la pagai quanto tre mesi di lavori da ragazzo d'officina. Una chitarra vera costava due ..tre anni di lavoro. Una chitarra elettrica di marca era inavvicinabile persino se usata. Non parliamo di un organo Hammond. ma in quegli anni lavorava solo uno in famiglia e la famiglia faceva un mese di ferie... senza cellulare.. senza andare a sharm...o al safari...magari con un po' di economia. Oggi ti compri una Gibson per due soldi di cacio e un pezzo di pane. e noi appassionati ne abbiamo almeno tre a testa. Ma ne suoniamo sempre una sola.... Lo stesso per le fotocamere... siamo tutti strabbuffati di materiale che non useremo mai (o che usiamo pochissimo). Abbiamo auto da 250 kmh per andare in coda per ore.. l'auto più scassa oggi fa i 190 quando i limiti son tutti sotto ai 140... E ancora ci chiediamo perché manca il lavoro? perché i clienti cercano di non pagare?... |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 17:55
La mia auto i 190 non li fa nemmeno se la prendo a calci... la moto sì, ma l'ho pagata (usata) come una bicicletta. vale lo stesso? Di fotocamera da usare ne ho una sola (e mi basta), le altre 50 hanno più di 50 anni, e le tengo per passione. E' un mondo difficile...! anche se per noi è mooolto meno difficile che per altri: noi siamo dalla parte di quelli fortunati. |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 21:52
Il problema è che se alzi artificialmente i prezzi, in pratica svaluti solamente il denaro, ma la situazione non cambia. Il problema, è che più passaggi ci sono, più il lavoro che sta alla base viene pagato meno e il prezzo all'utente finale aumenta. Visto che si diceva che i libri costano cari, prendiamo l'esempio di un libro di narrativa di 150 pagine venduto al pubblico a 10€, cifre tonde per semplificare. L'autore scrive il libro e lo da ad un editore, che fa l'editing in casa e fa stampare il libro in una tipografia. I libri stampati vanno al distributore che lo fa arrivare nelle librerie che vendono il libro. L'autore con una discreta forza contrattuale percepisce un pagamento tra 0,5 e 1 euro a copia venduta. L'editing di un libro può richiedere parecchio tempo e supponiamo costi 2000 €, tra personale e parte dei costi struttura. Il grafico impagina e fa la copertina e prende 500€. Quindi prima di partire ci sono già 2500€ di costi da sostenere. A questo punto si passa alla stampa. Un libro del genere può costare circa 2000 € per 2000 copie. (1€ a copia) Ergo, per fare uscire 4000 copie l'editore ha già sostenuto circa 4500 € di costi che vanno a spalmarsi su 2000 copie. Quindi 2,25€ per copia (escluso il compenso dell'autore). A questo punto l'editore porta le copie al distributore che gliele ritira in conto vendita concordando un pagamento sul venduto di circa 4,50 cad chiedendo 1 copia omaggio ogni 12 pagate. Quindi in realtà l'editore percepisce poco più di 4,1€ a copia venduta. Ovviamente il distributore si riserva il diritto di resa anche dopo aver acquistato. (ammesso che abbia ritirato in prima battuta tutte le copie) A questo punto l'agente del distributore porta il libro nelle librerie, nel 90% dei casi finirà in un anonimo scaffale. In alcuni casi il libraio compera il libro (riservandosi sempre la resa) oppure lo chiede anche lui in conto vendita. Di solito il libraio acquista il libro ad un prezzo tra i 6€ (catene) e i 7€ (librerie medio piccole). Quindi se per ipotesi si vendessero tutte e 2000 le copie, l'editore incasserebbe 8200, ne pagherebbe tra i 1000 e i 2000 all'autore, i 4500 tra editing e stampa, avendo un margine lordo tra i 1700 e i 2700 €. Il distributore trattiene circa 5000€ con cui paga gli agenti e la logistica, ai librai rimangono circa 7000€. Se ad esempio il libro vendesse 1000 copie, il margine del canale distributivo si ridurrebbe in assoluto (ma non in percentuale) ma l'editore avrebbe una perdita secca. In questo caso ho tralasciato i costi di promozione, burocratici ed altro. Se il libro va invece sul tanto odiato amazon, l'incasso viene suddiviso così: 50% all'editore 35% amazon (che si carica della logistica in uscita) e 15% sconto al cliente. Secondo voi qual è il modello più sostenibile e vantaggioso sul lungo termine? Ed ecco anche perché la prima edizione di un libro non costa mai 10€, ma dai 15 ai 19. |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 22:34
Fabiopol, permettimi, lezione di microeconomia rivedibile. Lavorare in nero è illegale. Fine della storia. Lavorare regolarmente offrendo lo stesso prodotto/servizio ad un prezzo più basso, è legittima concorrenza. Questo vale per la fotografia, come per tutto il resto. È il mercato. |
|
|
inviato il 01 Marzo 2017 ore 22:39
Stefano, d'accordo ma che c'azzecca? |
|

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |