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inviato il 11 Febbraio 2017 ore 17:52
Amo molto la fotografia analogica con cui ho cominciato a 8 anni continuando per 40 anni in esclusiva fino al passaggio al digitale, per riprendere dopo qualche anno. Ora faccio l'uno e l'altro. L'unico vero limite che trovo alla pellicola è il rapporto qualità/sensibilità. Come sempre, uso solo pellicole 50 ISO e, raramente, 100. Ne consegue che certi generi per me sono definitivamente preclusi a questa tipologia di foto. Rimangono praticamente il paesaggio, il ritratto statico, un po' di street. Tutto il resto, soprattutto la fotografia naturalistica nelle sue varie accezioni, tele, macro, tecniche moderne, panoramiche sferiche, focus stacking e quant'altro sono esclusivo appannaggio della fotografia digitale. Le possibilità consentite dalle big mpxl aprono poi nuove strade, anche alla pellicola, che può essere digitalizzata con buona qualità in maniera rapida senza passare dalla noiosa scansione portando facilmente in digitale la straordinaria resa analogica. “ La diapositiva è stupenda, certo, ma toglila dal proiettore e mostrerà parecchi acciacchi „ e come fruire una stupenda diapositiva se non con una stupenda proiezione? |
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inviato il 11 Febbraio 2017 ore 18:14
“ e come fruire una stupenda diapositiva se non con una stupenda proiezione? „ Certo, ma alla lunga tutta la procedura per mettere in piedi una proiezione decente finisce per diventare un deterrente alla voglia di rivedere i tuoi lavori: alla fine le mie dias rimanevano anni nei loro contenitori, mentre le stampe BN le riprendevo in mano quasi tutti i giorni. Anche col digitale, nonostante la facilità nel rivedere i propri scatti a monitor (lasciamo perdere che la definizione di un monitor è comunque un'interpolazione), continuo a preferire la stampa (magari sono anche un po' ottocentesco ) |
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inviato il 11 Febbraio 2017 ore 18:56
Certo, ma è anche un cerimoniale, se non ti va fai negativi e stampe, e allora tanto vale il digitale |
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inviato il 11 Febbraio 2017 ore 19:18
La stampa è sempre la stampa,non c'è niente da fare. |
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inviato il 11 Febbraio 2017 ore 19:55
fotografavo 40 anni fa con una Mamiya RB67 e Yashica mat 124 con pellicola Kodak Vericolor formato 120 da 100asa. Ogni volta che premevo lo scatto erano un mare di soldi che andavano via anche per via delle provinature da stampare. Se un matrimonio era di 80 foto portavo con me 9 rullini perché sbagliare non era permesso. L'immancabile caro vecchio e glorioso Metz sempre in funzione interno o esterno che fosse. Mi portai la Olympus om10 nel viaggio di nozze 25 anni fa e ho ancora le foto incorniciate in bella mostra. Ebbene, dopo anni mi sono riaccostato alla foto: da quattro anni ri-possiedo una macchina per mio hobby e ho scoperto un mondo nuovo e inimmaginabile: croppare, manipolare in digitale, scattare praticamente al buio... eppure i colori della vecchia analogica mantengono un qualcosa che non ho più ritrovato. |
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inviato il 11 Febbraio 2017 ore 20:38
Eh si.Hai proprio ragione. |
user90373
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inviato il 11 Febbraio 2017 ore 21:02
Finchè c'è analogico c'è speranza! |
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inviato il 12 Febbraio 2017 ore 10:46
La diapositiva è stupenda, certo, ma toglila dal proiettore e mostrerà parecchi acciacchi Non sono affatto d'accordo Daniele e questo per un semplice motivo: se proietti come si fa normalmente, cioè su uno schermo bianco (perlinato o meno è un discorso un tantino diverso che al momento non ci interessa), allora posso assicurarti che la diapositiva in effetti perde, e non poco, rispetto alla semplice visione in trasparenza su di un visore (quello che in medicina chiamano diafanoscopio) uniformente illuminato e sempre con l'ausilio di un loupe eccellente tanto quanto le ottiche adoperate in ripresa, chiaramente; in questo caso quindi è meglio l'osservazione extra-proiettore ... ma è bene precisare che questo avviene semplicemente perché in questo caso la diapositiva proiettata paga il pegno, invero pesantissimo, della non trasparenza dello schermo sul quale si proietta ... cosa che rende la diapositiva orba della sua migliore e più alta qualità. La situazione però si rovescia completamente allorquando ci si prenda la briga, e anche la scocciatura devo dire, di retroproiettare , ossia proiettare delle diapositive (ovviamente inserite rovesciate nel caricatore) sempre su un telo si, ma stavolta trasparente ... e in questo caso vai tranquillo che davvero non ce n'è per nessuno perché in questo caso la diapositiva non solo NON PERDE la sua virtù precipua, la trasparenza appunto, ma anzi la vede addirittura amplificata dal fatto che l'immagine proiettata sembrerà fluttuare a mezz'aria nel buio più totale ... in pratica si tornerà alla stessa identica situazione nella quale hai operato nel momento della ripresa e tu potrai quindi godere appieno, oltretutto stando comodamente seduto in casa tua, di quelle stesse identiche sensazioni che hai provato nell'attimo stesso in cui hai pigiato sul pulsante di scatto! |
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inviato il 12 Febbraio 2017 ore 11:00
Certo, ma alla lunga tutta la procedura per mettere in piedi una proiezione decente finisce per diventare un deterrente alla voglia di rivedere i tuoi lavori: alla fine le mie dias rimanevano anni nei loro contenitori, mentre le stampe BN le riprendevo in mano quasi tutti i giorni. Beh anche in questo caso non sono d'accordo con te caro Daniele, un poco perché, come già detto da Leone: vuoi metterci un tantino pure il cerimoniale che diamine , e poi anche perché all'atto pratico, quantomeno a me, tutto questo cerimoniale non impegna più di quattro o cinque minuti, dieci al massimo ... ma solo se si tratta di attrezzare una dissolvenza incrociata! Alla fine non c'è mica da perdere una giornata dai ... |
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inviato il 12 Febbraio 2017 ore 11:08
ho fatto una prova una settimana fa... volevo acquistare un proettore digitale per usarlo come "proiettore" i lavori a livello pubblicitario al posto di mostrarli su monitor ... ho preso un vecchio zeiss ... con un buon obiettivo e ho proiettato una diapositiva alla distanza di 3 metri su un bristol bianco .. ho preso due proiettori della epson gentilmente fornitemi con una buona ottica e ho proiettato una dipositiva ... digitale... stesso schermo stessa distanza. a... la qualita non è minimamente paragonabile ancorche devo dire che la qualita digitale non era affatto male e per un uso commerciale non è da escludere.. b... tempo : tra collega selezione e fai partire il alvora ... te lo so pio dire se ci si mette piu tempo con le vecchie diapositive o con il digitale! ... indubbiamente avere in linea l'archivio digitale è sicuramente piu pratico alla lunga di un archivio diapositive... ma il pc che si pianta equivale al caricatore che si inceppa ... l'ottica sporca la trovi in tutti e due ..... etc etc etc |
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inviato il 12 Febbraio 2017 ore 12:09
“ Se un matrimonio era di 80 foto portavo con me 9 rullini perché sbagliare non era permesso. L'immancabile caro vecchio e glorioso Metz sempre in funzione interno o esterno che fosse. „ adesso se non si ha una raffica di almeno 7-8 frame al secondo, un corpo macchina con tenuta fino a 128000 iso senza rumore e obiettivi rigorosamente f/1.2 da usare esclusivamente a tutta apertura, condito con un paio di schede da 64 giga da riempire, ti dicono che non puoi scattare ad un matrimonio |
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inviato il 12 Febbraio 2017 ore 12:29
Al mio matrimonio, che fu celebrato in uno sperduto paesino di montagna, distribuii 4 macchine con flash e 7 obiettivi ai miei amici e parenti capaci di fotografare, e 5 rulli di Kodachrome a testa, con l'idea di dirigerli io e così non prendere un fotografo ufficiale. Il giorno prima però ci ripensai, mi feci indicare il fotografo più conosciuto della zona e gli ordinai un album da 50 foto e non più. Lui venne con una 500 CM col Planar e un metzone, senza assistente. Fece 5 rulli. Al ritorno dal viaggio di nozze era già tutto pronto, mi consegnò un bell'album con 50 stampe assolutamente perfette per 500.000 lire, tutto compreso, ogni evento perfettamente ripreso, uscita con lancio del riso e del bouquet compresi. Assolutamente soddisfatto io, moglie tranquilla, tutto a posto. Per dire che quando c'è il manico non servono mirabolanti attrezzature. E potevo anche farne a meno, perché dopo i tempi tecnici del Kodachrome, tra le diapositive riuscii a selezionarne di buone ben 400, alcune anche molto spettacolari, pur fatte da non da professionisti ma da semplici appassionati. Penso che comunque la pellicola fosse un banco di prova un filo più selettivo |
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inviato il 12 Febbraio 2017 ore 12:43
Ad oggi, vendono le macchine fotografiche usa e getta da matrimonio (normali usa e getta fa 8-9€, però bianche coi cuoricini ), lo scopo è darne una ad invitato ed ognuno può divertirsi a fotografare. Può venirne fuori qualcosa di interessante! |
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inviato il 12 Febbraio 2017 ore 13:49
“ E potevo anche farne a meno, perché dopo i tempi tecnici del Kodachrome, tra le diapositive riuscii a selezionarne di buone ben 400, alcune anche molto spettacolari, pur fatte da non da professionisti ma da semplici appassionati. Penso che comunque la pellicola fosse un banco di prova un filo più selettivo „ Presumo implicito che durante la cerimonia scattasse soltanto il professionista, altrimenti il casino di rumori di otturatori sarebbe stato micidiale. |
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inviato il 12 Febbraio 2017 ore 16:06
Innanzitutto giocavamo in casa. Il prete ci conosceva e ci voleva molto bene fin da bambini, con molti retroscena, pertanto era molto tollerante. In ogni caso, proprio all'altare fotografarono con continuità solo il fotografo e la mia intraprendente amica Anna Giordano (nota naturalista di fama), ma ci furono tanti altri momenti in cui anche gli altri scattarono molto, alla fine anch'io, al ricevimento, feci alcuni ritratti a mia moglie, Contax RTSII con 85/1.4 |
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