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inviato il 20 Aprile 2016 ore 22:45
Esistono effetivamente, per l'ultimo punto citato, riguardo a copie da brevetti russi da parte di Case occidentali, anche esempi di copia 'al contrario', lo stesso Gravina scrive che proprio il (giustamente) celebrato Bertele prese la tecnica del controllo della vignettatura mediante introduzione di coma pupillare da progetti ottici russi prebellici, che gli consentirono di realizzare il magnifico Biogon evitando di inserire un filtro neutro degradante per compensare la perdita di luminosita' ai bordi. Va da se' che in genere, visto il piu' marcato sviluppo tecnologico dell'occidente, erano giocoforza i russi a copiare piuttosto che viceversa, ma non mancano esempi del contrario (che pero' si contano su una mano, credo, nondimeno esistono). Teniamo anche presente che le case di produzione sovietiche dovevano sovente dimostrare di 'essere in grado' di eguagliare, perlomeno, i concorrenti occidentali se la politica decideva che era opportuno farlo. Per cui si metteva qualche prototipo in cassaforte, ci si faceva firmare che OK, la fabbrica numero tale ha dimostrato di sapere costruire gli Zeiss, e poi nulla entrava in produzione (sarebbe costato moltissimo) e tutto filava come prima, allo stesso modo si segavano anche le ubbìe di novita' e sviluppo del prodotto originali e brillanti. La Zenit TTL entro' in produzione proprio per questo, a Photokina i capi avevano notato che chiunque aveva in produzione macchine ad esposimetro TTL (i russi restavano ancorati al selenio) e fu ordinato di entrare in produzione immediatamente con un tale 'evoluto' dispositivo con un po' di lustri di ritardo, per cui si rispolvero' in fretta e in furia un prototipo assemblato a mano per scommessa da un tecnico della fabbrica anni prima e quella divenne la Zenit TTL, che non aveva pregi al di la' di mantenere il 95% delle parti della Zenit E e i relativi impianti (e di costare probabilmente anche meno di quest'ultima). Altrimenti non si spiegherebbe la fungaia di prototipi finiti nel nulla, e le stesse produzioni introvabili (ma per Ivan, spesso, anche un banale 135 o 37 mm era utopia, era roba da dirigenti, da negozi per stranieri , e da tesserati del Partito, roba che non si vedeva in giro praticamente mai, i russi veri fotografavano con le Lomo, e quella non gliela copia nessuno). |
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inviato il 20 Aprile 2016 ore 22:57
La stessa TOE (il dinamico importatore inglese al quale si deve tanto del grande successo che ebbero i prodotti KMZ in UK) esasperata chiedeva Zenit 19 e Tair 11 e gli arrivavano Zenit EM o E con il 58mm e quasi niente altro. Le produzioni, fuori dall'economia di mercato, non sono facili a realizzarsi nei numeri richiesti (e talvolta non avvenivano proprio). In Gran Bretagna si trovano ancora oggi ottiche tele o grandangolari , e anche zoom , marchiate 'Helios' che sono giapponesi di second'ordine (non Tokina o Vivitar o Tamron) marchiati con un brand familiare per capitalizzare sul buon nome (ma pochi prodotti da mettere sul mercato) fattosi dagli ottimi Helios 58 mm 'veri'. Siamo al paradosso . L'occidente (filocomunista in questo caso pero') che copia non il prodotto 'autentico' sovietico, tele Tair o grandangolo Mir che sia, ma il solo brand (!?!) diventato sinonimo di rusticita' , massiccita' metallica e buona prestazione ottica (beh erano vecchie ottiche Zeiss in origine, non stupisce piacessero) ma troppo caro da riprodurre 'tel chel' e lo asservisce pertanto ad un mediocre prodotto giapponese che altrimenti sarebbe finito trascurato nella miriade di sottomarchi scivolati nella sentina della storia... |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 1:26
6D dovrebbe avere un mirino particolarmente adatto al manual focus. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 7:30
Considerando che ho presto 61 anni e sono miope astigmatico......direi proprio di si. Avessi la vista di 30 anni fa,non ne sbaglierei una. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 8:00
Duna, io chiudo qui ... perchè mi sto annoiando profondamente a parlare di ottiche e camere russe ... “ La qualità delle ottiche russe è tra le migliori al mondo. „ Eh va bene. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 8:11
E la parte meccanica una delle peggiori. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 13:33
I progetti sono buoni e anche i materiali, è tutta colpa dell'incostanza nella precisione dell'assemblaggio che può essere realizzato a puntino e in quel caso si ha un ottimo prodotto che non da problemi per anni e anni, in caso contrario si può avere una fotocamera che si scassa dopo una settimana o un obiettivo dalla resa decisamente inferiore al normale. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 14:07
Esatto Thinner. E'l'assemblaggio il problema....il famoso controllo qualità. Eccco perché il mito made in Germany resiste. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 14:14
La mia esperienza, è limitata ad un HELIOS 58mm 44 - 4 K con attacco pentax, comperato per 50 euro, non so se l'attacco pentax sia un valore aggiunto di un maggior controllo di qualità, l'ho usato con soddisfazione su Fuji mi ha dato effetti molto diversi da altri obbiettivi, molto più caldi, sono in attesa di testarlo su m4/3 con pen f ma per il prezzo pagato ne sono soddisfatto, è molto tosto, la ghiera gira bene, spero solo non sia radioattivo come leggo da molte parti. La mia esperienza finisce qui, grazie a tutti Patrizio |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 14:15
Ps che il mio Leica 35mm f2 e la M6 siano altra cosa non ci piove............. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 14:31
Mio zio aveva una Zenith che lavorava un casino e ha continuato a funzionare per 40 anni senza alcun problema. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 14:47
Sicuramente funziona ancora, quello che voglio dire aspettiamo che escano per giudicare, poi per ke ottiche russe da mercatino da 20-40 euro se vanno male non andiamo in rovina. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 15:54
Penso che questi nuovi obiettivi avranno un controllo qualità decisamente migliore. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 20:31
Uhm ho dato un'occhiata alle foto disponibili in giro, informazioni 'solide' tipo RAW o MTF ancora niente, dalle foto non sembrano dei rimarchiati o dei progetti 'tipo Mitakon' comprati e riprodotti "alla meno peggio tanto la partenza gia' e' mediocre", il feel e' decisamente autentico e il famoso logo a prisma di KMZ (detto 'la tomba' in Russia) e' li' bello chiaro, anche il poco fantasioso nome Zenitar che identifica senza eccezioni le recenti ottiche di KMZ (che siano normali o fish-eye) quadrerebbe. Vedremo, se mai usciranno, come andranno, sperando che non sia uno dei tanti tanti progetti abortiti dalle Case ottiche e fotografiche russe. Certo ci sta, se sono validi, che KMZ stia pensando un domani di riaffacciarsi alla produzione di fotocamere, anche se l'investimento e' grosso e il passo lungo e distante. Il mercato ci sarebbe e l'interesse anche - la ricerca e sviluppo per fotografia ed ottica e' notoriamente una fucina di idee ma e' utile soprattutto per offuscare all'esterno la produzione e la ricerca militare, ed anche un conveniente impiego per riciclare qualche tecnologia invece ivi obsoleta e farci qualche (altro) soldino. Fornendosi ad un tempo di una facciata presentabile presso il pubblico benpensante , e dei numeri sostanziali (le produzioni fotografiche civili quantitativamente sono imponenti in rapporto alle similari iniziative militari, anche se i margini sono striminziti in confronto) per attingere a bacini di produttori in grandissima scala non interessati ai soli piccoli numeri che le produzioni militari impongono. ELCAN (Leitz) ed Hensoldt (Zeiss) insegnano del resto. |
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inviato il 21 Aprile 2016 ore 20:50
“ Esatto Thinner. E'l'assemblaggio il problema....il famoso controllo qualità. Eccco perché il mito made in Germany resiste. „ Hai ragione Giuliano. Quando uso la Leicaflex, non posso non notare le numerose analogie tra le Leica e le loro emule russe. Fatti i debiti raffronti, si assomigliano moltissimo. Certo le Leica hanno finiture, tolleranze, precisione e cura costruttiva che pochi hanno potuto eguagliare (se mai qualcuno). E basta girare una ghiera per capire la differenza. Anche se il feel e' simile (i russi han preso a piene mani dall'archetipo, e le Leica sono l'Archetipo per antonomasia) la precisione di ogni zigrinatura Leica impressiona ancora oggi (l'esempio non e' casuale, le ottiche Leica avevano tolleranze sulle rigature metalliche di presa sulle ghiere di un duecentesimo di millimetro, e le superfici erano tanto perfettamente lisce che si sverniciano abbastanza facilmente). |
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