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Luce.. e l'alettone davanti..


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avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2026 ore 12:11    

e pensa che il blocco era previsto già l'anno scorso, poi hanno rimandato al 2026.
Decine di migliaia di auto, forse anche centinaia di migliaia, che dovranno essere rimpiazzate.
Facciamo due considerazioni sulla ragione per cui i diesel euro 5 sono banditi, che sono solo le pm10.
La quota di polveri fini emesse da un'auto diesel deriva solo per metà dal motore. Il resto sono gomme e freni, soprattutto gomme comunque. Quindi, con questa manovra, le pm10 le riduci solo della metà. NOn a zero.

Confronto con altre sorgenti: una stufa a pellet in 1 ora genera pm10 in quantità equivalenti a 300-500 o più km di un euro 5 diesel che emetta pm10 al limite.
8 ore di stufa pellet equivalgono grossolanamente a 3500-5000km di un euro 5 diesel.

In pratica, si è scelto come al solito di colpire un bersaglio ideologicamente efficace, automobile, pur se questa è irrilevante rispetto ad altre fonti enormemente più impattanti rispetto alla ragione specifica del provvedimento.

Ma, appunto, bloccare una categoria di auto considerate brutte e cattive viene socialmente e politicamente applicabile. Intervenire contro una fonte ben peggiore, ma culturalmente e socialmente accettata, invece solleverebbe l'opinione pubblica e nessuna forza politica lo farà mai.

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2026 ore 12:13    

e non vorrei che ad un certo punto diventasse complemento d'arredo senza valore


MrGreen l'hai scritto come se veramente tu fossi nella condizione di valutare se comprarla o meno....

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2026 ore 13:49    

MrGreen l'hai scritto come se veramente tu fossi nella condizione di valutare se comprarla o meno....

Chissà, ma se lo vedo come un investimento, Luce dovrà sempre poter circolare e quindi il dubbio rimane se tra X anni esisteranno ancora le batterie compatibili con Luce oppure che esista la reale possibilità che diventi un complemento d'arredo.

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2026 ore 16:26    


chi detiene un diesel dovrebbe intentare una class action contro l'italia e l'UE, perche impone a delle regioni vedi Lombardia, forti limiti di circolazione fino al divieto assoluto nelle aree urbane

questo e ingiusto e scorretto, considerando che una euro 5 si acquistava 10 anni fa, e le euro 6 sono ancora in vendita, ci paghi il bollo con sovratassa per circolare ma puoi non puoi farlo, e una vera e propria estorsione contro cittadini che hanno stipulato un patto

se tu stato e UE, mi vendete un'auto e ci pago iva e tasse, poi dopo pochi anni non potete vietarmi di usarla

Il problema è ancora più generale.

E' la UE, unitamente alle case costruttrici, ad aver concordato degli standard antinquinamento per le auto, che dovevano essere soddisfatti.

Al cittadino sono stati poi venduti dei veicoli, presentati come ecologici, che nell'arco di pochi anni non lo erano più, secondo altri standard introdotti in seguito. A quel punto venivano imposte delle limitazioni alla circolazione, spingendo il cittadino a spendere denaro per cambiare auto, anche se questa era ancora efficiente e ben tenuta.

Purtroppo, legalmente dubito che vi sia margine per una class action, dato che lo stato ha il diritto di legiferare per questioni ambientali e di salute pubblica, e formalmente i blocchi del traffico rientrano in tale contesto.

Aggiungo anche che, da decenni, si è tentato di trovare delle scappatoie aftermarket per aggirare certe limitazioni, ma anche qui i politicanti di turno cambiavano da un giorno all'altro le leggi, impedendo la circolazione anche a fronte di modifiche tecniche ritenute "ecologiche" dalle leggi precedenti.

Alcuni esempi.

1) Torniamo al 1992. Nel 1993 sarebbe entrata in vigore la norma EURO 1 (che all'epoca aveva un altro codice identificativo).

Alcune aziende avevano messo in commercio dei catalizzatori aftermarket, denominati retrofit. Inizialmente il governo li aveva equiparati all'EURO 1, tanto che le officine che li installavano aggiornavano il libretto e annessi.

Poi, vi è stato un improvviso dietrofront, e il governo ha cambiato idea. Risultato: chi aveva speso cifre non indifferenti (se non erro superavano il milione di lire) per installare il retrofit, si è trovato con un'auto che era considerata EURO 0, ed era soggetta alle limitazioni alla circolazione.
2) Milano e blocco del traffico dei diesel euro 5 nelle aree B/C.

Il blocco del traffico nelle aree B e C, inizialmente non si applicava ai diesel bifuel (diesel/metano, diesel/gpl).

Pertanto, molti spesero migliaia di euro per fare installare impianti gpl/metano sulle loro auto diesel, così da poter circolare.

Anche qui, da un giorno all'altro e senza preavviso, hanno modificato il regolamento delle aree B e C, estendendo i blocchi anche ai diesel bifuel, fino all'euro 5.

Chi, pertanto, aveva speso migliaia di euro per installare un impianto gpl/metano, si è trovato con i medesimi problemi di prima, e 3000 euro in meno sul conto corrente.
3) Più recentemente, alcune aziende - come ad esempio Newtron - stanno proponendo dei kit mild hibrid aftermarket (installabili su auto EURO >= 4).

I kit sono omologati, e viene aggiornato il libretto di circolazione, per cui il veicolo viene formalmente riconosciuto come ibrido.

Tuttavia, anche qui, temo che sia solo questione di tempo, prima che estendano i blocchi della circolazione alle auto ibride, legandoli alla normativa EURO.

avatarsenior
inviato il 12 Agosto 2026 ore 7:54    

concordo con hbd: parte della crisi del settore è anche per il continuo voltafaccia dei vari governi a vari livelli: ue, nazionali, regionali e persino comunali. A seconda di come tira il vento, come si sul dire, si gira la banderuola.
E questo frena tantissimo chi voglia fare spese (privati) o investimenti (aziende).

Peraltro, cosa ancora più assurda, si costringe a buttare un insieme di parti quale è un'auto intera (meccanica, interni, carrozzeria, accessori, elettronica ecc ecc) per colpa del solo motore. E contemporaneamente si vieta di cambiarlo.
Ad esempio, io l'anno scorso ho cambiato l'auto per non avere problemi essendo diesel euro 5. Ma se avessi potuto, avrei preferito spendere 5000 euro per fare uno swap di motore (chiaramente usato). Meccanicamente era possibile, ma sarebbe stato illegale.

avatarsupporter
inviato il 12 Agosto 2026 ore 8:21    

l'auto che meno impatta sulla CO2 è quella che hai, anche se è un diesel di 20 anni fa, non è una boutade ma un dato accertato

se si calcola la CO2 necessaria per produrre un'auto elettrica, che comprende anche estrazione delle materie prime anche per la batteria, e poi si somma la c02 emessa per alimentarla per 10 anni, si arriva ad una somma molto superiore della c02 emessa da un diesel euro 4 5 6 per 10 anni che già circola e quindi che non devi produrre

qui si arriva al paradosso, per diminuire l'impatto della mobilità sulla CO2 non si deve acquistare un'auto elettrica nuova, ma bisognerebbe vietare di vendere auto nuove e continuare solo con quelle attuali, si cambia auto solo se non si può più sistemare

perché rottamare 'un'auto ha un fortissimo impatto ambientale, significa bruciare plastiche e tessuti degli interni e cristalli con produzione di inquinati e CO2, e fondere gli acciai per riciclarli, questo impatto andrebbe sommato alla produzione di una vettura nuova, perché ogni auto nuova venduta e un'auto che viene rottamata

se quei cogli0ni ci tengono veramente all'ambiente e alla CO2 non dovrebbero farti cambiare macchina, ma farti tenere quella che hai

avatarsenior
inviato il 12 Agosto 2026 ore 10:18    

Sono d'accordo.
Stessa cosa successe con le caldaie.
Fecero buttare via le caldaie in buone condizioni per passare a quelle a condensazione.
Le caldaie a condensazione montate in fabbricati con impianti calcolati per funzionare con temperature dell'acqua di 65°C danno vantaggi irrisori in quanto sono fatte per essere efficienti con impianti a pavimento che funzionano a 37-40°C.
Oltre ai costi energetici e di inquinamento per smaltire le vecchie e produrre quelle nuove.
Mi sembra che siano tutte decisioni deliranti prive di un ragionamento pragmatico.
Il prossimo step già deciso è: buttate via le caldaie a condensazione e passate alla pompa di calore.

avatarsupporter
inviato il 12 Agosto 2026 ore 15:25    

io ho un boiler a pompa di calore messo per risparmiare corrente elettrica .. ma rispetto a quello elettrico che avevo prima , non sto risparmiando..
Forse non è la casa giusta.. per carità.. però penso che le pompe di calore in case di nuova concezione possano funzionare , ma nelle vecchie case in cui l'Italia è piena , il discorso cambi..

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2026 ore 8:07    

se poi consideri che, contemporaneamente alla dismissione delle "vecchie" caldaie "inquinanti" a metano, venivano incentivate le "ecologiche" a pellet, con una emissione di pm10 in 8 ore pari a quella di 3-4000km di un diesel 5....

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2026 ore 9:43    

... e la caldaia a pellet, nel calcolo dell'APE, a parità di potenza con una caldaia a condensazione a metano, restituisce una classe energetica migliore...
Probabilmente perché le emissioni vengono considerate "circolari".

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2026 ore 16:11    

si, sono effettivamente più "circolari", ma non si può continuare a legiferare confondendo effetti e cause.

Quando esiste un problema, si analizzano le cause e si interviene su quelle.
Il motivo per questo provvedimento sono le pm10, non la circolarità del carburante.

La quota di pm10 emessa dai km fatti dai motori diesel euro 5 in circolazione oggi, non credo raggiunga il 2% delle pm10 attualmente prodotte in pianura padana. Ma credo ancora meno facendo qualche calcolo.
Un provvedimento così drastico che va ad incidere su una percentuale così ridicola delle fonti di pm10 è ideologico, politico. All'indomani dell'entrata in vigore, tolto che il disagio per le vittime, nessun'altro effetto sarà riscontrabile, men che meno a livello di pm10 e qualità dell'aria in generale.

avatarsupporter
inviato il 13 Agosto 2026 ore 16:26    

La quota di pm10 emessa dai km fatti dai motori diesel euro 5 in circolazione oggi, non credo raggiunga il 2% delle pm10 attualmente prodotte in pianura padana.


e poi fanno i titoli sui giornali che le elettriche hanno superato le diesel nelle vendite del nuovo ma grazie al caxxo

oggi non si puo piu acquistare un diesel, praticamente rischi di non poterlo piu usare nei centri abitati, e le flotte aziendali hanno sconti solo veicoli ibridi ed elettrici

insomma le normative uccidono un motore, e poi questi pagliacci di giornalisti tacciono sui veri motivi per cui non viene piu acquistato, facendo credere che si acquistino le elettriche perche migliori

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2026 ore 21:23    


e poi fanno i titoli sui giornali che le elettriche hanno superato le diesel nelle vendite del nuovo ma grazie al caxxo

oggi non si puo piu acquistare un diesel, praticamente rischi di non poterlo piu usare nei centri abitati, e le flotte aziendali hanno sconti solo veicoli ibridi ed elettrici

insomma le normative uccidono un motore, e poi questi pagliacci di giornalisti tacciono sui veri motivi per cui non viene piu acquistato, facendo credere che si acquistino le elettriche perche migliori

L'Europa, con il diesel, ha attuato un voltafaccia non indifferente.

Dai primi anni del 2000 (se non prima, essenzialmente dopo il boom di vendite legato alla tecnologia common rail, che aveva drasticamente migliorato prestazioni, consumi e guidabilità, rispetto ai vecchi diesel precamera) al 2015 vi è stata una fortissima pressione per spingere all'acquisto dei diesel, affermando che erano più ecologici del benzina, per via delle emissioni di CO2 mediamente inferiori.

Poi, dopo il dieselgate, nell'arco di pochissimo tempo si è passati a una demonizzazione sui diesel mai vista, con blocchi del traffico sempre più restrittivi.

A Milano, nel 2029, verranno bloccati i diesel euro 6d in area C, e nel 2030 in area B. Si tratta di auto vendute almeno fino al 2023, e che - visto che molti acquistano con pagamenti a rate, leasing di lungo termine e similari - verranno bloccate praticamente quando il cittadino ha finito di pagarle.

In realtà, comunque, è palese che tutte queste normative vadano in una direzione: vogliono eliminare del tutto i mezzi con motore termico dalle città, e sono convinto che a breve inizieranno le restrizioni anche per le ibride. Stanno persino bloccando ciclomotori e motocicli.
Il tutto senza fornire alternative, dato che i trasporti pubblici urbani e, soprattutto, extraurbani sono imbarazzanti. D'altro canto, ogni sindaco/presidente di regione guarda al proprio orticello, ignorando le esigenze di mobilità globali, e inventando restrizioni alla circolazione sempre più draconiane.

Al contempo, si sta creando un problema di obsolescenza delle auto elettriche con batteria o componenti costose del powertrain EV a fine vita (es. inverter, sistema di ricarica, motori elettrici), che non è economicamente conveniente fare riparare, e vengono demolite. Infatti, non solo il mercato dell'aftermarket è ridottissimo, ma l'elettronica è letteralmente blindata via software. Pertanto, se mi si rompe un inverter, sono costretto a portare l'auto in un'officina autorizzata, dato che per sostituirlo serve il software ufficiale (altrimenti l'auto va in blocco), e ovviamente l'unica opzione è montare una componente nuova, con tutti i costi del caso (per un inverter si possono superare abbondantemente i 4000 euro, ad esempio, mentre per le batterie i costi possono salire non poco).

Anche sulle ibride vi è il medesimo problema, sulla riparazione della parte EV, ma i costi sono mediamente minori e, su modelli più datati, si trovano anche alternative aftermarket per le batterie. Tuttavia, sulle auto più recenti, ovvero le SDV (software defined vehicles), i blocchi software sono rognosi quanto quelli delle auto elettriche...

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2026 ore 21:34    

facendo credere che si acquistino le elettriche perche migliori

o, anche, facendo credere che il mercato le voglia.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 18:14    

www.motorionline.com/ferrari-luce-chassis-0-venduta-per-40-milioni-di-

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