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Leica annuncia il prossimo sensore non sarà Sony


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avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 19:48    

So che non leggete i miei interventi, ma lo ripeto:
Leica si è sempre fatta fare i sensori da terzi, su specifiche dettate da Leica

Inutile disquisire del sesso degli angeli...
La notizia è solo una: smette di farseli fare da Sony (per le M) dopo l'esperienza M11.

Osram, ottimo produttore di sensoristica, glieli farà come da specifiche, dopo che negli ultimi vent'anni l'hanno fatto per Leica (in ordine) la Kodak, la CMOSIS, la Towerjazz e la Sony (che non è protagonista di questo discorso, ma è semplicemente uno di quelli che negli anni hanno prodotto alcuni sensori per Leica, come han fatto per Hasselblad, Nikon...etc...).

La differenza, in fotografia, dopo il manico del fotografo, la fa la lente prima di qualsiasi altra cosa.
Il sensore è un sensore. Punto. E' uno degli anelli della catena, neppure il più importante. Se la lente gli manda un'immagine mediocre, il sensore migliore al mondo non può evitare che rimanga tale.

Non facciamo l'errore da circoletto fotografico anni '90, dove quelli che spendevano il doppio per comprare la Velvia e facevano saturare i colori sottoesponendo leggermente pensavano di far foto più belle degli altri.

avatarsupporter
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:00    

Fornasieri

La notizia è solo una: smette di farseli fare da Sony (per le M) dopo l'esperienza M11.


quindi tu dai per scontato sia un sensore dedicato alle M, sembra una presa d'atto negativa sui sensori Sony dopo la M11, ma non vedo il perche

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:10    

Vorrei far notare alcune cose, perché leggendo certi passaggi mi è letteralmente partito il sopracciglio.

Nessuno qui odia Leica o nutre pregiudizi verso il marchio. Io stesso possiedo una M10 Monochrom e mi ci trovo davvero bene: la adoro per l’esperienza d’uso.

Ma venendo alla questione del sensore, qui non si parla di filosofie. Si parla di misura tecnica dura e cruda, di ciò che un hardware può fare o non può fare.

Quando leggo affermazioni del tipo:

Credo che questa scelta abbia radici culturali profonde. La tradizione colorimetrica tedesca e italiana non nasce in ambito commerciale, ma industriale e scientifico: ottica, chimica, stampa, cinema, fotografia d’autore. È una storia fatta di misura, di coerenza tonale, di continuità percettiva, non di seduzione immediata. In questo contesto, la costruzione di un colore troppo “spettacolare” a monte appare quasi come una scorciatoia, utile per il mercato ma estranea a una cultura progettuale che ha sempre separato con chiarezza lo strumento dall’opera.
Per questo, più che parlare di vecchie tecniche, preferisco pensare che Leica continui a difendere un’idea di fotografia in cui l’immagine non nasce tutta dentro la macchina, ma prende forma lungo un percorso che parte dal file e passa necessariamente dallo sguardo di chi lo interpreta.


…e poi guardo le misure, mi accorgo che qualcosa non quadra.

La grande tradizione tedesca e italiana della colorimetria?
Dove sarebbe, in Leica?
Non pervenuta.

Davvero: non esiste traccia di questa presunta filosofia che vorrebbe porre il mezzo teutonico come esempio di precisione e raffinatezza tecnica.

Guardiamo i dati.

Le misure di una Leica SL3:




Le misure di una Nikon Z9:




Questi risultati derivano direttamente dalle capacità dei sensori, misurate in laboratorio.
Non c’è alcun trattamento che si interpone: è la pura e nuda capacità hardware del sensore di separare il segnale e quindi distinguere finemente sfumature diverse.

Sarebbe questa la finezza teutonica?
Una SL3 che performa come una giapponese prosumer di 15 anni fa, ma venduta a prezzi da capogiro?

Qui non esistono edulcorazioni possibili.
A un monocromatore non puoi raccontare storie, inventare epopee o rifugiarti nella teoria.

Queste non sono teorie: sono misure di laboratorio su prodotti reali.

Non stiamo dicendo che “sulla carta il progetto è sbagliato”.
Stiamo dicendo che il tetto è stato costruito storto per davvero.
Non è un’ipotesi: è realtà oggettiva.

Poi, certo, si può essere affezionati a un brand quanto si vuole (personalmente lo sono), ma la realtà resta realtà.

E serve molto coraggio — e un eccellente ufficio marketing — per vendere quella roba a quel prezzo.

Per quanto riguarda invece la grammatica dell’interpretazione, scordiamoci le poesie.

Leica aderisce allo standard DNG, che impone che nel file DNG sia incluso un profilo colore.
Questo profilo può essere di vario tipo: da uno complesso, composto da matrici, HueSatMap e LookTable, fino alla versione più povera possibile, cioè una singola matrice.

Leica sceglie proprio quest’ultima: la matrice semplice semplice.
Una gran bella grammatica: il compitino fatto male e di malavoglia.

Poi il profilo più serio lo realizza Adobe, non Leica.
E il risultato è Adobe Standard, che è una cacca, ma resta comunque meglio della grammatica Leica (che, di fatto, non esiste).

Bella Leica.
Ma quando alzi il cofano e a parlare sono gli strumenti, allora sì: sono dolori.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:19    

quindi tu dai per scontato sia un sensore dedicato alle M


Le microlenti orientate ci sono anche sulla m11, o dici di no?

ma non vedo il perche


Ho detto la mia opinione sul perché nel mio primo intervento. Non è necessariamente una presa d'atto negativa, ma una questione commerciale e di marketing.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:21    

mentre chi ha un software proprietario, puo avere i profili colore originali anche sul raw

Sony lo ha?

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:25    

Sony lo ha, come Nikon e Canon . Non so gli altri.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:28    

@Raamiel, appunto. Un sensore è un sensore. Registra la luce. E' un anello della catena (che parte dall'occhio di chi scatta, passa da delle lenti, diventa digitale e finisce su Photoshop).

Una Leica M continua a costare una paccata e ognuno di noi quando si guarda dentro prima di dormire, la sera, può decidere per conto suo se valga o meno a spesa e i motivi per cui li vale. Non è certo per il sensore che monta, qualsiasi esso sia.

Le lenti M però sono eccellenti, e non solo per le misure MTF e menate del genere, ma anche per un sacco di altri motivi.
Il sensore invece è solo uno stupid0 sensore.
Quello che fanno le lenti davanti al sensore, di qualsiasi marca siano (anche Sony ne fa di ottime) il sensore non se lo può inventare e nemmeno un profilo colore lo può fare.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:29    

A cosa serve un software proprietario se il file RAW che viene generato è uno standard Adobe?

Usare il formato DNG per i file RAW è una scelta molto pragmatica.

avatarsupporter
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:33    

Le microlenti orientate ci sono anche sulla m11, o dici di no?


suppongo di si ma che c'entra, tu dici che sara un sensore per M, non per le fotocamere Leica che comprendono pure le SL

poi vorrei capire cosa ha spinto Leica ad abbandonare Sony dopo la M11, se uno si affida ad un produttore terzo poco importa chi lo fa, due sono le motivazioni credo, una il prezzo, ma li Leica non credo abbia problemi di economia, il secondo e piena libertà nella specifiche, probabile che Sony abbia posto limiti mentre Osram abbia dato piu libertà di progettazione

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:34    

Per poter parlare a ragion veduta di sensori comuni od esclusivi si dovrebbe conoscere il part number del sensore e poi le specifiche esatte (dico quelle che servono ai progettisti).
Non so poi se Sony provveda ad installare le microlenti direttamente, quella richiesta da Leica potrebbe essere una lavorazione accessoria.

Cerco di spiegarmi con una analogia, produco bulloni, le mie linee di produzioni creano sempre lo stesso bullone con determinati parametri e con una costanza che mi faccio pagare dai clienti, se un cliente mi chiedesse di aumentare lo spessore del bullone per una piccola produzione difficilmente riuscirei a soddisfare la richiesta, se un cliente mi chiedesse di ottonare i bulloni questa sarebbe una lavorazione accessoria che potrei sodfisfare.

I sensori non sono poi bulloni, sono ben più complessi.

Comunque senza dati tecnici completi e persone in grado di interpretarli le nostre sono solo illazioni.

Se pensate al sensory Sony da 36 mega probabilmente era montato su Sony A7R, Nikon D800 e Pentax K1.

Il sensore da 26 megapixel dela Sony 6700 probabilmente è figlio se non gemello del sensore Fuji, ovvio che su uno si monta la matrice Bayer e sull'altro la X-trans.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:35    

@Lomography, infatti. E' una delle cose che ho scritto alcune pagine fa (pagina 7).

avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:37    

vedi Raamiel, io già al primo grafico ho smesso di capirci, perchè NON MI INTERESSA.
So per certo che una Leica mi darebbe un'esperienza d'uso diversa dalla Z9.
So per certo che a seconda del momento, mi piacerebbe poter scattare con una M9 e telemetro, e un'altra volta con la Z9 (il mio sogno proibito del momento insieme alla D6).
So per certo anche che a volte devo farmi andar bene ciò che ho.
E no, io mica lo so quanto il sensore delle mie fotocamere riesce a creare separazione e creare sfumature. Sono seghe mentali da chi vuole fare Pixel pissing , che lasciano il tempo che trovano.

Se Leica è sul mercato, se Hasselblad è sul mercato nonostante i costi che hanno, un motivo ci sarà.
E se con tutto il rispetto posso essere onesto, la ricerca della perfezione a tutti i costi è un po da malati, se non per chi lo fa di professione. Ma anche chi lo fa di professione e ha successo, molto ma molto spesso se ne sbatte le balle di essere fedele a questo o quel marchio, e tantomeno va a ravanare nei profili colore.

Lo so per certo, qualche fotografo famoso e di successo lo conosco anche io, e quello che fanno, lontani dal marketing, è prendere quel che arriva e stamparlo/pubblicarlo, per almeno il 90% delle loro foto.

Benedusi in piazza stampava i ritratti al volo. Non ricordo che fotocamera usasse a quel tempo, forse una SL o una Canon non ricordo sul serio, ma mica queste pippe si faceva...

Leica si fa fare il sensore da altri, non sarà Sony, è una notizia che non significa denigrare il sensore della Z9 (Sony appunto), significa cambiare strategia, se pagherà lo vedremo piu in la.

e io ho come massima ambizione quella di prendermi una M9 un giorno, buttare quei soldi per quel feticcio che non riesco a farmi passare.
E se in Leica sono dei dilettanti, sono dei dilettanti molto ben supportati dal marketing e vivono di rendita alla grandissima.
e noi ci caschiamo. Va benissimo cosi, siamo in un mondo che vede coprofagia, autolesionismo, uccisione di civili in paesi democratici come giustificati, quindi figuriamoci cosa dobbiamo pensare di un sensore di marca diversa.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:42    

@Pierfranco Fornasieri

Sì, capisco il tuo punto di vista.

Vediamola così: il sensore è solo un anello della catena, uno stupido anello. Perfetto.
Quindi nel corredo Leica avrei lenti eccelse, famose proprio per la ricchezza cromatica.
Peccato che poi arriva quello stupido sensore che le sfumature cromatiche le vede poco bene; mannagia.

Quindi l'efficacia del sistema purtroppo è data dall'anello più debole, che ci frega proprio sui colori e la loro definizione.

Messa così è più chiara?
Lo stupido sensore rende il sistema Leica SL3 un sistema stupidamente costoso.
Perché non vale manco la metà del suo prezzo. A essere gentili.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:45    

Se Leica è sul mercato, se Hasselblad è sul mercato nonostante i costi che hanno, un motivo ci sarà.


Certo, ma va detto che Hasselblad una "grammatica" del colore ce l'ha per davvero.
Il sistema HNCS non è fuffa. E Phocus è un programma professionale.
Altra storia proprio.

avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:46    

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