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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 5:03
Vero pure questo, caro Rombro e, volendo dare un senso alla bella discussione, ampiamente allargata e con più punti di vista, tanti nuovi spunti da sviscerare : 1) Mi scuso per questo topic un po' generalizzato e forse proposto altrettanto ad cazzum. 2) Ringrazio TUTTI gli intervenuti per i vostri preziosi interventi. 3) Mi permetto di ricordare che in codesta sede siamo a casa di Juza, quindi ospiti. 4) Se il buon @Meini Fausto, per grazia universale, ci volesse dire qualcosa in più sulla foto "Il Poeta", gliene sarei immensamente grato ma, a volte, un artista, non ha molta voglia di dare spiegazioni, soprattutto pubbliche. 5) In ultima battuta, sul gradimento di foto patinate, ritoccate, composte, artefatte e quant'altro, mi troverete sempre disponibile a parlarne. Buona e radiosa giornata, pure oltre la coltre di nubi emiliana ed i venti rabbiosi che flagellano altre lande ! |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 5:27
Ma io voglio proprio sperare che se il tizio dovesse leggere questa discussione, cosa che non farà, si metta a ridere lui stesso di essere definito un artista Non credo comunque che avrebbe molto da dire... Tu sei certamente un bravo cristo, Stefano, e il cazzeggio non è un divieto. Però, quando si trattano certe tematiche, o si prende sul serio il discorso cercando di ricavarne qualcosa di buono per la propria crescita, o si sfocia nel solito qualunquismo. A tal proposito vorrei chiederti, visto che dici spesso di appuntarti alcune cose che leggi nei thread: ti sembra che queste discussioni modifichino in qualche misura il tuo approccio? Cioè, diresti che ti siano utili? O rimane un passatempo tra una colazione e una biciclettata? :) |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 5:36
Mo' fai te, caro e mai banale Rombro, se questa discussione, nello specifico, mi è stata utile : eccome e non poco ! Poi, sulla definizione di artista e la differenza con Artista (uno tipo Salvador Dalì o H.R. Giger), torneremo in modo specifico. Ma, in cuor mio, buon cristo o cazzeggiatore che mi si voglia definire, vedo qualcosa in più definirsi nel limbo umano spaziante tra la ragione e la follia e, per questo, sono sempre grato a tutti. Esco per andare a lavorare (in bici, dopo la prima colazione per poi fare seconda/terza). @Meini Fausto, dacci un segno, da Pisa o ovunque tu sia. Anche Ripafratta andrà bene. Grazie ancora e a presto ! |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 5:42
Oh shit. Spero tu non abbia intenzione di aprire un thread tipo "da cosa definiamo un artista?" |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 8:51
Caro Rombro, sei quasi veggente ma, devi sapere che, avendo letto "A piedi nudi nell'arte" già diversi anni fa (e pure riletto e regalato a diverse persone), non lo farei mai, qui. Grazie della premura ed a presto ! |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 9:36
Giunti che fummo, cerchiamo di definire "una fotografia" sia dal lato materiale che culturale? |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 9:49
“ Non c'è alcuna differenza sostanziale tra una foto come questa e una qualunque foto cartolina che a Juza piace tanto spingere negli EP. Anche lui è vittima di questa piaga. Quella della spettacolarizzazione estetica. „ Rombro, faccio una considerazione terra terra: le condizioni economiche determinano la possibilità di esistere di un sito, di un museo, una galleria, una rivista eccetera. Promuovere il materiale fotografico e l'estetica che inevitabilmente accompagna quella promozione, cioè l'estetica spettacolarizzante, permette a noi di trovare questo forum e aggregarci e discutere... Siamo vegetazione da interstizi, è inutile pensare di diventare un campo di lavanda da cartolina! :-D Penso anche che questa condizione interstiziale sia un vantaggio perché per coltivare certe cose è meglio essere un po' ridossati, protetti, lontani dai camminamenti frequentati. Quindi vedo il bicchiere mezzo pieno e dico: meno male che Juza ha impostato il sito in questo modo, e più che 'vittima', lo vedo 'maîtriser' la piaga della spettacolarizzazione, a vantaggio del nostro spazietto d'essai. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 10:04
Buongiorno eccomi sempre disponibile a parlare di Fotografia. Allora parto da dire che faccio di lavoro il fotografo, ma non sono nessuno. Sono uno che per vari motivi non troppo felici si è avvicinato alla fotografia e dopo del tempo è diventato il proprio lavoro. Il mio genere è partito dal Paesaggio dato che in Toscana di paesaggi di ogni tipo non mancano, poi mi sono avvicinato ai ritratti, ritratti ambientati, reportage e lo Still Life che poi mi serve anche nel lavoro. Faccio il mio lavoro con passione ma non mi ritengo niente dei titoli che a volte anche sui social mi vengono dati, fenomeno, artista, guru e altre cavolate del genere....quei titoli secondo me spettano a chi ci ha preceduto e ci ha lasciato veramente dei documenti straordinari. Oltre al lavoro di routine, faccio anche corsi base e Workshop tramite un' agenzia specializzata in viaggi fotografici, in Italia e nel Mondo. Detto questo, passo a spiegare quella foto, che personalmente mi ha dato anche molte soddisfazioni i concorsi nazionali e internazionali dove spesso viene anche richiesto il file RAW. Quel personaggio che è ritratto anche in altre mie foto, è un mio paesano, io abito in un paesino sperduto della Provincia di Pisa ed è un tipo parecchio strano che piano piano sono riuscito ad avvicinare. Si reputa essere tutto a volte scrive poesie, dice di saper suonare vari strumenti ma personalmente ho solo ascoltato della gran confusione. Per quello che so la sua vita lavorativa è stata quella del pescatore dato che cmq siamo vicini al mare e lui abitava a Livorno. Come ho già spiegato nel mio post, quando mi viene voglia di fare qualche foto a KM zero vado a trovarlo e capita di poter fare qualche scatto, a volte mi capita di ritornarci perchè voglio trovare la luce che desidero, avendo lui in casa ben tre finestre. Questa foto l'ho studiata sul momento lui prendeva appunti leggendo un libro, la valigia che aveva nella stanza l'ho usata come tavolino, il ciottolo era della sua colazione, la candela idem presa nella stanza e accesa al momento. Il gatto è il suo gattone che gli tiene compagnia e gli sta sempre intorno, lui basta che lo chiami e gli sale sulle gambe, sulle braccia in questo caso forse incuriosito da quella valigia è salito sopra e dopo un po' si accovacciato io ero li pronto per scattare e usando la raffica ho fatto diverse foto e alla fine ho scelto questa e anche altre perchè poi la scena è cambiata quando il gatto si è scocciato di stare li sopra. Il luogo è appunto la sua stanza dove vive la maggior parte della giornata dato che li dietro a lui c'è il caminettone che in inverno tiene acceso di continuo. Luci che entrano dalle finestre. Per PP ho eseguito un taglio per eliminare del "casotto" che ha intorno e poi tramite maschere di Camera Raw ho scurito lo sfondo per risaltare tutto il primo piano. Da PS tramite Curve e Valori tonali e conseguenti maschere, ho lavorato sulle luci dove c'era bisogno. Oggi se ce la faccio pubblicherò ancora un suo scatto ripreso fuori dalla finestra. Spero di essere stato esauriente. Grazie a tutti e sempre Buona Luce |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 14:56
“ @Rombro Più che altro perché si finisce per escludere ciò che ha portato ad un determinato risultato. Non bisogna fare l'errore di guardare "oggettivamente" quello che una foto mostra, perché uno potrebbe anche pensare "vabbè, posso farla pure io". In questo modo si vanifica l'idea, il percorso e le motivazioni di chi l'ha fatta, che non sono certo meno importanti. „ Qua si rischia un capo d'imputazione per blasfemia. Si va contro quel comandamento che recita:- "Quel che conta è il risultato, il resto è noia". |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 15:22
“ Siamo vegetazione da interstizi, è inutile pensare di diventare un campo di lavanda da cartolina! :-D Penso anche che questa condizione interstiziale sia un vantaggio perché per coltivare certe cose è meglio essere un po' ridossati, protetti, lontani dai camminamenti frequentati. „ Canti, ti voglio bene. :) |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 15:46
“ Si va contro quel comandamento che recita:- "Quel che conta è il risultato, il resto è noia". „ Devo dire che, mentre scrivevo quella cosa, ho pensato a eventuali contraddizioni e fraintendimenti legati a precedenti affermazioni; quindi ci sta che tu lo faccia notare Quello che volevo dire (ho sbagliato a lasciarlo sottinteso) è che se, personalmente, volessi mettere degli esempi di foto che ritengo "qualitative", terrei sicuramente conto dell'eventuale percorso di ricerca e di vita che ha portato a quei risultati. Ma siccome c'è la forte tendenza a pensare che una foto sia solo una foto, quindi, appunto, potenzialmente replicabile, si potrebbe facilmente trascurare tutto ciò che in una foto non si vede in maniera diretta ma si può sensibilmente intuire. In altre parole, quello che, secondo me, dovrebbe essere imprescindibile come qualità e che, purtroppo, manca moltissimo, è una propria caratterialità espressiva che determina la necessità di fare certe foto. Ma questo, in linea di massima, vale per tutte le forme espressive. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 15:58
“ terrei sicuramente conto dell'eventuale percorso di ricerca e di vita che ha portato a quei risultati. „ che, forse non e' l'approccio migliore da tenere. Forse osservare una fotografia oggettivamente per quello che rappresenta e' la soluzione per non impantanarsi nell'ego del fotografo. Che ultimamente vedo troppo presente anche in fotografie molto quotate. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:03
io sono d'accordo che la conoscenza del percorso dell'autore sia un elemento aggiuntivo per lettura, fruizione e giudizio di un'opera (a prescindere dal medium foto), ma non una condizione necessaria |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:17
Cencio, non è necessario magari per apprezzarla o interpretarla a modo proprio, certo. Ma se una foto/progetto/lavoro nasce da delle esigenze/esperienze/idee/visioni/ecc. e uno qualunque guardando semplicemente i risultati dice "posso farlo anche io questo", sta svuotando completamente di senso ciò che ha portato a quel risultato. Per questo dico che, per me, fare degli esempi di foto "qualitative" non ha molto senso. |
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inviato il 20 Gennaio 2026 ore 16:24
Se restringi questo discorso alla sola fotografia forse lo capisco meglio, perché é probabilmente l’arte/disciplina con le barriere all’ingresso più basse. Ma più in generale, per mia formazione e attitudine, se la premessa per fruire un’opera é “Qui l’autore…” allora già perdo interesse. |
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