| inviato il 19 Dicembre 2024 ore 17:29
Mi viene in mente una frase di uno scrittore americano, che avevo letto da qualche parte :"quando l'uomo si renderà conto che le mazzette di danaro non sono digeribili ormai sarà troppo tardi!" |
| inviato il 19 Dicembre 2024 ore 17:37
forse a quello scrittore sarebbe da spiegare che il denaro si usa per comprare il cibo, non per mangiarlo quando hai fame. |
| inviato il 19 Dicembre 2024 ore 17:59
Anche mia nonna diceva: "I soldi non servono a niente, non li mangiano neanche le galline." |
| inviato il 19 Dicembre 2024 ore 18:34
Quello scrittore intendeva, che quando avremo consumato il pianeta, nel nome dell' economia, quando non ci sarà più cibo, ci si renderà conto che il denaro, ultima risorsa rimasta, non si può mangiare. Meditate gente, meditate!!!! |
| inviato il 19 Dicembre 2024 ore 21:28
D'altra parte, solo nelle società complesse si usa il denaro per ottenere il cibo; se ci sono società "primitive" che sono sopravvissute fino ai giorni nostri, forse il denaro non è tutto e non potrà più comprare ciò che avremo distrutto. L'ironia della cosa consiste nel fatto che proprio chi il cibo è abituato da sempre a procurarselo con mezzi "primitivi" ne conosce il vero valore al punto da preservare l'ambiente che glielo procura, mentre noi cerchiamo di preservare solo la catena di negozi che ce lo vende. |
| inviato il 19 Dicembre 2024 ore 21:34
Perfettamente d'accordo! |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 8:49
“ ne conosce il vero valore al punto da preservare l'ambiente che glielo procura „ insomma...in termini di "rendimento" inteso come risorse naturali sperperate in rapporto al numero di persone nutrite, i sistemi di caccia o di approvvigionamento primitivi sono infinitamente peggiori di un'industria agricola o allevamento moderni. L'unica ragione per cui, in quei contesti, l'ambiente è preservato è la ridottissima numerosità delle persone che sfruttano l'ambiente stesso. Se immagini di estendere quel modello ad una popolazione intera, altro che distruzione del pianeta. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 9:05
“ L'unica ragione per cui, in quei contesti, l'ambiente è preservato è la ridottissima numerosità delle persone che sfruttano l'ambiente stesso „ Come in effetti dimostrano l'abbattimento della foresta amazzonica per far posto a coltivazioni e allevamenti intensivi, o della foresta pluviale africana per sostituirla con piantagioni di canna da zucchero. Se però vai a vedere le pianure agricole nordamericane ti rendi conto che i terreni sono talmente "esausti" che senza le concimazioni chimiche non rendono, o viceversa, sono talmente intrisi di liquami derivati dagli allevamenti intensivi che ormai ci puoi piantare solo mais. Insomma, non è che i sistemi moderni siano la panacea per tutti i mali. Come al solito, se non si vuol rinunciare al "progresso", ma nemmeno all'ambiente, si dovrà giungere ad un compromesso che riduca la popolazione planetaria, non dico ai livelli del paleolitico, ma comunque entro quelli dell'immediato dopoguerra. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 9:11
Non sono la panacea dei mali, ma guarda anche solo nei nostri territori: immagina che tutta la popolazione ad esempio del nord italia vada a cacciare sulle montagne o nelle pianure per sostenersi. 100 ettari di terreno coltivato, 1000x1000m, possono mantenere a spanne 1000-2000 persone. Senza coltivazioni e basandoti solo su quello che natura ti offre, forse arrivi a mantenere una piccola tribu di 10 persone...forse. |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 9:58
Allora, sarei molto felice se nessuno cacciasse più! Semplicemente ci dovrebbe essere un consumo sostenibile,nulla di più. Dovremmo evitare prodotti fuori stagione, frutta che viene coltivata dall'altra parte del mondo, cibi industrialmente lavorati fino all'esasperazione, carni e salumi con moderazione, tornare a cucinare partendo dalle materie prime( nei limiti del possibile). Certo sarebbe una vita più scomoda, vivo così da sempre e non mi trovo male. Questo è solo un piccolissimo esempio di ciò che potremmo fare un po' tutti, che messo insieme sarebbe davvero tanto. Non è utopia, basta poco! |
user257478 | inviato il 20 Dicembre 2024 ore 10:06
 Si |
user257478 | inviato il 20 Dicembre 2024 ore 10:07
 No |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 10:09
Concordo! |
user257478 | inviato il 20 Dicembre 2024 ore 10:11
Sfruttare l'ambiente lo si riduce alla stregua di una miniera che in un determinato lasso di tempo si esaurisce. Valorizzando invece l'esaurimento delle risorse si sposta più avanti nel tempo, una fine ci sarà comunque in tutti i casi |
| inviato il 20 Dicembre 2024 ore 10:15
Angor, ma infatti il problema non è il metodo per procurarsi il cibo in sé, ma il recupero di un rapporto equilibrato con l'ambiente, e questo non sarà possibile se non tornando a livelli di popolamento di qualche decina di anni fa. Tra l'altro, Italia e Olanda, che sono attualmente i Paesi europei con la maggior densità di popolazione, sono anche i Paesi con i maggiori problemi legati alle abitazioni e al loro costo elevato, perché siamo al punto che per costruire nuove aree residenziali stiamo sottraendo sempre più terreno prezioso per l'agricoltura, il ché incide notevolmente anche sull'aumento del costo dei terreni agricoli, che si riversa su quello dei prodotti e così via. Un compromesso lo dovremo raggiungere, con la ragione o per forza, se non vogliamo rendere insostenibili anche i normali sistemi di vita dei nostri centri abitati, oltre al rapporto con l'ambiente. |
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