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inviato il 30 Dicembre 2025 ore 15:28
Cos'è un telefono? |
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inviato il 30 Dicembre 2025 ore 17:09
Ricordo che fino ai miei 17 anni il telefono non arrivava fino qui, e non l'avevamo ... |
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inviato il 30 Dicembre 2025 ore 17:20
Nostalgia ? Io no. |
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inviato il 31 Dicembre 2025 ore 14:09
Sono così vecchio che ricordo l'esame della seconda elementare. E ancora meglio ricordo i miei coetanei che, superato l'esame e terminata quindi la loro carriera scolastica, se ne andavano per mare con i genitori. |
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inviato il 31 Dicembre 2025 ore 20:43
Ero convinto che l'esame si facesse in terza elementare. Ma è passato veramente tanto tempo e quindi posso confondermi. |
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inviato il 31 Dicembre 2025 ore 21:16
Eh no, era la seconda  |
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inviato il 31 Dicembre 2025 ore 21:27
E non solo, in prima e seconda, almeno nelle scuole di Torino, si usava il grembiule nero con colletto bianco, dalla terza un pullover blu. |
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inviato il 31 Dicembre 2025 ore 22:23
Da noi grembiule nero, poi casacca blu fino alla 5^. |
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inviato il 31 Dicembre 2025 ore 23:23
Da noi grembiule blu col fiocco blu, oppure azzuro, fino alla V. |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 8:31
Dalla prima alla quinta: per i maschi un giubbetto a righine verticali bianche e blu, per le femmine un grembiule bianco. Tutti con il numero romano sulla manica ad indicare la classe frequentata. La maestra: rigorosamente in grembiule nero |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 9:00
E comunque alle elementari, classi monosessuali. |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 9:50
Seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso. (dal 1967 in poi). Scuola. Maschi grembiule nero, femmine grembiule bianco. Molte maestre con il grembiule nero, la mia e poche altre invece non lo indossavano. Banchi in legno con lo sgabello fisso. O ci entravi o ci entravi, se non ci entravi dovevi entrarci lo stesso. Io ero piccolino e magro e per me c'era anche troppo spazio. Banchi rigorosamente a due posti. Calamaio fisso nel banco. Periodicamente veniva riempito di inchiostro nero da un compagno di classe incaricato dalla maestra e potevamo scrivere con la penna ed il pennino (intercambiabile). Riscaldamento a carbone. Stufa in classe. Ogni classe la propria stufa a carbone (alla faccia dell'ecologia). Nella mia classe, un compagno incaricato dalla maestra (era un po' piu' alto degli altri e figlio di contadini, per cui ci sapeva fare con la pala per il carbone), prendeva il carbone e lo metteva nella stufa. (Non c'erano problemi di lavoro minorile ) Nei banchi disposti in tre file, le Femmine tutte davanti mentre i Maschi dietro. I ripetenti tutti in fondo (ufficialmente perche' essendo piu' vecchi di uno o due anni, a quell'età tendevano ad essere di statura piu' alta) (alla faccia della par condicio). Quando la maestra si incavolava faceva le sfuriate alla classe in generale e al colpevole (o colpevoli) ed i colpevoli spesso finivano in piedi dietro alla lavagna. Se c'era confusione, aveva un martelletto di legno che batteva ripetutamente sulla scrivania urlando e la classe si placava. In inverno anche con il freddo, spalancava la finestra e si accendeva la sigaretta (era consentito fumare). (Selezione naturale di chi sopravviveva al freddo e al fumo). (Sopravvissuti tutti) |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 10:17
I banchi in legno così splendidamente descritti da Apeschi li avevano in classe di mio fratello, un anno dopo di me quindi, mi pare di capire, suo coetaneo. Da lui però non si usavano penna e calamaio ma solo Biro, e il riscaldamento era a termosifoni, la nostra infatti era, anzi è, una splendida struttura "moderna" in perfetto Stile Fascio Littorio, che tralaltro ancora campeggia sul frontale dell'edificio insieme con la scritta: Anno X E.F. In classe mia invece i banchi erano grandi e di forma rettangolare, e intorno a essi ci accomodavamo in sei. Ah, dimenticavo, anche il mio maestro fumava, "Esportazioni" per la cronaca, e rigorosamente senza filtro... e ovviamente si fumava in classe |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 12:09
Io provengo dalla aperta campagna pavese... senza ferrovie, treni, e quant'altro. In classe al primo anno eravamo in 31 tra bambini e bambine. Penna e calamaio rigorosamente nei primi anni. A casa usavo una boccettina di inchiostro già preparato che si comprava in cartoleria. La penna a sfera era vietata ai primi anni. Step di crescita lineare ed obbligatorio... 1) Matita, 2) Inchiostro e calamaio, 3) poi o Bic o penna stilografica. Ed il mondo grafico si spalancava davanti ai bimbi nella sua ricchezza di possibilità. Verso la quarta o quinta, due opzioni, o le piu' economiche Biro Bic (utili anche come cerbottane togliendo il refill con l'inchiostro ed il tappino posteriore, ma scoperte come utilizzo solo molto piu' in la', alle superiori), oppure in alternativa le penne stilografiche Pelican oppure Aurora. Le penne stilografiche si dividevano in penna con le cartucce, o penne che si caricavano dalla bottiglietta di inchiostro aspirandolo con l'apposito dispositivo interno alla penna (con maggiori rischi di incolumità dei vestiti indossati). |
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inviato il 01 Gennaio 2026 ore 12:28
Io sono mancino e ciò che i miei, alle elementari, riuscirono ad ottenere fu che potevo scrivere con la sinistra ma alla lavagna dovevo usare la destra… Comunque imparai, e in verticale, fino alle medie, ero ambidestro. |
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