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Beh, Riccà, ognuno si diverte come vuole... io sono andato qualche volta in discoteca, perché mi divertivo a ballare con gli amici. Anche se poi non ero un vero discotecaro mi sa, mi vestivo con classici jeans e maglietta. In più considerato che ballavo e mi muovevo tanto facevo pure attività fisica. L'ultima volta che ci andai è stato nel 2019 ed involontariamente ho quasi abbordato un ragazza senza neanche l'intento di farlo: pensavo che fosse prima di me al bancone del bar ed invece non era così, alla fine io ed i miei amici che parlavano meglio di me l'inglese (io lo parlo, ma così così) abbiamo scoperto che era una svizzera in Erasmus e ci ha anche presentato le sue due amiche. Alla fine non è successo nulla, ma abbiamo ballato tutti e 6, io pure con due di loro: è stata una serata piacevole e divertente come tante altre.
Eh, beh... dopo ho avuto meno tempo e non ci sono più andato. Anche perché ci deve essere musica che mi piace: despacito ed i vari reggaeton qualche volte li ho ballati, ma non mi piacciono.
Ah ok, ora ho visto. All'inizio avevo scritto "che ci sono stato", poi siccome era un passato più lontano avevo deciso di usare il passato remoto "che ci andai", solo che quando ho modificato il messaggio non ho tolto il "sono". Correggo subito. Grazie per la segnalazione.
Figurati che non avevo nemmeno letto bene quando me l'avevi riportato tu con il Quote. Ok, sono un pelo cotto.
Io pure, ci sono andato forse tre volte in tutto. Due, di sicuro. La terza faccio fatica a focalizzarla nella memoria, ma c'è stata. La prima a Firenze, la seconda ad Alassio e la terza in una provincetta di Marsiglia. Comunque sia, la musica mi faceva cacàre e non ho manco rimediato carnazza femminea.
Effettivamente, la propria giovinezza va condotta e consumata in modo più edificante, serio e meno sfigato (ciulàre da giovani=sfigati), tipo a capo(di) chino sui tomi di filosofia (ovvero all'aeroporto di Napoli a studiare Luciano DeCrescenzo) dove è sempre buonaLaprima: nichilismo=cervellodipipì. Sempre e comunque, anche quando non ce n'è traccia. In perfetta linea con l'accezione classica e mnemonicamente impressa, avvalendosi del martello, ove necessario.
“ Ma dicevo per la svista coniugatoria, in discoteca non ho mai avuto il dispiacere di andarci in vita mia. Nemmeno una volta. „
Dipende dove vai, alla fine una discoteca può essere tempo buttato oppure un luogo di cultura e dolcezze incredibili. Per esempio andai al Remember Baia degli Angeli (alla discoteca Baia Imperiale di Gabicce) l'anno in cui morì Donna Summer; DJ Baldelli aprì la serata con un filo di musica che sorgeva piano piano, la voce ci arrivava in quel modo - il DJ può intervenire sul disco come un fotografo può postprodurre un raw e allora si dice che 'suona' il pezzo, cioè lo interpreta - c'era qualcosa di estremamente misterioso, come fosse l'esordio di tutte le voci, fino a manifestarsi nel suo splendore era I feel love di Donna Summer; alla fine della serata, in perfetta ciclicità, dalla grande vetrata alle spalle della cabina di Baldelli piano piano sorgeva il sole e mi ricordava la voce di Donna Summer come l'avevo ascoltata apparire ore prima. Non si dimentica più una cosa così.
Beh, andare in disco con le note di Donna Summer è ben'altra cosa rispetto alle robe dance dozzinali che mettevano quando ci sono andato io. Ora che ci penso bene, ho fatto pure un capodanno sfigatissimo a Briançon, in un discoclub del posto, dove tutti ballavano tranne noi (eravamo in sei, seduti, mezzi sdraiati a terra, anche per effetto dell'alcol). Quella si che fu na serata sfigatissima, amplificata dalle aspettative del fineanno che non ci portò nulla, se non temperature di 20gradi sotto lo zero. Era il 1997, e mi ricordo che il mio ex amico con cui ero in macchina, aveva portato Californication dei RedHotChiliPeppers (uscito proprio quell'anno) e si ascoltava soltanto quello, nella sua Clio grigioargento. Tra il viaggio d'andata e quello di ritorno, l'avremo riascoltato tipo una ventina di volte. Più altre tre-quattrocento, l'estate appena passata, in viaggio verso il lago di Bolsena. Quel disco l'ho odiato il giusto.
Come ha scritto Canti Del Caos dipende dove si va e da che serata fanno. Io sono stato anche a serate anni '70, '80', 90', 2000 e 2010 (tutto insieme) e mettevano su vari pezzi: - Funky town, Daddy Cool, pezzi degli ABBA e di altri; - Queen, Blink 182, Backstreet boys, Corona, Alexia, Gigi d'Agostino, Eiffel'65, Daft punk, Safri Duo, Bomfunk Mc, una volta hanno messo pure Thunderstruck degli AC/DC...; - Lady Gaga, Black eye peas, Bon Jovi, Red hot chili peppers, Limp bizkit, Anastacia, etc. etc... - fino alle più moderne degli ultimi anni del decennio 2010.
Se ci si va con amici e la musica ti piace ti diverti comunque, anche se non si rimorchia. Questo se ti piace ballare.
Io me ne fregavo di tutte le persone che c'erano nel locale: ci trovi truzzi/e, donne che se la tirano e si credono chissà, palestrati che se la tirano e si credono chissà chi e gente normale. Alla fine decidi di ballare con chi vuoi, se la cosa è reciproca e c'è rispetto. Se fanno solo musica tecno, ad esempio, io non ci vado (o meglio... non ci andavo). Dipende dalle serate e dai luoghi dove si va.
“ Ma è proprio la dimensione discotecara che è repellente, a prescindere dalla musica „
Si, quello si. Io sono andato per un paio d'anni al Faster e al Crossover, a ballare robe metal, e non era malaccio, nemmeno come ambiente. Ci si muoveva scimmiescamente , senza pretese manieristiche. Non c'erano nemmeno troppe persone fuoriluogo, almeno, quando ci andavamo io e i miei amici sozzi dell'epoca ('95-'96). Poi il posto s'è trasferito d'indirizzo ed è scaduto del tutto fino a svanire nell'oscurità. Mi ricordo che, quando ci andavamo noi, ad un certo punto della serata (in un club e nell'altro) arrivava il cantante dei Frutteti Riarsi e cominciava a rotolarsi per terra, in preda ai vapori alcolici ed ai fumi oppiacei ed altre forniture specialistiche.
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