user198779
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 21:09
Cazzarola Si usa ancora come termine? Non vorrei essere frainteso. |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 21:33
Rombo, sono d'accordo perché gli ambienti scolastici/lavorativi a volte sono purtroppo fortemente politicizzati quindi un centro di incontro e interscambio culturale diventa luogo di formazione all'essere buoni consumatori e allineati al pensiero dominante. |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 21:34
“ Francesca, alla fine l'istruzione scolastica non serve ad altro che a "preparare" gli individui alla vita sistematica che dici. „ Vero (in parte). Ma ti sembra un buon motivo per eliminarla, o forse per pretendere che venga modificata? Il punto che oggi non viene più considerato è il "principio" su cui si fonda la cosa; se la cosa non funziona più, occorre chiedersi se il principio in base a cui era stata istituita sia ancora valido o meno, altrimenti si rischia di buttare la cosa solo perché viene gestita male, non perché è inutile. In questo modo, se veramente è il sistema che gestisce male le cose, non vi passa per la testa che lo faccia proprio perché ci convinciamo a chiedere che siano abolite perché, se tornassero a funzionare, potrebbero diventargli ostili? |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 21:40
“ Ma voi ci pensate mai alla morte? „ . . si ci ho pensato tantissime volte ! a partire dai tre anni in poi, ho fatto molte ricerche al riguardo fino ai 37 anni poi a 38 ho mollato la pezza e ora penso solo ad una buona qualità della vita . . fatta di buoni amici, buone relazioni sociali, buone relazioni sentimentali, buona cultura, libertà d'azione ecc. per i curiosi cito una canzone di Franco Battiato ""La porta dello spavento supremo"" con il bellissimo testo di Manlio Sgalambro parte dell'album dieci stratagemmi di F.B. Quello che c'è, ciò che verrà Ciò che siamo stati E comunque andrà Tutto si dissolverà Nell'apparenza e nel reale Nel regno fisico o in quello astrale Tutto si dissolverà Sulle scogliere fissavo il mare Che biancheggiava nelll'oscurità Tutto si dissolverà Bisognerà per forza Attraversare alla fine La porta dello spavento supremo Il nulla emanava la pietra grigia E attorno campi di zafferano Passavano donne bellissime In sete altere Passavano donne bellissime In sete altere. |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 21:52
“ alla fine l'istruzione scolastica non serve ad altro che a "preparare" gli individui alla vita sistematica che dici. „ . . in parte è così . . ma comunque l'istruzione è utile . . in ogni modo ognuno di noi è libero di formarsi, in modo più o meno da autodidatta con una forma cultura/conoscenza complementare, addizionale, spirituale ecc. atta a sopperire alle mancanze/distorsioni di quella ufficiale, c'è solo l'imbarazzo della scelta e la vastità del sapere è quasi sconfinato. |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 22:04
Sì ovviamente lo studio e l'istruzione rende liberi. La soluzione non è eliminare l'istruzione ma dovremmo dare loro gli strumenti giusti per pensare in modo autonomo e saper interpretare al meglio le varie informazioni provenienti da TV/internet. |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 22:06
“ Modernità? Carmelo Bene (1937-2002)? La neoavanguardia non mi sembra un movimento particolarmente moderno, ma forse mi sbaglio… „ Al giorno d'oggi ha più importanza il movimento a cui hai aderito o il fatto che sei rimasto sulla cresta dell'onda fino alla fine? Viviamo in una società che se ne sbatte degli ideali: li usa per secondi fini; se ne sbatte della cultura autentica: preferisce gli influencer. Quando ho scritto che oggi l'ego conta più di un tempo volevo scrivere che conta più di quello che realmente sai fare, ma mi pareva eccessivo dato l'argomento del 3d: poi si rischiava di scadere in diatriba. Da questo punto di vista, però Carmelo Bene come individuo è stato modernissimo; ha saputo gestirsi molto bene. |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 22:20
“ …però Carmelo Bene come individuo è stato modernissimo… „ Sono assolutamente d'accordo: è stato. |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 22:34
Senza mettere troppa carne al fuoco, il fatto è che cercare di mantenere un pensiero "autonomo" in una qualunque forma di società che genera un'incalcolabile rete di informazioni e condizionamenti fino alla sfera più intima delle credenze individuali, è un atto di resistenza che non ha mai fine finché non si muore. Essere dei disadattati è praticamente una necessità in questo senso, anche perché il concetto stesso di soggetto/identità fa acqua da tutte le parti e tutto ciò che riteniamo buono o migliore è frutto dell'idea(le) comune che senza delle regole e senza una cultura "ufficiale" saremmo degli animali che si ammazzano a vicenda e non sarebbe possibile costruire nemmeno una civiltà in cui vivere. Insomma sembra un gigantesco paradosso ma probabilmente è inevitabile che esista una sistematicità, non in senso biologico, ma nella produzione di senso culturale su cui una società si regge. In tutto questo la scuola che motivo ha di esistere se non come metodo propedeutico al vivere in una società in cui non scegliamo nemmeno di nascere? |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 22:46
“ Sono assolutamente d'accordo: è stato. „ È "stato" come qualunque altro essere umano. Ma quello che ha fatto è fuori dalla Storia e rimane estremamente attuale. Se non altro perché i problemi che ha posto, pur non essendo nuovi nemmeno nel suo tempo, non si risolvono. Esattamente come la vita. |
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inviato il 08 Gennaio 2023 ore 23:18
“ Ricordatevi quel verso di Ungaretti, da "Veglia"; poesia scritta al fronte, durante la 1a Guerra mondiale, dove il poeta è stato testimone della morte, in tutte le sue più orrende declinazioni: "Non sono mai stato tanto attaccato alla vita". „ Eh, la raccolta Lovedeath dello scrittore Dan Simmons, nel suo funambolico finale romanzo breve Il grande amante, parla proprio di questi temi. È un po' difficile da trovare in italiano, ma ne vale senz'altro la pena. |
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inviato il 09 Gennaio 2023 ore 5:53
Non ho letto tutti gli interventi... Vi consiglio un film capolavoro sulla riflessione sulla morte. Vortex di Gaspar Noé. Inedito in Italia. Il protagonista è Dario Argento. Si trova su siti pirata e qua non posso postare il link. Ciao |
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inviato il 09 Gennaio 2023 ore 6:53
Non credo che l'istruzione/formazione renda così liberi. L'istruzione è un metodo e come tale prepara, abilita le persone ad affrontare situazioni e problemi con un certo approccio logico, ma fuori da quelle casistiche quel metodo, quel parametro, non è più applicabile o lo è solo in parte. Quindi è l'intelligenza del singolo individuo a fare la differenza, e quella mica te la fornisce la scuola. Al massimo può aiutarti a svilupparla, a potenziarla, ma se sei un cretìno in origine, anche se prendi due lauree resti un cretìno. Quella che rende davvero liberi è l'informazione. Più si è informati e più si è capaci di operare delle scelte, senza le quali si è vincolati a qualcosa di ignoto, di oscuro, e il non sapere l'esistenza di quegli angoli ciechi imprigiona ancora di più chi è disinformato. Una sorta di palla al piede epistemologica del disinformato. Infine c'è la cultura personale, che esula dal proprio livello di istruzione e di informazione e che stratifica e sovrastruttura la persona. Un altro gradino verso la libertà personale, ma che senza le altre tre variabili attracca nel vuoto. Per fare bingo, o meglio quaterna in questo caso, bisogna essere intelligenti, colti, istruiti ed informati. |
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inviato il 09 Gennaio 2023 ore 7:10
Ah... e l'intelligenza attinge a due fonti, una emotiva e l'altra cognitiva, quindi essere dei genialoidi meccanici non insegna a saper approcciare alle cose vive, oltre a quelle inanimate. In una famiglia presso cui ho vissuto per un po' c'erano sei lauree in tre persone (e tre di queste le aveva una sola persona delle tre) e in quella casa si respirava aria di istruzione e di informazione (seppur selettiva) ma anche poca intelligenza emotiva. Pochissima. Riguardo alla cultura... beh, poveri loro. |
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inviato il 09 Gennaio 2023 ore 8:05
“ Essere dei disadattati è praticamente una necessità in questo senso „ Devo ammettere mio malgrado (da un punto di vista di esperienza personale) che su questo hai ragione; detto poi da uno che ha insegnato per quasi 20 anni... Ricollegandomi anche al discorso di Caneca, direi che è vitale essere dei disadattati informati (e possibilmente acculturati anche in campi che esulano dal nostro percorso scolastico/accademico) |
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