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inviato il 13 Giugno 2022 ore 10:33
“ Anni fa mi ero fatto un foglio openoffice per calcolarmi gli effetti del filtro proteggi sensore, visti gli effetti che faceva sulla 5d1. Se lo ritrovo, lo rendo "potabile, e ve lo condivido. „ Sarebbe interessante Pie. Sempre molto meglio di accettare le conclusioni molto sicure di qualcuno che non ha nessun titolo per poterle fare. Ciò che io vedo e che è stato confermato sia da Uly che da Riccardo Asselta è che sono molto nitidi i vari piani di fuoco. Esempio, se faccio un ritratto ad F8 col soggetto a 3 metri, io vado sullo sfondo e comunque lo vedo molto più sfocato, rispetto alle foto di altri brand in stesse condizioni. Cioè, il piano di fuoco si "stacca" di più rispetto ai vari canon etc etc..... E rimanendo in tema Canon, i primi 35L o 50L hanno questa qualità più marcata rispetto agli ultimi, poi vai a vedere gli schemi ottici ed i tuoi dubbi sembrano guardacaso confermati. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 10:46
@Paco, Rolu, Uly a una certa età uno non è mai sicuro di esserci (il Dasein di Heidegger!) il giorno dopo, per cui mi affretto a mettere dei puntini sulle i, non si sa mai. Innanzitutto (Andrea Taiana direbbe in primis , vi prego di non attaccarlo perché è un Bocconiano e se si inca**a richiama a premier il prof. Monti) sono del partito che non è placebo. Ci sono tanti di quei parametri a favore della M 246 che è impossibile che qualcosa di diverso (anche se sottile) non venga percepito da un fotografo-sensitivo come Paco. Un concetto di base è che una SOLA lente sottile semplice fa la Trasformata di Fourier (FT) dallo spazio oggetto (la scena) in spazio immagine. Sarebbe una cosa utilissima se potessimo aggiungere lenti ad una ad una e ottenere un obiettivo attraverso la FT. Non funziona, purtroppo. Se volete divertirvi andate sui tanti 3d dove si parla di moltiplicatori. Ci sono quelli che contravvengono alla legge di cui sopra e lo mettono giù anche numericamentee giurando che i moltiplicatori sono lenti divergenti e come tali è facile prevedere l'effetto sulla risoluzione. Non funziona. Un obiettivo è un modulatore della velocità della luce attraverso vari vetri e aria. Si gioca sull'indice di rifrazione delle varie lenti e dell'aria ad un solo scopo: fare arrivare tutti i raggi che partono da un certo piano parallelo al sensore (per esempio) nello stesso tempo nel fuoco quando "a fuoco". È una conseguenza del principio di Fermat. Quando osserviamo una foto con aree a fuoco e fuori fuoco, abbiamo a tutti gli effetti una mappa temporale. Un certo tempo uguale per tutti i "raggi" che sono arrivati allo stesso tempo nel fuoco, poi ci sono quelli che cadono prima e dopo il fuoco che ci segnalano tempi diversi. Questa visione non è per niente comune tra i fotografi, è un fisico (teorico) come Feynman che la fa notare. Tutto ciò è vero in assoluto se si usa un'ottica APO. Qualunque trattazione (ottica geometrica gaussiana, Fourier Optics) in prima istanza non si occupa delle aberrazioni di un obiettivo. Per cui si ipotizza che il degrado di un obiettivo sia solo dovuto alla diffrazione (diffraction limited). Naturalmente non è vero e alla fine un fotografo si riduce a scegliere obiettivi dove le aberrazioni corrette corrispondono al proprio gusto (bokeh, per esempio). Fissata una lunghezza d'onda monocromatica (un colore), la risoluzione "diffraction limited" espressa in lp/mm è data da: 1000/(lambda*f/) dove lambda è 0.550 µm (media del visibile, verde) e ci stanno 1000 µm in un mm, f/ è il diaframma solito. Proviamo con un comune f/2.8, esce ~ 649 lp/mm. Ma quando mai? Le risoluzioni espresse come frequenze spaziali vanno accompagnate da MTF, 649 lp/mm corrispondono a MTF0, cioè non si vede niente in assoluto. L'occhio in teoria vede contrasto a MTF9 (definizione di risoluzione). In pratica meglio MTF15 o MTF20, dipende dalla vista. L'immagine perfetta a livello di sensel sarà quando impiliamo i colori RGB in un sensel solo punto a punto. Meglio se l'obiettivo è APO. Chissà perché la qualità in fotografia è sempre costosa! Lo stack. Ha scatenato l'ironia di molti Juzini, non la mia. Sono dalla parte di Paco e Uly, lo stack per obiettivi Leitz e simili conta. Nel caso della Z7 che Paco ha trovato funzionare meglio della A7RII c'è un'ulteriore turbativa. L'avvisaglia è che Nikon conferisce ISO base 64. Visto che il sensore è Sony e Sony sulle sue macchine ha ISO base 100, evidentemente Nikon fa arrivare meno luce ai sensel (ricordiamo che la M 240 ha ISO 160 e la M 246 320, alla Monochrom arriva il doppio della luce!). Nikon e Fuji giocano con le microlenti, perdono sensibilità a favore del microcontrasto fin dall'inizio. Impossibile stabilire se la migliore resa con i simil-Leitz sia dovuta allo stack più sottile o alle microlenti, ragionevolmente a causa di entrambe. Se come al solito non sono stato chiaro, lo riaffermo: secondo me NON È EFFETTO PLACEBO |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 11:13
Tornando in tema di quanto vetro ho davanti. Il supposto vantaggio di non avere i filtri RGB sul sensore si paga con la impossibilità di eseguire regolazioni selettive in post produzione (post: latinorum) sulle singole bande di frequenza colore. Personalmente non ho mai usato Monochrom o Foveon, per le poche mie foto in B/N ritengo questa possibilità assai comoda, quasi irrinunciabile. Prescindendo dalle mie preferenze chi usa una macchina come la Monochrom, non potendo regolare la risposta al colore con dei semplici cursori, deve ricorrere ai filtri colorati che si son sempre usati per aumentare selettivamente il contrasto e la risposta ai colori, ma questo fa venire meno il supposto vantaggio di non avere i filtri della matrice di Bayer , diminuisce la quantità di luce, interpone un vetro in più tra soggetto e sensore. Allora uno si deve chiedere: quante volte uso la Monochrom nuda e quante volte invece ci metto davanti un filtro? L'uso di questo filtro di quanto degrada la qualità dell'immagine? Ho provato a fare il test cieco in queste situazioni che richiedono filtro sulla Monochrom rispetto alla Nikon Z7 nuda? |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 11:24
Andrea, il cfa ti da tre filtri colore e di scegliere solo tra di loro. Un filtro colore davanti all'ottica, ma hanno bande passanti molto diverse da quelle di un cfa. L'effetto di un filtro rosso, tipo un 92, non lo replichi in nessun modo in postproduzione con una miscelazione di canali, perché a quelle lunghezze d'onda in cfa non lascia passare nulla. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 11:29
“ Un filtro colore davanti all'ottica, ma hanno bande passanti molto diverse da quelle di un cfa. L'effetto di un filtro rosso, tipo un 92, non lo replichi in nessun modo in postproduzione con una miscelazione di canali, perché a quelle lunghezze d'onda in cfa non lascia passare nulla. „ Esatto, Andrea, mettere un filtro alla MM non è come lavorare in post su un file bayer convertito in B/N. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 11:47
“ Un filtro colore davanti all'ottica, ma hanno bande passanti molto diverse da quelle di un cfa. L'effetto di un filtro rosso, tipo un 92, non lo replichi in nessun modo in postproduzione con una miscelazione di canali, perché a quelle lunghezze d'onda in cfa non lascia passare nulla. „ asssspe. la mono non ha il bayer ma filtra tanto quanto una m9 (non perche' la ho ma perche' ho visto le misure) la luce. La m8 e' l'UNICA che a proposito di filtro luce aveva qualcosa in piu. Nelle monochrom non passa niente di piu' per qualita' di frequenza rispetto le omologhe M, scelta Leica. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 12:04
Da sottolineare che Leitz si limita alla banda classica del visibile (VIS) da 400 a 700 nm. 400 non è blu B (sarebbe più 425 nm, sempre centro di banda), è violetto. Sotto 400 nm è ultravioletto (UV) e l'occhio non lo vede ma è quello che abbronza in spiaggia anche senza sole. Stessa cosa per 700 nm, è già vicino infrarosso (NIR), il rosso R è sui 685 nm. Molto importante: i filtri colore CFA si sovrappongono in piccole dosi. Lo fa anche l'occhio. Le Phase One Achromat vivono in un altro universo di bande passanti, molto più ampie. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 12:12
Anche secondo me non c'è effetto "Placebo" Premesso che, salvo attrezzatura guasta o particolarmente scadente, ormai parliamo in tutti i casi di liverlli potenziali qualitativi molto alti, le differenti scelte dei costruttori hanno, a mio avviso, influenza visibile sull'immagine finale. E, secondo me, questa cosa era vera tranquillamente anche ai tempi in cui si usava solo la pellicola. Ricordo perfettamente di quando, da ragazzo (eh... ne è passato di tempo ), ho affiancato allo yashica 28mm (dignitosissimo), il "quasi equivalente" Distagon Zeiss. Entrambi f/2,8 montati su Contax 139. La differenza che vedevo, sia nelle dia che nelle stampe un po' grandicelle era, più che fare le pulci alla resa dei dettagli minuti, la gradevolezza generale dell'immagine, che mi faceva protendere sempre verso lo Zeiss. Poi... boh, queste discussioni mi interessano sempre, anche se mi rendo conto che per l'utente finale dell'immagine sono davvero un po' estreme |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 12:14
Uly, Non ho parole... se sulle nuove hanno tolto la possibilità di usare i filtri rossi per mantenere lo stesso filtro della versione colore sono dei pusillanimi. La sensibilità al rosso vero è una delle cose che mi manca di più del film, tutto per mantenere il bilanciamento del bianco più facile in luce calda. E la sensibilità al rosso (e non all'arancio) è una delle cose che rendono il foveon interessantissimo. E la senibilità al rosso non la puoi sistemare con un profilo colore. Senza ti trovi la vegetazione piatta, appena c'è un pò di foschia le foto sono compromesse. Non sono situazioni comuni, ma fa girare i maroni perché ti massacra le foto. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 13:02
Il vicino infrarosso (NIR) serve alla ricognizione militare, non al digitale, dal momento che l'occhio non lo vede. E la sensibilità spettrale di una pellicola non è quella del silicio. Il rosso R è assorbito molto meno del blu B. I Foveon hanno una lamina sottile davanti delegata al blu B. Il rosso R è l'ultimo strato ed è il più spesso nei Foveon. Leitz avrà fatto una scelta di opportunità perché letteralmente non c'è limite allo spessore del silicio Si per il rosso, ma esagerando si introduce il rumore GB. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 14:54
Non ho grossa consuetudine all'uso di filtri colore, quando usavo la Canon AT1 avevo solo un filtro giallo, B/N ne ho sempre fatto poco anche all'epoca. Non sono così esperto di filtri colore e quindi sono andato alla ricerca di questo rosso 92 ed ho trovato che in teoria è un filtro che viene impiegato sui densitometri: www.albertofornasiero.it/kodak-wratten/ per quale motivo vi interessa usarlo proprio in fotografia? In linea di principio mi sembra di poter dire che non sia tanto importante emulare questo o quel filtro per pellicola, se ho un file colore che mi restituisce BENE l'intero spettro del visibile, purché lo faccia con la giusta selettività, discernendo bene luminosità e frequenze limitrofe, vicine ma diverse, poi in postproduzione faccio tutte le selezioni che voglio in toni di grigio, migliaia di selezioni diverse non una sola. Non mi intendo di filtri colore usati nelle fotografia a pellicola ma qualcosina di selezione colore in 25 anni di fotoincisione per serigrafia tessile lo ho imparato. Comunque sia, non mi sembra cambi la validità delle tre questioni poste sul finale del mio ultimo intervento che qui ripeto: quante volte uso la Monochrom nuda e quante volte invece ci metto davanti un filtro? L'uso di questo filtro di quanto degrada la qualità dell'immagine? Ho provato a fare il test cieco in queste situazioni che richiedono filtro sulla Monochrom rispetto alla Nikon Z7 nuda? |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 15:49
“ Comunque sia, non mi sembra cambi la validità delle tre questioni poste sul finale del mio ultimo intervento che qui ripeto: quante volte uso la Monochrom nuda e quante volte invece ci metto davanti un filtro? L'uso di questo filtro di quanto degrada la qualità dell'immagine? „ Su quante volte si usa il filtro, dipende dal proprio modo di fotografare. Io uso il filtro arancione (o rosso) quando devo fotografare paesaggi (naturali o urbani) per dare contrasto al cielo. Qui il filtro arancione

 Sto usando filtri cinesi, ho provato il degrado della qualità e mi sembra inesistente, ma siccome sono un purista, prossimamente almeno un filtro arancione ed uno rosso di quelli seri lo comprerò. Su quanta luce tolgono, questo dipende dal colore del filtro. Io ho fatto scatti comparati tra MM con filtro e Z7 su paesaggi e con la Z7 non sono riuscito ad eguagliare il B/N della MM. Con questo non voglio dire che sia impossibile, probabilmente sono io che non ci riesco. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 15:50
Il 92 lo uso tantissimo in fotografia: cieli belli scuri, contrasti netti, vegetazione "croccante". Su film mangia 16 stop, su si una 5d4 oltre 200. In più è una lunghezza d'onda poco filtrata dalla nebbia, quinsi se c'è un pò di foschia... svanisce. L'opposto di un 47, che rende tutto nebbioso e morbido. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 15:55
Col Bayer si eguaglia anche meglio. Ora ho provato a prendere anche 2 Foveon usate, per 2 lire, per provare. Ma fino ad oggi sono giunto alla conclusione che con un ottimo Bayer a colori hai molta più duttilità di una MM CCD, almeno nel paesaggio (dove puoi sciogliere dopo i filtri). Possibilmente utilizzando i miracoli di RAAMIEL. |
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inviato il 13 Giugno 2022 ore 16:36
@ tony, Passato tempo a cercare di emulare i filtri bn, semplicemente impossibile. Raamiel, con i suoi buoni profili, non pò andare oltre la fisica. Sono rimasto sulle ilford e alla mia camera oscura. |
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