user86925
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inviato il 06 Gennaio 2020 ore 19:24
“ Molti pseudo-professionisti impostano il loro messaggio marketing con un urlato "al vostro matrimonio Noi non vi rompiamo i coglioni", se serve specificarlo puntando tutto su questo evidentemente non si posseggono le giuste doti per fare questo tipo di lavoro. „ io la vedo in maniera diversa, per chi deve districarsi tra una vagonata di siti e di nomi è un aiuto per fare una scrematura e puntare quello che si cerca... comunque penso che ci vogliano abilità diverse per lavorare in maniera diversa non mi sembra il caso etichettare pseudo-professionisti chi non segue il tuo approccio, ci saranno anche quelli bravi che hanno fatto una scelta diversa perché si divertono di più, generalizzare non va mai bene... |
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inviato il 06 Gennaio 2020 ore 19:41
“ a me interessa solo l' album finale e vorrei sapere 2 cose: _se si può scegliere di non finire nel suo sito internet _se si mantengo i diritti di pubblicazione delle foto, nel senso che prima di utilizzare le foto per qualche mostra o concorso fotografico è tenuto a chiederne il consenso è previsto un contratto unico oppure ogni fotografo ha le sue clausole ? „ Un fotografo professionista ti fa sempre firmare un contratto in cui tra le clause quasi tutti hanno la voce per la pubblicazione delle fotografie su sito internet, concorsi ecc... La propria privacy è un diritto per cui nessuno può pubblicare le foto senza consenso, alcuni fotografi danno la possiblità di scelta, altri no ovvero, se firmi il contratto, acconsenti. Poi spiegando le motivazioni si può raggiungere un compromesso ma, non si può far pagare questo diritto un extra (la legge è legge) I diritti delle fotografie, sono del fotografo in base all'articolo 98, Legge 633 - 22.4.41, ed in conformità alla sentenza della Corte di Cassazione n.4094-28.6.80, gli sposi possono farne uso privato e non commerciale. Come scrivevo sopra, si il contratto dovrebbe (dico dovrebbe perchè il mondo è vario) essere sempre previsto, per tutelare entrambe la parti, alcune clausole sono standard, suggerite dalle varie associazioni di categoria, altre sono personalizzate dal fotografo in base alle proprie esperienze. |
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inviato il 06 Gennaio 2020 ore 20:16
@nove Ma hai fatto benissimo a postare l'esempio visto che come hai detto se ne sta parlando anzi grazie .. Per quanto riguarda la privacy e la pubblicazione delle foto del servizio: Per poterlo fare il fotografo deve farti firmare prima una liberatoria. Nel caso del matrimonio inoltre le cose si complicano perché oltre gli sposi potrebbero esserci nelle foto anche invitati e soprattutto minori. |
user177356
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inviato il 06 Gennaio 2020 ore 20:52
I contratti hanno un contenuto più o meno favorevole all'una o all'altra parte in funzione di due fattori, e quelli che disciplinano i servizi fotografici matrimoniali non fanno eccezione: - le competenze giuridiche delle due parti, o dei loro consulenti/avvocati, e soprattutto - il potere contrattuale di ciascuna parte. Di solito, il cliente ha un potere maggiore rispetto al fornitore, a meno che il bene o servizio offerto sia scarso (ad esempio, un fotografo molto richiesto). Nella mia esperienza, poi, i professionisti (di tutti i settori, tranne quello legale) tendono a rifiutare modifiche agli standard per pigrizia o per ignoranza delle conseguenze. Molto spesso, quando si trovano di fronte un cliente determinato e che conosce la materia, si adattano. Sempre con i fotografi del mio matrimonio ho ottenuto che le nostre foto pubblicate nel loro sito fossero scelte tra quelle nelle quali non siamo riconoscibili. |
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inviato il 06 Gennaio 2020 ore 22:24
Un professionista serio ha sempre un sito di presentazione con lavori realizzati (quelli che davvero meritano!!!) oltre a spiegare il suo modo di lavorare e al pubblico a cui si rivolge e se bravo comparire tra i suoi lavori lo prenderei come privilegio. |
user177356
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inviato il 06 Gennaio 2020 ore 23:31
Mah, io ho scelto di comparire il meno possibile. Ho anche usato il diritto all'oblio un anno fa. |
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inviato il 07 Gennaio 2020 ore 8:33
Sui miei contratti ovviamente è presente la liberatoria per il consenso alla pubblicazione delle foto, ma se un cliente preferisce non lasciarmi il consenso a me non cambia nulla. |
user86925
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inviato il 07 Gennaio 2020 ore 23:34
“ ma se un cliente preferisce non lasciarmi il consenso a me non cambia nulla. „ spero non sia tanto raro... |
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inviato il 08 Gennaio 2020 ore 5:40
non ho mai consegnato un negativo di un servizio, non vedo perchè dovrei consegnare un raw agli sposi... forse perchè loro pensano di poter editare le foto meglio di me? forse perchè così se vogliono farsi una copia successivamente possono averla gratis? forse perchè la loro visione della fotografia e del reportage è più chiara della mia che ho scattato le foto? la mia risposta è che forse in giro c'è troppa gente che pensa che il fotografo sia un lavoretto semplicissimo che chiunque potrebbe fare, anche una scimmia. questa professione si è svalutata tantissimo. c'è un ignoranza in giro che fa spavento, tra i clienti, tra i fotografi, e soprattutto tra gli appassionati di fotografia in genere. non invidio per niente i colleghi ancora in trincea e sono felicissimo di essere andato in pensione. |
user177356
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inviato il 08 Gennaio 2020 ore 9:10
“ non ho mai consegnato un negativo di un servizio, non vedo perchè dovrei consegnare un raw agli sposi... „ Il mio primo matrimonio risale al 1996, e all'epoca mi furono consegnati i negativi, senza un aggravio di costo, dopo tre anni dall'evento. Questo secondo il contratto standard dello studio fotografico, senza alcuna negoziazione. “ forse perchè così se vogliono farsi una copia successivamente possono averla gratis? „ Ma vorrei anche vedere che non si possa! Oggetto della prestazione è la realizzazione dell'immagine, non la sua stampa. Se fai un servizio commerciale, non consegni i files al committente? |
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inviato il 08 Gennaio 2020 ore 9:34
Conosco fotografi che fanno ritratti per gravidanze/famiglia che ti fanno pagare il servizio e non ti consegnano i file nemmeno in jpeg, solo un book di 20/30 foto. Ogni stampa a parte la si paga in più e obbligatoriamente da lui visto che i file non vengono consegnati |
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inviato il 08 Gennaio 2020 ore 9:39
Trovo la conversazione estremamente interessante e apprezzo soprattutto gli interventi di chi fa tanti servizi matrimoniali per mestiere e sa che deve comunque vendere un prodotto commerciale che sia apprezzato dai propri clienti. Condivido il punto di vista della "via di mezzo" tra reportage e ritratto posato e concordo anche sul fatto che il termine reportage sia del tutto abusato e si usi con la presunzione di essere alla moda, facendo qualcosa di diverso (dice di fare reportage il 90% dei matrimonialisti). Ho poca esperienza in matrimoni, ne ho realizzati una manciata, e non è il genere che prediligo. Però è il genere che mi ha avvicinato per primo alla fotografia, quando cercavo nel 2014 il fotografo per il mio matrimonio, ed ero abbastanza avulso da questi dibattiti. Quando parlate di foto posata però non fate assolutamente riferimento al fatto che significhi poco! Esistono pose forzate, innaturali, spettacolarizzate, enfatizzate e gestite con un'illuminazione "sbagliata", che le rende spesso surreali e purtroppo ridicole. E poi ci sono foto posate spontanee, naturali, in cui il volto del soggetto esprime qualcosa di profondo. In sostanza la distinzione non è se il soggetto guardi in camera oppure no, ma, appunto, quanto sia bravo il fotografo a ritrarre la persona. Questo fa la differenza a mio avviso |
user177356
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inviato il 08 Gennaio 2020 ore 9:49
@Alle79 La questione è sempre la solita: il potere contrattuale. Tipicamente, all'atto del conferimento dell'incarico è il committente ad avere il potere maggiore (salvo il caso in cui il professionista possa fare leva su qualche forma di "unicità" della propria prestazione), per cui è in quel momento che deve avanzare le proprie richieste, come la disponibilità degli originali e la non pubblicazione delle foto. Una volta che il servizio è stato realizzato, la situazione si capovolge ed è il professionista ad avere il coltello dalla parte del manico. In ogni caso, non ho mai trovato un contratto predefinito che non fosse negoziabile. |
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inviato il 08 Gennaio 2020 ore 13:18
Non so, dove ho sentito io non c'è molta scelta, 400 banane una trentina di foto con book. Se ti sta bene e così altrimenti vai da un altro. A Carpi mi ha detto un amico che una fotografa si è rifiutata di fare le foto a suo figlio perché già oltre i 20 giorni di età, inoltre aveva una pelle con troppe "pellicine". Probabilmente per i matrimoni si ha più scelta |
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inviato il 08 Gennaio 2020 ore 14:25
“ La questione è sempre la solita: il potere contrattuale. Tipicamente, all'atto del conferimento dell'incarico è il committente ad avere il potere maggiore (salvo il caso in cui il professionista possa fare leva su qualche forma di "unicità" della propria prestazione), per cui è in quel momento che deve avanzare le proprie richieste, come la disponibilità degli originali e la non pubblicazione delle foto. „ Credo che questo concetto abbia a che vedere con quell'idea di "svalutazione" di cui parlava Ubrigantu. Di cui peraltro trovo l'intervento in toto davvero apprezzabile. |
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