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I rischi del fotografo


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avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 11:12    

Beh, stare lì a vedere il rally è un po' come mettere i piedi a bagno nella vasca degli squali.

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 11:48    

Secondo me tanti che vanno a vedere i Rally lo fanno con lo stesso spirito di quelli vestiti di bianco a Pamplona per S.Firmino

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 12:16    

OT noi di Monza consideriamo Walter Bonatti un monzese (per via della Pell e Oss), in realtà era un bergamasco.
Florio Casati ha passato i novant'anni, tiene aperta la cartoleria tecnica più specializzata in città. Quando vado da lui si parla sempre di Walter. Lui era stato suo protettore quando si era presentato a Monza a meno di vent'anni, la sua vicenda ricorda quella di Gianni Rivera che ha incontrato il Milan quando aveva 16 anni e giocava nell'Alessandria e ci ha fatto un gol a S. Siro!
Fu subito chiaro ai soci che Bonatti era un fuoriclasse, e una mascotte benvoluta contemporaneamente.

Qualche anno dopo si era comprato una Vespa. Prima di qualche solitaria delle sue passava da Florio, posteggiava la Vespa in garage e gli raccomandava "se non torno, vendila e dai i soldi ai miei!";-)

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 13:35    

Mi risulta che l'uso del siero sia in disuso anche tra gli specialisti, così mi dicono i medici. Di certo non può essere autosomministrato sul posto da un non medico, ma da quanto ho capito al limite viene praticato nella struttura ospedaliera dove possono controllare e intervenire nel confronto di reazioni avverse. In pratica, potandoselo dietro, i rischi superano i benefici.
Già più di 10 anni fa vendevano il kit con bisturi, laccio e pompetta ritenuto allora migliore del siero, che serviva per aspirare il veleno, è andato di moda per qualche anno, ma anche li poi hanno detto che sono più i danni che i benefici. Devo dire che delle volte avere a che fare con i medici è frustrante, non si capisce più cosa si debba fare.


Infatti io prestai servizio nel soccorso alpino una quindicina di anni fa....all'epoca si usava portarlo nel kit di pronto soccorso (ma non ho mai visto usarlo).

E' normale che in poco tempo quello che si considerava giusto fino a pochi anni fa adesso sia sconfessato.
Verissimo, adesso credo portino appresso anche il defibrillatore, all'epoca lo portava solo il dottore quando arrivava.

Beh, stare lì a vedere il rally è un po' come mettere i piedi a bagno nella vasca degli squali.

Dipende da dove ti metti...poi ci sono sempre gli sprovveduti che si mettono a bordo strada e rischiano di essere investiti.

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 14:49    

Bonatti è stato il massimo, Valerio, sia come alpinista che come uomo.Poi abbiamo avuto Messner che tutti ricordano per le sui imprese Himalayane dimenticando quello che aveva fatto su roccia ( www.mountlive.com/la-leggenda-di-messner-passa-per-il-sass-dla-crusc/) e su ghiaccio in Alpi come la prima salita di Reinhold Messner e anche prima solitaria della parete nord delle Doites in sette ore, 17 luglio 1969
Walter è stato un PURO. Con una coscienza, una dirittura morale, una coerenza che hanno pochi riscontri. Quello che ha dovuto subire e superare dopo il K2 lo ha fatto per quella forza interiore che lo ha sempre sorretto, fino ad uscirne, tanti anni dopo, come il vincitore morale.
Qualcuno dirà che era molto eroico e drammatico e che negli anni successivi in piena era moderna dell'alpinismo tante cose sono state smitizzate ma ogni giudizio va contestualizzato nel tempo. Solo un matto scherzoso come me poteva domandargli se aveva ANCHE arrampicato con il bel tempo rischiando brutto. Invece ha sorriso divertito....
Visto che hai rammentato Rivera, c'è una cosa che lo accomuna a lui e che anche io ho fatto anche se il mio posto non è certo con loro : Hanno smesso da grandi, di colpo, senza continuare in quel lento declino a volte patetico che fanno (rispettabilmente) , in tanti. Rivera non ha più giocato nemmeno le partite del cuore o quelle tra parlamentari. Bonatti nel 1965, 100 anni dopo la prima salita del Cervino, quando sembrava ormai un ex alpinista ha salito il Cervino per la parete nord, da solo, d'inverno, per una via nuova. Ed ha chiuso.
www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-17/walter-bonatti-vince-solita

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 16:28    

Grandissimo Bonatti. Avrei tanto voluto conoscerlo di persona Sorriso

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 16:47    

Salt, ma quello è un calabrone? (a me sembra più un mig libico, viste le dimensioni)
I calabroni non erano quelli neri?

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 16:50    

Una volta fotografai mia suocera...


MrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 16:51    

@paolo ho letto l'articolo di bonatti e sinceramente non riesco neanche ad immaginare cosa ha vissuto per arrivare in cima.

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 17:01    

Walter non era "normale"
a parte la bravura alpinistica e la forza interiore incredibile, aveva da ragazzo fatto ginnastica artistica e passato le giornate ad attraversare il Po a nuoto. Dopo aver fatto la Nord della Ovest Lavaredo in invernale con Mauri fu studiato il suo metabolismo per la capacità di resistere al freddo. Però, oltre alla genetica tutta da dimostrare, passava le notti d'inverno sul terrazzo con sempre un indumento in meno....

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 22:00    

Ammetto la mia ignoranza e cercherò di documentarmi su bonatti. Libri che raccontano le sue avventure?

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 22:24    

Le mie Montagne. Zanichelli leggilo per primo. Poi :

www.google.it/search?q=libri+di+Bonatti&oq=libri+di+Bonatti&aq

avatarjunior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 22:51    

Il cortisone ha tempo di azione lento: agisce non prima di un paio di ore, l'adrenalina ha effetto immediato, i pazienti che hanno avuto uno shock anafilattico possono farsi prescrivere una "pistola autoiniettante" contenete il farmaco da portare con se in caso di presunta necessità (paseggiate in aree a rischio) ma che deve essere altrimenti conservatata in frigo. Il siero (antivipera e antitetanico) è fonte di reazioni allergiche e di trasmissione di malattie tipo HIV e epatite anche se con le nuove tecnologie il rischio è quasi azzerato. Il siero antivipera una volta disponibile nelle farmacie e ad uso "popolare" si trova ora solo nei pronti soccorsi delle aree a rischio (es Belluno) non c'è per es. a Treviso e Mestre. Viene usato per le situazioni più gravi, comunque il veleno della vipera non è mortale, la terapia è eventualmente quella di supporto delle funzioni vitali. L'antitetanica va somministrata solo nelle ferite a rischio ovvero contaminate da terreno frequentato da animali e con tessuto necrotico o ferite particolarmente complesse (non lineri e non abbondantemente sanguinanti con effetto quindi di lavare la ferita) tutti fattori che favoriscono l'anaerobiosi ambiente in cui la spora tetanica sopravvive.

avatarjunior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 23:05    

In che consiste il siero antivipera o antiofidico?
Si tratta dell'antidoto più efficace nei casi di morsi di vipera che causano gravi complicazioni. È composto da immunoglobuline, cioè anticorpi, in grado di riconoscere e rendere innocue le componenti tossiche del veleno.

Perché non è disponibile in farmacia?
Dal 2003 il siero antivipera, su decisione del Ministero della Salute, è stato classificato come farmaco ospedaliero e quindi soltanto negli ospedali può essere somministrato.

Cosa ha spinto il Ministero ad adottare questa decisione?
La somministrazione del siero non è sempre la scelta terapeutica giusta nel caso di morso di vipera. Si stima che soltanto per il 10-20% dei pazienti morsi dal rettile si renda necessaria la sua somministrazione.
Inoltre, può presentare gravi effetti collaterali che richiedono il costante monitoraggio del paziente da parte degli operatori sanitari.

Che rischio può comportare la somministrazione del siero?
Gli effetti collaterali più frequenti sono a carattere allergico, in particolare lo shock anafilattico, una grave reazione allergica che può portare alle morte. Per questo la via di somministrazione più sicura è quella endovenosa, che - a differenza dell'iniezione intramuscolare o sottocutanea - consente l'immediata sospensione del farmaco alla prima comparsa dei sintomi allergici.

Cosa fare in caso di sospetto morso di vipera?
Innanzitutto, è fondamentale che chi è stato morso non si agiti, quindi:

immobilizzare l'arto con una stecca o altri mezzi di fortuna al fine di impedire i movimenti;
organizzare il trasporto verso l'ospedale più vicino (chi si trova in zone impervie o lontane da un ospedale è opportuno faccia riferimento al servizio 118 che provvederà con l'eliambulanza a un trasporto rapido e protetto);
evitare le manovre tradizionali quali laccio, taglio e suzione, che, oltre a non essere efficaci, possono causare danni alla parte interessata e aumentare la diffusione del veleno.

fonte AIFA

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2018 ore 23:07    

Grazie Ciccio, si vede che ho amici medici che mi informano bene. Era quello che ho detto anch'io...MrGreen

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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