| inviato il 11 Aprile 2018 ore 18:52
Non ne sono sicuro, di certo esclude esplicitamente, in molte interviste, la visione antropocentrica sia in proposito del proprio ultimo lavoro che del tema in senso ampio. |
| inviato il 11 Aprile 2018 ore 19:11
Lo stesso salgado ha affermato che lo scopo era naturistico e che una rappresentazione del ritorno alle origini é forse stata inconscia. Ma frega qualcosa la categorizzazione? Per me zero |
| inviato il 11 Aprile 2018 ore 19:25
Sarò strano io, ma mettere l'uomo all'esterno della natura mi pare un po' mettersi tra le divinità. E questa volta sono certo di non essere OT |
| inviato il 11 Aprile 2018 ore 19:30
“ Ma frega qualcosa la categorizzazione? Per me zero „ Sarei anche d'accordo. La questione è diventata rilevante solo quando si è tentato di spostare la naturalistica al di fuori di quanto si andava discutendo qui. Per quanto mi riguarda l'argomento è esaurito positivamente, che si voglia o meno includere l'ultimo lavoro di Salgado |
| inviato il 11 Aprile 2018 ore 20:59
Una volta stampata, la fotografia sfugge all'intenzione del fotografo? Salgado risponde: "Molto spesso è così, anche perché ciascuno di noi può leggere una foto in maniera diversa. Spesso, il pubblico vede nei miei scatti dettagli che io non ho mai visto. Si appropria delle mie immagini, le fa sue. E ciò vale soprattutto per le fotografie in bianco e nero, che hanno una dimensione più partecipativa". E credo che qui entri in gioco la sensibilità dell'osservatore, la sua cultura e il suo vissuto, compreso il livello di conoscenza del fotografo. O no? |
| inviato il 11 Aprile 2018 ore 23:14
@Angus Grazie della spiegazione, e ammetto che ha una piena razionalità. Mettiamola così, forse io sono così appassionato di scienze che spesso sono accecato nel vedere altro. E spesso mi capita di leggere fotografie paesaggistiche e naturalistiche come altri non fanno. Se permettete un OT, dopo le prime lezioni all'università non sono più riuscito a vedere i paesaggi come li leggevo prima, per me hanno cambiato totalmente aspetto e impatto, io li vedo diversamente. E questo capita anche per gli ambienti naturali, interessarsi per un lichene, una cacca, una associazione di minerali dentro un sasso. Ecco, forse a me piacerebbe acquisire questa capacità di lettura anche dal punto di vista artistico, non dico come autore, cosa impossibile, ma almeno come lettore, questa forse con qualche sforzo potrebbe essere possibile. |
| inviato il 11 Aprile 2018 ore 23:26
“ dopo le prime lezioni all'università non sono più riuscito a vedere i paesaggi come li leggevo prima, per me hanno cambiato totalmente aspetto e impatto, io li vedo diversamente. „ In che senso??? |
| inviato il 11 Aprile 2018 ore 23:43
Gli ultimi interventi sulla fotografia naturalistica mi hanno fatto pensare, da non esperto in materia, a cosa sia la foto naturalistica, sapendo che, come tutti i generi, si può declinare in tantissime sfumature. Quello che mi interessa più di tutto, è il punto di vista filosofico (passatemi il termine), e cioè il ruolo dell'uomo, che è parte integrante della natura e allo stesso tempo "estraneo" a essa, come se fosse un alieno che osserva un pianeta sconosciuto. Non ho nessuna risposta al riguardo, e neanche un'opinione precisa, ma gli spunti di discussione servono principalmente a far pensare e non a far decidere in un minuto come la si pensa su una data questione. Ringrazio chi ha postato i link di foto davvero bellissime di autori che non conoscevo, e che ora seguirò. |
| inviato il 12 Aprile 2018 ore 8:30
“ la naturalistica ha un valore naturalistico, non artistico inteso come intende Matteo. Poi può avere un valore naturalistico assoluto, se collegato ad una vera ricerca, o relativo, se fatto o per se stessi o a scopo divulgativo. Ma mi paiono, nel bene o nel male, tecnicamente e concettualmente, due universi differenti. „ io non ho mai detto che la naturalistica non possa avere dei tratti autoriali ("artistica" è un termine che sottintende troppe variabili), credo fermamente che dipenda tutto da come si approcci alla questione. Per me la naturalistica può benissimo essere autoriale, solo che è molto complesso uscire dalla classica foto del cormorano che plana sull'acqua. O forse non così difficile, non saprei. E comunque le categorie, per me, ad un certo momento vanno lasciate alle spalle, sennò vedo su tutti la "street" che è un calderone informe di mille cose |
| inviato il 12 Aprile 2018 ore 9:58
@Damiano Nel senso che quando ti vengono spiegati elementi che prima non consideravi del territorio, li noti dove prima non ci facevi caso, e se li stai studiando, ai tuyoi occhi diventano prevalenti. Possono esser elementi geologici, geomorfologici, paesaggistici, urbanistici. Al pari di come uno se non ha studiato gli autori o comunque non è abituato a coglierne il linguaggio rischia di non essere in grado di leggerne le foto. In sostanza io credo che le foto naturalistiche necessitino anche del linguaggio delle scienze naturali. Anche è un termine migliore, mi rendo conto che il mio intervento precedente era troppo tanchant . |
| inviato il 12 Aprile 2018 ore 10:36
Quando penso a Salgado penso in prima battuta a un documentarista che ha un occhio di riguardo per l'uomo e la natura e che condanna certe ingiustizie/storture della nostra società. Le foto di Genesi possono, secondo me, essere catalogate anche come "naturalistiche d'autore". Come analogamente una foto di Ghirri potrebbe essere sommariamente decritta come "paesaggio d'autore". Sono solo questioni di termini comunque. E il senso delle sue foto (di Salgado) è chiaro a tutti. |
| inviato il 12 Aprile 2018 ore 10:38
“ credo fermamente che dipenda tutto da come si approcci alla questione „ Dipende da come costruisci il racconto: una sfilza di martin superdettagliati è un conto, GENESI di Salgado è un altro. Come sempre: la singola foto di Salgado ha un valore relativo, la lettura della serie un altro. Mi pare che in generale anche tu sostenessi una tesi del genere. “ dopo le prime lezioni all'università non sono più riuscito a vedere i paesaggi come li leggevo prima „ Condivido e confermo. Io sto analizzando fotograficamente il paesaggio alla luce dei servizi ecosistemici forniti dall'agricoltura. Secondo me spesso fotografiamo il paesaggio senza sapere cosa c'è dietro e come funziona. La sfida è rappresentare il paesaggio non come "bello" e basta, ma trasmettere anche ciò che di altro c'è. |
| inviato il 12 Aprile 2018 ore 11:35
“ Secondo me spesso fotografiamo il paesaggio senza sapere cosa c'è dietro e come funziona. La sfida è rappresentare il paesaggio non come "bello" e basta, ma trasmettere anche ciò che di altro c'è. „ COncordo. Comunque... è da più di quarant'anni che i maestri hanno iniziato a tracciare la strada. en.wikipedia.org/wiki/New_Topographics Prima o poi ci arriveremo anche noi... |
Che cosa ne pensi di questo argomento?Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto. Con oltre 251000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |