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Il Pentagono ammette per la prima volta l'esistenza degli Ufo


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avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2017 ore 15:58    

scolpire e spostare monoliti da 1000 tonnellate di pietra a quei tempi non riesco neppure a concepirlo

Qui parlano di canali d'acqua:
blog.world-mysteries.com/strange-artifacts/the-trilithon-and-transport

Non sono così pesanti, ma anche certi obelischi eretti a Roma hanno richiesto lavori notevoli.
Per innalzare quello di piazza San Pietro, pesante 350 tonnellate e portato dall'Egitto nel 37 dC., ci vollero 6 mesi
"L'operazione si rivelò delicata e molto complessa, e andò avanti da aprile a settembre 1586, con l'impiego simultaneo di 44 argani, 900 operai e 140 cavalli. "
romaleggendaria.blogspot.it/2009/10/lobelisco-di-piazza-san-pietro.htm
Quello di Piazza del Laterano pesa 450 tonnellate.

Quello più recente innalzato al Foro Romano nel 1932 pesa 770 tonnellate
www.specchioromano.it/fondamentali/lespigolature/2004/aprile/il%20giga

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2017 ore 16:04    

Forse perché all epoca avevano altre motivazioni . Ma Perche invece di spostare un monoliti di 1000 tonnellate ne potevano spostare 100 da 10. Il metodo sarebbe stato lo stesso ma meno dispendioso. È proprio la scelta di fare la cosa più difficile che sorprende anche gli studiosi moderni non la tecnica in se.

Non ho capito il triliton lo fecero i romani?

Si ma nel 1500 o nel 1932 siamo in epoca moderna li si parla di età del bronzo o del neolitico come a stonhenge. Dormivano ancora nelle caverne o sulle palafitte e intanto nel tempo libero giocavamo con i lego di granito

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2017 ore 16:12    

Si ma nel 1500...

Gli obelischi di Roma vennero portati dall'Egitto, come simboli della conquista, in epoca romana.

L'obelisco incompiuto di Assuan (tagliato attorno al 1500 prima di Cristo e abbandonato perché si spezzò), una volta estratto avrebbe pesato 1200 tonnellate
en.wikipedia.org/wiki/Unfinished_obelisk

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2017 ore 16:17    

E qui o è opera di uomini altamente evoluti o di intelligenze aliene. O datemi voi altre spiegazioni. Non so cosa ne pensa un ingegnere moderno ma scolpire e spostare monoliti da 1000 tonnellate di pietra a quei tempi non riesco neppure a concepirlo

per tagliare bastoni e acqua. si fanno dei buchi, si inseriscono bastoni asciutti di misura e si bagnano lentamente. essi si gonfiano e spaccano la roccia. poi ci sono anche i vecchietti arzilli.

per il trasporto i metodi sono più di uno. sono stati descritti ampiamente. C'è il metodo per fare "camminare" la roccia. si mette il monolito in piedi e poi si fa oscillare dai lati facendolo camminare, usando delle funi. Bastano un numero di persone relativamente esiguo per farlo.

Poi ci sono i terrapieni che vanno creati e poi eliminati. i monoliti possono essere spostati sul terreno, con tante braccia, tante corde e molta pazienza.

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2017 ore 16:18    

In effetti i metodi sono tanti e abbastanza semplici se ci si fa caso. Magari a un profano 1000 ton sembrano tante ma in realtà sono poche per gli addetti ai lavori

Woo che video man lift, la pietra scivola come sul burro sembra galleggiare quell'uomo è un mito forse è un discendente degli antichi costruttori

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2017 ore 17:09    

Non sottovalutate l'ingegno umano, mai, è un errore madornale.

In stato di necessità, la gente si strizza il cervello e vengono fuori cose che hanno dell'incredibile, le più impegnative creazioni tecnologiche dell'Umanità sono state fatte sotto il pungolo della necessità impellente.


avatarjunior
inviato il 29 Dicembre 2017 ore 17:42    

so bene che ora qualcuno dirà : ma come la mette giù dura cesaregiancarlo !! Ma dato che i miei soldi li ho spesi in viaggi e non in cambi di auto o acquisti di case o terreni vi dirò che sono stato sia a Machu Picchu, sia a Baalbek sia all'isola di Pasqua (il mio regalo per i miei 60 anni) .
Baalbek è spettacolare e il monolito fa strabuzzare gli occhi come il Tempio di Giove , Machu Picchu (e Cuzco etc etc) è entusiasmante, i Moai sono affascinanti (ma la loro dimensione è ridicola rispetto a Baalbek o alle mura Inca).
Ma tutto questo non cambia la situazione: anch'io non penso che ci siano stati alieni che hanno speso il loro tempo per spiegare come spostare enormi massi di tante tonnellate e secondo me il mistero rimane insoluto e non si risolve trovando tecniche attuali che non potevano essere conosciute e utilizzate 1500 o più anni fa.

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2017 ore 19:04    

Ma infatti le ipotesi che stanno alla base delle recenti prove fatte per i Moai come per gli spostamenti via mare dei monoliti di Stonehenge o altre situazioni simili non dimostrano necessariamente l'esatto metodo utilizzato da quelle popolazioni, ma il fatto che con le tecnologie a loro disposizione la cosa fosse effettivamente possibile.
Oggi ci colpisce questa ricerca di "gigantismo" apparentemente inutile per genti che spesso nemmeno conoscevano l'aratro a trazione animale (per mancanza degli animali adatti, come accadde agli Incas), ma in fondo si tratta delle stesse spinte che oggi ci portano a progettare viaggi interplanetari, cioè a cercare di superare quelli che ci sembrano essere i limiti della nostra natura di creature mortali. La ricerca dell'immortalità è il tema dominante, fino all'ossessione, della saga di Gilgamesh, scritta oltre 5.000 anni fa: costruire strutture così "immense" da superare i millenni non era forse un modo per avvicinarsi a questa immortalità?

avatarjunior
inviato il 30 Dicembre 2017 ore 9:07    

Io credo che sia molto importante vedere di persona quei luoghi per capire a fondo cosa può avere significato creare in luoghi impervi come Machu Picchu o Ollantaytambo spettacolari costruzioni con massi di granito di oltre 4 metri di altezza. E dove mettiamo le piramidi di Giza ? E le pietre di Stonehenge (che non ho visto) che provenivano da cave lontane chilometri ?
Per quanto riguarda i Moai prima dicevano che li avevano fatti scorrere su dei tronchi ma nell'isola di Pasqua non ci sono praticamente alberi (poi qualcuno dice che ai tempi dei Moai gli alberi c'erano) , poi si è detto che i Moai venivano fatti scivolare lungo i pendii delle colline dove venivano creati ma ci si chiede come hanno fatto e mettere sul Moai il cappello (che è apoggiato) ? Insomma le spiegazioni le troviamo senz'altro ma rimangono il fascino dei luoghi e le domande.


avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2017 ore 9:32    

Il fascino di queste realizzazioni non è dato tanto dalle tecniche utilizzate, ma dal perché siano state realizzate.
Di sicuro queste popolazioni avrebbero potuto vivere nelle medesime condizioni anche senza scervellarsi per trovare il modo di realizzare megaliti, ma allora perché li hanno costruiti?
In realtà il perché lo conosciamo: è lo stesso che spinge un atleta a tentare di superare il record del mondo, è il desiderio di superare i propri limiti ed essere ricordati al di là della propria infima storia terrena.
Ci stupiamo che questo accadesse anche in tempi così lontani perché nella nostra arroganza di "uomini moderni" pensiamo di essere gli unici ad aver elaborato l'idea di "limite" e del suo superamento (un vizio di pensiero moooolto occidentale), ma se ci chiediamo perché i nostri antenati del paleolitico abbiano realizzato le grandiose pitture parietali delle grotte di Lascaux o di Altamira, la risposta è fondamentalmente la stessa

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2017 ore 10:59    

l'uomo è quell'animale che al superamento dei bisogni primari, al posto di bearsi e dormire, si crea dei nuovi problemi, apparentemente superflui.
Tale natura lo caratterizza e lo fa evolvere rapidamente.
è probabile che una delle anomalie che lo caratterizza gli abbia aperto nella mente due voragini: l'idea del prima e del dopo, così grandi rispetto a quelle degli altri animali da tenerlo occupato la maggior parte del tempo, al posto di farlo vivere nell' "adesso".

avatarjunior
inviato il 30 Dicembre 2017 ore 16:57    

Del Perù a parte l'enorme pietra Intiwatani perfettamente liscia e di forma complessa a Machu Picchu ( una pietra sacra che non si può toccare) si parla molto poco di un'altra caratteristica molto importante per quanto concerne le mura Inca.
Quando ho avuto l'opportunità di incontrare una famiglia di Cuzco (i Ruiz Caro) che abitano nell'antica dimora di Pizzarro mi hanno mostrato alcune pietre appartenenti alle mura , la pietra inferiore è concava mentre quelle superiore è convessa questo per dare maggiore solidità alle mura in caso di movimenti tellurici visto che le pietre non sono tenute insieme che dal loro peso.

Ora mi viene da chiedermi: come hanno fatto a creare delle forme perfettamente concave e convesse su pietre così grandi e pesanti ?

Ancora domande senza risposta .

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2017 ore 17:03    

Per la concavità e la convessità la cosa in realtà non è così complessa: hanno realizzato delle dime, probabilmente in legno, sul modello di quelle che hanno sempre usato gli scalpellini, solo più grandi

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2017 ore 17:12    




è certo che queste pietre possono essere lavorate. sui bordi c'è sempre un incavo.

avatarjunior
inviato il 30 Dicembre 2017 ore 17:43    

Sapevo che qualcuno mi avrebbe spiegato il tutto.
quindi una dima per ogni pietra ? Un lavoro da certosini.

Ma se guardiamo la foto mandata a Ooo le pietre non hanno tutte la stessa forma e dimensione quindi calcolare la convessità di una pietra che ne tocca alcune altre richiede altro che certosini !!

se poi pensiamo a pietre di 2-3 metri(anche 4 ) di altezza io mi sono stupito e mi stupisco ancora.

In ogni caso ci sarà sempre qualcuno che avrà la spiegazione tecnica e logica

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