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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 15:33
Dai Labirint, ma ancora gli rispnondi? Don't feed the troll. |
user90373
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 15:41
Non tutti i troll vengon per nuocere. Un troll etico ("ethical troll") è chi sostiene e mantiene una logica etica o politica dietro al comportamento che lo porta a essere additato come "troll" dagli altri utenti (senza che debba per questo effettivamente esserlo – come abbiamo visto la percezione di un utente come un "troll" è un fatto relativamente soggettivo). da Wikipedia. |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 15:45
“ Non tutti i troll vengono per nuocere. :-P „   |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 16:22
Io mi sono sempre autocertificato "troll precursore" Nel senso che quello che scrivo oggi verrá compreso dalla massa tra 10 anni. Basta andare a rileggere cosa scrivevo del vinile nel 2005 su videohifi.com (a firma D.J o ex D.J). 12 anni fa fui "maltrattato" pubblicamente perché parlavo di zombie in via di estinzione (addirittura si scomodò un discografico a spiegarmi che nel mondo esisteva una sola fabbrica di vinili in fase di chiusura, al quale risposi che avrebbero riaperto fabbriche di vinili prima del previsto). Io non vedo, PRE-VEDO. Succederá la stessa identica ineluttabile rinascita per la pellicola. La Fotografia digitale sopravviverá solo per uso amatoriale e social. |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 16:51
@Il Puma ci auguriamo che tu abbia ragione, ma credo solo che i due sistemi possano convivere pacificamente, magari la pellicola si riappropria di qualche punto percentuale, ma non di più ed in particolare non credo per la fotografia professionale. Certo che presto alcune case si renderanno conto che la pellicola è un bene di consumo che si potrebbe vendere di continuo, mentre il mercato digitale sta andando in saturazione, sempre più difficile convincere gli utenti a spendere migliaia di euro per l'ultimo modello e la crisi di Canon e Nikon già lo testimoniano |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 16:52
Puma, non dimenticare che tutta l'editoria già lavorava con digitalizzazioni della pellicola ben prima che si digitalizzasse direttamente la fotografia |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 17:31
Appunto Daniele ! E lo so bene. La stampa richiederá sempre più Qualitá. Per tutto il resto c'é il web, che giá adesso fa da contenitore trash. |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 17:34
Sará proprio IL PROFESSIONALE a "virare" verso la pellicola. Medioformato 6x6 sará il formato principe. Con display di previsualizzazione, of course. |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 17:36
E non é poi che m'impegni molto in preveggenza, dato che giá adesso, la fotografia PRO su pellicola 6x6 é utilizzata in abbondanza. |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 17:41
Teniamo conto di una cosa: il gap qualitativo tra uno scatto digitale, realizzato rispettivamente da reflex/mirrorless/compatta, é oggettivamente MARGINALE. Mentre il gap tra uno scatto su pellicola 6x6 e uno scatto digitale é IMPORTANTE, non stiamo certo parlando di piccoli particolari... |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 18:01
“ Sará proprio IL PROFESSIONALE a "virare" verso la pellicola. „ Molto dipende da quale professionale, il fotografo di sport continuerà con il digitale perché sta sul circuito di F1 in Australia o sulle piste da sci in Canada e deve mandare subito la foto in redazione a Milano, per non parlare del fotografo di cronaca, gossip, politica, ecc tutto quello che segue il giornalismo (anche perché i giornali sono quasi tutti on line quindi basta uno Smartphone. Ho motivo di pensare e credere che proseguirà sulla strada del digitale anche la fotografia di Reportage o la fotografia pubblicitaria in luoghi esotici quando sei lontano ed hai occasione la sera di ricontrollare che sia venuta bene oppure il giorno dopo la rifai, immagina la pubblicità della nuova moto KTM o BMW GS in un luogo africano, ecc Il fotografo matrimonialista continuerà con il digitale perché con l'analogico dovrebbe alzare troppo il prezzo e non vende più nulla anche in considerazione di quanto ragazzetti prendono una Reflex e si improvvisano fotografi con i programmi di PP proponendo servizi di matrimoni a pochi euro, magari neanche stampate, su chiavetta e ti stampi quelle che vuoi (visto io). Quindi chi? Forse il fotografo di alta moda o altre nicchie particolari dove la qualità conta ancora più della rapidità, ma sono settori di nicchia |
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inviato il 27 Ottobre 2017 ore 18:17
In primis i fotografi MATRIMONIALISTI: oggi sposarsi costa un botto ma se e quando decidi per "il grande passo", SPENDI QUEL CHE SERVE PER TUTTO, senza lesinare su qualitá e costi (il matrimonio é un evento IRRIPETIBILE) Dalla location alle bomboniere, dal banchetto al fotografo, SPENDI TANTO SCEGLIENDO LA QUALITÁ e quindi il fotografo PRO si distinguerá dalla "plebe" e potrá chiedere prezzi elevati anche grazie alle foto su film 6x6. Ne conosco giá un bel po' che stanno lavorando (forte) proprio in tale direzione. L'ho detto, é giá presente (prevedo quel che giá accade ) |
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inviato il 28 Ottobre 2017 ore 0:10
A me è sfuggita una parola di troppo sul digitale e purtroppo è andata così e mi sono distratto un attimo. Era interessante questo dato, delle diecimila foto per fare un fotografo e contando per trentasei come unita' di misura potrebbe richiedere il suo tempo,invece a furia di schede forse si fa anche prima. La larga diffusione delle fotografia di oggi ci sarebbe stata anche col telefono a pellicola? Se "si è sempre fatto cosi'",perchè poi non hanno continuato a costruire le piramidi? Si parlava nell'altra discussione di questa fotografia che trae ispirazione dalle opere precendenti e non riesce a svincolarsi,ad esempio dalla pittura. |
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inviato il 28 Ottobre 2017 ore 7:46
Invece vorrei osservare che verso la fine dell'epoca argentica sono arrivate le prime macchine completamente elettroniche, ma potevi scegliere fra l'avere una macchina meccanica manuale ed una interamente elettronica passando per le vie intermedie. Personalmente ho avuto una Nikon F90X appena uscita e prontamente rivenduta, ed una Canon EOS A2 che ancora ho e che se avrà fatto 3 rullini è già tanto (anzi dopo la separazione è rimasta a casa della mia ex moglie per circa 10 anni, recuperata pochi mesi fa ed ora è inutilizzata a casa mia). Ecco la mia avversione più che verso il digitale in se è probabilmente verso la macchina che tende a sostituirsi al fotografo con i suoi automatismi, ma d'altro canto oggi le macchine usarle in manuale è più difficile che in automatico, addirittura sono sparite le ghiere dei tempi ed in alcuni casi anche quelle dei diaframmi, gli obiettivi non hanno più la farfalla disegnata che indica la PDC ......ecc, forse con l'unica eccezione delle Leica M (con le loro limitazioni del telemetro e dei costi) per il resto la gestione è delegata alla macchina. Ecco forse la vera provocazione oggi sarebbe costruire una macchina interamente meccanica, come una volta e salvare la gestione elettronica per il solo salvataggio del file sul sensore (la Epson RD1 negli anni 90 più o meno era così con la leva di carica dell'otturatore addirittura) perché non farne una oggi con innesto per ottiche Leica R o Canon FD o Nikon AI? Senza AF, senza sensibilità automatica, con otturatore meccanico o al più a controllo elettronico come una Leica R o una Nikon FE, ma comunque con elettronica non invasiva ecco così sogno una macchina digitale |
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inviato il 28 Ottobre 2017 ore 8:55
Personalmente ho sempre odiato l'applicazione dell'elettronica al solo scopo di sostituire sistemi meccanici già perfettamente funzionanti; la mia prima reflex però fu, storcendo un po' il naso, una Canon AT-1 (la prima con un inizio di elettronica) perché era appena uscita di produzione la FTb e ancora non mi potevo permettere la mitica F-1 (che acquistai alcuni anni dopo). Col passaggio al digitale mi sono trovato bene per quanto riguarda i risultati, soprattutto sul colore che prima avrei dovuto affidare ad un laboratorio ma, non potendomi permettere la parolina magica - sviluppo e stampa "professionali" - con risultati costantemente deludenti; tuttavia continuo ad odiare gli automatismi in quanto tali: l'unico che lascio impostato è la priorità dei diaframmi perché trovo scomode le posizioni dei sistemi di regolazione delle fotocamere attuali e, all'occorrenza, preferisco controllare nel mirino il tempo di esposizione (poi lavoro quasi sempre su stativo). Sono praticamente obbligato ad utilizzare l'AF perché per gran parte degli scatti che faccio (soprattutto in macro) l'assenza del live view con possibilità di ingrandimento (mi perdonerete se utilizzo ancora la D3000 ) rende impossibile la messa a fuoco manuale. In compenso mi si è aperto un mondo nuovo con la possibilità di utilizzare tecniche come il focus stacking, ma si tratta sempre di immagini in cui l'aspetto documentale è forte, quando non preponderante, o come il blending di più esposizioni (ma non in automatico in camera, per carità). Ultima chicca, ho perennemente impostato il back button focus perché mi trovo molto meglio mantenendo separate le funzioni di focheggiamento e di scatto. Mi rendo conto che la fotocamera devono farmela pagare di più e che perciò l'hanno sicuramente riempita di millemila altre funzioni anche se a me non servono (avete presente i "servizi aggiuntivi", mai richiesti, delle compagnie telefoniche?), ed è qui che inizio ad apprezzare l'elettronica spinta, perché se quelle funzioni fossero tutte con meccanismi meccanici mi servirebbe una carovana di Sherpa con relativi Yak al seguito solo per trasportare il corpo macchina |
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