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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:04
Sono curioso di vedere quando inizierete a fare a gara a chi ce l'ha più lungo |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:11
@Enzo Gomba “ Se al contrario vuoi solo copiare, il chè è assai facile, vai tranquillo, fai solo foto a colori che sono tanto belle e piacciono a tutti „ Beh no dài, non è proprio così: lo strumento del colore è come quello del BN, solo che è diverso. E' vero che i colori si possono anche solo copiare e buonanotte, ma si possono anche "usare" come strumenti per far passare qualcosa in più. Come per per il BN. Sono due lingue diverse: cinese e russo.   ognuna con le sue caratteristiche. |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:17
Il bianco e nero è limitato ad infinite sfumature di grigio. il colore no |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:22
Io la so in questi termini: Il bianco nero, diversamente dal monocromatico e scala di grigi (leggi: fotografia a colori desaturata), tende a rendere bianco tutto ciò che è chiaro e nero tutto ciò che è scuro....enfatizzando, se così si può dire, il "contrasto" tra le zone chiare e quelle scure che vengono rese, appunto, bianche e nere rispettivamente! Ecco che, laddove ci sono questi giochi tra colori chiari e colori scuri nella visione reale (a colori, appunto), scattare in bianco nero (vero o "simulato", più o meno bene a seconda...) crea quell'effetto particolare, "artistico", di contrasti e avvicendarsi repentini di bianco e nero... Tipicamente come avviene nei volti segnati dal tempo delle persone anziane, dove il bianco e nero "rende" più e meglio di una semplice foto a colori. Un saluto, Ciao a tutti PS: il B/N granoso che restituisce uno dei filtri (digitali) utilizzabili sulle Olympus Pen, è a mio (modesto!) avviso fenomenale.....bisognerebbe avere una Olympus micro 4/3 anche solo per usare quella funzione! |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:24
A me piace sia il colore che il BN.   Resta il fatto che l'uso del BN a volte è dettato dalla volontà di usare un linguaggio più "artistico". Questo a mio avviso è un po' superficiale. Ognuno dovrebbe usare il linguaggio che più gli piace, o che gli sembra più adatto per rappresentare il soggetto che ha davanti. Ma a priori il BN NON è più artistico. E non è nemmeno più facile. Infatti si vedono un sacco di foto in BN che non dicono nulla di particolare e non diventano nè più belle nè più interessanti per il semplice fatto di essere in BN. |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:26
Dopo si torna sempre la solita consapevolezza |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:26
Facile il bianco e nero? Non credo proprio. Scattare in bianco e nero può anche essere facile, sfruttare il bianco e nero per rendere una foto più interessante di come sarebbe stata a colori è tutt'altra cosa. Realizzare una foto in bianco e nero che trasmetta emozioni, non risulti piatta, in cui il non-colore comunichi qualcosa è molto complicato, altroché!!! Altra cosa, sempre secondo me: non sono d'accordo con colori=moderno bianco e nero=passato Anzi credo che molte foto in bn abbiano una modernità che nemmeno la pop-art più colorata! Come dice Peppecris il bn è uno stile; e come tale ha i suoi pregi e difetti. Soprattutto ha una grande qualità, ossia quella di evitare la "distrazione" che di solito il colore porta con sé (quando non si vuole che il colore distragga, quando si vuole comunicare un'emozione il più possibile filtrata...). Cmq bello spunto di riflessione, ciao Max! |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:27
@Tzeol Esiste anche il filtro per trasformare le nostre immagini in dipinti a olio...   |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:29
“ Tipicamente come avviene nei volti segnati dal tempo delle persone anziane, dove il bianco e nero "rende" più e meglio di una semplice foto a colori. „ Mah... non sono così d'accordo, direi che dipende andrzejdragan.com/wp-content/uploads/2015/05/4.jpg |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:31
Non ho letto tutto ed entro a gamba tesa. Inizialmente le ragioni del bn erano totalmente tecniche. Il pubblico imparò ad apprezzarle. Come ha detto qualcuno (Labirint?) si arrivò al paradosso che il linguaggio era così radicato che anche quando la tecnologia permise di passare al colore molti fotografi un po' per abitudine, un po' adducendo motivi concettuali snobbarono il colore. Ci vollero appunto maestri del calibro di Eggleston ed Haas per far capire che il colore poteva essere usato in maniera coerente ed "artistica". Curioso che lo stesso discorso non vale affatto per il cinema che quando potè passò al colore. Si contano sulle dita nella mano le pellicole moderne in bn (es Schindler's List). Per il pubblico attuale è quasi uno sforzo andare a vedere un film in bianco e nero... Perché questa differenza? Be', per il cinema che cerca di raccontare una storia con un capo e una coda il fatto di discostarsi dalla normale percezione visiva probabilmente diventa un handicap. Adesso addirittura si tenta con il 3D... Nella foto invece in cui la forma è il modo principale che ha l'autore per comunicare il suo messaggio diventa una freccia nel suo arco. Nel singolo fotogramma di una foto spesso il colore è di troppo. Non aggiunge niente al messaggio, distrarre da elementi che si vogliono rendere protagonisti in una fotografia street. Il bn può diventare così un modo per portare l'immagine al di fuori della realtà avvicinandola all'astrazione o al grafismo della china su carta. O viceversa renderla più "reale" o meglio drammatica privandola dell'allegria dei colori nei reportage. E a prescindere dal messaggio che si vuole veicolare un buon bn è comunque percepito come piacevole come un disegno chiaroscuro al carboncino. Col pregio di essere (spesso) più facile da gestire di un buon accostamento di colori specie quando gli elementi nella foto sono molti. Insomma il pubblico riesce ancora ad apprezzarlo e quindi c'è ancora "mercato"... |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:32
@Labirint Bellissimo ritratto: in BN sarebbe stato un po' un déjà vu. |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:34
Secondo il mio punto di vista il b/n è più evocativo, probabilmente nostalgico. In certe situazioni si sposa molto bene, in altre meno e si capisce che è una forzatura. Specialmente sui panorami, il b/n andrebbe molto dosato. Prendete ad esempio una vallata o montagne nell'ora blu, è primavera, i colori che la natura ci offre sono belli carichi, aria tersa, improvvisamente che fai ? scatti in b/n e vai a "depotenziare" uno scenario del genere. Sarò di parte, quindi non oggettivo, però si tratta anche di dosare tempi e modi di utilizzo. ( io faccio hdr quasi sempre, ma in certe occasioni lo rendo quasi impercettibile, in altre lo enfatizzo con risultati più o meno convincenti, del resto sono un semplice fotoamatore). |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 10:37
@Opisso “ un buon BN è comunque percepito come piacevole come un disegno chiaroscuro al carboncino. Col pregio di essere (spesso) più facile da gestire di un buon accostamento di colori specie quando gli elementi nella foto sono molti. „ Come in tutte le arti figurative, la bravura sta nel togliere e limitare allo stretto necessario, in modo che il messaggio che si vuol trasmettere sia il più chiaro possibile. In questo senso il colore può sembrare più difficile. I colori, se ben utilizzati, possono aiutare a creare un'atmosfera, come la musica in un film. |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 11:00
Per SkyLab: sì sì, ma il filtro "in macchina" della Oly è bellissimo....io non ho mai trovato nulla che neanche lontanamente si avvicinasse come "simil" B/N ! |
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inviato il 04 Ottobre 2016 ore 11:10
@Tzeol Forse si è capito... ma i filtri mi piacciono poco Mi aggrappo all'esempio della grana nel BN. Essa è il risultato della necessità per i reporter di 50 anni fa di utilizzare pellicole ad alta sensibilità ulteriormente "tirate" in fase di sviluppo, per poter scattare velocemente senza il pericolo del mosso o con luce scarsa senza poter utilizzare il flash. Queste fotografie a grana grossa hanno segnato il nostro immaginario e ora sono diventate sinonimo di "reportage impegnato". Utilizzare la "grana artificiale" per dare il tocco "impegnato" mi disturba un po'. Preferirei concentrarmi sul soggetto che scimmiottare qualcosa di passato. |
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