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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 11:38
“ Per questo ho detto che non ha senso paragonare la D800 con la D7000. „ Ho paragonato la D800 alla D7000 perchè la D800 impostata in ritaglio fx ha gli stessi mp della d7000 ed ha mediamente lo stesso rapporto snr ma non ha la stessa resa media con le stesse ottiche. www.dxomark.com/Reviews/Nikon-D800-Review/Nikon-D800-Sensor-performanc |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 11:42
“ Non credo che sia il formato a fare emozioni nella fotografia. Anzi il formato fa proprio poco se non é accompagnato da un occhio attento e preparato. „ Però qui si sta parlando di qualità dell'immagine, dei pixel, e non di chi scatta la foto |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 11:51
“ Ma allora scusatemi...è vero che una lente per FF rende meglio su APS „ E' esattamente il contrario di quanto ho scritto Ok ma non puoi pensare che per aumentare la qualità sia sufficiente tirar via i difetti, è sempre una coperta troppo corta, se la tiri da un lato ti scopre dall'altro. Comunque ripeto, stiamo parlando solo di risolvenza ma la qualità di una foto ha ben altri parametri da considerare. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 11:57
scusa hires,ma quando sento dire che guardare una foto fatta da un formato rispetto ad un altro scatena più emozioni,mi pare una bella corbelleria. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 12:00
Il formato può fare la differenza invece, perché lo stacco dei piani che ottieni con una banco ottico non è paragonabile a quello ottenibile col 135. Questo è un esempio e certamente una caratteristica che può dare sapore diverso all'immagine e quindi anche suscitare sensazioni diverse. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 12:01
va beh,evidentemente io guardo "altro" in una foto. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 12:10
Ho letto tutte le considerazioni sulla qualità delle lenti FF montate su aps, la limitazione della risolvenza , ecc. Molto interessante. Ma se vengono utilizzate lenti specificamente progettate per l apsc invece? La differenza tra i due tagli dipenderà esclusivamente dalla capacità risolvente delle lenti stesse immagino. Lasciando stare Canon e nikon che riservano i loro migliori prodotti sul 35mm, Fuji ad esempio produce lenti "PRO" solo per apsc. Verosimilmente quindi questi sensori andranno meglio di altri. Da qui si spiega forse la sensazione di maggior qualità dell aps Fuji rispetto ad altri. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 12:44
Beh non è mica il punteggio assegnato alla D800 croppata DX, è riferito alla fotocamera usata a sensore pieno! |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 12:44
Infatti sono proprio curioso di provarla, questa Fuji! Sono anni che cerco un corredo portatile per le uscite leggere, ho comprato di tutto e rivenduto dopo qualche mese di test perchè la qualità generale che ho con la 6D + 24L + 50 1.8 STM non la trovo da nessun altra parte. Anche i clienti a cui faccio vedere le foto mi chiedono che cosa ci ho fatto alle foto, quindi non sono solo i miei occhi ad accorgersene.. Ripeto, secondo me la prova migliore è provarlo, questo FF, poi se ne riparla. Se siete in zona Modena possiamo anche organizzare un'uscita. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 12:55
Io ho corredo Fuji ed una 6d con un paio di fissi, pertanto le sto confrontando in questo periodo fianco a fianco, stessi soggetti e condizioni a parità di focale. Più che altro in interni dove mi interessava. Anche se l aspetto che mi premeva era l AF in condizione di luce ambiente/scarsa/artificiale e la resa a 3200/6400 iso |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 13:23
Io guardo tante cose in una foto: altro, questo, quello e quell'altro. Tutto fa brodo. L'immagine è immagine e quindi ha assolutamente senso guardare anche lo stacco dei piani, "tridimensionalità" dell'immagine, oltre alla composizione e a quello che potrebbe essere il dato "concettuale" di un'immagine. Comunque non è un caso se autori come Scorsese, Nolan, Tarantino, guardino tantissimo al supporto. The Hateful Hate girato in 70mm e Tarantino ha detto che dovrebbe essere guardato da tutti in quel modo e non con una copia digitale (nella versione 70mm ci ha infilato 12 minuti in più rispetto a quella che uscirà nella quasi totalità delle sale). Nolan sfrutta sempre di più l'IMAX, Scorsese è uno dei massimi sostenitori della pellicola. Lynch fu un grandissimo sostenitore del digitale. Non sono dei × a caso, quelli che al supporto e al formato ci guardano eccome. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 13:33
emergent,non so come dirtelo...a me della iperdefinizione,ipernitidezza del file ai 12000 iso,dello stacco assurdo dei piani sempre e comunque....non frega niente. diciamo che ho poco interesse per la foto esteticamente perfetta. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 13:51
Tante cose neppure a me interessano ma tu hai detto che sono corbellerie quelle delle emozioni in rapporto ad un determinato formato. Vero per te ma non per altri. La tua sembra invece un'affermazione che non accetta repliche. Dico solo che dagli esempi da me fatti è evidente come ci siano persone che la pensano diversamente. Non faccio fatica ad immaginare Tarantino sbavare davanti ad una proiezione 70mm. Io andrò a vedere The Hateful Eight in 70mm e non vedo l'ora. Vidi il terzo Batman di Nolan in IMAX e devo dire che suscita emozioni diverse. Le immagini, con quel rapporto particolare, così grandi, ti fanno "entrare" ancor più dentro la proiezione. Provare per credere o per smentire, ma sempre provare...altrimenti son solo chiacchere. Ci sono fotografi che stampano a dimensioni inumane (Crewdson, Hofer, Gursky...) e le loro immagini renderebbero ben diversamente se stampate piccole. Crewdson usa un linguaggio molto "cinematografico" e le sue stampe enormi servono per restituire certe suggestioni. Ma già nel periodo della grande pittura le dimensioni contavano. Non a caso c'era chi dipingeva quadri grandi come pareti e chi faceva quadretti piccolini. E non a caso Jeff Wall (che oltre ad essere un grandissimo fotografo è anch un perfetto conoscitore della storia dell'arte) fu il primo a stampare in maniera assurda, proprio per rifarsi a certa tradizione pittorica. Olivo Barbieri fu il primo ad utilizzare il tilt shift spicingupyourlife.wordpress.com/2010/04/04/olivo-barbieri/ per dare l'effetto miniaturizzante, funzionale alla sua ricerca, alla sua poetica e alle sue riflessioni. Ma senza quel particolare stacco dei piani non gli sarebbe stato possibile. Tutto fa brodo. Ovvio che la definizione fine a se stessa non dice nulla, ma ci sono artisti che invece della definizione esasperata fecero la loro poetica. Vedi i fotografi del gruppo f/64 (Adams e gli altri). Per prendere le distanze dal pittorialismo (che usava molti effetti flou) portarono all'estremo le caratteristiche della fotografia e tra queste la possibilità di ottenere immagini con un grado di dettaglio esorbitante (non a caso molti stampavano a contatto, proprio per avere la massima incisione, definizione). Tutto è utile, se funzionale a ciò che si vuole dire. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 13:57
ma posso dire la mia ed il mio punto di vista senza sentirmi dire che parlo per "assoluti"! io parlo per me,voi compratevi una ff o un mf e siate felici,che vuoi che ti dica. |
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inviato il 11 Gennaio 2016 ore 13:59
Concordo con Emergent, il prodotto finale di una foto è la somma di varie scelte, compresa quella dell'attrezzatura. Il problema è quando l'attrezzatura diventa la foto, ma credo, anzi sono sicuro, che Emergent sappia bene la differenza. Ciao LC |
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