user19058
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inviato il 13 Settembre 2015 ore 23:44
Labirint: pensa che a Genova gli spazi espositivi non erano un gran che; a Milano la scenografia era eccellente e coinvolgente, da far sembrare vivi i personaggi. Al di là di ciò - detto e ribadito che ti quoto al mille - ripeto all'ossessione che qui non gli è stata mai mossa una critica relativa a una specifica foto - tranne la prima   - nei contenuti e nei modi della sua realizzazione, ci si è limitati ad enunciare i singoli principi che regolano la propria visione della fotografia di McC e disquisire sulla liceità o meno di fare regia con le foto. Susan Sontag, non l'ultimo ignorante ripetente a scuola come me - lo sostiene chiaramente nel suoi scritti sulla fotografia: il togliere o aggiungere un elemento nella foto (alche solo a livello dell'inquadratura) può cambiarne completamente il senso. Quindi di che fotografia parliamo se non conosciamo la realtà da cui è estrapolata? DOBBIAMO accettare la versione dell'autore cercando di cogliere un significato oggettivo, se c'è. Per tornare al cinema: perché si utilizzano gli attori e non i personaggi originali, quando ci sono? Non mistificano la realtà persone che nulla c'entrano nella vita quotidiana con i personaggi che interpretano e che magari soffrono di reumatismi o di alitosi? Aspetto volentieri una foto di McC corredata di un giudizio critico più approfondito del mi piace/non mi piace sulla quale discutere. Buona notte, buon lunedì (si fa per dire) |
user19058
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inviato il 13 Settembre 2015 ore 23:56
E il MIO maestro, il primo dal 1977, è stato A. Adams, e poi ne sono venute altre decine, mano a mano che andavo a mostre, partecipavo a incontri, guardavo fotografie di ogni genere e pensavo "cosa cappio significa questa?". Io non ho nessun maestro da tempo, mi limito a cercare e riconoscere chi dice qualcosa nel modo migliore con le fotografie, e McC E' uno di quelli, caramelle e soldini o no. |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 0:23
“ Anche a me nessuno ha risposto: il fotografo ha decine di foto perché quella è spesso in mostra? A Genova era tra quelle stampate grandi. La foto è su molti libri dedicati al fotografo. Quindi mi chiedevo i curatori delle mostre e editori non nè notano la mediocrità che per voi è evidente? „ È in mostra perché lui é un famoso americano, molto furbo, che non fa nulla di speciale, associato ad una agenzia che tutto il mondo credeva essere sinonimo di reportage di un certo livello e invece si scopre che fanno foto art a prezzi esorbitanti e che fare il calendario pirelli é come fare quello di cicciolina da appendere all'officina del meccanico. I curatori delle mostre e gli editori dei libri sono tutti degli avvoltoi ignoranti a cui interessa solo il profitto e per questo mettono anche le più inconfessabili schifezze pur di vendere un biglietto d'ingresso, una stampa o un libro. Per fortuna che in giro c'è qualche nazigiustiziere che laverà nel fuoco quest'immondizia, il suo autore e tutti quelli che l'apprezzano, il mondo é salvo... Detta seriamente invece penso semplicemente che la foto é rappresentata ovunque perché é una bella foto che si presta ad innumerevoli interpretazioni (non le speculazioni imbecillotte sul fotografo cattivone che per uno scatto fa piangere il bambino in cambio di due caramelle), con pochi semplici elementi il buon mccurry é riuscito a ricostruire un discorso estremamente complesso ed articolato, ed é questa secondo me la forza di quest'immagine. “ magnum 5-10-15 anni fa era il gota dei fotoreporter „ Quindi siccome lui é un fotografo magnum dal 1986 direi che finalmente, in mezzo a tanta confusione, siamo riusciti ad estrapolare due concetti fondamnetali: Steve Mccurry È UN FOTOREPORTER (tra le altre cose) e soprattutto lui é nel gota della fotografia, cioè é famoso perché é bravo ai limiti del geniale e non é bravo e geniale perché é famoso... Mi pare un buon inizio... |
user46920
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 0:25
 ... no, vi prego ... andate pure avanti con le storielle sui bitols, che mi interessano parecchietto |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 0:49
A me sembra che molte persone si siano soffermate troppo sulla questione "foto reale o foto costruita?" che, a me pare non essere il fulcro principale della critica in questione. Se davvero ci sono persone che pensano che la foto del bambino peruviano, anche se costruita, possa essere utile come mezzo di un messaggio "impegnato", allora io vi vorrei fare questa domanda: "se Steve pagasse una bambina per avere rapporti sessuali con un adulto, con l'intento di denunciare la prostituzione minorile, sarebbe eticamente corretto?" |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 1:09
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 1:51
Hermes stai delirando. Tanto più che non ha pagato nessuno basta che leggi. Ma siamo all'assurdo. Meglio parlare della presunta morte di Paul che forse è più interessante ha ragione occhiodelcigno |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 6:38
Sono convinto che la maggior parte di quelli che si sono prodigati a spalare sterco su Maccurry se ricevessero l'opportunità di lavorare con lui si piscerebbero addosso dalla felicità come cagnolini. Inoltre troverebbero subito il modo di riabilitarlo... quanta ipocrisia c'è in giro. I moralisti della domenica. |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 7:20
Torniamo a discussione civile e sensata. Vi chiedo di non trasformare ultime pagine in discussione personale ma dibrestare in tema parlando del fotografo che da titolo alla discussione |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 7:34
Non sto delirando, ho solo voluto estremizzare la situazione. In quanto secondo me ci sono delle regole da seguire nella vita per essere, NON un buon fotografo, ma un buon uomo. Se per voi ho esagerato allora potrei dire che per fare un servizio, sempre sulla prostituzione minorile, potrebbe dare in mano a una bambina completamente vestita che piange un contraccettivo usato. Così senza far cadere l'immagine in qualcosa troppo violento. Ma è evidente che per molti qui presenti, a prescindere da ogni discorso fotografico, non c'è delicatezza... d'altronde c'è chi fa crescere i propri figli giocando con pistole giocattolo e chi lo reputa diseducativo. |
user61069
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 8:38
si vuole dare valore a un opera d'arte portando come prova a favore il fatto che sia presa molto in considerazione dai curatori delle gallerie, dai promotori e mercanti d'arte... no comment! commercianti che utilizzano un metodo scentifico e matematico per fare soldi... le fotografie impegnate, artistiche, e di denuncia non sono articoli che questi "imprenditori" trattano... per loro conta solo la "fama dell'artista" e la serialità della foto, sulla quale costruiscono un prezzo e una campagna pubblicitaria... e mccurry gli ha consegnato un "prodotto" perfetto, per quei tanti collezionisti "ignoranti" che comprano certe opere solo per esibirle come un rolex pieno di brillanti o un abito di marca... angelo. |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 8:49
McCurry non mi sembra tanto da galleria d'arte ma abbastanza nazional popolare. I libri non li vendono ai commercianti d'arte ma nelle librerie per la gente comune. Mi sembra che ti stia arrampicando sugli specchi. In più parli di collezionisti ignoranti, sicuro che siano tutti ignoranti? è interessante che parli di arte su un fotografo che non scatta con lo scopo di vendere in galleria come altri per esempio déluge di La Chapelle pensato per le gallerie e non per le riviste, invece McCurry ha sempre scatato pensando a pubblicazione su rivista |
user46920
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 8:56
Non per niente G.Berengo Gardin tende ad allontanarsi dal discorso Artistico ... per un Giornalista abituato a documentare, l'appellativo di Artistoide suona una musica stonata. |
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inviato il 14 Settembre 2015 ore 8:59
Dove la foto sarà pubblicata condiziona pesantemente il lavoro, bisogna considerare lo scopo dello scatto e per dove è stata pensata, McCurry non pensa le foto per gallerie dove "ignoranti" commerciano, ma per national geographic e altre riviste |
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