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La Fotografia -parte seconda- (Settimio docet)


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avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 11:36    

@Fotomistico:

Per me il solo fatto che la prima Fotografia fa parte di una serie, di un lavoro di cui citi anche il titolo "Suspended" la rende una Fotografia "superiore" a quella della costa livornese ... e non per una questione estetica o di genere fotografico.

Poi su quanto la tua serie "Suspended" sia interessante, sviluppi discussione, abbia sostanza questo dovrebbe dirtelo una persona competente, un addetto ai lavori o un Fotografo con esperienza in tal senso.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 11:53    

Poi su quanto la tua serie "Suspended" sia interessante, sviluppi discussione, abbia sostanza questo dovrebbe dirtelo una persona competente, un addetto ai lavori o un Fotografo con esperienza in tal senso.

@Dc77: ovvio, il motivo per cui l'ho postata è legato solo al discorso affrontato da Benedusi...non stiamo certo qua a commentare una serie di fotografie che può non piacere ai più.
@Maurizio: la definisco una "fotografia" con la "f" minuscola per il semplice motivo che, oltre alla rappresentazione del paesaggio (pur bellissimo e ripreso in un momento particolare di luce e condizioni climatiche) non c'è altro.
Mi si potrà dire che c'è la forza e la bellezza della natura, ma la realtà è che l'immagine cattura l'attenzione perché di facile lettura, immediata...insomma...funziona. E questo è buono, perché sono necessarie anche questo tipo di foto...ma non sono queste quelle con la "F" maiuscola...non ti lasciano nulla se non un' informazione...ovvero che a Livorno c'è un tratto di scogliera molto suggestivo.

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 11:59    

A questo punto mi pare di capire che una piccola morale di quanto detto possa essere che per imparare il linguaggio fotografico sia necessario studiare e capire bene gli autori e le loro opere più che fare ossessivamente foto e imparare la tecnica come fa la maggior parte delle persone.
Solo successivamente forse si può pensare provare ad usare la macchina fotografica come lo scrittore userebbe una penna..

L'equazione non so leggere non so scrivere non lascia scampo.

E da qui si capisce anche come la maggior parte della gente sia attratta non dalla cultura fotografica (chiamiamola così) ma dal mezzo. Cioè fotografa perché gli piace fare foto o usare lo strumento fotografico non perché ha imparato un linguaggio..

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:01    

A questo punto mi pare di capire che una piccola morale di quanto detto possa essere che per imparare il linguaggio fotografico sia necessario studiare e capire bene gli autori e le loro opere più che fare ossessivamente foto e imparare la tecnica come fa la maggior parte delle persone.

Occorre fare entrambe le cose...aggiungo anche: emulare di meno ciò che si vede in rete ed essere il più originali possibile...liberando il nostro istinto...

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:08    

@Fotomistico: non mi stai rispondendo però eheh :-P
Cambio domanda, come puoi raccontare un tema se non padroneggi gli argomenti di cui vuoi parlare?
Un paesaggio per poter essere raccontato in modo differente dall'accezione cartolinesca di cui stiamo discorrendo va studiato, compreso, metabolizzato e infine rivelato secondo l'idea ed il gusto dell'autore. O almeno, io l'ho sempre vista così.

Altrimenti ci si riduce al "cià, andiamo a fare un paio di scatti con qualche amico alle tre cime di lavaredo" che, per carità, divertente ma sicuramente ben distante dalla consapevolezza fotografica derivante dalla conoscenza di cosa voglio raccontare.

Ora, se per te lo scatto livornese ricade in questa accezione d'accordo; basta solo non fare di tutta l'erba un fascio dato che c'è gente (anche su questo forum, penso a Fortunato ad es.) che prende la cosa molto seriamente.. ;-)

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:11    

La domanda è: Si può avere uno scatto che abbia un senso ma che per essere colto non abbia bisogno di studi approfonditi dei fruitori? Si può avere uno scatto con una storia e un linguaggio comprensibile alla maggioranza? Insomma si può fare Fotografia con la F maiuscola senza che debba a tutti i costi diventare di nicchia?

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:16    

Manco a farlo apposta...
Ascoltare bene cosa dice il maestro Gianni Berengo Gardin..

vimeo.com/95585892 se avete fretta intorno al 5 minuto, in realtà va vista tutta.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:17    

A questo punto mi pare di capire che una piccola morale di quanto detto possa essere che per imparare il linguaggio fotografico sia necessario studiare e capire bene gli autori e le loro opere più che fare ossessivamente foto e imparare la tecnica come fa la maggior parte delle persone.
Solo successivamente forse si può pensare provare ad usare la macchina fotografica come lo scrittore userebbe una penna..
L'equazione non so leggere non so scrivere non lascia scampo.
E da qui si capisce anche come la maggior parte della gente sia attratta non dalla cultura fotografica (chiamiamola così) ma dal mezzo. Cioè fotografa perché gli piace fare foto o usare lo strumento fotografico non perché ha imparato un linguaggio..


E qui ci ricolleghiamo al topic del tanto (mai abbastanza) bistrattato i-Felix sul perché ognuno di noi fotografa (per carità, almeno ci prova o si vanta di farlo...).
www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=1448993&show=1

Alla fine i torni contano.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:17    

Cambio domanda, come puoi raccontare un tema se non padroneggi gli argomenti di cui vuoi parlare?
Un paesaggio per poter essere raccontato in modo differente dall'accezione cartolinesca di cui stiamo discorrendo va studiato, compreso, metabolizzato e infine rivelato secondo l'idea ed il gusto dell'autore. O almeno, io l'ho sempre vista così.

@Maurizio: sono d'accordissimo con te, stiamo dicendo la stessa cosa in due lingue diverse.
A parte il fatto che il Boccale è praticamente a casa miaMrGreen...e credimi, l'ho raccontato e descritto da ogni punto di vista e da ogni angolazione...proprio perché lo conosco...ma questo è un altro discorso...e forse è proprio per questo che la foto sopra funziona.,
Non cadere nel banale facendo fotografia paesaggistica è tutt' altro che semplice..., Jon Shaw, David Noton, David Ward, Franco Fontana, Fulvio Roiter e pochi altri riescono a farlo...

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:19    

@Talisman
La domanda è: Si può avere uno scatto che abbia un senso ma che per essere colto non abbia bisogno di studi approfonditi dei fruitori? Si può avere uno scatto con una storia e un linguaggio comprensibile alla maggioranza? Insomma si può fare Fotografia con la F maiuscola senza che debba a tutti i costi diventare di nicchia?


Forse è proprio questo che distingue un grande Fotografo.

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:24    

Un piccolo parallelo con lo studio della musica contemporanea di radice afroamericana. Molti nello studio di uno strumento partono da un genere più o meno "leggero": pop, funk, blues, rock, metal. La maggior parte continua ad affinare quel linguaggio nel corso degli anni ma una parte, nel loro percorso di studi, si sposta nello studio del jazz. Tale studio, come sanno tutti può assumere livelli di approfondimento e conseguenti tempi di studio praticamente eterni. A volte il jazz si fonde poi coi generi praticati in adolescenza e nascono nuovi stili, nuovi modi di suonare. Ora, il jazz, soprattutto quello contemporaneo, avantgarde come si usa dire è abbastanza inascoltabile dai più e spesso viene veramente capito solo dagli addetti ai lavori. Questo non impedisce loro di suonare perché non lo fanno per raggiungere il grande pubblico ma solo per esprimere ciò che hanno dentro, complicato che sia. Detto questo ho conosciuto musicisti italiani e stranieri pazzeschi, alcuni veramente arroganti capaci solo di dire che la loro musica sia vera musica, altri molto più umili ma egualmente bravi che davano dignità ad ogni mezzo espressivo nonostante il loro linguaggio fosse anni luce avanti.

user21398
avatar
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:26    


avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:38    

Ho pochissimo tempo in questi giorni e riesco appena a leggere.
Inutile dire che concordo con la gran parte di ciò che dice Benedusi. Del resto sono gli stessi concetti che ribadisco da anni sul forum.
Telegraficamente, visto che in tema di paesaggio mi sembra si stia facendo un po' di confusione, vi domando:
Ma avete visto, e magari studiato, i paesaggi di Giacomelli o di Ghirri (potrei citarne altri)? Oppure, qualcuno ha in mente qualche film di Antonioni? Lì credo ci siano tutte le risposte sulle possibilità espressive del paesaggio.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:45    

@settimio scrittura e fotografia sono linguaggi che non parlano alle stesso modo, potrei anche spiegarti a livello fisiologico perché, strade diverse, percorsi neuronali che incappano in aree cerebrali differenti. La fotografia ha molto più in comune con la musica. Ti è mai capitato di perderti all'ascolto di una musica? Di restarne ammaliato senza aver fatto il conservatorio? A me è successo a 14 anni con Mozart, ascoltavo Gigi d'agostino ai tempi... Ci sono musiche e foto che toccano corde cosi profonde e inconsce che esulano dalle sovrastrutture, che sarebbero più facilmente spiegabili con la psicologia che con la cultura. Questo non toglie nulla ai linguaggi musicali e fotografici più evoluti, più profondi e ricercati, ma credo non si debba fare l'errore di pensare che solo quella sia "vera" musica o fotografia.

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 12:45    

@Fotomistico:

Si,sono d'accordo.

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