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Caccia


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avatarsupporter
inviato il 25 Novembre 2011 ore 13:15    

MrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2011 ore 14:03    

Ecco un linketto gustoso... così tanto per gradire e per tenere viva la discussione che mi pare si stia riportando su toni eccessivamente "politically corrected":

www.facebook.com/media/set/?set=a.136930902994090.18609.13691892299528

buona caccia a tutti.

user1802
avatar
inviato il 25 Novembre 2011 ore 14:21    

Deplorevole Eeeek!!!
Non ce n'è una che abbia i dati di scatto!!!!



PS: La caccia al trofeo fà schifo. Punto.

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2011 ore 14:33    

ecco... questo tipo di caccia legalizzata non ha nessun senso di esistere secondo me.

l'ambiente africano, pur anch'esso in condizioni non certo ottimali come ecologia (a causa di variazione dell'habitat e, in ogni caso, ingerenze umane), nn ha certo bisogno di attività venatorie di questo genere. Anzi, le specie predatorie mostrate in queste simpaticissime (il termine che volevo usare era un altro, e non era certo simpatico) foto sono anche a rischio, quindi devono essere preservate il più possibile.
posso comprendere che per un cacciatore la sfida di cacciare un predatore (e non timidi ungulati o cardellini come dalle nostre parti) possa rappresentare il massimo degli obiettivi di realizzazione personale. Ma se proprio vogliono fare a chi ce l'ha più lungo (il fucile intendo ;-)), nel nostro bistrattato pianeta non c'è più posto per loro.... vadano pure al tiro a segno o giochino con Digital Hunt alla playstation (nome a caso, nn so se esista un gioco simile cmq immagino di sì).

Questo dal punto di vista, generale, della caccia.

certamente parlando di Paesi africano, il discorso sarebbe molto ampio ma in prima istanza va anche detto che le condizioni economiche di detti Paesi, e lo sviluppo che stanno cercando di sostenere, non sono certamente ottimali. Ovviamente non ho le fette di salame sugli occhi... non credo che i proventi della caccia legalizzata vadano direttametne in tasca a dei poveri masai cittadini. Dico però che nel mondo occidentale le risorse animali e vegetali sono state sfruttate alla grande, per sostenere lo sviluppo e trovarci (nel bene o nel male) al punto di cultura cui siamo arrivati (battute masochiste a parte, sicuramente più elevato del continente africano, poi se questa cultura sia usata bene o no è tutt'altro discorso). Abbiamo realmente il diritto (internazionale) di dire a questa gente come deve svilupparsi e cosa deve fare? Intendo, per loro il turismo è sicuramente una risorsa, e lo sanno bene. Ma se un giorno decidessero di vendere tutti i leoni ad una pellicceria per ripianare il loro debito pubblico e creare strade ponti e scuole (esempio molto assurdo ma penso renda l'idea), creando un danno ambientale tanto irreversibile (irreversibile, ricordiamolo, tanto quanto quelli che abbiamo fatto noi 'Occidentali' nel corso della nostra storia), abbiamo noi veramente il diritto, mi chiedo, di biasimarli?
O di puntare il dito contro di loro?
Penso naturalmente di no... al massimo dovremmo puntare il dito verso quella gente che sfrutta bassamente quest'opportunità... cioè quelli che sfuttano questa debolezza intrinseca del Paese... ma rimarrebbe comunque un taglio alle possibilità di sviluppo di quei Paesi. Un taglio che sarebbe ragionevole fare, in nome dell'ambiente? Boh... dite la vostra.

La mia è sì, ma detto in panciolle nel mio ufficio riscaldato e la mia poltroncina comoda, è facile dirlo Confuso

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2011 ore 15:00    

Ho letto buona parte del thread e vorrei dire la mia opinione ma soprattutto fare una domanda senza alcuna vena polemica, solo al fine di capire alcune cose a me poco chiare.
Mangio carne, faccio troppo poca attenzione al vestiario che indosso, inquino e molto altro, per cui sono corresponsabile di molte atrocità sugli animali e sull'ambiente che mi circonda. Non faccio abbastanza per migliorarmi per cui certamente non posso alzare il dito contro nessuno perchè sarei ×.
Allo stesso tempo però vorrei chiedere, soprattutto a chi è cacciatore o ha intenzione di diventarlo, quale sia la motivazione che lo spinge a cacciare. Questo è ciò che fatico di più a capire. Astrattamente potrà essere la stessa cosa uccidere o mangiare qualcosa che è stato ucciso per noi, ma concretamente l'atto di uccidere un animale è qualcosa di molto cruento. Fatico a capire quale piacere si provi, poichè trattandosi di hobby, e non di caccia intesa come mezzo di sostentamento, dovrebbe trattarsi di un piacere o di un divertimento.
Scusandomi per la lunghezza del post, la domanda che volevo porre è questa: come si può dire di essere amanti della natura e degli animali e allo stesso tempo ucciderli solo per divertimento?
Davvero senza alcuna vena polemica vorrei capire come si possa rispondere a questa domanda.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2011 ore 15:04    


Chi fosse interessato può firmare questa petizione:

www.komitee.de/it/content/protesta-mail-contro-la-caccia-deroga


Grazie Antonio.

avatarsupporter
inviato il 25 Novembre 2011 ore 15:24    

Dovere;-)

user1802
avatar
inviato il 25 Novembre 2011 ore 16:29    

Dax, premetto che questo è il mio punto di vista personale.
Che differenza c'è tra mangiare carne di cervo cacciata o mangiare carne di cervo comprata? In un primo momento ti direi nessuna!
Che differenza c'è tra mangiare i funghi comprati o mangiare i funghi che si è andati a cercare?
Secondo me quello che non è chiaro è che, molti cacciatori, non vanno a caccia per il "gusto di uccidere" ma piuttosto il poter apprezzare qualcosa che è stato catturato con fatica e sudore con le proprie mani.

È ovvio che cacciare come in certi video o solo per il trofeo non ha senso, vi assicuro che una giornata di caccia in alta montagna non è una passegiata. Portare un camoscio di 40-50 kg sulle spalle per magari anche 2-3 ore per tornare alla baita. Macellarlo personalmente in cantina studiando i tagli su un libro o chiedendo consigli ad un macellaio... farne poi spezzatini con le stesse erbe e spezie che abbiamo trovato sulla stessa montagna, fare dei fondi di carne con le frattaglie, gli scarti e le ossa... per me questa è tutta un'altra cosa che mangiarmi un cervo proveniente dalla nuova zelanda, allevato, ucciso, TRASPORTATO e rivenduto al dettaglio. Da una parte c'è la soddisfazione di una cosa fatta con le proprie mani dalla A fino alla Z... dall'altra cosa c'è se non inquinamento in piu? Comunque un animale è stato ucciso!
E non penso che tutti i cacciatori o tutti i macellai facciano quello che facciano per il gusto di uccidere!
Un cacciatore che si rispetti, dal mio punto di vista AMA la natura e AMA gli animali, è per questo che si impegnerà a cacciare secondo le regole perchè queste hanno un senso per la salvaguardia dell'ecosistema. Un buon cacciatore questo lo sa e lotta per la difesa dell'ambiente.
Un buon cacciatore non prova nessun particolare piacere, a mio avviso, nel momento dello sparo ma trova il piacere nel procurarsi del cibo con le sue mani in un modo ancestrale e tradizionale e riportarlo a casa.
Per esempio, scommetto che è molto piu facile fare un paragone con la pesca essendo un'attività molto piu frequentata.
I pescatori... vanno a pesca per il gusto di uccidere il pesce o per il gusto di mangiarselo sulla griglia con un bel rametto di rosmarino o aneto e una birra in mano?
Inoltre, ad un vero cacciatore non importa il numero di catture quanto piuttosto LA cattura, IL CERVO vecchio con le grandi corna, che ha avuto modo di vivere la sua vita e riprodursi. Addirittura un buon cacciatore NON UCCIDE un capo branco perchè questo è utile per gli altri cervi.

Personalmente trovo l'idea che il cacciatore va a caccia per il semplice gusto di uccidere è completamente sbagliata e spero vivamente che questo tipo di cacciatori siano una minoranza!

Quella che ho descritto è il MIO punto di vista, sono cosciente che ci sono molte pecore nere! Anche qui dalle mie parti girano storiacce... ai tempi avevo sentito la storia di uno che si era appostato su un albero aspettando il camoscio e gli è saltato in schiena con un pugnale tipo Rambo... a parte il fatto che ha rischiato la pelle viste le corna dell'animale... mi chiedo cosa lo abbia spinto a fare questa cosa se non una forte demenza!

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2011 ore 18:25    

Grazie Marsupilami per la tua risposta.
Rispetto il tuo punto di vista; il tuo è un discorso molto più articolato del mio.
Capisco la soddisfazione di procurarsi da soli qualcosa, cercare e raccogliere funghi dà molta più soddisfazione che mangiarli, ma proprio perchè il fine è la raccolta, più che il cibarsene (almeno per me).
Il mio discorso è emotivo, più che razionale. Non è mia intenzione discutere sul rispetto della natura dei cacciatori o se sia peggio l'allevamento. Sono discorsi difficili da fare in poche righe.
La mia domanda riguarda più la sfera emotiva del singolo: la soddisfazione di procurarsi qualcosa da sé, non viene meno nel momento in cui devo uccidere personalmente con le mie mani,per semplice hobby, un animale? Nonostante mi muoia davanti e per causa mia è più grande la soddisfazione di essermi procurato del cibo di cui in realtà potrei fare a meno?
"La soddisfazione di una cosa fatta con le proprie mani dalla A fino alla Z" deve necessariamente comprendere anche la parte in cui uccido l'animale e non riesco a provare soddisfazione per questo. Per la pesca credo valga la stessa cosa.
Capisco però che si entra nella sfera soggettiva ed è tutto più discutibile.
Un saluto
Davide


avatarsupporter
inviato il 25 Novembre 2011 ore 19:23    

Personalmente trovo l'idea che il cacciatore va a caccia per il semplice gusto di uccidere è completamente sbagliata e spero vivamente che questo tipo di cacciatori siano una minoranza!

magari fosse così.....
purtroppo ho conosciuto diversi cacciatori in quanto mio padre lo è stato...
non vi dico i discorsi che sentivo al bar o al circolo dove si riuniva con loro!
la cosa che dici tu mi piacerebbe fosse vera ma non ci credo neanche se lo vedessi con i miei occhi....
fai un esperimento: chiedi a un cacciatore cosa farebbe in caso di incontro con un lupo!
io ho fatto questa domanda anni fa fingendomi cacciatore e andando una riserva di caccia, ero vestito mimetico in quanto giravo per cercare caprioli da fotografare.
sono entrato nel rifugio a prendere qualcosa da bere e c'era un raduno di cacciatori.
ho deciso di non rivelare la mia identità di fotografo (anche perchè alcuni di loro erano alticci..... e sembravano non tanto tranquilli....)
mi hanno offerto gentilmente da bere e gli ho chiesto se per caso si fossero mai visti lupi in quella zona.
la risposta? MAGARI! così almeno spariamo a qualcosa di interessante!
Triste
ed è stata la risposta del 100% dei presenti... ed erano circa 25/30 persone......

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2011 ore 20:00    

Ecco un'altra testimonianza della caccia. Guardare per credere
bit.ly/shqYjW

avatarjunior
inviato il 27 Novembre 2011 ore 9:30    

MI permetto, anche se ammetto di non aver seguito tutta la discussione, di dare il mio parere. Da diversi anni ormai vivo in una regione, il Friuli, dove il rapporto con l'ambiente è molto particolare (o forse, in realtà, lo era nel mio Veneto...non saprei). Qui, avere un nonno, un padre o uno zio che va a caccia è una condizione normale, quasi quanto quella di trovarsi i cinghiali a 1-2 chilometri dal centro o come sentire amici che si dispiacciono perchè non hanno mai assistito ad una "purcittata" (la festa che si fa quando si uccide il maiale). La natura, come in molte altre regioni d'Italia, qua ha ancora un suo ruolo preponderante e degli equilibri dove l'uomo si può inserire, ma in maniera molto attenta.

Ora, non pensiate che io sia a favore di scene come quella postata qua sopra, non pensiate sia a favore della caccia al trofeo e non pensiate sia a favore di quei cacciatori che si inventano la pericolosità del lupo o dell'orso pur di avere la possibilità di sparare a ciò che di più nobile la natura ha creato! Trovo però che la caccia di selezione, per intendere quella dove i capi in sovrannumero, i capi malati o anziani, i capi "pericolosi" (e qui si potrebbe aprire una seconda discussione), etc vengono abbattuti, sia parte integrante di questo equilibrio. (EQUILIBRIO CHE NOI ABBIAMO DISTRUTTO, certamente!). La caccia agli animali di allevamento poi, (fagiani e simili) non la considero nemmeno...mi fa solo che pena e tristezza (della serie: ti piace vincere facile!).

Quindi alla tua domanda rispondo con un "dipende"!

avatarsenior
inviato il 28 Novembre 2011 ore 18:58    

Panonano... quella povera carpa che tieni garbatamente sospesa per aria poi l'hai mangiata vero? MrGreenMrGreen

Scherzi a parte, io sono pro caccia pur non essendo un cacciatore e sono anche pro pesca (da ex pescatore).
Pero' da che mondo e' mondo certe discussioni tra fazioni opposte non sono mai approdate a niente di utile...

;-)

avatarjunior
inviato il 28 Novembre 2011 ore 22:53    

Non vedi? La stavo per mangiare seduta stante! In realtà non è una carpa, ma un persico (altrimenti il pescatore che mi ha portato fuori quel giorno mi strozza MrGreen)! L'ho rilasciato perchè era piccolo e si meritava qualche altra opportunità!
Comunque hai ragione, di sicuro non si arriverà mai a nessuna conclusione, però credo una cosa: chi caccia spero lo faccia perchè trova, nel confronto con la natura, una sintonia, un'energia, un qualche cosa che lo fa stare bene. Quindi perchè uno si possa definire cacciatore deve prima amare la natura e rispettarla. va da se che scene come quelle postate devono essere vietate/bandite/represse

avatarsenior
inviato il 29 Novembre 2011 ore 10:41    

OT:

Scusa Panonano ma quello che hai in avatar a me non sembra proprio un Persico...dalla bocca sembra proprio un ciprinide, tutt'alpiù un ibrido di ciprinide...oltretutto il persico ha tutto un altro sapore MrGreen

Ciao, Roberto

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