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Stagioni calde su Homo Sapiens


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avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 12:47    

Arriva un potente El Niño: come cambierà il clima in Italia in autunno

Poco a nord di dove abito ci sono ancora di segni della tempesta Vaia del 2018 (in realtà la velocità dei venti farebbe attribuire al fenomeno l’appellativo di uragano). Si stima che siano stati abbattuti almeno 14 milioni di alberi (8,5 milioni di metri cubi di legname e, solo in Veneto, un danno economico stimato in 1,7 miliardi di danni). L’enorme quantità di legname rimasto a terra ha favorito una eccessiva diffusione del bostrico, che è un parassita che ha attaccato e ucciso molti alberi sani rimasti in piedi. Basta farsi un giro in Cadore per verificare gli effetti di questo parassita.
Non saprei dimostrare con assoluta certezza se la causa della tempesta Vaia sia effettivamente connessa al cambiamento climatico, ma ovviamente lo penso. Prima di allora, un evento di tale portata, non si era mai verificato, nelle nostre aree.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 12:51    

Per il nord atlantico c'è da considerare anche l'indice AMO, dove purtroppo siamo proprio nel mezzo della fase calda (2000-2040)

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 13:04    

Arriva un potente El Niño: come cambierà il clima in Italia in autunno share.google/3lNeqQch6MVL8kBcX

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 13:04    





2 mattine fa' Pont.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 13:30    

Phoenix sito lento oppure problema nel postare? hai fatto 3 messaggi uguali.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 13:36    

Cancello sono in alta montagna pensavo non fosse arrivato MrGreen

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2026 ore 13:37    

Me ne sono accorto MrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Agosto 2026 ore 0:34    

Poco a nord di dove abito ci sono ancora di segni della tempesta Vaia del 2018 (in realtà la velocità dei venti farebbe attribuire al fenomeno l’appellativo di uragano). Si stima che siano stati abbattuti almeno 14 milioni di alberi (8,5 milioni di metri cubi di legname e, solo in Veneto, un danno economico stimato in 1,7 miliardi di danni). L’enorme quantità di legname rimasto a terra ha favorito una eccessiva diffusione del bostrico, che è un parassita che ha attaccato e ucciso molti alberi sani rimasti in piedi. Basta farsi un giro in Cadore per verificare gli effetti di questo parassita.
Non saprei dimostrare con assoluta certezza se la causa della tempesta Vaia sia effettivamente connessa al cambiamento climatico, ma ovviamente lo penso. Prima di allora, un evento di tale portata, non si era mai verificato, nelle nostre aree.


Purtroppo dopo che ha fato i danni in alto veneto ha virato a sx e il vento si è infilato sopra l'altipiano di Pinè, ha puntato poi dritto in Val di Fiemme per finire dalle parti della Val d'Ega,

ora in certi posti comodi molto legname è stato raccolto (purtroppo tanto anche da ditte estere) e utilizzato come combustibile cippato o pellet, e anche li poi l'assurdo era che pagavamo molto caro il pellet acquistato all'estero fatto con i nostri abeti abbattuti da Vaia.

A parte questo le abetaie rase al suolo difficilmente ritorneranno come prima e in quei pochi posti dove lo faranno ci metteranno un secolo minimo, parlando con gente delle valli secondo loro sarebbe l'occasione visto anche il cambiamento del clima di tentare la introduzione dove possibile di piante a foglia caduca come faggi o aceri montani, piante dalla crescita molto più veloce, meglio utilizzabili come legna e meno soggetti a estirpazione per causa neve e vento visto che nelle stagioni a rischio si spogliano.

Lavoro immane da fare ma poi una volta che quelle specie si insediano contribuiscono a mantenere anche un sotto bosco molto più vario rispetto all'abetaia dove sotto resta solo uno strato di aghi secchi e l'ombreggiamento perenne impedisce al resti di attecchire mentre la pianta a foglia caduca portando sul terreno ogni anno una grande quantità di foglie va a formare un sub strato senza dubbio migliore sotto tutti gli aspetti compreso il foraggio per erbivori e pure a volatili.

Non è difficile notare ciò che succede nei tagli a fascia delle conifere e quelle decidue, nelle prime dopo 5 anni ci sono solo erbe mentre nelle seconde i ricacci dalle ceppaie sono già oltre i due metri, questo cambia tanto, poi nei posti comodi ovviamente l'uso dell'abete come legno da inviare alle segherie va conservato per il suo grande valore ma quello non viene ovunque con le caratteristiche adatte e quello non buono vale molto poco anche come legna da ardere, metti nella stufa un ciocco di abete o uno di faggio e vedi subito la differenza.

avatarsenior
inviato il 18 Agosto 2026 ore 12:15    

www.repubblica.it/green-and-blue/2026/08/18/news/clima_intervista_dani


Preparatevi.

avatarsenior
inviato il 18 Agosto 2026 ore 13:11    

In quegli articoli c'è solita gara a chi è più bravo a fare la raccolta di boccaloni, una volta si vedevano gli Otelma e gli Oronzo ma questi sono sei scalini sopra in quanto a veggenza da bottiglione appena scolato.

L'unica cosa buona è che ieri finalmente è arrivato un piccolo temporale e un po' di aria fresca e dopo quasi due mesi non ho dovuto annaffiare l'orto dovendolo fare di notte perché l'ordinanza vietava di farlo prima delle 21.00.

Ringrazio calorosamente il sindaco.Confuso

avatarsenior
inviato il 18 Agosto 2026 ore 13:51    

Ma vedi mettere sullo stesso piano ricercatori delle più prestigiose università con articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche con gli astrologi mi lascia un po' interdetto ad essere gentile.;-)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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