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Luce.. e l'alettone davanti..


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avatarsenior
inviato il 07 Agosto 2026 ore 17:23    

Vi è poi il problema della molteplicità degli standard di ricarica.

Non basta avere delle colonnine, ma se voglio ricaricare per tempo utile devono supportare gli standard utili per la mia auto.

I sistemi di ricarica sono a corrente continua o alternata. In Europa vi sono tre tipi di standard, con connettori diversi:

- Mennekes (corrente alternata)
- CCS (corrente continua)
- Chademo (corrente continua)

Mi sorprende che non se ne parli, probabilmente perché la cosa non è ancora un problema serio, ma in futuro sarà una rogna ricaricare auto elettriche con standard non più supportati: rimarranno disponibili standard con ricarica più lenta, ma questo potrebbe comunque creare problemi operativi.

Il CHAdeMO, introdotto nel 2010, è già in fase AVANZATA di dismissione: le colonnine multistandard stanno progressivamente sparendo. Quindi le Nissan leaf prima serie (prodotta fino al 2017) sono a rischio, in tal senso.

Le Renault zoe Q90 e Q210 supportavano una carica rapida a 43kW su connettore Mennekes: il problema è che questo specifico standard di ricarica rapido sta sparendo (molte colonnine non lo supportano più).

Ora, per la ricarica rapida la UE si è stabilizzata sul CCS: tuttavia, anche qui, se qualche costruttore implementasse una variante ad hoc dello standard, che poi avesse vita breve (vedasi il caso della zoe), sarebbe una seccatura.

Mutatus mutandis, sono i medesimi problemi di obsolescenza degli standard in campo informatico o di elettronica di consumo, con la differenza sostanziale che un'auto ha ben altri costi.

Ecco, Ferrari ha fatto quindi bene a prevedere un aggiornamento della tecnologia della batteria (e verosimilmente del sistema di ricarica), sulla Luce: tuttavia è un'auto da oltre 500000 euro. Per le auto elettriche convenzionali, l'auto nasce e muore con un certo tipo di tecnologia, e solo raramente offrono aggiornamenti retrocompatibili.

avatarsupporter
inviato il 07 Agosto 2026 ore 17:26    

Illusion.. u u u ah ah.. Illusioonnn..

Finché saremo governati da gente avida , senza scrupoli e lungimiranza , queste saranno le scelte..
Si prende un idea inconfutabile e la si realizza per fare o far fare cassa agli "amici" e tutti i governi stanno prendendo quella piega , chi più e chi meno.. e noi in Italia siamo maestri in questo..
Poi c'è internet per distrarre le nuove generazioni da qualunque problema.. dandogli tutto e tutto il suo contrario.. e così per decenni i lupi prospereranno e tutti gli altri pagheranno.. se possono.. altrimenti schiatteranno ...

avatarsupporter
inviato il 07 Agosto 2026 ore 17:34    

In Norvegia e Danimarca gran parte del parco auto è elettrico. Loro come hanno risolto questo problema?


sganciando soldi, soldi che noi non abbiamo per fare tutte quelle infrastrutture di ricarica, dobbiamo affidarci a compagnie private per farle, ma i bandi vanno spesso deserti, perche per ora non c'e business per giustificare quegli investimenti

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2026 ore 6:09    

Fare paragoni con certe nazioni per me ha poco senso, dove il PIL è tra i più alti del mondo e sono 4 gatti.
Tutte queste elettriche che vendono in queste nazioni quanto incideranno a livello globale sulle vendite di auto elettriche lo 0, 00001 % un numero a caso ma penso non lontano dalla realtà.

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2026 ore 13:48    

Chissà quante "Luce" hanno venduto nei paesi scandinavi

avatarsupporter
inviato il 09 Agosto 2026 ore 17:50    

poche. ..

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2026 ore 18:09    

poche. ..


scusa gion, non metto in dubbio quello che dici, ma come fai a saperlo?

in norvegia da anni si vendono più elettriche che termiche

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2026 ore 19:41    

Si, ma auto da poche decine di migliaia di Euro grazie a massicci contributi e sovvenzioni statali che per altro lo stato sta riducendo drasticamente.

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2026 ore 19:46    

Si, ma auto da poche decine di migliaia di Euro grazie a massicci contributi e sovvenzioni statali che per altro lo stato sta riducendo drasticamente.



In Norvegia le immatricolazioni di auto elettriche (BEV) hanno raggiunto il 97,6% delle vendite totali a luglio 2026, con oltre un milione di veicoli a zero emissioni circolanti. Il mercato è dominato stabilmente da Tesla (guida incontrastata con la Model Y), seguita da marchi come Volkswagen (con la gamma ID), Volvo (come il modello EX30) e Toyota.

avatarsenior
inviato il 09 Agosto 2026 ore 22:58    

Lo so che hanno venduto moltissime auto elettriche.
Il risultato è dovuto ha una forte contribuzione dello stato.
Però il discorso è un altro.
Acquistare un'automobile elettrica da 35-40.000 Euro è una cosa.
Acquistare un'auto da 500 Mila Euro è tutt'altra faccenda.

avatarsenior
inviato il 10 Agosto 2026 ore 17:49    

sfugge sempre comunque un dettaglio: persino in paesi dove l'elettrico ha superato da anni le vendite del termico, il parco circolante è ancora in maggioranza termico. NON hanno ancora fatto nessuna transizione, semplicemente i rispettivi governi hanno deciso di sprecare miliardi di euro per "incentivare", se non addirittura costringere i cittadini ad acquistare auto elettriche. Col risultato che il 95% di nuovi acquisti sono elettrici, ma ancora il 70% di auto circolanti in norvegia sono termiche. L'auto elettrica, oggi, non è voluta dai cittadini, anche se le definizioni europee, per mantenere la propria propaganda green, continuano a definirle "zero emissioni".

avatarsupporter
inviato il 10 Agosto 2026 ore 19:15    

C'è da dire che almeno l'Europa ci prova.. Gli altri continenti manco ci provano..

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2026 ore 11:14    

"provare" a fare qualcosa va bene, se questa prova non rischia di compromettere il futuro dell'economia europea per ottenere il NULLA.
Centinaia se non migliaia di miliardi di euro, per "provare"?
In compenso, poi ovviamente non ci sono soldi per lavorare sul territorio, sulle infrastrutture, sui servizi.

Su queste scale, sia economiche sia geografiche, "provare" è una scelta folle. E ideologica, dato che in analisi retrospettiva, è facile vedere come tutte le scelte ecologiche europee siano state sempre condizionate da ideologia piuttosto che da necessità. Vedi accanimento sull'automobile. I passaggi da euro 0, 1 a 2 forse 3 avevano un senso avendo, specialmente il primo, ridotto in misura drastica alcuni inquinanti molto pericolosi. Ma i successivi euro, specie dal 5 in poi, sono puro e semplice esercizio accademico. Ogni limite imposto è sempre più restrittivo, richiede sempre più risorse per ottenere un risultato che è però sempre più marginale.

Ogni volta che dimezzi un limite, teoricamente e a parole dimezzi l'inquinamento, ma nella realtà ad ogni passaggio vai ad influre sempre meno sul inquinamento residuo, specialmente se come nel caso delle auto consideri una sola fonte.

La riduzione di CO2 imposta dagli euro 2-3 in poi, ha avuto un impatto globale pari a ZERO. Non perchè l'emissione dell'euro 5 sia uguale a quella dell'euro 3 (anche se spesso è così, nella realtà), ma perchè la differenza è irrisoria.
Come lo è la differenza di co2 globale tra auto elettrica e termica. Esiste, è misurabile, ma a livello globale è irrilevante.

avatarsupporter
inviato il 11 Agosto 2026 ore 11:36    

chi detiene un diesel dovrebbe intentare una class action contro l'italia e l'UE, perche impone a delle regioni vedi Lombardia, forti limiti di circolazione fino al divieto assoluto nelle aree urbane

questo e ingiusto e scorretto, considerando che una euro 5 si acquistava 10 anni fa, e le euro 6 sono ancora in vendita, ci paghi il bollo con sovratassa per circolare ma puoi non puoi farlo, e una vera e propria estorsione contro cittadini che hanno stipulato un patto

se tu stato e UE, mi vendete un'auto e ci pago iva e tasse, poi dopo pochi anni non potete vietarmi di usarla

avatarsenior
inviato il 11 Agosto 2026 ore 12:02    

Secondo me c'è solo un problema, Ferarri riuscirà a garantire la fabbricazione della batteria anche fra 80 anni? perchè comunque una ferrari è per sempre e non vorrei che ad un certo punto diventasse complemento d'arredo senza valore.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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