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inviato il 22 Aprile 2026 ore 21:58
Che fortuna che i miei esposimetri (Gossen Lunasix III, Minolta III F, e Minolta Spotmeter F) non lo sanno! Per anni mi hanno sempre fornito dati "perfetti", anche nell'utilizzo con le diapositive (dove lo scarto di 1/2 stop balza agli occhi). NON mi hanno MAI neppure chiesto su quale formato stavo esponendo le mie pellicole, ed i miei sensori (in sala di posa)! GL |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 23:55
Perche non lasciare fare alla macchina x l'esposizione. Io taro solamente il bilanciamento del bianco con un termocolorimetro(Sekonic C-500)ogni cambio di zona di ripresa x non fare troppi ritocchi. Come dice Franco Pastorino io espongo in T-stop . |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 23:59
Ma ragazzi è ovvio che un il obbiettivo con meno contrasto abbia ombre più aperte dell ultimo zoom ultra contrastato anche usando lo stesso diaframma e la stessa triade … cavolo chi ha scattato e scatta a pellicola lo dovrebbe sapere benissimo |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 7:52
Non è solo questione di contrasto. La resa delle ombre è una delle caratteristiche differenzia un obiettivo da un altro, anche se col digitale si riesce a correggere piuttosto facilmente la differenza |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 8:02
“ Detto ciò, anche tenendo conto della trasmittanza, al netto di T, credo che una delle caratteristiche del sistema di lenti progettato sia anche il maggiore o minore contrasto, o sbaglio? Se è così sarebbe normale aspettarsi che obiettivi diversi possano anche avere una influenza sulla gamma dinamica. Penso che però non sia legato alla luminosità massima e trasmittanza dell'obiettivo. „ “ Ma ragazzi è ovvio che un il obbiettivo con meno contrasto abbia ombre più aperte dell ultimo zoom ultra contrastato anche usando lo stesso diaframma e la stessa triade … cavolo chi ha scattato e scatta a pellicola lo dovrebbe sapere benissimo „ Questione che è stata affrontata altre volte. Il contrasto generale da cosa dipende? E' un difetto oppure una scelta progettuale? Esistono differenze così grandi fra obiettivi? Per contrasto generale intendo le differenze di contrasto fra zone molto estese chiare e scure, quindi con una frequenza bassissima, così bassa che si possa considerare il valore MTF molto vicino ad 1 per tutti gli obiettivi. Dipende dall'apertura massima? Secondo me no, ma il contrasto (generale) può variare per un singolo obiettivo al variare dell'apertura. Dipende dalla differenza fra il valore T ed f? Secondo me ha una certa influenza. |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 8:15
io noto, oltre ad una diversa luminosita' dell'ottica, anche una diversa saturazione e separazione dei colori. Alcune ottiche hanno colori fedeli e delicati, altre sparano la saturazione, altre ancora mescolano il colore. Parlando sempre di vetri ottimi, la differenza la si nota solo cambiando obiettivo. Fino a che stai sullo stesso vetro compensi tutte le fotografie e tutto funziona. Prova pero' a mettere su un set fisso e fotografarlo con 2 obiettivi diversi anche se di uguale focale, alla stessa apertura. il risultato non e' per nulla scontato.. |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 8:26
Parlare di F-stop e T-stop penso serva solo per partecipare alla discussione. Il T-stop non è indicato sul barilotto degli obiettivi fotografici comunque la differenza, se un obiettivo è buono, è di 1/3 - 1/2 stop rispetto all'F-stop e nessuno ne tiene conto, si affida a quello indicato e all'esposimetro della macchina. @Angelo, come fai ad esporre in T-stop? A caso perchè nell'obiettivo non è indicato, seguo da anni il forum e sei il primo che usa, o che dice di farlo, il telecolorimetro. |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 8:28
Ma un pizzichino di imprevedibilità, mai? Dalle mie parti la fotografia è ben lungi dall'esser una scienza esatta, alle volte è proprio dall'imprevisto che scaturisce qualcosa di "buono". |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 9:35
Ho avuto lenti piene di carattere e altre che ne avevano meno. Quelle che consideravo tali, di solito, avevano peculiarità singolari: Zeiss ZM 50/1.5 Sonnar Leica 50/1.4 Summilux M pre-asph Leica 35/2 Summicron da matr. 266xxxx in poi Leica 50 Summicron M "Wetzlar" (N.B. tutti disegni o progetti "antichi") L'ultima di questo elenco aveva una caratteristica: un andamento non costante della nitidezza all'interno del campo inquadrato che era massima al centro, diminuiva (per quanto possa diminuire la nitidezza di un Summicron) verso i 2/3 del fotogramma per poi riprendersi bene ai bordi. La leggenda dice che fosse una cosa studiata in fase di progetto a Wetzlar per simulare il comportamento della visione dell'occhio. Io credo che questa giustificazione non regga. Ma il risultato era che quel Summicron (a diaframmi chiusi, nelle diapositive) sembrava decisamente più tridimensionale di altri suoi colleghi di marchio con schemi non troppo differenti. Carattere non è perfezione e nemmeno è sempre un bel carattere. Si tratta di peculiarità dell'obbiettivo, che piacciono o meno. Dal mio punto di vista servono solo a farsi le pippe guardando le foto e ad aiutare il fotografo a compiacersi del risultato, perché la foto bella la fanno ben altri fattori. |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 9:39
+1 Pierfranco |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 10:07
@Pierfranco…esattamente quello che ho detto io |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 10:17
@Gobbo hai ragione, non ho avuto tempo di leggere bene tutto il thread |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 10:38
“ L'ultima di questo elenco aveva una caratteristica: un andamento non costante della nitidezza all'interno del campo inquadrato che era massima al centro, diminuiva (per quanto possa diminuire la nitidezza di un Summicron) verso i 2/3 del fotogramma per poi riprendersi bene ai bordi. La leggenda dice che fosse una cosa studiata in fase di progetto a Wetzlar per simulare il comportamento della visione dell'occhio. Io credo che questa giustificazione non regga. „ Anche secondo me non regge, perchè questo comportamento è lo stesso che hanno praticamente tutti i normali con schema Gauss, ed anche molti grandangolari retrofocus. Il calo di nitidezza è in gran parte un fori fuoco per curvatura di campo. “ Parlare di F-stop e T-stop penso serva solo per partecipare alla discussione. Il T-stop non è indicato sul barilotto degli obiettivi fotografici comunque la differenza, se un obiettivo è buono, è di 1/3 - 1/2 stop rispetto all'F-stop e nessuno ne tiene conto, si affida a quello indicato e all'esposimetro della macchina. „ Il T-stop non ha influenza se si espone con l'esposimetro della macchina se questa legge la luce che ha attraversato l'obiettivo (quindi reflex e ML); se si usa un esposimetro esterno allora in teoria bisogna tenerne conto. Io l'ho nominato perchè secondo me ha un collegamento con il contrasto generale restituito da un obiettivo. Se un obiettivo ha una grande differenza fra T-stop ed f-stop, vuol dire che, a causa delle riflessioni delle lenti, una parte non trascurabile della luce non arriva al sensore (perchè, dopo le varie riflessioni fra lenti e pareti dell'obiettivo, esce dall'obiettivo o va a finire su una zona scura dell'interro dell'obiettivo). Ma in parte le riflessioni incontrollate, dopo aver rimbalzato più volte fra lenti e parti interne lucide dell'obiettivo, ricadono sul sensore in forma di un velo di luce diffusa abbastanza uniformemente su tutta la superficie; e questo provoca un calo di contrasto generale, cioè le ombre saranno leggermente più aperte e le luci leggermente meno alte. Quindi un obiettivo con un T-stop significativamente più grande dell'f-stop dovrebbe avere, in teoria, un contrasto generale più basso dovuto a riflessioni interne diffuse che cadono sul sensore; è infatti poco probabile che oltre alla quota di luce riflessa che non colpisce il sensore non ci sia anche una quota che lo colpisce dopo essersi diffusa. Quindi secondo me il basso contrasto di un obiettivo che apre un po' le ombre è sostanzialmente un difetto, ma come altri difetti degli obiettivi, può, almeno per certi scopi, essere considerato un pregio. |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 11:14
A mio parere non regge il fatto che si sia voluto emulare la visione dell'occhio umano, ma non che questa cosa non fosse intenzionale. A Wetzlar le lenti le sapevano fare: i loro minuscoli Summilux illuminavano il mondo con estremo nitore a 1.4 quando il resto del mondo balbettava degli f/2 appena decenti. Detto questo, oggi le lenti di fascia medio alta sono tutte ottime e distinguersi di poco, al di sopra di determinati livelli di sofisticazione, significa aumentare il costo di molto. |
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inviato il 23 Aprile 2026 ore 11:23
@Pierfranco. Quella storia (di voler emulare l'occhio umano ... ma solo per la serie M, e NON per la serie reflex!) l'avevo sentita anch'io, ai tempi ... Ciao. GL |
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