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Spessore stack, può influire sul rendering?


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avatarjunior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 6:05    

Gobbo ai miei occhi rispondono al Sacro Graal che si sta cercando in questa discussione. Soprattutto la prima e la terza mi danno l’idea di essere scattate con MF. Se così fosse sarei curioso di avere la conferma se si tratta di un Cmos.

avatarsupporter
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 6:40    

Gobbo bella resa la prima, che lente e

avatarsupporter
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 9:45    

@Gobbo anche per me la prima su tutte anche sé quella giacca (o cosa è) rossa è un po’ troppo nitida e cattura un po’ troppo l’attenzione… la seconda è la terza mi danno troppo l’impressione di figurina, in particolare la seconda … un po’ meglio l’ultima … questo la mia impresa personale

Ora tu e Paco svelate il materiale

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 9:55    

per rispondere... la prima non ha post o sfocatura selettiva, e' ottenuta in macchina con un obiettivo 58 mm

la seconda e' un m4/3 e l'altra e' un vecchio (2008) scatto in pellicola digitalizzati.

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 10:07    

Assicuro, niente brenizer ... semplice ta a circa 10 mt con luce di mezzodì ... progressione di piani focali ... la transizione è continua ed omogenea ...


Oratrix, bellissima resa, quella della statua è proprio la resa che cerco, mi dici con cosa l'hai fatta?

@Paco per me tra le tre che hai postato la prima tutta la vita, non so con cosa l’hai fatta ma è decisamente la più piacevole


Ivan, quella è la Mamiya ZD ed il suo 80mm d'ordinanza

Gobbo, mi piacciono le prime due, bellissima resa.

Da quello che capisco non è una MF, credo che sia una FF e la resa è quella di un CMOS.

Azzarderei qualche Leica vintage attaccato ad una SL.... o qualcosa del genere.

Facci sapere

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 10:09    

Forse non tutti gli scatti che stiamo postando sono davvero adeguati a descrivere ciò che stiamo cercando di analizzare. Non tanto per la qualità delle immagini, ma per il tipo di soggetto, per le condizioni di luce e per la complessità dell’effetto visivo di cui stiamo parlando.

Alcune foto sono molto belle, come quelle di Oratrix e di Gobbo, così come la terza di Salt, ma l’effetto che si vede in certi scatti di Paco mi sembra più adatto a descrivere la tridimensionalità di cui stiamo discutendo.

Forse la ragazza con il bicchiere e il fotografo si avvicinano a quel tipo di resa, ma lì i piani sono più separati e lo sfocato interviene in modo molto evidente. La foto della moglie di Paco con la vettura sullo sfondo, invece, aiuta di più a leggere la tridimensionalità, perché i piani sono più graduali, le alte luci sono controllate e la figura si inserisce nello spazio in modo coerente con la sfocatura. Anche la posa contribuisce: il piede in primo piano, più vicino alla camera, guida l’occhio verso le zone a fuoco e accompagna la lettura dell’immagine.

In sostanza, al di là della fortuna o meno dello scatto, ci sono immagini che, per soggetto, luce e costruzione, aiutano di più a rendere visibile questo tipo di qualità.

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 10:18    

Devo dire che riguardando l'archivio, ho una serie di scatti che probabilmente hanno l'effetto cercato.
Purtroppo non posso pubblicarli. vedo se ne trovo uno papabile
Statisticamente sono scatti fatti con medioformato argentico. Sono in BN e sono presi abbastanza dal basso con la persona ritratta a figura intera.

Il punto di ripresa fa molto. Anche il fatto che il terreno sia ripreso nel fotogramma con una ridotta profondita di campo aiuta a rendere tridimensionale lo scatto. Ma credo sia proprio il punto di ripresa che accentua la tridimensionalita.

avatarsupporter
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 11:28    

Oratrix anch'io mi aggiungo ai complimenti, quelle hanno quello che chiamo effetto tunnel, spiccatamente lo si vede nei banchi ottici, piu difficile da ottenere sulle MF, se ci sei riuscito con il 33x44 complimenti

chi lo considera "figurina appiccicata" continui a bere tavernello MrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 11:33    

In ordine
M240 35 Summilux pre asph
S1 50 R Summilux
M240 35 Summilux
M240 50 Summicron Germany

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 11:38    

questa





appena uscita dalla digitalizzazione e senza alcuna post, potrebbe avere una parvenza...

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 11:42    

Mi auto quoto MrGreen

Da quello che capisco non è una MF, credo che sia una FF e la resa è quella di un CMOS.

Azzarderei qualche Leica vintage attaccato ad una SL.... o qualcosa del genere.


Risultato

In ordine
M240 35 Summilux pre asph
S1 50 R Summilux
M240 35 Summilux
M240 50 Summicron Germany


Sono un cecchino MrGreen

Poi dite che i Leicisti hanno i prosciutti sugli occhi, dite che è tutto effetto placebo, dite quello che volete ma alla fine.... si ricade sempre lì....

Quelle ottiche Leica avranno mediamente 50 anni.... ma voi, prendete pure i Sony giemme..... MrGreen

Piccolo OT: stasera esco per la prima volta col mio Nikon 24-120 e sarò alla cerimonia delle Olimpiadi.... vediamo se faccio qualche Yakamoz! MrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 12:20    

@Paco… però nemmeno una con SL
Il tema cmos:
Come dicevo se vogliamo riusciamo praticamente a replicarlo via software ovviamente
Comunque gira che ti rigira le risposte le avevi già
L unica cosa che si è possibile notare lievemente o meno dipenderà dalla lente è L uso su fotocamere M
Ma anche questo già lo sapevi

Aggiungo:
Magari inizia a prender ancora più senso la nuova M digitale tanto criticata

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 14:25    

Aggiungo:
Magari inizia a prender ancora più senso la nuova M digitale tanto criticata

È vero, si rischia sempre di ricadere lì e di sembrare di parte, ma è una sensazione che ho comunque.

Allo stesso tempo, l’annuncio di un sensore sviluppato in modo compartecipato mi fa pensare, o forse sperare, a una futura M che faccia due passi avanti sul piano della tecnologia e del software, ma magari anche uno o due passi indietro, nel senso positivo del termine, per riallinearsi a una cultura del colore e della visione più coerente con la storia del marchio.

Non come nostalgia o ritorno al passato, ma come scelta consapevole di linguaggio visivo. In fondo, l’evoluzione tecnologica non deve per forza andare in un’unica direzione: può anche servire a recuperare certe qualità che fanno parte dell’identità di un sistema.

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 14:45    

@Filo... ultimamente sono tornato alla pellicola per divertimento personale e poche cose di lavoro...tralasciando il fatto che le scansioni non saranno mai uguali, già ridanno un mud che il digitale si può replicare ma andrebbe elaborata foto per foto con risultati non sempre corretti




questa l ho stampata 30x40 eliminando un pò quella gramna che non è reale ma colpa della scansione.. incorniciata e sembra di essere li

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2026 ore 15:13    

Assolutamente sì.

Tra la fine degli anni Novanta e i primissimi Duemila disegnavo flaconi di profumo per diverse aziende e ricordo bene quando li portavamo in studio per gli shooting con banco ottico e luce controllata.

Si lavorava per strati: più scatti, cambiando luci e riflettori, uno per il vetro, uno per le cromature, uno per le etichette, uno per i rilievi. Poi tutto veniva ricomposto. Si partiva da quelle enormi diapositive che venivano scansionate su scanner a cilindro.

La qualità globale era impressionante: forse oggi nel dettaglio abbiamo molto di più, ma l’insieme aveva una presenza e una tridimensionalità davvero particolari.

Nostalgia? Forse.
Occhi diversi? Probabile.
O semplicemente un modo diverso di costruire e leggere le immagini.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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