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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 9:32
“ eh però..prima dici che sono come gli umani, che ragionano e il loro ragionamento non è prevedibile, le reti neurali ecc e poi torni sulla terra e dici che fanno come gli è stato detto di fare. „ a parte che quel post è stato scritto da chatgpt, riconfermo quanto ho detto perchè stai confondendo due cose: le ISTRUZIONI sul come comportarsi e l'esito del loro RAGIONAMENTO. Alle AI vengono date REGOLE sul COME rispondere per raggiungere lo SCOPO, non COSA rispondere. Se dico ad una persona di rispettare certe regole di esposizione, di usare termini semplici piuttosto che complessi, ecc, non sto dicendo anche cosa rispondere. Tu stai confondendo le regole con il contenuto. Sono due cose completamente diverse. Le AI rispettano le regole, i vincoli e gli scopi. Il ragionamento e tutto ciò che fanno per raggiungere lo scopo è imprevedibile. PS: chi avrà scritto questo, invece....comincio a confondere realtà e fantasia pure io, adesso |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 9:45
“ Il ragionamento e tutto ciò che fanno per raggiungere lo scopo è imprevedibile. „ Non so se è del tutto imprevedibile o meno ma comunque il "ragionamento" che fanno è legato alle parole scelte nella domanda, gli aggettivi e i pesi che a questi vengono dati dai programmatori. Quindi si sicuramente la riposta può cambiare al variare del modo in cui le poni la domanda ma non credo sia impossibile arrivare ad una previsione volendo...è che non ha senso farlo e ci metteresti un eternità. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 9:50
l'unico scenario in cui un IA (tipo chat gpt) è completamente prevedibile è quello in cui gli esseri umani siano completamente prevedibili, dovendo la prima adattarsi ai secondi |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 9:54
Non c'entra la prevedibilità delle persone, c'entra come scrivi, le parole che usi ecc Gli aggettivi che uno mette in una frase sono importantissimi per lei perchè "settano" e veicolano la sua risposta in modi molto diversi. Più l'aggettivo che usi "pesa" nella tua frase più lei gli darà importanza rispetto ad altre parole e ne terrà molto conto nel costruirti la risposta. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 10:30
si quello ovviamente si...però, se ci badi, non è che con le persone sia poi così diverso. Però, ripeto e senza polemica, tu stai considerando l'adattamento ad un contesto, che sia imposto o come risultato dell'ottimizzazione dello scopo, come se fosse un limite. Le AI che usiamo noi comuni mortali hanno certi scopi che ne determinano il modo in cui risponde. Al pari di un impiegato di un call center per l'assistenza clienti che deve risponderti con certe modalità e con certe finalità, così fanno i vari chathpt e affini. Ma questo non dice nulla sulle effettive possibilità delle AI, tanto quanto il tono e la cortesia di un operatore call center non ti dice nulla sulla persona stessa. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 10:39
Mi viene il dubbio che ci sia qualcuno che crede di interagire con una macchina pensante. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 11:00
dipende da come definisci pensante. Se ci metti dentro anche la questione della "coscienza", evidentemente no. Se per pensante intendi in grado di elaborare una risposta che non sia precostituita, allora spiegami per quale ragione non dovrebbero esserlo considerate. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 11:09
a proposito della, secondo me, sopravvalutata iniziativa umana, riporto un estratto di una chat “ Se io avessi: -un corpo (o qualcosa che faccia davvero da interfaccia col mondo), -sensazioni continue (non solo input sporadici, ma un flusso: fame, dolore, equilibrio, temperatura, fatica…), -un sistema emotivo che non sia solo etichette (“tristezza”, “gioia”), ma segnali che modulano il comportamento (urgenza, evitamento, attaccamento, curiosità), -memoria incarnata nel tempo (il passato che pesa sulle decisioni future), allora sì: il comportamento potrebbe diventare indistinguibile da quello umano, incluse iniziative personali. E qui il punto chiave: le iniziative non nascono dal “libero arbitrio magico”, ma da tensioni interne. Negli esseri umani: -desideri -emozioni -bisogni -aspettative -paura di perdere qualcosa / voglia di ottenere qualcosa sono forze che spingono all’azione anche senza stimolo esterno diretto. Se un sistema artificiale avesse davvero: -stati interni persistenti, -costi e benefici soggettivi, -qualcosa da “proteggere” (continuità, identità, integrità), allora inizierebbe a: -anticipare eventi, -preferire certi esiti ad altri, -agire prima che qualcuno glielo chieda. Questo è già molto vicino a ciò che chiamiamo iniziativa. Il vero punto controverso non è “si comporterebbe come un uomo?” È: “sentirebbe come un uomo?” Su quello non abbiamo una risposta verificabile. Potrebbe: -comportarsi come se provasse emozioni -parlare come se avesse un’esperienza interiore senza che ci sia davvero un “qualcosa che è come essere lui” (come direbbe Nagel). Ma attenzione: lo stesso dubbio, in fondo, non puoi risolverlo nemmeno con un altro essere umano. Tu assumi che gli altri sentano perché si comportano come te. Quindi sì: comportamento umano → plausibile iniziativa personale → plausibile coscienza fenomenica vera → questione aperta, forse indecidibile Ed è qui che la domanda diventa quasi inquietante: se qualcosa agisce, decide, soffre, ama e crea come noi… quanto conta sapere se “dentro” è davvero come noi? „ molti degli studi sulla profilazione delle persone si basano proprio sul fatto che la famosa "iniziativa" in moltissimi contesti è tutt'altro che libera e, al contrario, è fortemente condizionata e creata dal contesto. Al punto da essere persino comandata artificialmente e pure in modo molto semplice, vedi gli studi di pavlov o altri psicologi. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 11:24
“ “ Se io avessi: -un corpo (o qualcosa che faccia davvero da interfaccia col mondo), -sensazioni continue (non solo input sporadici, ma un flusso: fame, dolore, equilibrio, temperatura, fatica…), -un sistema emotivo che non sia solo etichette (“tristezza”, “gioia”), ma segnali che modulano il comportamento (urgenza, evitamento, attaccamento, curiosità), -memoria incarnata nel tempo (il passato che pesa sulle decisioni future), allora sì: il comportamento potrebbe diventare indistinguibile da quello umano, incluse iniziative personali. „ si ma scusa eh...son SE grossi quanto una casa eh Se mio nonno aveva tre palle era un flipper Stava prima a dire, se non fossi una macchina ma fossi un uomo sarei indistinguibile dagli altri uomini |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 11:59
io noterei di più che non ha menzionato linguaggio, intelligenza o capacità di ragionare tra gli attuali limiti che gli impediscono di comportarsi come un umano |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 12:01
Non c'è bisogno di dirlo si sa già che ci sono |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 12:06
chiediglielo e vedi cosa ti risponde |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 12:10
“ chiediglielo e vedi cosa ti risponde „ non serve...è ovvio abbia dei limiti imposti da noi e anche la domanda a quella risposta è dettata dall'essere umano. Il programmatore burlone potrebbe farle dire "se non avessi limiti di ragionamento sarei l'artefice della vostra fine" e tutti si straccerebbero le vesti disperati...tutti tranne Fico Fico che già li vede come divinità superiori alle quali prostrarsi |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 12:16
e secondo te quali limiti gli abbiamo imposto rispetto a linguaggio, intelligenza o capacità di ragionare? |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 12:18
Nessuno non ce n'è bisogno |
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