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inviato il 15 Gennaio 2026 ore 9:14
“ Non e' mia intenzione sminuire il lavoro. Anzi, semmai il contrario. Invece di aspettare di essere trasportato da A a B e riprendere il funerale, scatto' per tutto il viaggio. E si ritrovo' con un enorme lavoro che, ripulito, passo' alla storia „ In pratica ha avuto l'idea che gli altri non hanno avuto Certo non l'ha programmata in anticipo, ma è stata l'idea che ha avuto a fare la differenza e alla fine confermi quello che dico |
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inviato il 15 Gennaio 2026 ore 9:49
Ma certamente Matteo stiamo dicendo la stessa cosa. E questione di lana caprina. E' indubbio però che il lavoro non fosse stato progettato ne programmato. La commessa era un' altra e le foto son state fatte inizialmente come ripiego al fatto di essere stato bloccato fuori dal centro dell' evento. Quello che voglio dire e' innanzitutto che la fotografia al tempo dei cellulari e' molto cambiata. Come funzione e come significato.. E' ora di dare un taglio al passato e prendere atto che usare una fotocamera non e' più un obbligo ma una precisa scelta. In quanto scelta deve essere ben chiaro e trasparente il motivo e deve trasparire dalla fotografia stessa. E no... la scappatoia del la qualità migliore del tele non e' sufficiente. Serve qualcosa di più dal fotografo. |
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inviato il 15 Gennaio 2026 ore 16:33
“ se mi permetti un consiglio, guarda il film "I sogni segreti di Walter Mitty", poi magari mi dirai se si è smosso qualcosa. „ Edmondo Parisi scusa mi ero perso una tua risposta. L'ho visto, carino, speravo meglio, simpatico, qualche spunto "romantico", ma non è che mi abbia lasciato chissà che quel film all'epoca |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 13:49
quoto tutti gli interventi di Salt in toto... l'ultimo è centratissimo “ E' ora di dare un taglio al passato e prendere atto che usare una fotocamera non e' più un obbligo ma una precisa scelta. In quanto scelta deve essere ben chiaro e trasparente il motivo e deve trasparire dalla fotografia stessa. E no... la scappatoia del la qualità migliore del tele non e' sufficiente. Serve qualcosa di più dal fotografo. „ |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 14:53
Ho una domanda. Alla luce di quanto detto che trovo assolutamente corretto, come avete cambiato il vostro modo di fare fotografia ? |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 15:03
Io ho cambiato radicalmente: ho smesso. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 15:08
“ Non e' stata certamente fortuna, ma il fatto di essere li in condizioni di scattare ed aver scattato. E a volte credo ci sia voluto un pelo sullo stomaco non indifferente. „ se chi ha scattato non avesse avuto niente da dire non sarebbe stato lì o, comunque, non avrebbe visto quelle foto che ha scattato e/o non ne avrebbe colto il valore, e non avremmo quelle foto. La tecnica lo ha aiutato solo a raggiungere il risultato. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 21:20
Una fotocamera con fotocellula immortala il passaggio di un rarissimo insetto. Il fotografo neppure era presente. Parliamo di fortuna o di alta fotografia?. La fotografia del fotofinish e' foto sportiva o lo e' soltanto la raffichetta del fotografo armato di tele che ha tirato 24 scatti al secondo nel momento della vittoria?. Spesso chi scatta e' in posizione privilegiata a buon diritto. Ma non sempre i risultati sono conseguenza di una "intenzione". |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 21:24
“ come avete cambiato il vostro modo di fare fotografia ? „ Beh come ho detto ci si cura meno della forma (anche se l'attenzione alla qualita' resta alta) e si cura maggiormente il lato social dell'immagine. Statisticamente e' piu di un anno che non esce una foto che non sia pesantemente toccata da AI. Ci si sta spostando su sensori sempre piu' piccoli, su maggior uso di AI e computazionale, su minor dettaglio (forse), ma maggior importanza del segno grafico e del simbolo. Etc. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 21:39
Sono foto pensate o meno. Evento fortunato può essere ma se come buzzichelli hai messo la fotocamera con fotocellula dove sapevi sarebbero passati animali e sapeva come voleva comporre il lavoro finale poi diventato un libro Quindi non hai il pieno controllo ma il risultato deriva dall'idea e le foto sono selezionate e messe in ordine Poi la foto della fotocellula per caso, delle telecamera di sicurezza ecc.. sono foto, solo di utilità e scopi diversi ma sempre foto |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 9:47
Mah sai. Matteo. Non sono più così sicuro. Per esperienza personale. Alcuni lavori vengono fuori di istinto. Perché sei là e perché non stai cercando la foto. Voglio dire. Ho visitato il museo Ferrari durante una breve vacanza in famiglia. I figli avevano affittato un' auto da corsa e per una giornata si sono scatenati a schiacciare in pista . Siamo poi andati a visitare il museo. Io avevo la 5ds ed un solo obiettivo. Un 21 mm fisso. Nessuna luce ed una torma di famiglia frettolosa quanto basta. Condizioni pessime poter fare foto. Ho scattato frettolosamente, pressato dalla famiglia. Scatti inusuali. Dimenticando l' auto ed il salone. Concentrando l' attenzione su curve, colore e profili Tornato in studio siamo stati tutti sorpresi. Le foto erano forti, potenti. Ne e' venuto fuori un ottimo lavoro. Che ho raccolto in un libro rilegato. Non c'era ricerca, messaggio o contenuto. Solo impressione veloce e frettolosa |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:00
“ Salt „ Quello che vuol dire MatteoGroppi (credo di averlo interpretato così) è che anche se non te l'aspettavi, se per qualche motivo ti sei trovato impreparato e sul momento senza lo strumento adatto, hai comunque un bagaglio di partenza tale da permetterti di avere un'idea al volo e di aver portato a casa il risultato, che poi si è rivelato buono. Non per forza l'idea studiata a tavolino a priori, ma comunque le basi per farti nascere la scintilla al momento dello scatto, che probabilmente alla maggioranza degli altri non sarebbe venuta (o sarebbe venuta in maniera differente)... Questo è comunque anche il mio pensiero! |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:04
proseguendo sul filo del discorso. “ E' qui che gira tutto il discorso, forse "l'idea" potrebbe essere riduttivo il termine, ma è quello che fa la differenza, e non è una differenza per chi guarda, ma per chi ha fatto il percorso, fino ad arrivare a scattare la foto che voleva scattare. „ Io sono giunto alla conclusione che questo pensiero, pur condivisibile, e' la fine della buona fotografia. E' la trappola definitiva che chiude il fotografo e gli impedisce di fare buona fotografia. "Voler scattare quella foto che hai in testa" significa porre dei vincoli e non essere disponibili all'esterno. Non sei un pittore di fronte ad una tela bianca... Sei un fotografo. RIPRENDI IL MONDO ATTORNO A TE. Il tuo lavoro e' OSSERVARE CIO CHE ACCADE e fissarlo in una immagine. La foto che VUOI FARE non e' il mondo accanto a te. E' la tua idea di mondo accanto a te. Banale, parziale ed incompleta. Sicuramente troppo arrogante. E' secondo me un errore.. ed e' questo uno dei motivi per cui i telefonini spopolano soverchiando le fotocamere. Perche sono sinceri. Riprendono il mondo attorno, filtrandolo di rosa, forse. Ma riportano la fotografia nel suo centro di equilibrio. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:17
io credo il contrario, in genere noto sempre che la bona foto l'ha fa chi l'ha pensata, gli altri hanno il lucky shoot, ma non è quello su cui un fotografo serio si basa. Avere l'idea è il mezzo per iniziare a fare buona fotografia e se guardo ai numerosi autori vedo sempre rafforzato questo concetto Tra l'altro non hai risposto alla mia domanda fatta in un altro topic dove più o meno hai ribadito il concetto delle nuove tecnologie con cui confrontarsi: come hai cambiato il vostro modo di fare fotografia ? e come si rapporta all'AI e ai cellulari? Mi interessa capire nel concreto come ti poni e cosa hai cambiato perchè parliamo di cambiamento, di rapportarci con qualcosa di diverso. Io so come sto cambiando, vorrei sapere come ti rapporti e come hai cambiato il tuo modo di fare fotografia in modo da essere al passo |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:40
Matteo.. la buona foto la fa chi ha la Maestria di vederla e di coglierla. Non chi l'ha pensata e costruita. Se faccio la fotografia di una bottiglia, la penso e la costruisco. Magari l'etichetta e' metallica ed ho bisogno di ore per illuminarla correttamente e renderla gradevole. Alla fine la foto e' bella? si.. e' buona? no. Non nel senso classico del termine. Qui sta l'errore. E qui sta la forza dell'immagine del telefonino. E' una immagine scattata senza pensare al "buono", al come diranno che sono un bravo fotografo dopo. Viceversa e' una immagine scattata per mostrare quant'era bella la realta' attorno. O quanto era drammatica. Ossia la Maestria che citi, l'idea alla base e' quasi sempre una manifestazione di ego. Una prevaricazione del fotografo sull'immagine. E questo traspare.. si vede immediatamente. Quando il fotografo, tecnicamente bravissimo, si incarta in una immagine costruita piu' per dimostrare la sua bravura che nel fare la foto. Mi chiedi come ho cambiato il modo di fotografare? Ho cambiato fotografia e strumento. Sto andando su sensori piccoli, molto piccoli. M sto anche cercando di cancellare l'occhio del fotografo. Di essere meno presente, piu discreto. In fondo meno egoista. |
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