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inviato il 06 Maggio 2024 ore 22:22
Claudio, me too..... |
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inviato il 06 Maggio 2024 ore 22:40
La stampa analogica, lo dico da fruitore, è qualcosa di bellissimo che permette di creare qualcosa di bellissimo! non senza fatica e impegno, ovvio! Ha solo un problema, anzi due: tempi e spazi. Pochi hanno lo spazio sufficiente ad allestire una CO permanente (farla “temporanea”, quindi togli-metti ogni volta che si vuole stampare, è una tortura)…pochissimi di quelli che hanno lo spazio hanno anche il tempo necessario per dedicarsi alla stampa fatta come si deve. Pochissimi di quelli che hanno spazio e tempo, sanno effettivamente raggiungere risultati di stampa soddisfacenti. Il flusso misto analogico-digitale non mi ha mai convinto, pur avendoci buttato taaaanto tempo…ma mi rendo conto che la strada da percorrere potrebbe davvero essere quella, e se un produttore ci si butta, credo possa trarne soddisfazioni. Lo smartphone e l'IA stanno “uccidendo” la fotografia digitale, non quella argentica…che gioca in un campionato diverso. Ecco perché (e lo dico da qualche tempo) sono convinto che in un contesto simile, la pellicola abbia ancora il suo da dire…diciamo però che va aiutata! sistemi di scansione nuovi, affidabili, accessibili e relativamente semplici possono davvero essere la chiave |
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inviato il 06 Maggio 2024 ore 23:17
Beh, io ho un plustek come scanner e va davvero davvero bene, con silverfast, costando 400€, la fotocamera con la lente altri 50€… e scatto poco, pochissimo, un rullo da 36 mi dura davvero tantissimo |
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inviato il 06 Maggio 2024 ore 23:25
La sta per fare la Pentax ed avra' un gran successo. Stay tuned... |
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inviato il 06 Maggio 2024 ore 23:38
@Cesare sicuramente un Plustek per il 35mm oggi è, come rapporto qualità prezzo, tra il meglio che si possa trovare…ma nel 2024 si può fare qualcosa in più. Sicuramente non è la tecnologia che manca…servirebbe “soltanto” un produttore coraggioso che ci creda un po'…ma è evidente che per il momento un prodotto del genere non spaccherebbe il mercato, ahimè… |
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inviato il 06 Maggio 2024 ore 23:43
Guarda, con D850 e macro non veniva di meglio |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 0:21
Non fatico a crederlo! :) tra l'altro con FF e macro 1:1 il problema non è sicuramente la qualità del file…lo sono piuttosto la difficoltà nel mantenere la pellicola assolutamente in piano e la difficoltà nel trovare la giusta retroilluminazione…serve poi la pellicola adatta e un conseguente sviluppo veramente veramente ben fatto, cosa non banale. Per non parlare del software… Ecco perché dico che creare una filiera apposta per la scansione potrebbe essere qualcosa di veramente interessante…partendo appunto da pellicole adatte, con sviluppi giusti, finendo poi con scanner dedicati e nuovi software che funzionino bene e in modo intuitivo con tutto il resto…! Pensare che un produttore possa fornirci tutto questo è fantascienza, oggi…però chissà…un bel pacchetto in cui ogni componente è studiato per funzionare come si deve all'interno del sistema, secondo me farebbe gola a diversi, per esempio ai tanti a cui la fotografia digitale è venuta un po' a noia. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 6:10
@Photojazz....ho qualche sospetto! ******************** Non è un sospetto Claudio... è una certezza! |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 8:17
Ri-cito me stesso e cito Silvano Ciscato: “ Zeiss non fabbrica più fotocamere del 1972 ************* La Zeiss Ikon ZM è stata prodotta dal 2006 al 2012. Era un'eccellente telemetro, per certi versi - mirino e base telemetrica ad esempio - superiore a Leica M6. Sul mercato dell'usato, oggi, è più costosa che da nuova... Purtroppo, è uscita nel momento peggiore per le macchine a pellicola „ La Zeiss Ikon ZM, di Zeiss ha solo il "brand", concesso per l'occasione dai detentori del marchio (Zeiss Ikon, facente parte del patrimonio della Carl-Zeiss-Stiftung, dal post-1972, produce serrature di sicurezza). La ZM fu prodotta da Cosina. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 8:18
Concordo con chi ha detto che, prima di una macchina, sentirei la necessità di "attrezzi" più funzionali Ho fatto 3 rullini, due dei quali portati a sviluppare e scannerizzare, sento che mi manca un pezzo della catena e vorrei fare da me il resto. Altrimenti fatico a trovarne il senso |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 8:23
La base telemetrica della Cosina "Zeiss Ikon ZM" fu progettata più ampia di quella delle Cosina/Voigtländer "Bessa" e delle Leica M, in omaggio alla indimenticata Contax a telemetro, sia pre- che postbellica, che per precisione ed ampiezza, faceva mordere la polvere a Leitz. Io uso la Contax-II di mio nonno, da lui acquistata nel 1936 e che con normale manutenzione ed uso intenso, funziona in maniera ineccepibile sin da allora. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 8:26
Se a qualcuno interessa cedo volentieri tutta la mia camera oscura.... non ho più "il fisico" per reggere nottate in CO a sviluppare e stampare. D'altra parte pensare di usare la pellicola senza completarsi il processo (almeno in BN) credo sia del tutto illogico, allora sarebbe meglio uno smartphone.... quindi coraggio! |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 8:56
senza polemica, chiedo in modo sincero cosa si dovrebbe apprezzare A MONITOR di quelle 2 foto postate in b/n (2 perchè l'eclisse è un soggetto particolare)...in particolare, posso immaginare che stampate in chimico, magari almeno un 20x30, abbiano una profondità di nero e sfumature che in digitale sono impossibili da ottenere. Ma viste su monitor, cosa dovrei vedere di diverso da quanto ottenibile smanettando con i filtri di una normale foto digitale? Mi interessa questo discorso, perchè più volte sono stato tentato di scattare qualche foto in b/n a pellicola (ho ancora due reflex a pellicola...una ricoh di cui non ricordo il modello e una canon 5), ma ho sempre ritenuto inutile se poi la visione finale è il monitor. |
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inviato il 07 Maggio 2024 ore 9:26
“ @Angor senza polemica, chiedo in modo sincero cosa si dovrebbe apprezzare A MONITOR di quelle 2 foto postate in b/n (2 perchè l'eclisse è un soggetto particolare)...in particolare, posso immaginare che stampate in chimico, magari almeno un 20x30, abbiano una profondità di nero e sfumature che in digitale sono impossibili da ottenere. Ma viste su monitor, cosa dovrei vedere di diverso da quanto ottenibile smanettando con i filtri di una normale foto digitale? Mi interessa questo discorso, perchè più volte sono stato tentato di scattare qualche foto in b/n a pellicola (ho ancora due reflex a pellicola...una ricoh di cui non ricordo il modello e una canon 5), ma ho sempre ritenuto inutile se poi la visione finale è il monitor. „ Opinione personale. Il chimico, una volta passato in digitale diviene numerico a tutti gli effetti, con i difetti dell'uno e dell'altro procedimento. Gli eventuali, ma non scontati, pregi della stampa chimica saranno visibili solo "dal vivo" senza il filtro dei vari device e dell'inevitabile voglia di "smanettare" sui cursori per "impreziosire" e "personalizzare" il tutto. |
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