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Senza dimenticare l'energia necessaria e il conseguente inquinamento per la produzione dei carburanti fossili rispetto alla legna. Ricerche per trovare i giacimenti, estrazione, trasporti di migliaia di km, raffinazione, nuovamente trasporti per la distribuzione, ecc. La legna è a km zero o quasi. Basta una motosega per l'abbattimento, un trattore per il trasporto, una sega e uno spaccalegna e... il combustibile è pronto.
Ovviamente questo discorso vale per chi vive in paese e comunque in una casa indipendente. Non vale per chi vive in una grande città in palazzi di 5 o 6 piani. Sarebbe attualmente utopico.
Utopia che era una realtà fino a 70-80 anni fa quando eravamo solo 2,5 miliardi.
“La cenere è molto fine e quindi penetra con facilità dentro il loro sistema respiratorio.”
Non solo nel loro
Comunque la legna non e' affatto malaccio di per se, ma se bruciata in cammini aperti e' una vera e proprio ciofeca. Bisognerebbe bruciarla in stube realizzate a regola d'arte per sfruttare meglio il calore prodotto e minimizzare la massicia emissione di agenti fortemente cancerogeni rilasciati in aria. Il metano, come combustione, e' enormemente piu' pulito. Ed e' l'unicoutilizzabile come riscaldamento di massa, altrimenti altro che deforestazione.
Il segreto con la legna e quello di non far andare subito il calore nella canna fumaria e disperderlo nel vuoto ma utilizzare i fumi per riscaldare il più possibile massa solida fatta da caminelle in cemento e mattonelle refrattarie con grandi volumi, queste una volta riscaldate fanno uscire i fumi più freddi dal camino e accumulano grande quantità di calore fornendolo poi in modo graduale, da noi sono molto usate le grandi stufe a olle, il loro rendimento in calorie è altissimo, con poca legna emanano calore per tante ore e non serve legna di grande pregio.
Bisogna ragionare per la meno peggio. Se uso la cenere come insetticida o concime non produco e non uso fitofarmaci o diserbo evitando uso di energia e produzione di inquinanti chimici.
Per quanto riguarda i rendimenti dei generatori di calore è ovvio che c'è una discreta differenza tra un camino chiuso che ha un rendimento di circa il 70% e una caldaia a condensazione che con acqua riscaldata a 65 °C (temperatura di calcolo di un impianto a termosifoni) rende circa il 90%. La stessa caldaia utilizzata in abbinamento al riscaldamento a pavimento rende fino al 109-110% scaldando l'acqua a 37-40 °C. (N.B. il rendimento superiore al 100% non significa che abbiamo inventato il moto perpetuo ma è dovuto ad un calcolo un pò strampalato ma che ha la sua ragione).
Per i caminetti è ovvio che non si usa la versione aperta per due fondamentali ragioni: - rendimento - sicurezza
Io uso da 18 anni un caminetto chiuso della Jøtul che ha il completo controllo della combustione attraverso la regolazione del comburente. In pratica prima carbonizza la legna e poi la brucia sottoforna di carbone. Quando lo carichi con kg 10-12 di legna hai una durata della combustione di 8-10 ore. In pratica lo carichi a mezzanotte e alle otto di mattina c'è ancora la brace.
La canna fumaria è centrale alla casa ed è costituita da una vecchia canna ricavata nel muro con all'interno un tubo di acciaio. Il calore del tubo di acciaio scalda l'aria nella vecchia canna fumaria, i mattoni si scaldano arrivando anche a 40-45 °C formando due giganteschi radiatori larghi circa cm 60 e alti m 9. Praticamente una superfice radiante di circa m2 11. In più dal camino su dipartono due condotte che portano l'aria in altre camere. Solo con ventilazione naturale.
“ Poi i residui della combustione (le ceneri) contengono fosforo e potassio che sono ottimi fertilizzanti. Messi nell'orto e nel giardino favoriscono l'accestimento e contribuiscono a fissare gli zuccheri. „
“ Se uso la cenere come insetticida o concime non produco e non uso fitofarmaci o diserbo evitando uso di energia e produzione di inquinanti chimici. „
Prima però con un po' d'acqua puoi fare la lisciva ;)
Giusto Bernarol. Ricordo le fatiche che si faceva per lavare le lenzuola. Si bolliva l'acqua nel pentolone in rame (circa m 1 di diametro) utilizzato anche per preparare il pastone per i maiali, poi si immergevano le lenzuola e con un apposito bastone le si facevano ruotare nell'acqua. E poi vai di cenere... Boia che fatica.
E d'inverno si lavava poco perché si rischiava di rompere le lenzuola stese che al freddo ghiacciavano.
“ Bisognerebbe bruciarla in stube realizzate a regola d'arte per sfruttare meglio il calore prodotto e minimizzare la massicia emissione di agenti fortemente cancerogeni rilasciati in aria. Il metano, come combustione, e' enormemente piu' pulito. Ed e' l'unicoutilizzabile come riscaldamento di massa, altrimenti altro che deforestazione. „
stavolta non posso che quotare: la legna produce una quantità di inquinanti cancerogeni (IPA, diossine) che rimangono tali anche se bruciata in apposite stufe, perchè derivano dalla combustione imperfetta ed a temperature necessariamente basse della parte solida, che per quanto piccola sia ridotta in pezzatura, ha una combustione progressiva che procede dalla superficie verso l'interno. Ossia, parte di essa brucia a bassa temperatura. Oltre a quantità enormi di particolato, molto molto peggio del peggior motore diesel.
E comunque, come già detto, è una fonte utilizzabile solo se usata su piccolissima scala.
avevo letto di un sistema che trasformava in carbone la legna prima di bruciarla, ma in definitiva era l'equivalente delle auto elettriche, delocalizzava semplicemente l'inquinamento rispetto al punto di utilizzo dell'energia. Un po' meglio sono quei sistemi che cercano di trasformare le biomasse in combustibili veramente utili, come ad esempio il metano, ma anche qui bisogna ricordare che anche la trasformazione di biomassa in metano tramite fermentazione, di fatto produce ancora CO2 e in quantità molto molto simili alla combustione dei fossili. MA almeno non si produce il resto degli inquinanti.
E questo no, quello neppure, quell'altro nemmeno. Non ci resta che il buon caro vecchio maglione di lana ....., però per produrlo ....... . I ferri da calza della nonna, strofinandosi, originano particolato metallico?
Come fai a conoscere quelle "antiche" procedure? „
Personalmente non ho mai lavato la biancheria nella cenere direttamente, conosco però i passaggi. Talvolta faccio bollire la cenere per ottenere la lisciva, ottimo detergente, non solo per vestiti. Sgrassa le superfici. Dove vivo io (Canton Berna, CH) ai broccanti (ci vado spesso per comprare cose che mi servono) si trovano anche le tipiche "lavatrici" di una volta (credo intorno anni '40, '50 ma anche '60) a forma di cilindro dove sotto si accendeva il fuoco e sopra vestiti, acqua, e manualmente si possono far girare. Si trovano anche i "assi" in aluminio con i bordi in legno dove si strofinavano i vestiti. Questo è un metodo già più moderno rispetto il tuo. In Ticino e alcune regioni dei Grigioni ad esempio c'erano le fontane con un piano inclinato in pietra per pulire i vestiti.
Sono affascinato dalla storia e come vivevano nel passato (gente comune), riuscivano veramente ad avere tantissimo dalla natura, senza andare a comprare niente. Anche per lavoro (siamo specializzato nel mettere a posto case protette di valore storico e culturale) sono confrontato con il tema di come abitavano 100 fino a 500 anni fa, ma più a livello architettonico.
PS: Dalla lisciva esistevano ricette per ottenere il sapone dai grassi di scarto animale. Ricetta andata praticamente persa
PS2: Il carbone era un ingrediente usato in cucina (so di certo nel periodo barocco) per cucinare la carne, soprattutto se era un po' vecchia. Neutralizzava i sapori (sia buoni che cattivi) e poi si insaporiva con spezie.
il problema delle tecnologie del passato è che sono tremendamente inefficienti. Il minor impatto assoluto sull'ambiente deriva solo dal numero enormemente inferiore di persone che le utilizzavano e dalla ancora più infinitesima quantità di energia richiesta, che era praticamente solo un minimo riscaldamento e per cucinare.
Ottenere l'odierno livello di riscaldamento e di energia per il numero di persone oggi presenti ad esempio in Lombardia, usare le tecnologie pre era industriale significherebbe disboscare le montagne in un solo inverno.
Oppure rinunciare a tanto, ma tanto tanto tanto, del benessere odierno.
Pellet in Svizzera è una soluzione molto usata. Soprattutto con l'andare verso il nord delle alpi. In alcune zone la pompa di calore è meno efficiente. Questo è, ad esempio, può essere visto come vedere in chiave moderna un metodo antico per scaldare la casa.
In ogni caso è vero che le tecniche di una volta sono inefficienti ma c'è da dire che, oggi, l'industria produce molto più inquinamento, veramente tanto, e noi nemmeno lo sappiamo. ad esempio so di una ditta di stoffe sintetiche, dicono che il cotone avrebbe un enorme fabbisogno d'acqua e con il sintetico risparmiamo acqua, inoltre organizzano acqua per alcuni paesi in africa. Poi vai a vedere meglio e vedi che gettano sostanze chimiche in fiumi (unica fonte d'acqua per molti paesini) e organizzano acqua per quelli solo non fare che muoiano tutti e arrivi cattiva pubblicità.
Con questo non voglio dire "No industria, Sì vivere come 100 anni fa", ma che da entrambi i lati bisogna farlo con un po' di testa e sapere sfruttare il più possibile ciò che abbiamo. C'è anche da dire che solitamente ciò che non può essere venduto, viene demonizzato a favore di ciò che può essere venduto. Come dire, i soldi, una spintarella, verso il consumismo la danno.
“ Ottenere l'odierno livello di riscaldamento e di energia per il numero di persone oggi presenti ad esempio in Lombardia, usare le tecnologie pre era industriale significherebbe disboscare le montagne in un solo inverno. „
Bisogna partire dal concetto che a livello pre-industriale, le case, non venivano riscaldate. Non proprio ideale. Anni '50 '70 (case dell'epoca, "moderne") le temperature consigliate erano differenti in base al locale, comunque più fredde che oggi. E anche più salutari rispetto a oggi, troppo caldo non è neanche una buona cosa.
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