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inviato il 13 Maggio 2013 ore 11:53
la morale mi sembra abbastanza una scusa . probabilmente chi ha fatto una bella foto wild e si è fatto un bel mazzo per attendere il momento del fatidico scatto, rosica un pò nel vedere un bellissimo scatto (sicuramente più facile rispetto all altro)fatto ad un animale in gabbia....il fatto che ci può anche stare come cosa, ma buttarla sulla sensibilità francamente mi sembra un pelino esagerato. il merito di una foto wild è indubbio,,,,forse mettendo questo benedetto simbolo si potrebbe dare il giusto merito a chi ha fatto una foto nella natura selvaggia e chiusa li |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 11:59
Solo una domanda: se al posto di un'aquila o di un gufo, nella stessa fotografia, stessa composizione, stessa posizione dell'animale e stessi laccetti, ci fosse stata una gallina quale sarebbe stata la reazione? Io credo fermamente che non esisterebbe nemmeno questo thread. Mi spiace Momo, ma il tuo discorso imho fa acqua da tutte le partie mi fa dedurre che tu ritenga che un cane costretto ad essere portato al guinzaglio sia un fenomeno da baraccone. Sbaglio? Oppure anche il cane fa eccezione? Oppure è solo l'aquila che fa eccezione e quella si, deve volare libera, giusto perché è il simbolo della libertà e regalità? Secondo me fra un'aquila e una gallina non c'è differenza: sono entrambi uccelli capaci di volare ed anatomicamente quasi uguali, come non c'è differenza fra una tigre ed un gatto. Sono tutti animali che vanno rispettati e lasciati liberi. Niente prigioni e niente "fenomeni da baraccone". E francamente mi spiace apprendere che pensare che "tutti gli animali vadano rispettati e lasciati liberi" derivi da "un'educazione ambientale carente" poiché, giusto per inciso, l'allevamento non ha nulla di ambientale. Ma questo è un altro discorso. PS. concordo con Marco Nalini e Salco88. Soprattutto con salco88: la scusa del eh si era facile è troppo comoda, senza nulla togliere a chi si fa il mazzo aspettando ore in attesa dello scatto perfetto. |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 12:13
“ probabilmente chi ha fatto una bella foto wild e si è fatto un bel mazzo per attendere il momento del fatidico scatto, rosica un pò nel vedere un bellissimo scatto (sicuramente più facile rispetto all altro)fatto ad un animale in gabbia. „ Non penso, probabilmente nemmeno la considera visto le condizioni in cui è stata scattata , se la guarda è perchè non aveva capito prima che era stata fatta in cattività, anzi, dovrebbe rosicare chi l'ha fatta in cattività poi potrebbe anche piacergli, perchè no? Comunque leggo un mare di polemiche senza motivo a me personalmente che le foto siano mischiate tra loro non dà fastidio allo stesso tempo sono anche favorevole a una divisione dei generi, sempre che Emanuele lo ritenga fattibile |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 12:48
Quoto il capo, prima di farsi paladini degli animali magari è meglio cominciare con le basi dell'educazione... Ciao momo MN |
user8602
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 12:52
Ciao Marco. |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 13:21
Non mi pare i essere stato maleducato, anzi. Ho solo posto la mia idea e evidenziato le falle delle risposte. Sempre educatamente e con tono garbato. |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 14:32
Molto interessante questa discussione,ho aspettato un pochino prima di dire la mia,io rispetto le opinioni di tutti e poi,come ha detto Franco Borsi e altri sarà Emanuele a decidere il da farsi sulle foto,Volevo invece sottolineare alcuni aspetti inerenti alla prigionia di rapaci allo scopo spettacolo di falconeria.Essendo un allevatore di alcune specie di fringillidi e partecipando a mostre nazionali e internazionali ho avuto l'occasione di conoscere alcuni falconieri e vi posso garantire che hanno un amore sviscerato per questi volatili,si, poi ci sono i soliti ×,per fortuna pochi perchè anche tra loro chi non rispetta le regole viene estromesso.I soggetti dei falconieri non sono presi in natura ma vengono riprodotti in grosse voliere in cattività, ogni nascita viene registrata e i soggetti vanno anellati con anelli forniti da enti preposti che poi periodicamente controllano lo stato di salute dei rapaci e le misure della voliere.Se casualmente un soggetto di questi dovesse fuggire andrebbe incontro a morte sicura causa reperibilità di cibo.La passione della falconeria non'è come quello della fotografia, della pesca o della bicicletta che quando si torna a casa si depone tutto e può rimanerci all'infinito,quì, come mi spiegavano si è come i contadini che hanno le mucche in stalla e tutti i giorni vanno munte e i falchi vanno fatti volare tutti i giorni. Con questo non voglio difendere nessuno, sicuramente sono meglio di quei personaggi che aspettano i falchi e altro nello stretto di Messina per poi sparagli o chi illegalmente cattura con reti piccoli fringillidi(fauna protetta) e li vendono per trarne profitto.Impariamo a conoscerli questi falconieri non sono peggio degli altri.Mi scuso se sono andato un po fuori tema ,buona giornata a tutti Mario |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 19:07
Quoto Zanellato ed il punto in cui sottolinea "... amore sviscerato per questi volatili ...". Grazie del tuo punto di vista. |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 20:15
Salve, sono tornato ora dal lavoro ed ho constatato che la discussione è proseguita con una certa intensità di interventi. Pertanto vi ringrazio tutti, ricordando che il confronto tra le persone non è mai inutile, anche quando non condividiamo, perchè comunque ci arricchisce di elementi e notizie Questa discussione che grazie a voi è stata finora premiata con 7.200 contatti e 162 interventi (una delle più visitate di questo sito) a mio avviso è interessante perchè intreccia gli aspetti fotografici con quelli ambientali. Ho letto molti interventi che ponevano con varie sfaccettature la questione tra animali d'allevamento e selvatici. Relativamente al maltrattamento degli animali non c'è nessuna differenza tra le due categorie tant'è che il codice penale art.544 ter punisce chi maltratta o sevizia gli animali senza far differenze se sia un'aquila o una gallina. La destinazione d'uso della gallina rispetto all''aquila è logicamente molto differente. La prima (animale d'allevamento) serve a produrre uova e per uso alimentare; la seconda (animale selvatico) serve a garantire e preservare la biodiversità del regno animale. Il solo fatto di allevare un'aquila (o altro selvatico), pertanto cambiando la destinazione del soggetto ne snatura la tipicità, intaccando la biodiversità di quella specie nata per essere libera e non in cattività. Il problema è dunque importante e forse effettivamente è un po' complicato da trattare in un forum. L'unica cosa sotto gli occhi di tutti è che la natura è seriamente minacciata ed oggi si dovrebbe guardare il mondo non per quello che si vuole che sia ma per quello che è sempre stato per millenni e che dovrà ancora essere.........Speriamo per i nostri figli. Saluti |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 21:22
“ La prima (animale d'allevamento) serve a produrre uova e per uso alimentare; la seconda (animale selvatico) serve a garantire e preservare la biodiversità del regno animale. Il solo fatto di allevare un'aquila (o altro selvatico), pertanto cambiando la destinazione del soggetto ne snatura la tipicità, intaccando la biodiversità di quella specie nata per essere libera e non in cattività. „ mi sembra che questa sia un'affermazione fatta per pulirsi la coscienza.... sicuramente l'aquila è più bella di di una gallina... ma non è la gallina che ha deciso di diventare una cotoletta... è l'uomo che ha deciso che è semplice allevare le galline per poi trasformarle in cotolette... se domani qualcuno decidesse che anche l'arrosto di aquila è saporito si potrebbe cominciare ad allevarle in modo intensivo al solo scopo alimentare e tutti i discorsi sulla biodiversità cadrebbero... la “ destinazione d'uso „ è una pura convenzione stabilita dagli uomini.... |
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inviato il 13 Maggio 2013 ore 21:53
"se domani qualcuno decidesse che anche l'arrosto di aquila è saporito" Credo che a più di qualcuno non piacerebbe lo stesso, tra gli uomini c'è anche chi non è avvezzo ad ubbidire passivamente e dire signorsì ai potenti che vogliono distruggere il mondo. |
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inviato il 14 Maggio 2013 ore 16:25
Non vedo la differenza per l'animale... Se non che quello allevato per mangiare muore di morte violenta (e si spera rapida e indolore) ed è allevato in condizioni spesso pietose. L'animale allevato nello zoo vive solitamente in condizioni nettamente migliori e, quando muore, lo fa solitamente per cause naturali (età o malattie). |
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inviato il 15 Maggio 2013 ore 1:01
ma si infatti. tutto rosik per avere il merito della foto naturalistica rispetto alla "gabbia". il che ci stà per carità, ma mettere in mezzo la morale mi sembra un tantino fuori luogo.. |
user17910
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inviato il 15 Maggio 2013 ore 9:20
Scusate ho un po esagerato però il concetto è questo ! |
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