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Insetti, il tormentone dell'Europa 2023 ?


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avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 12:31    

In futuro vedremo se gli animalisti protesteranno per gli allevamenti intensivi di grilli e mantidi religiose, o magari per i sistemi utilizzati per farli fuori,

magari ci toccherà andare per prati a caccia del pranzo con il limite massimo di catture.:-P

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 12:36    

Se compri il prodotto finito ti scordi di non comprarle, dato che verranno mescolate ad altre farine!


Basta imparare a leggere le etichette, pratica che dovrebbe già essere prassi comune, ma che evidentemente per tanti costa troppa fatica.

Ma non è questo il punto, bensì il fatto che, una volta attivata la produzione di insetti su larga scala "ci accorgeremo" che questa ripresenterà i medesimi problemi che ora pretende di risolvere.


Questo è un altro discorso, sul quale non ho competenze e non entro. A me interessava più la questione culturale, legata al consumo degli insetti, che può essere anche comprensibile, ma che è chiaramente pompata a fini politici e propagandistici da personaggi che fanno la propria fortuna nell'opposizione strenua a qualsiasi cosa suoni allogeno e diverso.

Peraltro, chi si oppone al consumo di insetti in qualunque loro forma, deve sempre spiegarmi come mai considera invece una prelibatezza spalmare sulle fette biscottate il loro rigurgito, vezzosamente definito "miele".

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 15:44    

Da quanto emerge nei documenti della FAO mostrati qualche post addietro, non si tratta di un semplice chiarimento sulla edibilità delle farine, né di una azione mirata a spiegare le caratteristiche delle stesse.
Da quanto si legge emerge un atteggiamento attivo (che si può tradurre in politiche economiche di sostentamento, supporto economico come gli incentivi o riduzione di carico fiscale, per fare degli esempi) nella promozione di quella tipologia di ingredienti, nel supporto di una azione tesa ad "educare" la cultura in quei territori dove al momento vi è una storica repulsione emotiva all'uso.
Questo approccio si chiama propaganda (vedi definizione del dizionario Sabatini Coletti): "Attività volta a persuadere il maggior numero di persone della bontà di idee, ideologie o prodotti commerciali". E come tutte le propagande va stigmatizzata e portata alla luce.
Diverso sarebbe il discorso se si dicesse: "guardate che le farine X e Y hanno queste proprietà nutrizionali, sono fatte così o colì e la FAO non ritiene che ci siano ostacoli a mangiarle".

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 16:31    

Questo approccio si chiama propaganda


Ammesso e non concesso che fosse così, esattamente quale sarebbe il problema se una parte della popolazione si convertisse al consumo di farine a base di insetti? Perché farne una questione ideologica? Anche senza grilli, i supermercati sono pieni di alimenti che fanno parte della nostra tradizione, ma che io non mangerei manco sotto tortura: mica alzo barricate contro chi invece li gradisce?

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 16:56    

Basta imparare a leggere le etichette, pratica che dovrebbe già essere prassi comune, ma che evidentemente per tanti costa troppa fatica.

Io le etichette le leggo, eccome, ma sai, l'Italia ha normative di etichettatura più stringenti della maggior parte degli altri Paesi europei (non parliamo poi degli Stati Uniti o dei Paesi asiatici); sono anni che il resto d'Europa tenta di imporci un maggior lassismo come già avviene, ad esempio, per la località esatta di produzione dei vini che non può più essere indicata; o vedi anche le battaglie per coloranti e additivi citati solo con "sigle" e non "per nome".
Ma, ripeto, non è questo il punto e la mia era solo una battuta; il nocciolo della questione è che gli insetti vengono presentati come la panacea per risolvere tutti i problemi ambientali causati dalle attuali produzioni alimentari, cosa che non è vera perché c'è e c'è sempre stata un'enorme differenza tra le logiche delle produzioni industriali e quelle di sussistenza che porta, nel primo caso, a sistemi ad alto impatto ambientale proprio come è accaduto con i maiali, dato che l'alternativa di allevamento "green" avrebbe costi industrialmente insostenibili.

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 18:04    

Dai, sai benissimo che la stragrande maggioranza di chi si oppone all'introduzione di questi alimenti non si pone nemmeno lontanamente il problema dell'impatto ambientale delle produzioni industriali, ma ne fa solo una questione ideologica di resistenza preconcetta a tutto ciò che viene percepito come "nuovo", "strano" e "imposto".

Sulla questione ci sarebbe tanto da parlare e forse basterebbe ricordare che anche alimenti come patate, mais e pomodori, oggi alla base della nostra tanto amata dieta mediterranea, sono stati "nuovi", "strani" e "imposti" (le monocolture di mais o di patate nel 700-800, per dire): a me pare che su questa storia della farina di grillo si stia alzando un polverone utile solo a polarizzare ulteriormente le posizioni ideologiche e a fare il gioco dei tanti profeti del nazionalismo (non solo gastronomico), per non parlare dei millemila influencer novax, noeuropa, nonato, notutto.

Che non so a te, ma a me hanno rotto le pa*le.

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 18:25    

resistenza preconcetta a tutto ciò che viene percepito come "nuovo", "strano" e "imposto".


Su “nuovo” e “strano” passi, ma non mi è chiaro perché qualcosa di “imposto” dovrebbe essere accettato acriticamente; anche ammesso che sia soltanto un problema di percezione da parte del popolo bue (cosa di cui mi permetto di dubitare).

user96437
avatar
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 18:43    




avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 18:53    

Su “nuovo” e “strano” passi, ma non mi è chiaro perché qualcosa di “imposto” dovrebbe essere accettato acriticamente; anche ammesso che sia soltanto un problema di percezione da parte del popolo bue (cosa di cui mi permetto di dubitare).


Infatti io ho scritto "tutto ciò che viene percepito come imposto". Forse mi sono perso qualcosa io, ma qualcuno vi/ci sta costringendo al consumo alimentare di insetti? A me non pare e, pur non essendo interessato a provarli, nemmeno mi disturba se facciano capolino nei supermercati.

Anzi, di più, non me ne frega nulla e aggiungo che se i social non fossero pieni di deliri paranoici, della questione nemmeno si parlerebbe, anche perché avrà impatto zero sulle nostre vite e sui nostri consumi alimentari.

Poi, se un cattivissimo complotto demo-pluto-massonico dovesse sostituire le farfalle Barilla con lepidotteri veri e costringerci a consumarli, risentiamoci e mi rendo disponibile per alzare anch'io le barricate.

Fino ad allora, anche basta con questa storia.

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 19:10    

Enrian,
Ammesso e non concesso che fosse così, esattamente quale sarebbe il problema se una parte della popolazione si convertisse al consumo di farine a base di insetti? Perché farne una questione ideologica?

Se la conversione fosse per libera scelta, non sarebbe frutto di propaganda.
La pizza, il caffè, i tortellini ecc. si sono diffusi perché hanno incontrato il favore delle persone. E 95% degli italiani li mangia senza che ci sia stata una imposizione subdola.
Diverso è per l'auto elettrica (per fare un esempio diverso). Ci sono ambiti di convenienza ma una conversione totale è, come spiegato in tante discussioni, follia ambientale.
Dai, sai benissimo che la stragrande maggioranza di chi si oppone all'introduzione di questi alimenti non si pone nemmeno lontanamente il problema dell'impatto ambientale delle produzioni industriali, ma ne fa solo una questione ideologica di resistenza preconcetta a tutto ciò che viene percepito come "nuovo", "strano" e "imposto".

hai esordito nel primo messaggio da te scritto dicendo che non hai letto tutte le pagine. Forse avresti dovuto.
E' ideologia quando ci si convince di una tesi e si resta fissi su di essa senza considerare evidenze fattuali che la confutano.
Ciò che rifiuti almeno di considerare è che 1) ci sono persone che ti hanno portato numeri e dati oggettivi (o ci stanno provando) che ridimensionano il cosiddetto "impatto ambientale" delle produzioni industriali relative alla produzione di carni, 2) che esistono persone che la pensano diversamente da quello che viene propagandato, 3) la propaganda è uno strumento di controllo subdolo, e spiace (a me, quanto meno) leggere che
non me ne frega nulla e aggiungo che se i social non fossero pieni di deliri paranoici, della questione nemmeno si parlerebbe, anche perché avrà impatto zero sulle nostre vite e sui nostri consumi alimentari.

perché è vero che "i social" sono pieni di cazzate, ma possono essere anche fonte preziosa di informazioni e confronto (come qui).

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 20:07    

Luinge, non ci siamo, non ci capiamo proprio.

Ho già detto chiaramente che sulla questione della sostenibilità ambientale di questa o quella produzione non discuto, perché non ho le competenze per farlo, ma che piuttosto mi premeva fare un discorso di antropologia culturale.

Se qualcuno, nella possibile commercializzazione di farine di grillo in Europa, legge un'imposizione al consumo, attraverso una propaganda palese, occulta, subdola o subliminale, a mio modestissimo e opinabilissimo parere, soffre di paranoia e manie di persecuzione.

A me (ma anche a voi, fidati) nessuno sta imponendo di consumare nulla: se la farina di grilli arriverà nei nostri supermercati, non l'acquisterò, così come non acquisto tanti prodotti che trovo repellenti pur appartenendo alla nostra tradizione (il coniglio? Che orrore!). Sarà un'opzione in più per chi LIBERAMENTE vorrà praticarla.

A me questa storiella degli "insetti imposti da Bruxelles" ricorda la fesseria della "teoria gender nelle scuole" o la distopia delle "mascherine come bavagli imposti alla popolazione".

A mio modo di vedere, deliri paranoici.

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 20:31    

Il timore è che x logiche di mero profitto ci ritroviamo senza saperlo i grilli nei prodotti da forno, nel cornetto del bar, nel pane, nelle pizze, e li quale etichetta vuoi trovare?? Mica dal pizzaiolo puoi sapere cosa mettono nell' impasto? Sarà pressoché impossibile sapere cosa cavolo ci fanno mangiare se non portando dei campioni in un laboratorio.
E già di porcherie ce ne fanno mangiate abbastanza. Già fanno schifo le pizze che fanno adesso. Ah poi ricordatevi che ora il vino nuoce gravemente alla salute, ma x fortuna grazie all'europa ne saremo informati sulle etichette, quindi siamo salvi, eviteremo di comprarlo. Dopo il Qatar gate non vorrei che siamo di fronte al grillo gate, con quei precedenti, dell'Europa mi fido sempre meno.

Altro punto: non ha senso introdurre un cibo estraneo alle nostre abitudini con la scusa della crisi alimentare globale. La popolazione europea è una netta minoranza sul resto della popolazione mondiale e guarda caso dove è diffuso il consumo di insetti è proprio nei paesi ad alta densità dove c'è necessità di sfamare una popolazione sconfinata. Quindi quali sono i veri motivi di questa "trovata" del tutto inopportuna dell'Europa?

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 20:55    

Quindi quali sono i veri motivi di questa "trovata" del tutto inopportuna dell'Europa?


A mio parere: cattive decisioni che ne determinano altre, a cascata; incompetenza; ideologie parassitiche; e correttivi che non fanno altro che peggiorare le cose. Il tutto che si muove per inerzia propria, come una frana che trascina tutto a valle, senza alcun bisogno di tirare in ballo complotti, cabale e altre pareidolie assortite.

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 21:00    

Basta la canzone di Mahmood: Soldi

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2023 ore 21:30    

Il timore è che x logiche di mero profitto ci ritroviamo senza saperlo i grilli nei prodotti da forno, nel cornetto del bar, nel pane, nelle pizze, e li quale etichetta vuoi trovare?? Mica dal pizzaiolo puoi sapere cosa mettono nell' impasto? Sarà pressoché impossibile sapere cosa cavolo ci fanno mangiare se non portando dei campioni in un laboratorio.


A parte che non capisco perché dovrebbero mettere i grilli nel cornetto del bar, ora sai cosa ci mettono?

Senza porci minimamente il problema, abbiamo bevuto per anni bibite colorate con E120, ossia cocciniglia, insetti... E chissà quanti, polverizzati, ne beviamo o mangiamo nelle cose più impensabili.

E, allargando il discorso, quanto olio lampante spacciato per evo? Quanto pesce stracolmo di mercurio? Quanti pesticidi nel verdure? Glifosato nelle farine ne abbiamo? E diossina in ogni dove?

Però il problema è la farina di grillo.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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