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per la gioia di Rombino, posto (o reitero, non ricordo bene se l'ho già fatto precedentemente...) un album che per sua sciaguara ha avuto ed ha un senso, secondo me... Il senso del maligno. Questo disco è davvero un mezzoTeschio in cui è versato il sangue-vino da bere senza troppe domande del × che di solito si fanno per chiudere il check di un'area, dove le persone sono chiamate ad intervenire dimenticandomene una tra tante. Ecco: qullla che resta ha il pramnzo pagato .
Auguri Cane. Ai tempi dell'uni ho fatto un'estate in fabbrica come magazziniere/stivatore. Arrivato a settembre avevo muscoli pure sulla pianta dei piedi e mi ero scordato come si fa a parlare.
PS a me questi Mamiffer so' piaciuti. Il problema mio è che con tre figli piccoli mi mancano materialmente il tempo e l'energia per fare deep listening. Sta roba non la puoi metter su di sottofondo mentre guidi o cucini la pasta Coi broccoli; va apprezzata in cuffia, al buio e senza catzi per la testa... ma se ci provo ora come ora, mi addormento a metà della prima traccia. Quindi per adesso ascolto solo roba becera con le chitarre che fischiano e la doppia cassa a frullo e il cantante diversamente eterosessuale, e intanto insegno ai pargoli a fare le corna ai passanti. Fra una decina d'anni recupererò sul resto.
“ PS a me questi Mamiffer so' piaciuti. Il problema mio è che con tre figli piccoli mi mancano materialmente il tempo e l'energia per fare deep listening. Sta roba non la puoi metter su di sottofondo mentre guidi o cucini la pasta Coi broccoli; va apprezzata in cuffia, al buio e senza catzi per la testa... ma se ci provo ora come ora, mi addormento a metà della prima traccia. Quindi per adesso ascolto solo roba becera con le chitarre che fischiano e la doppia cassa a frullo e il cantante diversamente eterosessuale, e intanto insegno ai pargoli a fare le corna ai passanti. Fra una decina d'anni recupererò sul resto. „
MENNO ha come sempre centrato il punto: per fare certe cose bisogna essere invogliati, motivati e temporizzati altrimenti si rischia di non presentarsi, alla chiamata. Mi ricordo di quel mio collega che mi propose gli MZ412 quando io appena cominciavo ad ascoltare assiduamente il raw-classic.BN, e mi sembravano così tanto fuoricontesto che all'epoca li lasciai perdere. Poi li ho riagganciati e mi sono preso tutti i loro albums sia sul web che nei negozi fisici. Le porte girevoli della musica, per chi non sia una larva umanizzata, non conosce limiti od estension.
È ovvio che bisogna essere motivati. Altrimenti rimani sotto una soglia di esistenza in cui non ti passa manco per l'anticamera di mettere in discussione quello che già sai. Il discorso lo possiamo affrontare partendo dal metal, visto il contesto. Ma vale anche per quelli che "ascolto un po' di tutto" in maniera aspecifica e approssimativa perché vivono la musica come mero intrattenimento o, tutt'al più, come associazione emotiva o ricordo di qualcosa. Diciamo che la famosa mancanza di tempo fisico per noti motivi deriva più dalle priorità che si da ai propri interessi. C'è tanta gente che una volta messa su famiglia s'incaglia nella mentalità del "non è più tempo per stare dietro alla musica, ai concerti, alla cultura ecc., devo pensare alle cose serie" , magari col tono di chi ormai è stato "suo malgrado" risucchiato dalle disgrazie dell'adulto medio che ha delle responsabilità. Tendenzialmente è vero che il benzinaio, la cassiera o il magazziniere saranno culturalmente poveri ma come è una necessità doversi guadagnare la pagnotta, lo è anche dedicarsi a cose apparentemente inutili che in realtà condizionano di brutto la visione che abbiamo. Quello che si sbaglia in tutto questo è che spesso vediamo la musica come un fenomeno di gradimento individuale che nulla ha a che fare con i nostri limiti o le nostre convinzioni. E lì accampiamo ogni scusa o giustificazione per rimanere quelli che siamo.
Puó anche essere semplicemente che ognuno ha importanze e motivazioni diverse rispetto ad altri. Tu vivi la musica in un modo, io la posso vivere in un altro. Apparentemente il mio modo puó essere approssimativo ma me ne sbatto altamente la uallera perchè se quello che ascolto aspecificatamente mi da piacere e soprattutto penso che mi basti allora mi sta bene.. e in ogni caso non è detto che non possa affrontare un discorso interessante sull'argomento! Poi magari in un altro campo sono uno zelante della minghia ma non ho alcun interesse a denigrare chi non lo è. Secondo me alle volte si prende troppo a cuore un qualcosa pensando di avere necessariamente la giusta visione e invece è solo un punto di vista apprezzabile ma nulla di più.
Non voleva esserci una visione "giusta" in quello che ho scritto. Sto dicendo che, su un piano generale, che tu preferisca gli Unsane o Tiziano Ferro, si tende sempre a ridurre la cosa al gusto personale mantenendo dei criteri che non portano mai critica o autocritica dal punto di vista motivazionale. Uno se ne può anche fregare, come dici tu (ed è quasi sempre così), perché se quella cosa mi fa stare bene, càzzomenefrega del resto? Ma spesso è proprio su questa base che si fonda il disinteresse e la mancanza di stimoli.
Le motivazioni che mi hanno portato a 43anni a farmi ricrescere i capelli fino al culo e a vestirmi sempre e soltanto di nero e di nuovo col chiodo di pelle, non intendo scriverle quassopra. Primo, perché ci vorrebbero cinque pagine per contenerle tutte quante; Secondo, perché interesserebbe a nessuno; Terzo (chissà perché, i punti sono sempre tre), desertificherei il forum per le robe che si leggerebbero.
Ieri sera dicevo che postavo un album malvagio e alla fine non ho postato un càzzo Chiaramente ero alticcio. Mo' vatti a ricordare che minchia di disco intendevo postare
“ Il rifiuto di abbracciare a tutti i costi il nuovo o diverso o di tendenza facendolo proprio non è da identificare come un segno di arcaicità intellettuale ma il raggiungimento di una maturità interiore che spinge a dare la precedenza a cose che nella vita di ognuno richiedono maggiore priorità per sopravvivere sacrificando sogni e illusioni. Ci si adatta utilizzando le armi di cui si è già in possesso perché non c'è tempo per trovarne di nuove ed imparare ad usarle col rischio sempre possibile che poi si rivelino inutili. „
Chapeau. Aggiungo anche una cosa, in risposta all'intervento di Rombro che tra le righe (ma nemmeno tanto) lasciava intendere che famiglia, lavoro e impegni sono scuse che ci inventiamo per poterci adagiare nella routine. Il punto è che col passare degli anni (e l'aumentare degli impegni) non solo si riallineano le priorità, ma ci si rende ahimè conto che le riserve di energia non sono infinite, e che avere diverse priorità in conflitto diventa un gioco a somma zero.
Parlo per la mia esperienza. La musica è ancora una mia passione ma negli anni è passata in secondo piano rispetto ad altre; e queste sono a loro volta in secondo piano rispetto alle esigenze di tre esseri umani che dipendono da me per tutto. Se mi piacerebbe avere ogni giorno tre/quattro ore a disposizione per cazzeggiare ascoltando dark ambient in cuffia e leggendo Cioran come facevo a vent'anni? Ni. Accetto il fatto che da allora sono passati vent'anni e che adesso le priorità sono altre; e invece di tre/quattro ore al giorno posso contare su un'ora a settimana; e a volte neanche quella; e va bene così. E proprio perché quell'ora una tantum è più preziosa, magari non mi va sempre di usarla per “aggiornarmi” (manco fosse un lavoro) andando a cercare roba buona in un mare magnum di roba mediocre, derivativa o semplicemente lontana dai miei gusti. Certo che se trovo in giro qualcosa di nuovo che mi colpisce, lo faccio mio volentieri (e infatti di dischi, non solo metal, usciti recentemente ne ho e ne ascolto parecchi). Ma non sento il bisogno di farne una missione. Se per un mese o due o sei non ne ho tempo né voglia, sto benissimo anche coi Judas Priest, il mondo non smette di girare, e insomma sti gran cazzi.
Io non ne faccio una questione epocale e nemmeno identitaria, ma di fatto le scelte che faccio mi identificano per ciò che sono. E' una serie di codici che messi in fila si somigliano tutti almeno per un connotato. Credo che valga per chiunque altro questa dinamica. Non sono mai prevenuto, se non rivolgendomi a tutte quelle esperienze che so di non piacermi (tipo andare nei discoclub o nelle mete turistiche inflazionate). Tendenzialmente sono un ottimizzatore: porto ad esaurimento-sfinimento qualsiasi esperienza, fino a stufarmene, cosicchè sia pronto per aprirne un'altra. Per me il concetto di multitasking che tante persone sciorinano, è una puttanàta, anche perchè è una funzionalità che l'uomo ha dato alle macchine per risparmiarsi fatica ed impacci, e cercare di emulare le macchine è da idiòti. Generalmente mi infastidiscono i nostaglici del passato che rigettano il presente, ma anche i presentisti attivissimi che rinnegano o ignorano il passato in quanto vetusto e poco chic. Se mi imbatto in quelle o in quelle altre persone le evito, perchè mi ammorbano, mi intossicano. Oggi al bancomat c'era una tipa accanto a me che continuava a voltarsi dalla mia parte, per accertarsi che non fossi un malintenzionato pronto a fotterle i soldi o carpire il pin del suo tesserino. Perchè ho i capellli lunghi ed indosso uno smanicato di jeans con tutte le scritte idiote recanti le croci inverse o i pentagrammi? Ci sta. Poi magari se lo prende in culo dal consulente finanziario col taglio militaresco in testa ed il nodo grosso alla cravatta (possibilmente rosa o glicine, lucida). Questa cosa mi dispiace, ma per quelli che incontro, mica per me. Io come ho già detto sono illuminato, non mi interessa conformarmi o trovare il modo per disconformarmi a tutti i costi come cercano di fare tante persone. Per cosa poi? Lo trovo dispersivo, per tempo e risorse mentali profusi. Mi piacciono invece le persone genuine, anche se di bassa estrazione o ineleganti. Chiaramente anche in quel caso faccio selezione: se uno mi sta sulle palle mi sta sulle palle. Da qualche anno ho anche abbandonato quasi ogni formalismo ed apprezzo tutte quelle persone che viaggiano su queste stesse frequenze. La scorsa settimana sono passato dalla mia fidanzata per un caffè dopo il turno 14.30-22.30; sono arrivato da lei alle 23equasi30, ho citofonato e lei è scesa in vestaglia leopardata in pile, pantaloni ascellari di tre taglie più grandi, pantofole da anziana, berretto Quicksilver (quello che presi a Beirut e che poi le regalai), occhialoni da vista antistupro, maschera rigenerante per il viso e soprattutto: due tazzine di caffè (quelle di ceramica, da casa). Abbiamo fatto in quel modo perchè lei era risultata positiva al Covid ed era meglio vedersi a debita distanza in posti all'aperto, e ci siamo bevuti il caffè in strada e fumati una sigaretta insieme, con la gente che passava e si voltava a guardarci, lei conciata in quel modo ed io con il gilet arancione rifrangente, il badge al collo, le scarpe antinfortunistiche ed il portascanner allacciato ad una gamba. Dove lavoro adesso sono quasi tutti ex magazzinieri, ex muratori, ex manovali... ed io mi presento dicendo genericamente che sono stato impiegato. Non potrei mai dirgli che ho frequentato una sQuola privata da 6.500euri l'anno e che il modello fisico (scala 1:4) della mia tesi è esposto a Maranello, perchè non capirebbero la mia scelta attuale, quella di tornare a fare l'operaio dopo 24anni, esattamente come ho deciso di tornare ad essere grezzo e capellone, mentre prima giravo con la camicia Gucci slim-fit, le scarpe Prada ed i ricciolini da putto.
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