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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 11:36
“ Purtroppo ho dovuto constatare che le cose vanno in tutt'altra direzione. Ho notato gruppi consolidati di "amici" che si scambiano like anche su foto che definire pessime è già grasso che cola. „ il problema grosso è questo, così non si migliora |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 12:17
“ Ritengo però che far notare queste imprecisioni sia quasi doveroso e se il destinatario della critica non ne coglie il lato positivo „ ...ma quando lo fai nella maggior parte dei casi commetti il reato di lesa maestà. Il risultato è che non commento le foto di nessuno (non rientro nel gruppo di amici) e in cambio non ricevo nessun commento. |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 13:31
“ era meglio non sapere nulla e il film me lo godevo, idem per le foto „ Non credo te lo saresti goduto allo stesso modo! |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 13:34
Diciamo che adesso nei film guardo anche l'aspetto fotografico delle scene cmq si concordo |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 13:55
“ il problema grosso è questo, così non si migliora „ E' un problema che affligge anche i circoli fotografici. Da una parte trovi chi se ne frega relativamente delle foto che scatta, dall'altra trovi il maestro Jedi di turno che ti dice che stai sbagliando, e in mezzo trovi chi mette like o chi dice "bella" senza per questo motivare niente di niente. Piuttosto del like a casaccio preferisco il Jedi di turno o chi mi dice che se ne frega relativamente. D'altra parte, i social sono così... Un paio di episodi: 1. FB in down, non visualizzava le foto che gli utenti caricavano. Mi scrive un amico chiedendo se vedevo le sue ultime foto... niente, tutto bianco. Dico che non le vedo e mi risponde dicendo che aveva già 11 like, solo che non potendo visualizzare le foto, che senso avevano quei like? 2. Altro amico, sta armeggiando con il GPS nuovo, e per sbaglio carica su Strava un giro in bici della durata di 55 secondi. Dopo mezz'ora, 8 like! |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 14:26
like sulla fiducia |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 14:29
oramai la PP ha preso una deriva folle negli amatori e uno stile preciso nel professionisti. se uno guarda le ultime foto di Alex Macoli noterà una PP quasi pixel per pixel con un risultato che stravolge la foto ma decisamente potente e voluto.
 oltre questo vi è il processo successivo di una stampa accurata che esalta la foto usando inchiostri e carte adatte al risultato finale pensato dal fotografo. i vari passaggi sono tutti legati da un minimo comune denominatore. la pp viene effettuata da un professionista a pagamento (nonostante qualcuno dica che non è una professione ... sic... ) che segue le indicazioni. poi ci sono i fotoamatori. e il fotoamatore cosa fa? aumenta il clarity , aumenta il contrasto , aumenta la vividezza , aumenta la nitidezza , apre le ombre (la nuova moda ). aumenta sempre in maniera sconclusionata , senza un minimo di cultura e buon gusto. il dramma è poi tentare di spiegargli che sta sbagliando. perche' alla fine dopo mille tentativi lui ti risponderà' sempre : " beh , a me piace cosi' " amen |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 14:49
Ho letto un interessante intervista su quegli scatti che alcuni hanno criticato per l'utilizzo del flash che renderebbe meno "veri" gli istanti rappresentati |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 14:50
quella foto se l'avessi fatta io non ti dico le critiche |
user177356
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 15:25
“ TheRealB, se il tuo intento era rendere questo forum un posto migliore, secondo me hai completamente fallito. Intanto per stimolare davvero l'approfondimento avresti dovuto evitare questo nome da flame e magari, dicendo le stesse identiche cose, potevi chiamarlo non so, tipo "l'importanza di una pp accurata" o vattelappesca così uno non si sente offeso prima di iniziare e magari ci clicca e se lo legge pure. Una volta tirato dentro l'appassionato poi però hai il dovere ben preciso di dargli qualcosa su cui riflettere, e qui rientra il discorso di Caneca che non fa una piega: spieghi con degli esempi sia di foto che di workflow cosa intendi per PP fatta bene e quali sono i difetti principali che riscontri osservando PP approssimative, praticamente ti devi sobbarcare il compito di scrivere un bell'articolo citando autori e tecniche e soprattutto mostrandoci tu, TheRealB, come faresti. Senza tutte queste belle cose, risulta soltanto un thread patetico e poco consapevole, in sostanza inutile, che ti fa risultare, a te e a tutti gli offesi dai difetti altrui, come un maestrino. „ Io credo che ci sia un equivoco di fondo. Dedico molto tempo alla postproduzione, ma non sono assolutamente un esperto (in un altro thread ho affermato che un programma che uso spesso non ha una certa funzionalità, e sono stato clamorosamente smentito, coprendomi il capo di cenere). Tuttavia, so riconoscere errori tecnici evidenti, proprio come saprei riconoscere che un tizio è caduto dal terzo piano davanti ai miei occhi, pur non sapendo con certezza come intervenire per aiutarlo senza peggiorare la situazione. Il maestrino è chi si arroga il compito di spiegare con sussiego qualcosa della quale non è esperto. Io mi sono limitato ad osservare un fenomeno, a chiedere se anche altri lo hanno rilevato, e a domandarmi da cosa derivasse. Premesso questo, veniamo al succo del tuo intervento: “ e allora si comincia, con calma amatoriale ovviamente, che è fantastica perché antiperformativa, a guardare intorno e ad andare magari a leggersi qualche thread nella sezione di tecnica e composizione dove magari viene citato un autore, lui ci clicca e sbam, la crescita è iniziata „ Io ho in mente un approccio diametralmente opposto, incentrato sull'apprendimento attraverso la risoluzione del problema. Ho una questione da risolvere, ne individuo la soluzione ( anche attraverso i consigli dei partecipanti ad un forum) e da quella traggo un insegnamento che può estendersi al di là del problema contingente. Questo presupponendo, ovviamente, una competenza di base sugli strumenti e sulle tecniche da applicare. Perché sarà anche un'attività amatoriale, ma ho modi migliori di perdere il tempo rispetto a brancolare nel buio alla ricerca di ciò che mi serve. Contare sulla serendipità come strumento di apprendimento mi sembra un approccio fallimentare. @Cos78 Vorrei ringraziarti per i tuoi interventi, non tanto in questa discussione ma in generale: contengono sempre spunti stimolanti e visioni molto lucide della realtà. A proposito: “ E addirittura il pensiero che esperti non esistano è aberrante... „ Credo che questa considerazione travalichi l'ambito della fotografia, purtroppo. “ poi ci sono i fotoamatori. e il fotoamatore cosa fa? aumenta il clarity , aumenta il contrasto , aumenta la vivezza , aumenta la nitidezza , apre le ombre (la nuova moda ). aumenta sempre in maniera sconclusionata , senza un minimo di cultura e buon gusto. „ Tutto giusto, e ammetto di caderci spesso anche io. Tanto è vero che su una foto ci torno a cicli di due o tre settimane, e ogni volta abbasso il tono, perché se ho da dire qualcosa il messaggio passa meglio se non viene urlato. E se purtroppo non ho nulla di interessante da dire, è inutile che mi metta ad urlare. Tuttavia, aprendo questa discussione io mi riferivo a qualcosa di più terra-terra: questo c@xxo di alone bianco intorno all'obelisco e ai palazzi in questo tuo contrastatissimo b/n di una piazza romana è un errore tecnico, indipendentemente dal valore estetico e comunicativo della foto. Perché non lo hai corretto? PS: vorrei vedere le foto di Majoli dal vivo, ma la cura tecnica (dallo scatto alla postproduzione) è innegabile anche guardandole a video. |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 15:47
“ PS: vorrei vedere le foto di Majoli dal vivo, ma la cura tecnica (dallo scatto alla postproduzione) è innegabile anche guardandole a video. „ Nell'intervista che avevo letto spiegava come nella foto del prete che benediceva le bare è arrivato, ha posizionato i suoi flash sugli stativi e a qual punto come lui ha ammesso il prete dopo averlo osservato ha continuato a benedire incurante del fotografo. E' una scelta continuare con le normali azioni anche su un palco preparato
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 15:53
se interessa , su sky streaming trovate un bel documentario su Majoli dove fa vedere il percorso di una foto : dall'idea , all'attrezzatura fotografica usata ( moltoleggera e molto semplice in realta' ), alla PP ( e gia qui penso inarrivabile per i comuni mortali ) , alla stampa usando una gigantesca stampante con carta di alta qualità' pensata per riprodurre in maniera perfetta l'idea iniziale. |
user177356
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 15:56
“ Nell'intervista che avevo letto spiegava come nella foto del prete che benediceva le bare „ Sì, l'ho letta anche io. D'altronde, in moltissime situazioni il fotografo non è certo al centro delle attenzioni del soggetto fotografato. Ricordo anche un'intervista di molti anni fa a Massimo Vitali, che raccontava che per realizzare la sue foto doveva andare in spiaggia presto, costruire la struttura sulla quale salire per avere il punto di ripresa adeguato, montare l'attrezzatura. E poi attendeva, fin quando la gente si dimenticava di lui, iniziando a comportarsi come se non esistesse, come se fosse uno scoglio o un ombrellone. E a quel punto poteva scattare. |
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 20:29
Tomato ha compreso quello che ho scritto senza interpretarlo, anche perché è scritto in modo chiaro. Meno male, almeno uno c'è. Mi rattrista invece vedere che qualcun altro ha rimosso i suoi interventi, facendomi passare per quello che risponde ai fantasmi. Eleganza, tra l'altro. Poi c'è il ministro della semplificazione che ha tagliato con l'accetta quello che ho scritto, passando dal “non esistono gli esperti di postproduzione” a “non esistono gli esperti” e sottolineando che è la stessa cosa. Infine mi suggerisce di non indulgere in pensieri assolutisti. E meno male che sono assolutista io! E poi c'è il dessert: l'equivoco. Il famoso equivoco a senso unico, dove a non capire è sempre l'altro, che è quello scemo chiaramente. Se non è livore questo, non saprei quale altro esempio calzante proporre. Magari, se alcune persone sapessero fare le cose oltre che a chiacchierarle, non si sentirebbero dei poveri perseguitati e diventerebbero anche più simili a degli esseri umani. Nel titolo del 3d l'autore si domanda quale sia il motivo di una approssimativa o scadente postproduzione che vede applicata ad alcune foto, e nella lista delle sue ipotesi manca proprio la motivazione che egli cerca e che io stesso ho rimarcato: mostrare il reale comportamento di una lente, con tutti i pregi, i difetti e le peculiarità. Ma si è preferito ignorare il commento e proseguire con la passeggiata sul pelo dell'acqua, mascherando la caciara con le buone maniere (disgustosa strategia). Poi c'è stato anche un momento altissimo, dove si parlava degli anni '70 come epoca disconnessa dal trend contemporaneo, come se ricorrere all'uso del latino per esprimere un concetto fosse un esempio di attualità e di resilienza mentale. Il 3d è pertanto male impostato e alimenta le faziosità, e se lo capisce anche uno come me è grave per chi l'ha scritto. Chissà come mai, i moderatori sono sempre altrove quando accadono questi “equivoci”. |
user1856
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inviato il 17 Dicembre 2020 ore 22:29
In realtà la frase: “ “ “ Non esistono esperti di postproduzione (termine che detesto, preferendogli il semplice “sviluppo”) ma piuttosto esperti di fotografia ”. Questa è la frase completa che avevo scritto. ? „ è ugualmente aberrante per tutta la categoria di ritoccatori professionisti come già ampiamente detto. Ovviamente non si è risposto a ciò... sia mai! |
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