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“ Lo ripeto ultima volta tornate in topic altrimenti inizio a usare i blocchi „
Beh, se parliamo di Mondrian, malgrado nessuno possa dire quale sia il verso giusto senza saperlo, il quadro va assolutamente appeso diritto. Può piacere o meno, ma l'autore così l'ha dipinto e così deve essere esposto. Non ci sono né santi né scotch che tengano... e che non tengano. E i restauratori non mi vengano a dire che non si possono reincollare i nastri adesivi. Ma dai!!!
Se si torna alla domanda iniziale
“ Ma a questo punto che senso ha condividere? „
allora molti hanno già detto la loro, me compreso, anche se non mi sono dilungato troppo. Se 100 persone dicono la loro avremo 100 risposte diverse. Sarebbe bello sentirle tutte. Ci potrebbero essere motivazioni inaspettate e stimolanti che potrebbero anche influire positivamente.
ho aperto il topic appositamente. Come ho scritto con la fotografia in un modo o nell'altro dici qualcosa. Immagino il luogo dove uno pubblica o mostra la foto come un salone dove ci sono dentro tante persone che parlano. Io entro e dico: guarda che bella ragazza nuda. Posso essere in un bar tra amici o in un convegno dove si discute della fame nel mondo, l'effetto è diverso. Ma anche se fossi al bar tra amici e tutti dicono continuamente le solite frasi banali, ha senso continuare a ripeterle? aggiunge qualcosa a quello già detto o lo rafforza in qualche modo? Il punto del mio ragionamento è semplicemente questo
Ho notato che in genere a nessuno frega nulla delle foto altrui, a meno che ci sia un buon motivo d'interesse. Mostrare le [negozio 24] altri (che poi le guardino con interesse) può avvenire solo in condizioni particolari:
- l'altro è un tuo grande amico, appassionato anche lui di fotografia e curioso del tuo lavoro. - il soggetto delle foto mostra un oggetto o una situazione che interessa l'osservatore: la nuova cucina che hai montato a casa tua, il nuovo divano, la nuova fidanzata, ecc. - le foto mostrano luoghi di una bellezza stratosferica dove ognuno vorrebbe andare in vacanza - le foto sono per qualche motivo davvero speciali e mai viste prima
Ecco, credo che nel 2022 la lista finisca qui... i reportages, le foto sperimentali, le foto che servono per comunicare qualcosa di impegnativo, non interessano (quasi) più a nessuno. Solo agli appassionati, quelli veri.
E' triste, ma i tempi sono cambiati. Io faccio foto per me stesso, per la mia soddisfazione, e scelgo le cose da fare in funzione al piacere che questa attività mi può dare. Scattare in tutto-auto e smanettare al PC non mi appassiona più e non mi interessa più come passatempo. Lo faccio solo se mi posso trovare nel luogo più bello di questa terra. Ora faccio altro, che mi diverto di più... ho appena ordinato l'emulsione liquida da stendere su vetro e appena arriva mi chiuderò ancora in cantina.
Poi ovviamente se i lavori che faccio interessano anche agli altri, sono ancora più contento.
Pubblico (solo) qui su Juza per condividere e scambiare opinioni ed esperienze, e magari stimolare qualcun altro a fare la stessa cosa. A casa ogni tanto stampo fotolibri: grande formato, con piega poco visibile in mezzo, e quindi anche foto a doppia pagina, che tra l'altro vengono BENISSIMO (alla facciaccia di coloro che denigrano le ML datate ).
Sarà che forse sto invecchiando e le cose che ancora mi stimolano in fotografia sono poche: le prime foto le ho scattate 53 anni fa... e la motivazione inizia un po' a scarseggiare. Il "presente" mi interessa sempre meno, per cui mi sono girato indietro e ho preso in mano apparecchi che venivano usati 100 anni fa. E' una cosa emozionante, anche se i risultati ringono ancora piuttosto penosi. E per completare l'opera, una bella folding me la sono costruita da solo. Ma qui sto divagando nel personale...
“ Il fattore emotivo è sopravvalutato e anche abbastanza retorico. Con questa motivazione uno è giustificato a pubblicare qualunque cosa per il semplice fatto che "quando l'ho scattata ho provato una determinata emozione e volevo condividerla" „
Si possono certamente fare foto che illustrino in qualche modo emozioni e sensazioni che abbaimo provato davanti a una certa scena. Il fatto è che bisogna sapere come fare per trasmettere quelle sensazioni usando l'immagine che si fa in modo appropriato. Se ti emozioni davanti a un tramonto non è che facendo clik alla caxxo e pubblicando quel che ne è uscito trasmetti molto. In musica succede qualcosa di simile: molti restano affascinati da un certo brano musicale e vogliono imparare a suonarlo. Però poi trasmettere a chi ascolta qualcosa che vada oltre il semplice ascolto delle note una dietro l'altra è un filo più difficile, ma proprio un filo...
Trasmettere tramite la fotografia un'emozione provata (o tramite una qualsiasi altra arte) è cosa veramente difficile. In genere si osserva la foto in sé e la si valuta grazie a diversi parametri, ma difficilmente emerge l'emozione provata dall'autore.
Piuttosto, la dinamica dovrebbe essere contraria: cosa devo fare io per trasmettere una certa emozione? Non necessariamente la devo provare al momento dello scatto, devo però possedere gli strumenti e conoscere il linguaggio attraverso il quale posso trasmettere ciò che voglio. Insomma si tratta di un lavoro di composizione, come scrivere bene un testo scegliendo con cura le parole. Il problema è che ben pochi sanno leggere il linguaggio della fotografia e in genere delle arti grafiche e figurative. Per far provare un'emozione al giorno d'oggi ci vuole il pugno in faccia, visto che ormai siamo diventati immuni e impermeabili ad ogni sollecitazione.
Poi c'è il secondo filone: la rappresentazione della bellezza, quella della natura e perché no, delle persone. In questo caso le cose per me sono diverse: si tratta di ottenere un'immagine che da un lato rappresenti la bellezza oggettiva (o percepita) vista e vissuta, dall'altra di avere un'immagine bella di suo, che vada oltre la bellezza del soggetto.
Qui poi su come arrivarci i pareri sono molto discordi: oggi vanno molto di moda gli "effetti speciali" un po' da cartellone pubblicitario, o peggio ancora da circo, che attirino l'occhio e facciano dire WOW. Però quella non è la vera bellezza, che è più profonda e intima. Purtroppo la gente comune non lo capisce e la fotografia è diventata come certi arredamenti da nuovi ricchi. La finezza e la purezza sono andate a farsi friggere.
io fotografo per mostrare al mondo chi sono, cosa penso e per condividere quella che definisco la mia identità culturale e sensibilità. Credo che sia importante farlo perchè, anche solo nel selezionare la tematica, sto raccontando al mondo chi sono. La mia storia potrà essere banale o non piacere? Bene e male allo stesso tempo. La domanda che pongo a chi vede un mio progetto o una mostra (anche se sono fermo al 2020 sul lato mostre) è se "vedono" il messaggio. Questa è per me la cosa più importante nelle opere fotografiche. Ambisco a lasciare un messaggio, non un giudizio, può anche essere una domanda, uno spunto di riflessione e mi preme moltissimo capire se le persone lo intuiscano o meno guardando le mie opere (non la singola fotografia). Proprio per questo penso che le fotografie debbano essere spiegate, con la giusta quantità di parole (nè monosillabi nè romanzi). Dopo un lavoro, che spesso mi occupa mesi di ricerca, scatto, selezione, ri-scatto e stampa, condividere il risultato di tale sforzo mi sembra doveroso. Per mettermi alla prova, per capire se il linguaggio utilizzato sia chiaro e corretto, per migliorarmi.
La cosa più difficile di solito è capire quale sia il pubblico giusto a cui sottoporre il lavoro. Il mondo è troppo focalizzato su tutto ciò che è Wow, che si capisce al volo, che ci impressiona al primo colpo. A meno di una lettura portfolio di un critico competente, è sempre più difficle trovare persone che riescono a fermarsi a pensare davanti ad una foto, a vedere un lavoro nella sua complessità e coerenza.
Alla domanda, Le foto pubblicate sono troppe? Istintivamente mi viene da dire... certo! Con tutti i problemi che ciò comporta, specialmente l'essere bombardati quotidianamente di immagini. Io stesso quando pubblico foto su instagram le seleziono considerando il potenziale pubblico di fruitori, andando a cercare quelle che possano catturare l'attenzione.
user109536
inviato il 01 Novembre 2022 ore 5:45
Io sono un “condivisore” seriale: Juza ( non in questo periodo ma ci tornerò),Facebook, Istagramm, concorsi fotografici di ogni genere, foto dei lettori, concorsi interni del fotoclub, servizi fotografici, ecc. Mi piace avere il parere degli altri perché mi ha aiutato e mi aiuta a crescere. E quando ricevo un commento positivo o negativo sono contento.
Siamo appunto ritornati al mio incipt iniziale. Oltre al nostro bisogno ha senso iniziare a porsi la domanda se quello che comunichiamo/mostriamo agli altri é davvero necessario? Non per noi ma per chi guarda, per chi si trova nel mare magnum delle immagini
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