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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 9:12
Tornando serio e in argomento, penso che quando si fotografa, l'elemento imprescindibile sia ovviamente la luce. la visione naturale e' il colore che normalmente ci permette di distinguere gli oggetti a prescindere dall'intensita' con cui la luce colpisce i vari punti della superficie. Una foto a colori puo' reggersi esteticamente grazie agli accostamenti cromatici, valorizzandone le infinite sfumature anche senza ricorrere a forte contrasto. Col bn e' tutto diverso, per dare forza espressiva all'immagine mi pare di norma preferibile utilizzare la luce in tutte le sue intensita', passando dal nero al bianco Il punto della discussione e' forse cosa fare dei grigi...In generale io preferisco la fotografia classica, anche molto contrastata ma che mantiene una qualche leggibilita' delle zone in forte ombra o luce, ma non ne faccio una questione assoluta, ogni fotografia va vista a se', o meglio assieme ad altre dello stesso autore . Il togliere i grigi o il ridurli ai minimi termini e' sicuramente funzionale ad una semplificazione dell'immagine che con forza e senza possibilita' di distrazione rende fruibile la foto all'osservatore. La foto pero' ci deve essere, qualcosa deve dire o meglio dare a chi la osserva, ma questo vale a prescindere da tutto il resto... Avrete capito che mi piace un po di tutto, se fatto bene...  |
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 9:46
Concordo con Mirko sul fatto che l'impressione (anche mia) era che il topic volesse promuovere una discussione non specificamente di merito, ma un tantino più generale... Per stare allora più stringentemente al tema, a me pare questo, dopo quasi quarant'anni di (praticamente) solo bianconero: - al di là dei casi specifici (perché è ovvio che si è sempre fatto di tutto nel passato e si fa di tutto adesso), c'è stato uno spostamento nel tempo, complice soprattutto la visione a monitor credo, per cui il concetto di "normale" di ieri può considerarsi "poco contrastato" oggi. Ripeto, parlando di un ipotetico "standard" e non di estremi o sperimentazioni varie. Come a dire che le automobili utilitarie sono mediamente più voluminose oggi rispetto a trent'anni fa. Non significa che non ci sia qualche interessante eccezione. Ricordo un episodio significativo: un amico, molto appassionato ma di recente avvicinamento alla fotografia. Entriamo in libreria, gli suggerisco di dare un'occhiata a un libro di Cartier-Bresson e lui, con splendido accento romano, mi dice: "ma so' tutte grigie". Ecco, credo renda l'idea. Poi, non credo che l'uno o l'altro standard sia buono o cattivo |
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 9:58
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:15
“ Entriamo in libreria, gli suggerisco di dare un'occhiata a un libro di Cartier-Bresson e lui, con splendido accento romano, mi dice: "ma so' tutte grigie". Ecco, credo renda l'idea. „ Per quanto vale posso dirti che negli ultimi anni ho avuto la fortuna di vedere varie mostre a km 0, tra cui anche quella di Bresson, ed in effetti debbo dire che la qualità (di stampa) non mi è parsa proprio eccelsa. Anche un mio idolo come Klein qualche problemino l'aveva, ma già assai meglio. Ne ho avuto conferma quest'anno quando invece debbo dire che la mostra di Bischof, da quel punto di vista, è davvero eccelsa. Già un Lartigue era anni luce avanti. La Leica diciamo che le prende ampiamente e sonoramente da un MF, altro che monochrome!   |
user39791
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:18
C'è anche da dire che l'estrema facilità con la quale nel digitale si può manipolare una immagine porta molti fotografi a sperimentare anche con i contrasti del bianco e nero, tanto che davanti a molte foto mi chiedo se è fotografia o "arte" grafica. Forse è più questo il quesito più rispetto a quello tra più o meno moderno. |
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:22
“ C'è anche da dire che l'estrema facilità con la quale nel digitale si può manipolare una immagine porta molti fotografi a sperimentare anche con i contrasti del bianco e ner „ Non voglio contraddirti Fili, ma non credo che la ragione sostanziale sia questa. Credo resti fondamentalmente culturale o, se preferisci, d'abitudine. Lo dico perché, quando stampavi, il contrasto lo ottenevi attraverso la gradazione della carta. Per cui, volendo, bastava usare gradazioni alte e il gioco era fatto, senza troppe complessità, difficoltà o problemi particolari. Ripeto a oltranza onde evitare polemiche: non parlo di sprimentazioni o nicchie, ma di una sorta di "standard" consolidato e abituale.... |
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:25
“ ...anche quella di Bresson, ed in effetti debbo dire che la qualità (di stampa) non mi è parsa proprio eccelsa „ Non saprei dirti: quello che ho visto di suo, stampato, io l'ho sempre trovato molto ben fatto. Ovviamente nella logica espressiva che lo contraddistingueva, e su un pianeta diverso da, che so, un Adams. Questo credo sia scontato... |
user39791
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:30
Francesco forse dobbiamo definire bene cosa si intende per bianco e nero moderno. Faccio esempi pratici così sono più chiaro, spero non me ne vorranno gli utenti che cito. Un discorso é buona parte del lavoro di Arconudo o quello delle ultime foto che ho visto postare da Caterina, un discorso è un bianco e nero molto contrastato come spesso il tuo, o anche il mio se vogliamo. |
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:31
“ Lo dico perché, quando stampavi, il contrasto lo ottenevi attraverso la gradazione della carta. Per cui, volendo, bastava usare gradazioni alte e il gioco era fatto, senza troppe complessità, difficoltà o problemi particolari. Ripeto a oltranza onde evitare polemiche: non parlo di sprimentazioni o nicchie, ma di una sorta di "standard" consolidato e abituale.... „ “ Non saprei dirti: quello che ho visto di suo, stampato, io l'ho sempre trovato molto ben fatto. Ovviamente nella logica espressiva che lo contraddistingueva, e su un pianeta diverso da, che so, un Adams. Questo credo sia scontato... „ |
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:34
Filiberto, se vogliamo parlare di un approccio standard, inmodo generale, non credo si possano prendere le estremizzazioni. Io perlomeno, lo dico per la centesima volta, mi riferisco a una sorta di "gusto medio" che, secondo me ineluttabilmente, si è spostato. E mi taccio, che oltre non saprei che dire |
user39791
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:37
Si capisco il gusto medio, però mi pare che la tendenza sia verso una estremizzazione dei contrasti nel bianco e nero. |
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:40
“ Io perlomeno, lo dico per la centesima volta, mi riferisco a una sorta di "gusto medio" che, secondo me ineluttabilmente, si è spostato. „ La spiegazione Francesco la troviamo nella sociologia. Una volta si sorrideva di più, oggi tutti vedono drammi anche dove non vi sono, e non trovandone... li creano! |
user90373
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 10:40
Ci ho provato. Ho cercato zone già contastate, esposto per le luci, però ho sviluppato il negativo come al solito (potevo magari contrastarlo di più, ma avevo fatto anche scatti normali). Ora provo a stampare qualcosa e, o de rinf o de ranf, qualcosa ottengo. Ma, nel mio caso, dette "forzature" vanno oltre l'interpretazione personale, sono quasi una sorta di ricerca dell'eccesso che alla fine poco lascia. P.S. Con "de rinf o de ranf" intendo artefizi da camera oscura, mascherature, bruciature doppie esposizioni, viagra, cialis ecc. P.S. bis. Ora che ci penso, in fase di scansione e trasformazione in file potrei dare un'altra "botta" di modernità alla stampa. |
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 11:47
Mi sembra inutile tornare su cose già ampiamente chiarite in precedenza, sinceramente trovo poco corretto non rispondere alle argomentazioni e poi pagine dopo rimandare la discussione in loop, vi lascio chiaccherare... |
user39791
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inviato il 28 Ottobre 2019 ore 11:55
Se ti riferisci a me a quali argomentazioni non ho risposto? |
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