user146073
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inviato il 12 Luglio 2018 ore 23:30
“ « Chi avrebbe creduto pochi mesi fa che la luce, essere penetrabile, intangibile, imponderabile, privo insomma di tutte le proprietà della materia, avrebbe assunto l'incarico del pittore disegnando propriamente di per sé stessa, e colla più squisita maestria quelle eteree immagini ch'ella dianzi dipingeva sfuggevoli nella camera oscura e che l'arte si sforzava invano di arrestare? Eppure questo miracolo si è compiutamente operato fra le mani del nostro Dagherre » (Macedonio Melloni, Relazione intorno al dagherrotipo, 1839) „ Ancora meglio dell'analogico. |
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 1:18
“ Ancora meglio dell'analogico. „ In che senso? Il dagherrotipo cos'è? Ad ogni modo "analogico" riferito alla fotografia non si può proprio sentire... È orribile! Chiamiamola correttamente "fotografia ai sali d'argento" o, prendendo esempio dai francesi, "fotografia argentica". |
user124620
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 7:19
i francesi chiamano tuttora anche i soldi "argento"....quindi non fanno testo hahhahaah cmq analogico riferito alla fotografia a pensarci...ha decisamente senso :/ :) come mai dici di no? ora sono curioso ;) |
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 8:11
Confrontando pellicola e sensore, forse dovremmo spostare il discorso: una tecnologia non è più "comoda" dell'altra, ma ci consente cose differenti (oltre a fare cose analoghe di routine). Quindi è la propensione per queste differenze che ci fa optare per una tecnologia o per l'altra, anche alternandole se capita di voler cercare risultati differenti dal solito. Ad esempio, una delle cose per cui mi sono subito appassionato al digitale è la possibilità di realizzare macro in focus stacking (teoricamente fattibile anche a pellicola, ma operativamente improponibile: ci provi una volta e mai più!); e non si tratta di una tecnica così "comoda", dato che l'elaborazione e le rifiniture (spulciando fotogramma per fotogramma) possono mangiarsi intere giornate di lavoro anche lavorando al computer e non più con acidi e bacinelle. |
user124620
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 8:34
ma se scannerizzi i negativi e li fai fare a un programma in automatico? |
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 9:11
“ cmq analogico riferito alla fotografia a pensarci...ha decisamente senso „ Ha senso, dal punto di vista tecnico è comunque corretto, è solo che "fotografia ai sali d'argento" credo sia mooolto più elegante! E poi "analogica" è stato adottato semplicemente in contrapposizione a "digitale", e ho l'impressione che questa scelta lessicale si rifletta in qualche modo nei soliti insensati confronti conflittuali di cui anche in questa discussione si è purtroppo visto qualche esempio. |
user124620
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 9:42
si beh quello è vero, è quasi una parola che può tentare la discussione accanita in effetti |
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 9:59
“ ma se scannerizzi i negativi e li fai fare a un programma in automatico? „ Ok, è una tecnologia "ibrida" e può anche funzionare, ma la successiva lavorabilità temo che non sia la stessa. Ad esempio, nel focus stacking devi sempre recuperare in post la nitidezza persa durante il processo di fusione, ma finora non sono mai riuscito a recuperare decentemente nitidezza da scansioni di pellicole; forse col medio e grande formato. |
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 10:02
“ perchè ho una macchina ultramoderna e quando ho preso la macchina a rullino, mi sono cercato un corredo, preso uno scanner e ora voglio sviluppare? perché? perché? perché? „ Senza polemica, perché spesso noi fotoamatori pensiamo più al mezzo che al fine e la pellicola è molto divertente perché più manuale. Caricare un rullino, svilupparlo in mezzo a puzza di acidi, paure di infiltrazioni di luce e la moglie che bestemmia perché non può entrare in bagno. Paura di lasciare le impronte digitali, polvere, necessità di spuntinare i negativi. Poi il focometro per mettere a fuoco sulla carta, avere mille altri motivi di discussione sugli obiettivi degli ingranditori, sulle carte, durezza, baritate, mille altre spese per mezzi meccanici su cui passare ore e ore a leggere recensioni, ecc. Tutte attività che richiedono molto tempo, dedizione, precisione ma che nulla hanno a che fare con una fotografia, è solo un mezzo e noi fotoamatori spesso amiamo più il mezzo che il fine. In altre parole, è come farsi un mobile di casa partendo da tavole rozze, divertente ma poi il mobile è a squadro, funzionale ed esteticamente valido? Come già detto da altri, della pellicola rimpiango solo i minori ingombri, il che è ridicolo se si pensa alla miniaturizzazione ottenuta nel campo dei componenti ma che evidentemente non si è trasferita nel campo della fotografia. |
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 10:31
“ perché spesso noi fotoamatori pensiamo più al mezzo che al fine „ Eh, come non darti torto! In effetti è vero che spesso lo scopo di un hobby è il viaggio e non la meta; questo porta a dimenticare che la fotografia ha un senso solo se alla fine del viaggio ci fermiamo a osservare le immagini fatte e finite (e lì, se le abbiamo cannate, la colpa è sempre del fotografo, mai dello strumento) |
user90373
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 10:31
In una recente ed analoga discussione alla solita affermazione che “ il mezzo non conta „ è sortita questa risposta:- “ Il mezzo in sé non conta. Conta, eccome, in funzione del risultato. „ che ritengo molto valida. |
user124620
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 10:34
cmq si parla molto della stampa a lente ma...io parlavo di sviluppo e scatto...e anche a colori fai tutto tranquillamente a luce soffusa sopra la lavatrice con una bacinella con acqua termoregolata a 30 o 38 gradi in 20 min, poi scanner..archivi...fai la pp poi stampi in digitale...oppure stampi a lente...in un laboratorio...quindi in realtà...non vedo questi problemi |
user90373
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 10:41
@ DavideMi_Otto “ cmq si parla molto della stampa a lente ma...io parlavo di sviluppo e scatto...e anche a colori fai tutto tranquillamente a luce soffusa sopra la lavatrice con una bacinella, poi scanner..archivi...fai la pp poi stampi in digitale...oppure stampi a lente...in un laboratorio...quindi in realtà...non vedo questi problemi „ Non ho ben capito cosa intendi fare in luce soffusa sopra alla lavatrice in una bacinella. Lo sviluppo del negativo richiede una tank a tenuta di luce e il caricamento va effettuato o nel buio totale o con appositi manicotti "Changing bag" sia per il colore che per il B/N. |
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 10:44
Il mezzo conta, eccome se conta, ma in un funzione del fine che è poi il risultato. Se fai macro ti serve attrezzatura macro, se fai ritratti stretti ti serve un tele, se fai architettura ti serve un decentrabile, se fai fotografia notturna ti serve un cavalletto. Se fai fotografia astrale ti serve un astro-inseguitore o come diavolo si chiama, se fai fotografia subacquea ti serve impermeabilizzare e magari bombole di ossigeno, ecc. Addirittura, se vuoi andare a fotografare sul gran canyon ti serve un aereo o una nave e un passaporto e se vai sull'everset ti serve allenamento e attrezzatura alpinistica. Però non riesco a trovare un motivo per preferire una pellicola. L'unica spiegazione che mi sono dato è che il fine è passare il tempo in un'attività che ci diverte, che il PC non ci diverte come usare le mani, e che quindi il mezzo è la pellicola. |
user124620
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inviato il 13 Luglio 2018 ore 11:03
la bacinella tiene le chimiche e tank alla giusta temperatura con l'acqua riscaldata, le Changing bag ora le fanno molto bene ce non tropoo grosse, basta spegnere la luce, tirare giù le tapparelle e usare una bajour con luce bassissima e sei a posto, anche una luce da lettura...per il caricamento rullino....tipo 5 min.. poi dopo riapri tutto e vai di bacinella chimiche e tank...e in 20 min hai finito...senza sbattimenti o moglie/fidanzate che imprecano o ore di vita che se ne vanno perdute....certo non mi metto a stampare in casa, secondo mè è bellissimo...e una volta mi piacerebbe provare l'esperienza, ma devi avere stanza giusta tempo e famiglia giusta “ Però non riesco a trovare un motivo per preferire una pellicola. L'unica spiegazione che mi sono dato è che il fine è passare il tempo in un'attività che ci diverte, che il PC non ci diverte come usare le mani, e che quindi il mezzo è la pellicola „ può essere |
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