user117231
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 16:42
Eccola la verità. Una nicchia...anche una nicchietta... Perchè non dimentichiamoci che la forza del digitale sta nella comodità d'uso e dell'ottenere velocemente le foto. E pazienza se non c'è la stessa tridimensionalità dell'analogico, cosa tutta da dimostrare. Da quando esiste il digitale, CHIUNQUE scatta foto. Prima era solo una questione di pochi... |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 16:58
Pienamente daccordo Felix su tutta la tua linea di pensiero. Il telefono é lo strumento principe utilizzato dalla massa per fare foto DIGITALI. É il punto d'inizio. Ma l'appassionato, incontentabile, finita l'ubriacatura del digitale, appena cerca quel "qualcosa in più" (ehm... per me moooooolto più di qualcosa) lo trova obbligatoriamente nella pellicola, non certo nei megapixel aggiuntivi. Io per esempio da appassionato analogico, da quando hanno cessato di produrre le pellicole Agfa Ultra/Portrait/Optima ho smesso di fotografare. O meglio ho utilizzato gli smartphone-camera, ma quello NON É fotografare. |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 17:03
"Da quando esiste il digitale, CHIUNQUE scatta foto. Prima era solo una questione di pochi..." Bye questa non mi pare proprio una cosa di cui vantarsi, se il mercato professional e è stato ucciso è anche per questa ragione. E non dimentichiamo che la massificazione non è che porti ad un miglioramento della qualità. Infatti per me la qualità e il gusto sono notevolmente calati. Purtroppo è stato il marketing dei produttori di fotocamere a imporre il digitale (È tutti quelli che ci sono cascati e ora sono costretti a comprare sempre nuove attrezzature) per evitare che chi comprava una mscchina fotografica se la teneva vent'anni e nel frattempo gyadahbava chi vendeca oellicole e annessi. Non a caso ne hanno sofferto più i produttori di pellicole rispetto ai produttori di fotocamere. Secquesti avessero adottato un marketing altrettanto aggressivo probabilmente non saremo dove siamo oggi. E non dimentichiamo che la pellicola partiva con un vantaggio tecnologico di 100 anni, se la ricerca non si fosse fermata avrebbe potuto progredire ancora (basti pensare a ciò fi fui sono capaci le pellicole per microfilm). Poi tanta gente ai tempi della pellicola scatrava con fotocamere usa e getta, o quale in omaggio nei fustini del detersivo, o con compatte da 50.000 lire. Ma non si facevano però problemi a spendere qualche centinaio di euro per una digitalina da 3 megapixel. Se avessero fatto un confronto più equo, con macchine a pellicola di prezzo paragonabile le scelte sarebbero state diverse. E sul tema dei costi non direi proprio che il digitale costi meno, a parte il cambiare fotocamera ogni 2-4 anni, tutte le attrezzature connesse (computer, monitor, sonde, software, ecc.) costano più di quanto costava l'attrezzatura da camera oscura (l'unica cosa costosa era l'ingranditore ma durava tutta la vita cone i tempi hano ampiamente fimostrato) e anche queste vanno cambiate periodicamente. Ma comunque sono contento di fare qualcosa di diverso dal 99% dei fotografi e comunque i risultati del digitale a me non piacciono, anche tralasciando tutte le manipolazioni fi pessimo gusto che vedo in giro, anche le normali stampe le trovo piatte, ma è ovvio che chi non ha esperienza di pellicola non lo notino addirittura le trovi superiori. |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 17:05
Sono d'accordo su velocità e comodità d'uso, ma se esistono ancora le tecniche d'incisione manuali, nonostante due secoli di innovazione nel campo delle stampe seriali, significa che mantengono un loro indubbio fascino; credo che la cosa sia applicabile anche all'uso della pellicola fotografica e dei suoi tradizionali trattamenti, anche se i numeri non torneranno più quelli di una volta. Personalmente credo che non avrò più occasione di cimentarmi in una stampa in camera oscura, anche se alle volte mi piacerebbe riprovare la sensazione di veder lentamente apparire solo alla fine il risultato dei miei sforzi e dell'esperienza maturata stampa dopo stampa |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 17:07
Sui costi del digitale, per fotografare sul serio, servono ALMENO 10/12.000€ tra corpo macchina e obiettivi (es. Fuji gfx50 + 2 obiettivi focale fissa). Il medio formato, nel digitale, é l'entry level della forografia di qualitá. |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 17:10
Se devo acquistare un vaso di calore ne acquisto uno fatto a mano. Se devo acquistare un tappeto lo compro tessuto a mano. Se devo acquistare un'opera d'arte ne acquisto una fatta a mano. Se devo acquistare una fotografia non acquisterei mai una foto digitale, acquisterei una foto scattata su pellicola. |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 17:19
Personalmente non credo che le differenze in stampa tra pellicola e digitale sia tutta imputabile alle caratteristiche delle due tecnologie; credo che chi elabora le immagini ci metta molto di suo. Ad esempio, il maggior presunto "piattume" delle stampe digitali vedo che spesso deriva da una maniacale ricerca di esasperazione del contrasto e del dettaglio, spesso ottenuta "postuma" con applicazioni generalizzate e pesanti di enfatizzazione del "contrasto locale" e della "nitidezza", anche e soprattutto dove andrebbero mirate solo su zone particolari dell'immagine; le carenze tecnologiche le vedo più all'interno dell'intervallo di gamma tra i sensori delle digitali di basso e alto livello laddove, negli anni '70, che tu avessi una Canon FTb o la mitica F1, a parità di pellicola ottenevi i medesimi risultati |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 17:28
“ Il medio formato, nel digitale, é l'entry level della forografia di qualitá. „ Sarà che fotografavo a pellicola negli anni '70 e '80, poi ho smesso per un lungo periodo, ma sul 24x36 le pellicole dell'epoca davano risultati inferiori alle digitali attuali, a meno di rocamboleschi trattamenti: ricordo di aver effettuato alcune prove con un'Agfa Horto 25, esposta per soli 6 ASA (quando si viaggiava ancora con lo standard americano) e sviluppata in Rodinal diluito 1:100 per soli 6 (o 8, non ricordo le formule esatte) minuti, con scarsa agitazione ... una trafila da non credere, ma che forniva risultati quasi da banco ottico; peccato che l'esposizione in pieno giorno e al sole non scendesse al di sotto dei 3-4 secondi: improponibile nella maggior parte dei casi!!! Se poi si passa alla stampa a colori, allora il costo per lavorare decentemente a pellicola lievita enormemente, anche perché non so quanti riescano ad attrezzarsi in proprio |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 17:40
C'è da considerare anche se serve sempre una qualita al top ??? Quindi può essere che una miserabile FF basti |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 17:42
Pur essendo un vecchio (in tutti i sensi) utilizzatore dell'analogico fino al 2005 devo ammettere che il futuro e l'attuale appartengono al digitale. Non parlo della qualità finale - sulla quale si può discutere all'infinito - ma della facilità d'uso. La caduta tremenda del mercato delle piccole macchine digitali a favore dei vari smartphone che sono sempre con noi ne è la dimostrazione. Io continuo a essere uno che fa stampare le sue foto e le mette su un album ma mio figlio (che pure ha 45 anni) non ha in casa che poche foto stampate (offerte da me) altrimenti sono sul suo iPhone o sul PC. Quando ho iniziato la mia attività le riviste si stampavano in piano con 4 lastre di zinco (una per ogni colore primario) e queste lastre erano fissate su dei supporti in legno, poi si è arrivati alla stampa offset e in quel caso bastavano 4 film cioè una pellicola per ogni colore. Ora per mandare a una rivista delle pagine da stampare basta inviare dei PDF via WEB. Una delle difficoltà per chi non è più giovane è riuscire a stare al passo con i tempi , saranno tempi brutti ma sono questi tempi che ci toccano. Personalmente credo che continuando di questo passo le future generazioni nasceranno con le braccia molto più lunghe per evitare l'uso dei bastincini per i selfies Mentirei se dicessi che era meglio prima e in ogni caso "il prima" non c'è più |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 18:21
CesareGiancarlo: il tuo discorso non farebbe una piega se non fosse che gli appassionati scontenti del digitale ormai sono in trend di crescita esponenziale e siccome le pellicole PRO esistono ancora (sia b/n che colore in qualsiasi formato si desiderino) io dico che il digitale é a fine vita tra gli appassionati veri. Per la massa, i blogger, i ragazzi e i principianti, il digitale é scelta obbligata. I fotografi PRO ovviamente lavorano sia in analogico (per chi può e sa...) che in digitale (commetciale e web). |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 18:24
Perlopiù una macchina analogica costa meno dei "balocchi digitali" e il risultato finale varia a seconda della "mano" di chi scatta. Quindi volendo anche il principiante può comprarsi e tenersi PER SEMPRE una reflex analogica e crescere con lei. Spendendo 1000mila volte meno e godendo di più. |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 18:50
Non mi interessa far crociate ne a favore ne contro nulla e nessuno, il digitale crea comunque un grande danno fisiologico, non aiuta la previsualizzazione e saper gestire lo scatto prima, fondamentale per la crescita di un fotografo. Poi negli anni 90 ( primissimi) la mia hasselblad swc costava 12.000.000 di lire la comprai usata a 5 milioni, un 150 sonnar costava poco meno di 6 milioni come il 50 distagon. L'ultima che comprai la 503cw con motore e dorso spesi 6 milioni senza ottica... La posseggo ancora, nel frattempo compresi una Fiat 1 base a 11 milioni. Penso che di economico ci fosse poco...:) Penso che un buon percorso in analogico non faccia male a nessuno... :) |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 19:02
Oggi con forse meno di 2000 euro ti fai un corredo Hassy con 3 ottiche |
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inviato il 17 Settembre 2017 ore 19:18
Puma, prima o poi diventerai cieco |
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