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Perché "in bianco e nero"?


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  4. » Perché "in bianco e nero&quo...





avatarsenior
inviato il 03 Ottobre 2016 ore 22:26    

Quoto skylab...in tutto.
Ma quoto sostanzialmente anche Pollastrini.
Nonostante il tono suoni o tuoni per meglio dire ( ma è un ingegnere, pragmatico e concreto. Credo faccia parte della sua personalità e cultura). Io mi concentrerei sul contenuto del suo contributo più che sulle modalità comunicative utilizzate. Mentre chi ha o aveva da dire ha cercato di "stuzzicare" l'autore del post che si è quasi presentato come neofita per poi sfoderare una certa cultura inaspettata (che aggiunge poi sfumature polemiche e provocatorie al post iniziale ed a tutta una serie di risposte successive) alessandro invece risponde senza giri di parole all'apparente domanda centrale del perché in "molti". Dove per i molti anche maximino intende gli autori di foto comunque poco interessanti. Lui risponde. Perché il colore presuppone una conoscenza delle tecniche di pp moderne che probabilmente non hanno. E perché, tranbe che per i pochi CHE PADRONEGGIANO IL LINGUAGGIO DELLA FOTOGRAFIA E DELLA PP IN BIANCO E NERO (che non è sempluce da padroneggiare) pensano che il bn sia "più evocativo" o si sposi meglio a certi soggetti rispetto che ad altri. In entrambe i casi si avranno risultati che comunque non faranno mai la storia della fotografia. Tra i pochi che invece padroneggiano il bn (o il colore) forse...qualcuno...potrebbe anche riuscirci. Desaturare è una cosa. Fare il bianco e nero è un'altra.

avatarsenior
inviato il 03 Ottobre 2016 ore 22:29    

Seconda o terza o boh.
Il topic cerca di generalizzare su un qualcosa che comunque non può, ed è davvero inutile provarci, essere generalizzata. Per cui mi "squoto" da solo a mia volta.

avatarsenior
inviato il 03 Ottobre 2016 ore 22:30    

N=n+1
Io desaturo, non faccio bianco e nero.

avatarsenior
inviato il 03 Ottobre 2016 ore 22:37    

Un'altra giuro l'ultima.
È più difficile per un italiano parlare cinese o per un cinese parlare italiano?
Non buttiamola sul più o meno difficile o facile.

avatarsenior
inviato il 03 Ottobre 2016 ore 22:37    

Quando il digitale avra' questa resa...allora usero' i colori





Gli esempi portati a colori ...per quanto mi riguarda.. son tremendi


avatarsenior
inviato il 03 Ottobre 2016 ore 22:37    

De gusti Bus

user5164
avatar
inviato il 03 Ottobre 2016 ore 22:38    

Foto a colori del 1913. il fotografo (Mervyn O'Gorman, dilettante) sapeva bene come usare il colore
www.visualnews.com/wp-content/uploads/2015/04/Christina-in-red-1.jpg
i.dailymail.co.uk/i/pix/2015/04/29/18/28059EE800000578-3061005-Christi
Anche se allora era decisamente di moda il BN MrGreen

avevo visto tutta la serie.... queste foto sono allucinanti, un vero viaggio nel tempo!!!

e questo si potrebbe correlare a quello che diceva Bresson, che usava malvolentieri il colore solo per lavoro, il colore è documentazione, il bianconero è arte...

Desaturare è una cosa. Fare il bianco e nero è un'altra.


bella questa

avatarjunior
inviato il 03 Ottobre 2016 ore 22:38    

Maximetto78 : Mi fanno schifo a colori ma rendono meglio in bianco e nero


Non esprimo un giudizio estetico ma penso che alcune delle tue foto siano un ottimo esempio di quando il bianco e nero sia consigliabile. In particolare sto parlando di foto in cui ci sia una forte illuminazione di alcune zone che contrastano fortemente con altre zone in ombra.
In bianco e nero il gioco di luci ed ombre, anche portato all'estremo, può diventare un elemento importante o il soggetto della foto. A colori, la stessa combinazione è generalmente poco piacevole.

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 7:05    

@Mauro266
"S'imparano un sacco di cose leggendo queste discussioni, Duchamp non è mai esistito e gente come HCB e Salgado è ignorante"

Non ho toccato io Duchamp e non ne parlo, ma sul resto vanno fatte delle precisazioni al tuo commento che io reputo superficiale.

Vediamo il perché.

- HCB è stato uno bravo ai suoi tempi, tempi nei quali il colore era oltretutto limitato per motivi tecnici contingenti, era agli inizi come tecnologia, limitata tecnicamente, e non era diffusa.

Comunque, HCB è stato sicuramente une pietra miliare della fotografia AI SUOI TEMPi, ha un posto meritato nella storia della fotografia.

Ma il tempo passa, il bagaglio tecnico e culturale del mondo della fotografia aumenta e le fotografie di HCB, osservato oggi, con la preparazione tecnica e compositiva odierna, non hanno più nulla di straordinario, e qualcuna è addirittura quasi patetica: oggi ci sono al mondo un sacco di fotografi più bravi di lui, fanno foto migliori delle sue, dunque non ha più senso di parlare oggi di HCB se non collegandolo alla storia della fotografia, ha fatto il suo tempo e stop, e visto con gli occhi di oggi, lui vale poco semplicemente perché oggi c'è un sacco di gente che fanno fotografie migliori, come composizione e tecnicamente.

HCB non è un Dante Alighieri che ha fatto opere imperiture: al contrario della Divina Commedia, le fotografie, oltre che tecnicamente, invecchiano come contenuto e significato, la fotografia non è duratura come la letteratura o la scultura, la fotografia è fugace.



- Salgado è bravo, bravissimo, e la sua bravura consiste nel comunicare all'osservatore i valori fondamentali dell'uomo e del pianeta, la vita, la morte, il lavoro, etc, ed è sicuramente uno dei più bravi fotografi di oggi, ma ciò non toglie che sia un fotografo limitato.

Il colore Salgado non lo fa, se non vuole o non lo sa fare non ci importa, ma non lo fa, ed è questa la limitazione grave di Salgado: non sa esprimere la bellezza colorata del mondo, e questa limitazione si percepisce subito osservando le sue foto, si palpeggia, è reale.

La limitazione di Salgado è ancor più seria se si considera che lui arriva dopo grandi fotografi quali Ernest Haas ed altri: fotografi che, prima di lui ed in B&N ed a colori, hanno fotografato gran parte dei valori fondamentali dell'umanità e del mondo che lui ha poi fotografato 40 anni dopo.

L'opera di Haas “La Creazione”, foto dei primi anni '70, è un capolavoro a a parer mio migliore di “Genesi” di Salgado, e lo è perché è stata realizzata 40 anni prima, è di grande respiro, più ampio di "Genesi", tocca larga parte degli stessi temi di Salgado, ed è assai più completa perché in colore, Haas si è potuto permettere, col colore, delle fotografie che Salgado, in B&N, non si è potuto permettere.

Salgado ha avuto a disposizione il bagaglio culturale di gente della portata di Haas, ma non ha saputo avere la stessa apertura mentale e tecnica, completa, come un Haas, perché è rimasto limitato al B&N.

Io andai a suo tempo a vedere a Londra l'opera di Haas, “La Creazione”: è un lavoro di eccellenza, ma soprattutto è un lavoro di ampio respiro culturale e tecnico: Haas ha manipolato il colore come mai si era visto prima, stampe enormi e bellissime, attualissime ancor oggi, che rappresentano la Creazione di un pianeta, il nostro, con tutti i suoi splendidi colori e nei suoi valori fondamentali, in un lavoro di grande respiro, e le foto sono state realizzate in luoghi diversi e distanti su tutto il pianeta, come ha fatto poi Salgado 40 anni dopo.

Quando sono andato a vedere “Genesi”, a Roma, all'Ara Pacis, la prima cosa che ho pensato è che Salgado, in altra forma, ha ripercorso ed ampliato la strada aperta da Hass con “La Creazione” 40 anni prima, Salgado ha aggiunto l'Uomo, e non è certo poco, ma quella strada l'ha aperta Haas e l'ha percorsa meglio, perché l'ha percorsa col colore.

Le foto di Salgado sono solo in B&N, e se da una parte, come provato sopra, il B&N trasmette con più forza taluni messaggi, dall'altra ti chiude la porta ad una parte, oltretutto, bellissima, del mondo: Salgado quella parte lì, l'ha persa, Haas no.

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 7:20    

Meglio non commentare!

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 7:27    

Un punto di vista
Probabilmente di chi guarda alla fotografia come un puro fenomeno fisico
E da quel punto di vista sicuramente una opinione valida. Ma io non vedo la fotografia come un puro fenomeno fisico.
A colori o in bn è un linguaggio di comunicazione.

user14286
avatar
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 7:31    

Sballò...è inutile...non ci arrivano...lascia perdere...

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 8:37    

Alessandro, inutile replicare, il tuo intervento si commenta da solo, il riferimento a Duchamp era rivolto ad altri ;-)

avatarsenior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 9:05    

Perché è più radical chic è la mia risposta definitiva

avatarjunior
inviato il 04 Ottobre 2016 ore 9:58    

Visto che la realtà che ci circonda è colorata, fare foto in b/n è fare un'astrazione, una tua interprtazione, sempre che ti piaccia interpretare. Se al contrario vuoi solo copiare, il chè è assai facile, vai tranquillo, fai solo foto a colori che sono tanto belle e piacciono a tutti. Voglio ricordare atutti quelli che sono ostili al b/n che l'interpretazione è quella bella cosa che ti permette di esprimere la tua fantasia, la tua creatività ed anche laa tua vocazione a non farti omologare.
Se queste cose ti sono estranee, non porti problemi esistenziali. Continua a scattare in jpg e stai soddisfatto.
Auguri.

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