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Murphy infatti il nocciolo del problema e la democrazia, chi va in pensione non dovrebbe votare cosi come un minore, non ha senso dare gli strumenti che indirizzano il futuro di una societa a chi quella società non potrà viverla
il voto va dato solo alla parte attiva della popolazione, che e quella che tiene vivo lo stato
“ Voglio vedere come fanno a lavorare i giovani con dei figli se non ci sono i vecchi MrGreen „
sono troppo impegnati a fare vacanza, di recente ho fatto un giro tra Portofino e 5 terre, orde di vecchi in pensione che se la spassano in vacanza, quelli a guardare i nipoti non ci pensano proprio
Non tutti hanno la possibilità di farlo se si lavora tutti e due a tempo pieno in certe città ti costano uno stipendio a lasciare i figli fuori casa dalla mattina alla sera, poi non penso che faccia bene ai piccoli stare 10 ore tutti i giorni fuori da casa. Questo in Italia negli altri paesi europei le cose vanno meglio.
Lomo dei nonni che vanno a Portofino vuole dire che hanno disponibilità economiche parecchio sopra la media, possono pagare la tata a tempo pieno ai nipotini.
Non ho più seguito ma ho intravisto uno sfortunato commento sui "novax". Ecco perché "siamo troppih" e altre meraviglie simili vanno di moda: hanno rotto la scuola, prima.
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Giorgio Vincenzi Che cos’è l’intelligenza? Se consultiamo un qualsiasi dizionario troviamo scritto che è la capacità della mente di capire le cose, imparare dall’esperienza e risolvere i problemi. È solo questo o ci sono tanti altri fattori da considerare? E quante intelligenze esistono? Le risposte ai quesiti li possiamo cercare a Lucca dove da oggi si svolge la quinta edizione di Pianeta Terra Festival sulle Forme di intelligenza. È il tema di stretta attualità e sul quale il direttore scientifico del Festival Stefano Mancuso, neuroscienziato e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale dell’Università di Firenze, ha un’idea precisa. «Noi – afferma in questa intervista – abbiamo l’idea di essere l’unica specie intelligente, mentre probabilmente potrebbe venire fuori che siamo l’unica specie stupida del Pianeta». E spiega: «Oggi molta della discussione è sui rischi e sulle possibilità che l’intelligenza artificiale promette all’umanità. Serve quindi una discussione, un approfondimento che aiuti a comprendere che cos’è l’intelligenza e come si manifesta nelle sue diverse forme, a partire dalle intelligenze naturali fino a quella che chiamiamo intelligenza artificiale e che probabilmente in realtà non dovremmo chiamare così. Tutto ciò – prosegue – partendo da alcuni momenti chiave, tipo l’idea che abbiamo che l’intelligenza sia qualcosa legata a un organo, che è il cervello, e cercheremo di dimostrare come in realtà questa sia una falsa informazione».
Questa idea è proprio sbagliata, sostiene Mancuso, «perché anche se dovessimo immaginare che tutti gli esseri che hanno un cervello, quindi tutti gli animali fossero intelligenti, staremmo parlando dello 0,3% degli esseri viventi, e contemporaneamente staremmo dicendo che il rimanente 99,7% della vita è stupido, non ha le capacità di basarsi sulla memoria per la risoluzione di problemi che possono accadere in futuro. Queste sono tutte follie dell’idea umana che ha sempre cercato di limitare a sé questa caratteristica o al massimo allargarla a quegli esseri che sono molto simili, mentre in realtà l’intelligenza è proprio una caratteristica della vita, è uno dei fattori fondamentali. Qualunque essere vivente», prosegue «è in grado di percepire l’ambiente, di trattenere le informazioni necessarie, di elaborarle e trovare delle soluzioni, perché questo è qualcosa che attiene veramente alla vita in generale. Se non fosse in grado di essere in questa maniera intelligente sarebbe spazzato via dall’evoluzione».
Professor Mancuso, alla luce di quanto detto la definizione di intelligenza va rivista?
Certamente. Le definizioni di intelligenza date da noi uomini vanno di pari passo con tutto quello che ci riguarda, nel senso che noi cerchiamo di limitare tutto sempre a noi stessi come se facessimo parte di una categoria particolare, speciale, al di fuori della natura, che non spartisce con gli altri esseri viventi. L’uomo ha sempre provato a fare cose del genere e questa è una posizione folle perché noi siamo parte della natura, siamo del tutto simili agli altri esseri viventi, rispondiamo esattamente alle stesse leggi. È questo uno dei problemi sulla nostra comprensione della vita: pensare che siamo fuori dalla necessità di rispondere alle stesse leggi a cui rispondono tutti gli altri esseri viventi e quindi abbiamo sempre cercato di dare delle definizioni anche di intelligenza che si limitassero al nostro ambito o a qualcosa che è molto vicino. Ci siamo poi accorti che ogni volta che cercavamo di limitare l’intelligenza a qualcosa che ci assomiglia – quando mettevamo delle barriere, dei confini nella definizione di intelligenza – ci accorgevamo che anche gli altri esseri viventi, spesso, erano in grado di fare le cose che noi ritenevamo essere esplicitamente limitate alla nostra specie. Salvo poi con grande semplicità, con grande gioia, con grande trasporto, usare la parola intelligente per tutto quello che noi progettiamo, per cui abbiamo i televisori intelligenti, i telefoni intelligenti e ora abbiamo creato l’intelligenza artificiale. Tutte queste sono proprio delle stupidaggini che rispecchiano la nostra maniera di guardare la vita. L’intelligenza è un fattore della vita, l’intelligenza artificiale non è intelligenza. Lo è invece quella dei batteri, delle piante e di tutti gli altri esseri viventi!
Lei ha affermato nella presentazione del Festival che l’intelligenza non è mai neutra. Cosa intende?
Non è mai neutra nel senso che l’intelligenza serve per fare delle scelte. Un essere vivente riceve delle informazioni, ha una memoria e produce delle soluzioni, il che vuol dire scegliere. E come diceva Soren Kierkegaard (filoso e teologo danese, 1813-1855, ndr), ogni scelta è un’ecatombe di possibilità. Nel senso che nel momento in cui tu scegli qualche cosa, tutte le altre possibilità scompaiono. È per questo che non è neutra e l’intelligenza artificiale ancora di più. Come qualunque strumento e tecnologia creata dall’uomo non è assolutamente neutra. L’intelligenza artificiale per sua natura è posseduta da un numero molto limitato di persone che sanno come funziona e la utilizzano per massimizzare oltre ogni limite i loro profitti. Non è neutra anche nel senso che la puoi utilizzare per il bene e per il male. Con l’intelligenza artificiale puoi trovare molto più velocemente la configurazione di alcune molecole i cui benefici per la nostra salute saranno fondamentali, ma la configurazione, la costruzione, come è fatto questo strumento tende a pendere più verso il lato negativo. È un mezzo più volto al profitto che al bene dell’uomo e in questo senso non è neutra.
"il voto va dato solo alla parte attiva della popolazione, che e quella che tiene vivo lo stato"
E' verissimo.
Quello, il votare tutti, è il paradosso della democrazia, che la rende inefficace, ed è per quello che la democrazia, secondo me, non è, e non lo è affatto, il miglior sistema di governo, per nulla, alla luce dei fatti, e dei tempo, si è rivelata essere un pessimo sistema di governo.
L'AI è un attrezzo di lavoro, la puoi usare bene o la puoi usare male, ma nella società moderna non ne puoi fare a meno.
E' semplicemente presente del codice che è finalizzato a fare quello che viene descritto come "autonoma decisione". Non sono sistemi romantici, né lo sono necessariamente i programmatori. Sono strumenti potenti con codice lunghissimo, una parte del quale è volutamente stato scritto per scopi non etici. Bisognerebbe evitare di pensare che gli strumenti vengano sviluppati innocentemente, e che si verifichino in maniera inattesa certi eventi. Sono funzionalità volute, addestrate e testate allo scopo. E funzionano, così come funzionano i sistemi meccatronici (robot) che saltano e fanno capriole. Li puoi vestire da "cane" o piccolo umanoide, ma puoi anche fare altro. In quel caso magari non ci sorprenderemmo tanto, e saremmo più disposti a "intuire" l'ampio spettro di finalità e potenzialità. Con la IA, invece, sembra che si cada dal pero quando emergono certe notizie.
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