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Iperfocale







avatarsenior
inviato il 14 Giugno 2026 ore 9:20    

Claudio:









Nikon 1 J5, ISO 800, su cavalletto, f/16, fuoco su infinito da firmware, distanza da piano focale ai tre oggetti ~ 50 cm misurati con centimetro da sarto.
La stragrande maggioranza degli Juzini non ha mai fatto ricerca e pubblicato. In genere fanno molte prove poco significative.
È buona cosa includere caratteri piccoli quando si prova un obiettivo o come qui si vuole controllare la messa a fuoco.
Le targhe delle macchine sono leggibili, le scritte sui medicinali pure (dopo zoom).
Secondo teoria le scritte in rosso sono più affette da diffrazione.

avatarsenior
inviato il 14 Giugno 2026 ore 11:32    

Fai prove anche con FF. Non solo formati così piccoli.
Non so che dirti. Ho letto sempre cose un po' diverse fin da quando ho iniziato a fotografare e, d'altra parte, se metto a fuoco all'infinito anche a f/11 oppure a f/16 il primissimo piano non mi viene mai bello a fuoco. Qui su Juzs diversi fotografi paesaggisti bravi si comportano così.
Anche il mio Zeiss Batis in manuale sul display porta l'indicazione dell'iperfocale: che neppure loro capiscano niente?
Infine, sinceramente sai che non sto tanto a guardare formule: sapevo del tallone d'Achille della "tua" teoria erano le cortissime distanze e mi sono fidato. Preferisco, come fotografo, dedicarmi alla lettura di libri di fotografia: ultimamente sto leggendo "Saldamente sulle nuvole" e " La camera incantata" del compianto Mimmo Jodice e ho ritrovato in uno scatolone dimenticato dal trasloco due libri di Pentti Sammallahti, finlandese che consiglio. Preferisco spendere così il mio tempo o, se posso, fotografare sul campo. Comunque un paio di prove col FF le faccio. E mi scuso per l'OT

avatarsenior
inviato il 14 Giugno 2026 ore 12:41    

se metto a fuoco all'infinito anche a f/11 oppure a f/16 il primissimo piano non mi viene mai bello a fuoco.

Non c'è niente di strano in questo. Il punto, come sottolineava Merklinger nel suo articolo (da leggere; al limite anche solo i capitoli 9, 10 e 11, se si è più interessati alla pratica), è decidere cosa è importante e poi di conseguenza scegliere il metodo più opportuno per ottenere il risultato che si vuole. Non è che l'iperfocale non funzioni e la messa a fuoco all'infinito sì o viceversa, la coperta è quella che è e se è corta non si allunga per magia: sono metodi per arrivare più o meno comodamente e prevedibilmente a un certo risultato, ma è da quest'ultimo che si deve partire. Per il resto, tutto considerato sono in sostanza la stessa cosa, si possono usare entrambi, ed entrambi possono fare bene il loro lavoro (se si sa cosa si vuole ottenere e cosa si sta facendo).

avatarsenior
inviato il 14 Giugno 2026 ore 13:42    

Si capisco @Ironluke. Io questo sapevo. Il metodo M. in fondo sostiene che per i soggetti più vicini il circolo di confusione può essere più grande e te ne accorgerai di meno perché il soggetto in primo piano è più grande ( diciamola un po' grezza) . Però odio anche un leggero deficit di nitidezza del primissimo piano. Se a monitor me ne accorgo poco in stampa lo noto e mi da fastidio. Come dici tu " la coperta è quella che è " e non credo si possa avere una formula " magica" per avere tutto. Qualche compromesso bisogna pur accettarlo, anche se non conta sempre l'obiettività ma anche la sensazione di nitidezza. Alla fine sta a te trovare la cosa migliore per quella specifica foto e anche per le dimensioni della stampa. Almeno questo è il mio parere. Ma io tendo a ragionare sui risultati pratici con il materiale che ho: mi appassionano le fotografie e , spesso lo ammetto, non tanto le prove. Comunque voglio fare qualche ulteriore prova nelle condizioni in cui più spesso mi trovo con gli obbiettivi che attualmente ho a disposizione: il 15 mm Voigtlander super wide heliar, il 18 mm Zeiss Batis e il 24-105 Sony. In più con la reflex Nikon ol 16-35, il 70-200 , l' 85 e il 105 micro tutti Nikon. Ma credo che proverò soprattutto i primi 3

avatarsenior
inviato il 14 Giugno 2026 ore 16:58    

Sembrerebbe che non c'entri niente ma, per caso, ho rivisto "Parthenope" di Sorrentino su Netflix e una TV che penso sia 43" (non ne sono sicuro). Precedentemento avevo visto "Parthenope" tre volte in una sala ben lontana dalle sale di una volta.
Mi è sembrato un altro film.
Mi è venuto in mente il povero telefonino quando fa le foto. Soccombe perché il più delle volte o si osservano le foto su piccolo schermo da 6-7" o si pretende di ingrandirle come un FF. Lì casca l'asino.
"La grande bellezza" l'ho vista quattro volte, influenzato da un professore di Milano che disse che ha dovuto vederla sette volte per tentare di decifrarne il significato.
Attualmente Sorrentino sta lavorando a un documentario su Carlo Ancelotti. Il quale al Milan è stato otto anni e ha vinto UNO scudetto. In compenso ha vinto due Champions. Il Carletto era stato allenatore in seconda di Sacchi. È uno "zonarolo". Sono sempre stato del partito di Brera che diceva che si vince in contropiede, che adesso chiamano "ripartenza" e a me viene da ridere.
Merklinger non è popolare su Juza. Juza è privo di un moderatore tecnicamente competente. Passano per verità delle teorie astruse. Su DPR sopravviverebbero due post, poi verrebbero stroncate senza pietà. Ma su DPR passano personaggi di assoluto livello mondiale, c'è perfino un prof universitario di matematica.
Non cè bisogno di sensori à la 1" (virtuale) per sperimentare M: c'è bisogno di focali molto piccole per fare in modo che le aperture siano dell'ordine di 1-3 mm al massimo.
Qui su Juza NESSUNO ha risposto alla mia domanda "cosa significa fisicamente essere a fuoco" ed è giusto così perché è un sito di influencer, non di scienziati.
Se osservo una foto secondo M, è per me evidente che tutti i punti che APPAIONO a fuoco devono arrivare QUASI contemporaneamente al fuoco. Se non fosse così il principio di Fermat non sarebbe valido, invece è valido perché è sostenuto da Dick Feynman. Mi frega la mia ammirazione sconfinata per Feynman.
Merklinger si rapporta a Feynman come un citrullo che investe €10k in una bici al carbonio si rapporta a Pogacar.
Prima o poi ci arriverò a mettere insieme Merklinger e Fermat via Feynman, anche se ora è solo un presentimentoMrGreen
Ancora una volta. Quello che conta è l'apertura in mm del diaframma, la dimensione del sensore non entra in gioco.MrGreen

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