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inviato il 27 Maggio 2026 ore 8:35
Quelli piccoli li infilavi in bocca interi tenendoli per il becco che era l'unica cosa che avanzava, pure tordi e merli finivano in pentola, poi in inverno arrivavano le cesene, gardene in trentino o gazzanèle in veneto, il profumo indimenticabile, poi in caso di poche catture la teglia ospitava anche i "osei scampadi" ( tradotto quelli fuggiti e quindi non presi) raffigurati da una sorta di involtino fatto con fettina di maiale con dentro un pezzetto di salciccia e la salvia, proprio come fosse un tordo. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 10:55
 prelibatezze finite, i miei zii sono andati e non conosco nessun cacciatore che mi inviterebbe a condividere polenta e osei almeno posso dire di averli mangiati, cosa che mia figlia non assaggerà mai suppongo, anche perché è vegetariana, beh almeno non è vegana |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 11:36
anche la mia è vegetariana, non per salute ma perché animalista. Le ho detto che quando fanno mietiture e raccolte fanno stragi di allodole, quaglie e tutte le specie che nidificano a terra e mi ha detto che sempre meno del danno dei cacciatori. Io non ne sono molto convinto... |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 11:37
Anche volendo dalle mie parti i passeri sono spariti da anni. Solo cornacchie, tortore, cormorani... |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 11:55
“ Le ho detto che quando fanno mietiture e raccolte fanno stragi di allodole, quaglie e tutte le specie che nidificano a terra e mi ha detto che sempre meno del danno dei cacciatori. „ Il problema degli uccelli non sono solo i cacciatori, anche perché tra specie protette e periodi di chiusura, non rimane molto spazio per catturarli. La cattura di frodo tramite reti e vischio è sempre meno praticata. Il vero problema sono i gatti, che li predano. Esistono dati statistici basati su specifici studi (quindi non precisi, ma piuttosto credibili) che attribuiscono una vera e propria strage di uccelli perpetrata da parte di questi formidabili predatori domestici. www.komitee.de/it/uccelli/gatti-e-uccelli/ |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 12:02
“ sui piccoli volatili, è ormai appurato che il danno più grosso sulle specie delle pianure sia fatto dall'agricoltura. „ Non lo metto minimamente in dubbio. Però anche i 26mil attribuibili ai gatti mi sembrerebbero un numero significativo. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 12:19
mi sembra una stima molto tirata per le orecchie...parte da assunzioni a cascata, ciascuna delle quali con un'incertezza di almeno 1 o 2 ordini di grandezza. Il risultato finale, prendendo le ipotesi agli estremi opposti, potrebbe essere tranquillamente 1000, 10000 volte inferiore. O superiore. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 12:57
“ almeno posso dire di averli mangiati, cosa che mia figlia non assaggerà mai suppongo, anche perché è vegetariana, beh almeno non è vegana „ Sono scelte che però devono venire rispettate quando questo è reciproco da entrambe le parti. Ognuno di noi crede in qualche cosa di non assoluto per tutti per cui se c'è democrazia ( quella vera) c'è posto per tutti. Riguardo agli uccelli le cause sono molteplici e di certo non addossabili tutte ai cacciatori anche se da cacciatore ho già più volte detto espressamente che oggi la caccia agli uccelli sia stanziali che migratori non di allevamento non può più esistere per conclamata inutilità oltre che potenzialmente dannosa per il numero ristretto di densità dei volatili. E qui serve fare un gran salto nel passato dove caccia e soprattutto bracconaggio ai piccoli volatili era praticato su larga scala e malgrado questo i numeri erano e restavano sempre molto alti ma i sistemi di coltivazione erano totalmente differenti e sicuramente più ospitanti degli attuali, ma poi un altro fattore che non sfugge a qualche vecchio orecchio dove può fare confronti con periodi di oltre mezzo secolo fa è il silenzio assordante che regna in molti boschi, una volta al mattino presto era un concerto, ora stessi identici luoghi sono dei conventi di clausura, sto parlando di specie che non sono mai state oggetto di caccia ne di bracconaggio anche in tempi lontani, sui gatti ora sicuramente corro il rischio di essere lapidato ma quando feci gli esami di caccia , prima del 77, il testo da studiare e quindi potenzialmente domanda di esame riportava che il gatto domestico lontano oltre i 300 metri dall'abitato era da considerarsi nocivo e quindi cacciabile, diciamo che era diventato raro incontrarne perché la caccia con il segugio non lasciava scampo, il felino partiva a manetta e il primo albero che incontrava ci saliva salvandosi momentaneamente perché il cane non mollava e si piazzava sotto abbaiando e quindi dopo un po' arrivava il conduttore in veste di P.M. - giuria - giudice ed esecutore, il tutto non certo con le lungaggini di oggi. Poi la legge fu cambiata in modo incompleto per cui se me lo classifichi come animale domestico va benissimo ma allora me lo fai alla pari del cane con tutti gli obblighi da parte del proprietario, quello non associato a un nominativo si elimina, metti l'obbligo del cip, se fa danni lo catturi con le gabbie in modo pacifico e leggi, non è difficile, se invece l'animalismo fanatico pretende che si debba subire e zitti poi la gente si stufa e fa a modo suo. |
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inviato il 27 Maggio 2026 ore 14:31
c'era un tizio che diceva che ogni cosa è veleno, dipende solo da quanta ne prendi idem si potrebbe dire per gli animali: qualsiasi animale può diventare un nocivo, ignorare questo significa solo appunto costringere chi li subisce ad arrangiarsi. |
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