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inviato il 26 Maggio 2026 ore 7:22
“ Questo per dire che anche oggi, con il digitale, si potrebbe fare benissimo un servizio matrimoniale con al massimo 2-300 scatti „ non è che quando si parla di lavoro, di intende solo il matrimonio (io parlavo di sport) comunque anche con 300 scatti ti fumeresti 25 rulli 120 con un costo ambientale significativo (pensa ai chimici) al contrario del costo zero (economico e ecologico) del digitale insomma continuare a sostenere una convenienza dell’analogico è impresa improba dalla quale ti consiglio di desistere |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 7:37
Quando imparavo a fotografare frequentando lo studio di uno che faceva matrimoni, ricordo che portava 10-12 rulli formato 120 e poi sull'album ci andavano 60-80 foto (delle 100-120 scattate) |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 8:05
Certo che la questione ambientale sta prendendo a tutti un po' la mano; è l'ultimo lavaggio del cervello cui siamo sottoposti. L'ambiente è la sua difesa è una questione importantissima, io per primo me ne preoccupo, visto che mi occupo di HSE per lavoro, però proprio perché molroimportante non si può ridurre a certe piccolezze e banalità e rivedere la questione "ambiente" tirata in ballo ad ogni pie' sospinto mi fa davvero capire quanto il business che c'è dietro e che rilevo ogni giorno per lavoro, sia reale e preponderante rispetto al probelma vero e quanto il lavaggio del cervello stia funzionando. La cosa più triste è che si sta riuscendo a far passare il concetto che certi prodotti e attività (e non i sto riferendo solo alla fotografia) sono dannosi ma nulla si dice di molti altri/e che lo sono in misura assai maggiore. |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 8:13
“ La cosa più triste è che si sta riuscendo a far passare il concetto che certi prodotti e attività (e non mi sto riferendo solo alla fotografia) sono dannosi ma nulla si dice di molti altri/e che lo sono in misura assai maggiore. „ questo è vero e sicuramente c’è un problema di sistema (che conta più dei singoli eventi inquinanti ) ma credo che dire che non ci sia stato un impatto positivo sull’ecosistema con la dismissione della fotografia analogica (oggi praticata a livello di nicchia) sia una grottesca arrampicata sugli specchi nel mio modestissimo caso spingo il tasto di scatto credo almeno 6mila volte a weekend (senza raffica), e non per piacere l’abbandono dell’analogico a livello di massa (oggi praticato da una nicchia) è stato un bene sotto molteplici aspetti (quello ambientale è uno di questi, ma non il solo) |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 9:39
insomma continuare a sostenere una convenienza dell’analogico è impresa improba dalla quale ti consiglio di desistere ****************************************** La convenienza della pellicola non esiste, ma non certo per i meno che esigui danni ambientali ma solo perché COSTA TROPPO, ha troppi limiti ed è troppo scomoda. Però una buona diapositiva continua a NON AVERE EGUALI. |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 9:58
“ questo è vero e sicuramente c’è un problema di sistema (che conta più dei singoli eventi inquinanti ) ma credo che dire che non ci sia stato un impatto positivo sull’ecosistema con la dismissione della fotografia analogica (oggi praticata a livello di nicchia) sia una grottesca arrampicata sugli specchi nel mio modestissimo caso spingo il tasto di scatto credo almeno 6mila volte a weekend (senza raffica), e non per piacere l’abbandono dell’analogico a livello di massa (oggi praticato da una nicchia) è stato un bene sotto molteplici aspetti (quello ambientale è uno di questi, ma non il solo) „ Lorenzo, non so di cosa ti occupi professionalmente, ma da quello che scrivi deduco che non lavori su tematiche legate all’ambiente o all’inquinamento. Senza entrare in dettagli tecnici complessi e poco utili in questa sede, ti propongo però uno spunto di riflessione che spesso viene trascurato da chi sostiene la presunta “pulizia” del processo fotografico digitale. Per valutare quanto un processo – in questo caso quello fotografico – sia più o meno sostenibile dal punto di vista ambientale, è fondamentale considerare l’intero ciclo di vita: dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento finale. Questo approccio è stato formalizzato anche dalla norma ISO 14001:2015, che ha rappresentato, sotto questo aspetto, un cambiamento significativo. Alla luce di ciò, è riduttivo considerare la fotografia digitale “pulita” solo perché non utilizza reagenti chimici per lo sviluppo delle pellicole. I processi chimici esistono comunque, e in misura rilevante, nella produzione delle apparecchiature digitali: basti pensare ai componenti elettronici e ai chip, che richiedono numerosi trattamenti e sostanze chimiche, oltre all’estrazione di minerali spesso complessa e impattante. Inoltre, le fotocamere digitali hanno in genere una vita utile inferiore rispetto a quelle analogiche, il che comporta un ciclo di sostituzione più rapido e un conseguente problema di smaltimento. A questo si aggiunge il consumo energetico: non solo per il funzionamento delle fotocamere, ma anche per tutte le fasi successive allo scatto, che coinvolgono computer, monitor e altri dispositivi, la cui produzione e dismissione hanno anch’esse un impatto ambientale non trascurabile. E la stampa? Anche in ambito digitale richiede carta e inchiostri, la cui produzione è tutt’altro che priva di conseguenze ambientali. Potrei proseguire, ma credo che il punto sia ormai evidente. La conclusione è che difendere la fotografia chimica in termini di impatto ambientale non costituisce affatto, come tu sostieni (spero in buona fede), una “grottesca arrampicata sugli specchi”. Semplicemente, ad oggi manca un’analisi complessiva e condivisa che confronti in modo rigoroso l’intero ciclo di vita del processo analogico con quello digitale. In assenza di dati completi, attribuire automaticamente alla fotografia chimica un impatto maggiore non ha basi solide: non ci si può affidare a percezioni personali né limitarsi a considerare una sola fase del processo. Spero di aver chiarito il mio punto di vista in modo sufficientemente esaustivo, anche se temo non sarà l’ultima volta che mi troverò a ribadirlo. |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 10:15
Diebu ho capito quello che dici ma fatico a credere che il processo produttivo di una digitale che produce 250mila scatti all'anno sia più impattante della produzione dell'equivalente numero di pellicole e reagenti chimici per lo sviluppo di esse (anche supponendo che la life expectancy di quella macchina sia di un solo anno). tu stesso dici che manca una analisi esaustiva in materia. |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 10:24
La realtà è molto più semplice di tutte le arrampicate sugli specchi e di tutte le evidenze scientifiche, l'uomo è invasivo e impattante di suo per cui se si toglie dai piedi autodistruggendosi farà un piacere all'ambiente. |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 10:47
questo è vero, Paolo ma è anche vero che esiste un problema di sistema |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 10:47
“ Diebu ho capito quello che dici ma fatico a credere che il processo produttivo di una digitale che produce 250mila scatti all'anno sia più impattante della produzione dell'equivalente numero di pellicole e reagenti chimici per lo sviluppo di esse (anche supponendo che la life expectancy di quella macchina sia di un solo anno). tu stesso dici che manca una analisi esaustiva in materia. „ Appunto, proprio perché manca un'analisi di questo tipo (oltre al fatto che non puoi fare un paragone a parità di numero di scatti, visto che con pellicola si scatta e si scattava molto meno; vanno fatti confronti in situazioni reali), il fatto che tu fatichi a crederlo, scusa la franchezza, non ha alcuna rilevanza, sono solo tue sensazioni e supposizioni e come tali non possono essere proposte come assodate come quando dici:“ ...dire che non ci sia stato un impatto positivo sull’ecosistema con la dismissione della fotografia analogica (oggi praticata a livello di nicchia) sia una grottesca arrampicata sugli specchi... l’abbandono dell’analogico a livello di massa (oggi praticato da una nicchia) è stato un bene sotto molteplici aspetti (quello ambientale è uno di questi, „ |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 11:12
ma è anche vero che esiste un problema di sistema ****************************************** No Lorenzo il problema è l'uomo. Eliminalo e avrai risolto il problema. Del resto, scusa, quando guardi in faccia il nano del Cremlino o la sfinge cinese puoi mai sperare in un futuro prospero per l'umanità? |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 12:05
mozione di metodo: scusa paolo, ma perché non usi il tag quote? |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 12:10
“ l’abbandono dell’analogico a livello di massa (oggi praticato da una nicchia) è stato un bene sotto molteplici aspetti (quello ambientale è uno di questi, ma non il solo) „ Questa è una tua, lecita, opinione. Non spacciamola per verità però |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 12:48
“ Questa è una tua, lecita, opinione. „ il digitale ha creato tantissimo lavoro che prima non c'era, questo credo sia un fatto poi, come dice paolo, ha abbassato i costi dell'hobby o della professione per chi la pratica |
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inviato il 26 Maggio 2026 ore 13:10
Nel sondaggio che ho compilato ho specificato che a mio parere la fotografia analogica oggi ha senso solo per il bianco e nero e per realizzare le proprie stampe in camera oscura. Il resto mi pare un puro esercizio di stile. |
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