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inviato il 12 Marzo 2026 ore 16:39
“ Appunto ho detto: "se le conosci"... „ É il contrario di quello che dici tu. Puoi conoscere la macchina quanto vuoi, ma alcuni interventi li puoi fare solo sul raw, al pc. |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 17:05
Ma il punto è proprio questo, TU parti dal presupposto che si debba per forza intervenire, e se bisogna intervenire è ovvio che si è sbagliato qualcosa, IO invece parto da un presupposto opposto al tuo, e cioè che io NON SBAGLIO in fase di ripresa perché sai... quarantacinque anni di sole diapositive mi hanno insegnato cosa è l'esposizione, cos'è la composizione, cos'è l'inquadratura e tutto il resto che sarebbe bene sapere PRIMA di commettere qualche errore! |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 17:16
“ Ma il punto è proprio questo, TU parti dal presupposto che si debba per forza intervenire, e se bisogna intervenire è ovvio che si è sbagliato qualcosa, IO invece parto da un presupposto opposto al tuo, e cioè che io NON SBAGLIO in fase di ripresa perché sai... quarantacinque anni di sole diapositive mi hanno insegnato cosa è l'esposizione. „ non hai capito. Ma, avendo tu esperienza solo con macchine a pellicola, penso sia normale perdersi le possibilità che derivano dal raw. E non è questione di sbagliare o azzeccare l'esposizione, è questione di interventi che con il raw si possono fare, e con il jpg no. Per dettagliare meglio l'esempio che ho fatto prima: ACR e Lr danno la possibilità di ridurre il rumore con l'AI, aumentando anche la gamma dinamica della foto (che ad alti iso è decisamente limitata). Se hai scattato in jpg, per quanto bene puoi aver esposto, non otterrai gli stessi risultati che ottieni processando il raw, e magari ti trovi pure con una foto da cestinare nonostante tutte le tue capacità, per limiti tecnici che lo scattare in jpg si trascina. Se hai il raw - e parliamo anche di raw vecchi, foto scattate 10 o 15 anni fa - ora con i mezzi moderni li puoi recuperare brillantemente. Discorso analogo (e ancora più semplice da capire) per il bianco e nero: l'accuratezza dello sviluppo che puoi fare su un raw, agendo sul mix di colori, sul recupero delle alte luci, delle ombre, etc, con il jpg non lo ottieni. Anche peggio, ottieni un risultato e non puoi andare a modificarlo bene come potresti fare con un raw, a distanza di anni, quando magari avrai altri gusti, altre esigenze, altri strumenti sw a disposizione. Ma sono temi trattati in lungo e in largo sul forum, non dovrebbero essere una novità. edit: vedo che hai modificato il tuo post ( “ cos'è la composizione, cos'è l'inquadratura e tutto il resto che sarebbe bene sapere PRIMA di commettere qualche errore! „ ) rincarando quello che temevo fosse il tuo presupposto: cioè che il raw serve a correggere errori in fase di scatto. Dopo tutti questi anni di forum, resto perplesso davanti a una convinzione simile. Me l'aspetto da uno che ha iniziato a scattare ieri con una macchina comprata al mediaworld, non da uno che fa diapositive da 45 anni. |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 17:37
“ Il concetto è lo stesso che si applicava con la Kodachrome reale: la pellicola dava il meglio di sé solo con le condizioni di luce giuste „ Verissimo, senza una buona luce la Kodachrome perdeva i suoi superpoteri, anche se non ricordavo un cielo con una dominante calda come quella delle foto nella pagina precedente (ma vado a memoria, anzi a sensazione, perché l’ultimo rullino l’avrò usato ben oltre trent’anni fa). Piuttosto, oggi come oggi, se proprio devo fare un paragone col digitale, più che con un profilo colore mirato (che può appunto emulare il colore ma poi si ferma lì), lo farei con un sensore: il Foveon. E non tanto per i colori, che non so se siano paragonabili o meno, quanto per il concetto in sé: entrambi - sensore e pellicola - dotati di una tecnologia a sé stante; entrambi necessitanti di essere messi nella migliore condizione per potersi esprimere al meglio, ed entrambi capaci di exploit che li distinguono da tutto ciò che sta(va) loro intorno. |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 18:01
Devo ancora capire perché puntualmente nelle discussioni che riguardano il digitale e nello specifico le simulazioni film, si finisca per parlare di pellicola e i soliti senza cognizione di cosa sia un raw, la post ecc, ne sparano di ogni. |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 18:14
Vedo che non vuoi comprendere. Per me una fotografia FINISCE nell'istante stesso in cui la RIPRENDO. Di tutto ciò che si può o si potrebbe fare dopo, fosse anche fra 10, 20 o 100 anni, frega un po' meno di nulla... perché in un modo o nell'altro non sarebbe la fotografia che ho fatto io. Inoltre a me di diminuire il rumore, aumentare la gamma dinamica e tutto il resto delle miĺlemila migliorie, vere o presunte o ipotetiche che siano, interessa ancor meno... perché per quanto scarso possa essere un sensore di oggi è già così diecimila volte più prestante e tollerante delle mie Velvia! Per quanto poi riguarda gli errori, anzi gli ORRORI che fanno quasi tutti, non me li invento io, basta seguire un paio di threads e ne senti - e ne vedi - di tutti i colori, quindi chiarito che non mi stavo riferendo a te ammetterai che è comunque PRASSI COMUNE scattare alla come viene tanto poi si corregge! |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 18:26
Paolo... Confondi volontariamente due piani diversi: scelta personale e limite tecnico; che tu voglia finire la fotografia allo scatto è una tua posizione, rispettabile. Ma non dimostra affatto che il raw serva solo a rattoppare errori. Dimostra soltanto che non ti interessa usarne le possibilità. Il raw non è una scusa per esporre male. È un negativo digitale: conserva più informazione, permette uno sviluppo più preciso e lascia aperte possibilità che il jpg chiude per definizione. Che uno poi decida di non sfruttarle è lecito. Negarne l'utilità, invece, è solo ideologia travestita da esperienza, e guarda caso chi non usa qualcosa la disprezza, SEMPRE. Poi che ci siano ovunque persone che scattano a occhi chiusi, tanto poi si recupera e' un fatto, ma non rende te che ci metti il mestiere per farlo al momento finale, un alieno o un professore. Scelte, permesse dalla tecnologia. |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 18:44
“ Il raw non è una scusa per esporre male. È un negativo digitale: conserva più informazione, permette uno sviluppo più preciso e lascia aperte possibilità che il jpg chiude per definizione. Che uno poi decida di non sfruttarle è lecito. Negarne l'utilità, invece, è solo ideologia travestita da esperienza, e guarda caso chi non usa qualcosa la disprezza, SEMPRE. „ Ecco. “ Per me una fotografia FINISCE nell'istante stesso in cui la RIPRENDO. Di tutto ciò che si può o si potrebbe fare dopo, fosse anche fra 10, 20 o 100 anni, frega un po' meno di nulla... perché in un modo o nell'altro non sarebbe la fotografia che ho fatto io. „ Liberissimo di fare e pensare come meglio credi. Fossi in te però mi farei un po' di cultura su tutto quello che i più grandi fotografi al mondo hanno prodotto in camera oscura, dopo lo scatto. Scopriresti un sacco di cose interessanti, c'é tantissimo da imparare. E nessuno al mondo ha mai detto loro "ehi ma non é la foto che hai scattato" :) |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 18:52
“ Per me una fotografia FINISCE nell'istante stesso in cui la RIPRENDO „ se fai diapositive... le cose stanno esattamente così (per questo il KR era amato). poi, che il raw sia un negativo digitale è un dato di fatto e che come ogni negativo si presti ad 'interpretazioni' successive è indiscutibile ma... in un certo qual modo, mentre la diapositiva è un mondo a sé, raw e pellicole negative sono molto piu vicine tra loro di quanto siano prossimi ad una diapositiva. |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 18:54
Seguo |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 19:17
Perché privarsi a priori di possibilità di sviluppo? Quando usavo le Velvia sapevo benissimo i suoi pregi, ma anche i grandissimi limiti e parlare e criticare e peggio ancora criticare ciò che non si conosce è quanto meno superficiale se non peggio … caro Paolo ti stimo molto per la tua perseveranza, ma ti invito a non criticare ciò che non conosci e le potenzialità di un RAW e pensare che tutti quelli che lo usano non sanno esporre è pretestuoso … solo per non parlare di altri ad esempio io ho usato per molti anni le Velvia con estrema soddisfazione, oggi uso solo il RAW, niente JPEG e questo non significa che non so esporre |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 19:36
Leggendo gli ultimi interventi credo che Gsabbio abbia sintetizzato le differenze tra le tecnologie e gli approcci. L’amico Paolo, da utilizzatore ed esperto di diapositiva ha giustamente l’approccio del “la foto è finita quando si è premuto il tasto dell’otturatore”, è così, ed è incontrovertibile. E come ha detto Paolo non ci sono margini d’errore. Il JPEG può essere considerato in un certo senso un “positivo digitale”. Il Raw al contrario è un negativo digitale, e di fatto ha una sua analogia con la pellicola negativa. È più “clemente” in fase di ripresa perché permette di recuperare in una certa misura anche degli errori, detto che i risultati migliori si ottengono sempre da una base buona/ottima già dallo scatto. Gli interventi che prima si facevano in camera oscura, tra mille complicazioni, oggi si possono fare più semplicemente e molto più velocemente in camera bianca. Anche su un Raw comunque non si possono fare miracoli. Se la luce di ripresa è pessima, hai voglia a tirare su vividezza, saturazione, ecc… Al più si otterrà un risultato pacchiano. |
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 21:34
“ Anche su un Raw comunque non si possono fare miracoli. „ Nsomma. Anche se la luce non è delle migliori, qualcosa si può sempre fare.
 Una Kodachrome alla lontana.
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inviato il 12 Marzo 2026 ore 22:26
@Andyv delle 3 modalità di conversione quale hai usato? |
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inviato il 13 Marzo 2026 ore 3:54
caro Paolo ti stimo molto per la tua perseveranza, ma ti invito a non criticare ciò che non conosci e le potenzialità di un RAW e pensare che tutti quelli che lo usano non sanno esporre è pretestuoso ********************************************* Un momento Ivan, stai mettendo il carro davanti ai buoi. Io conosco benissimo le potenzialità del RAW, perché conoscendo quelle del negativo, e sapendo che il RAW è ancora più flessibile, capisco bene come le sue potenzialità siano QUASI infinite... detto ciò però a me NON SERVONO quindi se ne possono restare dove sono. È chiaro il concetto adesso? Anche perché, come tu mi insegni, anche un men che modesto j-peg ha potenzialità enormi rispetto a un fotogramma di Velvia per cui, quand'anche dovessi sbagliare, ed è pressoché impossibile che accada, il j-peg sarebbe comunque più che sufficiente a risolvere il problema. |
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