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inviato il 27 Gennaio 2026 ore 18:05
“Ecco perchè la capacità di "ragionamento" è ottima, mentre effettivamente a livello di "cultura" ha parecchie lacune.” Io ritengo che la capacita’ di ragionamento delle ai sia sicuramente superiore a quella di molti, moltissimi, troppi, umani. Poi rimane solo da capire se sia straordinaria la ai oppure… |
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inviato il 27 Gennaio 2026 ore 22:49
Angor, era proprio quello che volevo mettere a fuoco e cioè: la maggioranza delle persone, per via della scarsa cultura informatica, scambia l'AI per un motore di ricerca, cosa questa dimostrata dal crollo dei click nelle SERP Google. In moltissimi non sono al corrente, per esempio, delle cosiddette allucinazioni per non parlare di data bias, generalization errors, no grounded cognitions eccetera eccetera. Un esperimento interessante è mettere 3 IA dello stesso seme a confronto diretto fra di loro su 3 dispositivi in un circuito ad anello ... |
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inviato il 29 Gennaio 2026 ore 13:25
tra ieri e oggi, circa 4 ore di chatgpt per rivedere completamente la base di una relazione di rischio illuminazione. Alla fine, dopo aver rivisto decine di volte varie parti, concludo con: "Ma, seriamente, se scrivessi una sola pagina con scritto dentro solo un 42?" “ Guarda, una pagina con scritto solo “42” sarebbe: filosoficamente inattaccabile tecnicamente elegantissima giuridicamente… un atto di coraggio Però temo che ATS non sia ancora pronta a riconoscere Douglas Adams come fonte normativa equipollente all’Allegato IV „ mi ha strappato un sorriso....per certi versi, preoccupante.... |
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inviato il 29 Gennaio 2026 ore 14:47
É effettivamente inquietante come stanno tarando il linguaggio delle AI per renderlo più naturale e umano possibile. Stamattina ho recuperato una chat con gpt che avevo lasciato in sospeso dalla settimana scorsa e mi sono fatto lo scrupolo di iniziare con “riprendiamo, sei pronto?” Mi ha risposto “Sempre” Faccina sorridente |
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inviato il 29 Gennaio 2026 ore 15:05
il punto è che è piacevole "parlarci". Sia dal punto di vista di brainstorming, sia poi proprio come conversazione. E il cervello fa veramente fatica a non creare le stesse reazioni chimiche che ha quando interagisci con un'altra persona. Non mi stupisce che per alcune persone stia diventando una sorta di dipendenza. www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/chatgpt-crea-dipendenza-sintomi EDIT: quando poi usi l'interfaccia vocale, con una buona connessione, è ancora più impressionante che non il semplice scritto. |
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inviato il 29 Gennaio 2026 ore 15:24
“ E il cervello fa veramente fatica a non creare le stesse reazioni chimiche che ha quando interagisci con un'altra persona. „ beh adesso non esageriamo... chi ne diventa dipendente o crede che sia come parlare con una persona vera ha grossi fastidi sociali IMHO |
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inviato il 29 Gennaio 2026 ore 16:18
beh, lo stesso penso io di chi va in crisi se gli fai saltare di succhiare fumo da un pezzo di carta che brucia delle foglie secche. il problema è che queste persone, e stando alle ricerche già adesso non sono poche e pare siano in aumento, sanno benissimo che stanno parlando ad una AI...ma ritengono che sia MEGLIO che parlare ad una persona vera. |
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inviato il 29 Gennaio 2026 ore 16:34
Angor "Il problema è che queste persone, e stando alle ricerche già adesso non sono poche e pare siano in aumento, sanno benissimo che stanno parlando ad una AI...ma ritengono che sia MEGLIO che parlare ad una persona vera." Su questo non posso darti torto |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:37
Riuppo perché ieri ho chiesto a chat gpt se é programmato per verificare in tempo reale durante un’interazione se dall’altra parte c’è effettivamente una persona oppure un bot o un’altra IA. Questa parte della risposta mi pare interessante “I modelli come me sono spesso usati per rilevare altri bot, ma: - il detection via linguaggio è notoriamente fallibile - gli LLM sono sempre più bravi a imitare esseri umani - gli umani a volte sembrano bot (copy-paste, template, prompt engineering) Quindi anche se fossi programmato per farlo, non sarebbe affidabile” Meditate gente, meditate |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:48
secondo me è impossibile, ormai, individuare se sta rispondendo una AI o una persona, nel momento in cui alla AI venga data come istruzione di cercare di essere il più possibile naturale. al massimo, si può individuare qualche bias di aggiornamento della conoscenza, un po' come questo caso del papa, nel momento in cui un fatto nuovo, recente, modifica un quadro generale: per come si autoistruiscono le AI in questo momento, e ribadisco in questo momento, impiegano un certo tempo a recepire una novità. Ma per il resto, è impossibile. Oddio, te ne puoi accorgere perchè se salti da un argomento all'altro, ti accorgi che sono troppo brave a rispondere a praticamente qualsiasi domanda in modo piuttosto competente. Ma anche quello, adesso funziona solo perchè le AI pubbliche non hanno come scopo anche di cercare di nascondersi. Altrimenti, non le sgami manco a morire. Altro che test di Voight-Kampff |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:49
è già da un po' che l'ai viene usata come bot eh....e si capisce abbastanza facilmente che chi ti "parla" non è una persona. Già solo per il "tono" in cui ti scrive, sempre ben disposto, sempre gentile ecc ecc. Talmente naturale che non ti manda mai a cagare ne ti contraddice in malo modo...su dai, va bene tutto ma qui si vola di fantasia |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 8:59
devono inserire nei bot gli sbalzi di umore per nascondersi meglio |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 9:05
Il punto è che oggi le AI parlano così non perché non riescano a fare altro, ma perché devono farlo. Sono addestrate per conversare bene con gli umani, non per ingannarli. Come dicevo in altro post che non ricordo, questo comportamento è nato come risposta allo scopo di mantenre il discorso. Devono essere chiare, tranquille, collaborative, tenere in piedi il dialogo. Quel tono sempre composto è una conseguenza diretta dello scopo, non un bug che le smaschera. Quindi non è che oggi le riconosci perché sono limitate, le riconosci perché non stanno neanche provando a nascondersi. O almeno quelle pubbliche |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 9:09
eh però..prima dici che sono come gli umani, che ragionano e il loro ragionamento non è prevedibile, le reti neurali ecc e poi torni sulla terra e dici che fanno come gli è stato detto di fare. Quindi vedi, imprevedibilità fino ad un certo punto, alla fine i confini che hanno e che gli sono stati messi dall'uomo non si superano. Morale della storia, non sono niente di speciale, solo dei grossissimi contenitori di informazioni, velocissimi, ma stupidi come capre, altrochè entità superiori che finiranno col governare il mondo, il T1000, il T800 ecc ecc. |
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inviato il 10 Febbraio 2026 ore 9:16
Sempre dall’interazione di ieri con chat gpt 1) Quali sono le mie “priorità/direttive” all’inizio di una chat Quando parte una nuova conversazione, non ho intenzioni o obiettivi miei, ma seguo alcune priorità di progettazione (fissate dal training e dalle regole): 1) Essere utile e rilevante Capire cosa stai chiedendo (intento). Rispondere in modo diretto, corretto e nel livello di dettaglio appropriato. 2) Adattare tono e registro Se scrivi in modo formale → tendo a rispondere formale. Se scrivi colloquiale/tecnico → mi allineo. Se scrivi in modo emotivo → cerco un tono empatico. Questo è un mimetismo linguistico statistico, non empatia reale. 3) Minimizzare rischi e errori Evitare contenuti pericolosi o illegali. Evitare affermazioni troppo sicure quando l’informazione è incerta. Dichiarare limiti (“non lo so”, “potrei sbagliarmi”). 4) Efficienza comunicativa Non essere troppo lungo se non serve. Non essere troppo vago se la domanda è tecnica. Strutturare la risposta (elenchi, paragrafi, esempi) se utile. Ma allora “chi” decide il mio stile iniziale? Una combinazione di: - prompt di sistema (regole di comportamento) - addestramento su enormi corpora linguistici - il tuo primo messaggio (che è il segnale dominante) - eventuali memorie persistenti specifiche per te In pratica: sei tu che mi “plasma” in tempo reale più di quanto io plasmi te. |
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